I giovani spendono tutto in cibo e poco nella moda

Meno soldi, meno stabilità, meno certezze. Più tempo passato in ufficio ,al lavoro, più impegni, più voglia di evadere. L’esperienza è tutto. Per davvero. Se prima con i primi soldi messi da parte o alla prima crisi esistenziale ci affidavamo a quelle scarpe dal prezzo esagerato ma che dovevamo assolutamente avere e/o a quella gonna così da renderci le regine del ballo, oggi no la regola felicità non è più valida. Giovani e meno giovani, single o accoppiati, felici o irrequieti tutti vogliamo vivere più che comprare e così il mangiare ha sostituito la moda. Ovviamente si tratta di una provocazione ma fino a un certo punto i giornalisti di theguardian si sono chiesti proprio questo, come e quando è successo che le persone hanno incominciato a preferire vivere esperienze, dalla palestra ai ristoranti stellati passando per i viaggi, piuttosto che acquistare capi firmati. L’economia dell’esperienza sta pressando i nostri budget per i vestiti è questo il fatto. Nel Regno Unito la spesa destinata al tempo libero è aumentata dell’8% e al tempo stesso i marchi di moda registrato un calo nelle vendite. Pochi mesi fa avevano fatto scalpore le dichiarazioni di un giovane imprenditore diventato milionario che se la prendeva con i giovani che si lamentavano di essere poveri eppure mangiavano regolarmente avocado toast. «Quando volevo comprare la mia prima casa non acquistavo panini all’avocado da 19 dollari l’uno e quattro caffè da 4 dollari» aveva detto Tim Gurner dando una bacchettata sulle mani a chi fra noi aveva desideri troppo alti rispetto allo spirito di sacrificio. Allora avevamo storto il naso, oggi sapremmo cosa rispondere.

 

Week end a tutto sole!!

E’ in arrivo finalmente un week end a tutto sole !! Sei pronta per il fine settimana fuori città? Ecco qualche suggerimento per partire con il guardaroba ad hoc Campeggio chic e moto glam La tua destinazione è il campeggio immerso nella natura a due passi dal mare, ma non vuoi rinunciare allo stile? La soluzione giusta è scegliere pezzi comodi ma in versione raffinata: l’impermeabile ma nel modello a mantella, gli occhiali di ispirazione vintage ed il borsone ultra-capiente con stampa alla moda e personalizzata. Se invece hai programmato un eccitante weekend su e giù per i tornanti in sella ad una motocicletta puoi dare un tocco femminile al tuo abbigliamento indossando un casco rosa o una classica giacca da motociclista ma con applicazioni e ricami.

Golden Milk il latte d’oro

Dopo l’avocado, la quinoa, le bacche di Goji, la nuova food mania sta tutta in un bicchiere. Dentro ci sono latte, miele e curcuma: ecco il golden milk, il latte d’oro. Per il colore, ma anche perché come l’oro è prezioso, valutato un vero elisir di lunga vita. Ora tutti lo cercano, tutti lo fotografano provare su Instagram #goldenmilk per credere, ma dall’altra parte del mondo questa bevanda si beve da molto prima che divenisse di moda nel mondo occidentale.I primi a sfruttarne i benefici sono stati i medici ayurvedici che da tempo consigliano ai propri pazienti il latte d’oro, che in particolare deve la sua “magia” alla curcuma, pianta usata in India da più di 5000 anni.La corcumina, il suo principio attivo, ha infatti proclamate proprietà curative: potente antiinfiammatorio, analgesico, antiossidante, aiuta a curare i disturbi più vari, dai dolori articolari a quelli mestruali, disturbi intestinali e respiratori, mal di denti, e aiuta a tenere a bada anche trigliceridi e colesterolo. E anche se non si soffre di nessuno di questi disturbi fa comunque bene perché rafforza il sistema immunitario, e migliora il metabolismo Per provarne gli effetti, oltre che pura sotto forma di pasta  la cormumina si può anche assumere bevendo una tazza, nel golden milk appunto, che rafforza le sue proprietà naturalmente curative con quelle antibiotiche del miele. Chi ci ha provato suggerisce di berlo almeno una volta al giorno, meglio a stomaco vuoto, e con regolarità almeno per un mese. Non resta che provare per credere.

Fashion Food: il cibo da indossare

Completi pantalone fatti con fette di bacon, delicati foulard dipinti con il nero di seppia, gioielli con perle di zucchero, abiti di verdure e frutta  che non hanno nulla da invidiare alle linee confezionate con i tessuti. La moda non è mai stata così trasgressiva. Sempre più spesso, infatti, in passerella sfilano modelle abbigliate con abiti commestibili realizzati con gli ingredienti più disparati. Ad inaugurare la tendenza sembra essere stata Lady Gaga, che lasciò tutti a bocca aperta con il suo indimenticabile vestito di bistecche indossato per la serata degli MTV Video nel 2010.Si moltiplicano dunque gli chef-stilisti promotori di una moda che soddisfa la vista ma anche il palato. Qualche esempio? Roland Trettl, chef del Sud Tirolo, espone modelli di abiti commestibili nei musei più famosi al mondo. Verdure, pasta, polpo, sono alimenti che compongono un abbigliamento insolito, destinato ad essere cotto e mangiato dopo le sfilate. L’inglese Emily Crane è la prima designer ad aver realizzato bracciali, collier e tanti accessori chic fatti di melanzane, carciofi, lamponi, da indossare assieme agli abiti. La creativa canadese Nicole Dextras ha dato vita ad una serie di vestiti costituiti al 100% da piante e frutta. La coreana Sung Yeonju ha invece creato una speciale collezione di abiti, la Wearable Foods (Mangiare Impossibile), realizzati utilizzando materie prime facilmente reperibili: pomodori , banane, funghi, pane e perfino cipolla e gamberetti! E, per finire, a Shangai è andato in scena un fashion show tutto al cioccolato, con tanto di abiti da sposa al cioccolato bianco e accessori e mini dress ricoperti da fantasie optical realizzate con quadretti al cioccolato bianco e nero stile anni ’60!Ma qual’è lo scopo di queste stravaganti creazioni culinarie? Risponde la stilista Emily: «Credo che i materiali che utilizziamo oggi per produrre abiti un giorno finiranno e la produzione di massa terminerà, quindi l’obiettivo del fashion food per me è dar vita a un modo più sostenibile per fare vestiti. Spero che la gente possa acquistare un giorno le mie ricette e creare da sè i propri capi commestibili!».

A cosa serve il taschino dei jeans

Troppo piccolo per infilarci le mani, troppo scomodo per tenerci le monete o la carta di credito. A cosa serve davvero il taschino rettangolare cucito all’interno della tasca destra dei jeans? La domanda è assai bizzarra e curiosa e forse solo in pochi ,nonostante che il jeans sia il capo più indossato non conoscono la sua utilità A tirare in ballo l’iconica azienda statunitense fondata nel 1853 a San Francisco da Levi Strauss, l’utente Renata Janoskova come riporta ‘The Independent’ che ha svelato il segreto del ‘misterioso’ taschino, citando un post pubblicato da Levi’s nel suo blog. Si tratta di una ‘watch pocket’, ossia di una piccola tasca pensata per contenere l’orologio da taschino. Nell’ Ottocento spiega,   i cowboy indossavano l’orologio da taschino con una catena, e lo riponevano nel panciotto. Per evitare che si rompesse, la Levi’s ideò questa piccola tasca”. Tanti gli oggetti che il micro taschino ha ospitato negli anni, dalle pepite d’oro alle confezioni di preservativi, alle monete, fino ai biglietti.

Correggere il caffè con il burro aiuta a dimagrire

La nuova “moda” alimentare ha spopolato negli Usa e in Gran Bretagna: brucia calorie, aumenta la concentrazione e lascia sazi fino allʼora di pranzo Mettere una “zolletta” di burro nel caffè al posto dello zucchero può aiutare a perdere peso. La nuova dieta degli atleti arriva dagli Stati Uniti e sta spopolando in tutto il mondo anglosassone. Il suo ideatore, Dave Asprey, assicura che il suo metodo per la colazione è in grado di bruciare calorie, aumentare la concentrazione ed eliminare il grasso corporeo in eccesso, lasciando sazi fino all’ora di pranzo. L’invenzione, ispirata alla tradizione tibetano-nepalese del con il burro di yak, è di Dave Asprey, che come quasi tutto il resto delle sue idee imprenditoriali lo fa precedere dalla parola Bulletproof. Bulletproof Coffee, quindi: a prova di proiettile. O di convinti colazionari. Chi opta per questa ricetta, infatti, non deve mangiare altro, perché ingerendo  le  necessarie  calorie viene soddisfatto dalla quantità di sostanza grassa sciolta nella tazza di dimensioni nord-americane, in genere. Se si supera lo shock iniziale, una simile ricetta promette di mantenere i livelli di energia e di contenere la fame fino alla pausa pranzo Le polemiche, però, non mancano.

Il servizio dipende da come è vestito il cliente

Si dice che l’abito non fa il monaco, ma non è vero. E accertata l’influenza che i vestiti possono avere agli occhi altrui, salta fuori molto altro: ciò che si indossa può modificare la percezione che si ha di se stessi, al punto che una t-shirt di Superman fa sentire più forti e un camice bianco potenzia i risultati di un test di matematica. Ad affermarlo è una ricerca inglese. Secondo questo studio, infatti, non solo siamo quello che vestiamo, ma diventiamo quello che vestiamo. Per la serie “chi l’avrebbe mai detto”, uno studio scientifico di due ricercatori della California State University ha “scoperto” che il modo di vestire influenza come una persona è valutata dagli altri. I ricercatori hanno proceduto ad un esperimento molto semplice, facendo entrare una donna in svariati negozi di vestiti scelti casualmente in grossi centri commerciali: a volte la donna era vestita in abiti formali camicia e gonna, mentre altre volte era vestita informalmente t-shirt e pantaloni. Dall’esperimento è emerso che il tempo entro il quale i commessi arrivavano in aiuto della donna era sostanzialmente minore quando questa era vestita in abiti formali. I ricercatori commentano: “I vestiti, come gli altri aspetti dell’apparenza, influenzano come le persone son valutate e trattate dagli altri”. Quindi attenzione la mattina dopo aver fatto una ricca colazione aprite il cassetto e indossate l’abbigliamento giusto