Come riconoscere la frutta fresca

Al supermercato o dal fruttivendolo è impossibile resistere alla tentazione dei colori sgargianti e del profumo dolce della frutta. Spesso ci si trova a fare scorte di queste delizie. Il problema è che molte volte è difficile che la frutta duri a lungo, soprattutto se la acquistiamo non proprio fresca e ci si ritrova a dover buttare via alcuni prodotti che marciscono prima del tempo. Ecco alcuni consigli e segreti che permettono di riconoscere e conservare la frutta fresca nel miglior modo. Prima di tutto è indispensabile acquistare la frutta da commercianti di fiducia che siano in grado di garantire la freschezza del prodotto .E’ importante controllare sempre il tono della frutta: al tatto e alla vista la polpa deve essere soda e non devono essere presenti ammaccature o zone scure. Osservate bene il colore della buccia, potrete così rendervi conto se il frutto è abbastanza maturo oppure troppo acerbo. E’ possibile capire se si tratta di frutta fresca anche guardando le foglie.Le foglie, quindi, se presenti, devono essere verdi e lucenti. Non lasciatevi invece condizionare dalle dimensioni del frutto: il gusto ed il sapore della polpa non cambiano con l’aumento delle dimensioni.

Spezza la routine e vivrai meglio

Lascia che sia il tuo istinto a guidarti. Quando esci per una passeggiata non pensare al sentiero che prenderai, lascia che siano i tuoi piedi a guidarti e magari scoprirai una nuova strada proprio vicino a casa tua, particolari che non avevi mai notato prima. É proprio questo il gusto della scoperta e dell’avventura. Ogni tanto approfitta dei weekend per una gita fuori porta, non serve andare dall’altra parte del mondo per cercare l’avventura. Conoscere nuovi posti assaggiare nuovi piatti tipici, ti farà apprezzare di più la gioia delle piccole cose, accessibili per tutti.Il posto in cui vivi è noioso e poco stimolante? Pensaci due volte! Prendi la macchina fotografica e cerca soggetti interessanti da fotografare: persone, animali, fiori, edifici; questo ti farà considerare le solite cose da una prospettiva diversa Invece di fare la solita strada per andare al lavoro, esci 10 minuti prima e prova percorsi diversi e magari ti accorgerei di un nuovo negozio o un nuovo parco di cui non eri a conoscenza. Ogni tanto prova a entrare in negozi diversi e lasciati inspirare da nuovi sapori e prodotti. Sono cose piccole, ma che da sole aggiungono un po’ di avventura ad una giornata normale. Chiedi consiglio agli altri Un confronto con gli altri ci fa conoscere cose nuove e apre la mente a nuovi stimoli. Prova a chiedere agli altri la prossima volta che sei alla ricerca di un libro da leggere, nuove canzoni da ascoltare o film da vedere. Di modi per uscire dalle proprie abitudini ce ne sono a migliaia, per allargare il proprio perimetro di sicurezza non occorrono grandi stravolgimenti. Per tre giorni puoi scegliere di variare la routine giornaliera, di lavarti i denti con la mano sinistra o di cambiare posto a tavola, o fare colazione in modo diverso. Oppure puoi decidere di puntare la sveglia dieci minuti prima e dedicare quel tempo per leggere o meditare e trascorrere una domenica ripulendo un pezzo di natura dalla plastica o facendo volontariato. Provare cose nuove e spingerti fuori dalla tua zona di comfort ti aiuterà a trovare nuove passioni, nuove capacità e nuovi modi di vivere.

 

Nulla da perdere tutto da guadagnare

Cosa hanno in comune Google, Amazon, Apple, Disney e alcune band musicali di successo? Sono nati in un garage. Vogliamo poi parlare di  Sylvester Stallone, Jennifer Lopez, Halle Barry e l’ex-agente 007 Graig Daniel, sappiamo che hanno in comune tutti un passato molto difficile: prima di diventare delle star, hanno vissuto da senzatetto.Sono partiti dal basso e nessuno all’epoca avrebbe mai e poi mai scommesso su di loro, ma malgrado le difficoltà non si sono arresi e, gradino dopo gradino, sono giunti al successo. È stata solo questione di fortuna? La risposta a questa domanda si nasconde in realtà in un antico proverbio “il destino favorisce chi osa”, ovvero… “la fortuna sorride agli audaci.”Spesso quelli che si lanciano nelle imprese più impensabili sono quelli che non hanno più nulla da perdere perché hanno già perso tutto: l’unica cosa che li spinge a rischiare il tutto per tutto è un’ultima scintilla di speranza, un tentativo disperato di aggrapparsi al’’impossibile e spesso la “fortuna” risponde ma è davvero fortuna? Non proprio.Ciò che in realtà fa la differenza non è la fortuna ma il coraggio di lanciarsi e di abbracciare il rischio, di mettersi totalmente in gioco, senza riserve. Noi chiamiamo fortuna quel momento in cui la nostra vita cambia quando torniamo in superficie dopo aver toccato il fondo, ma non è il mondo a farci risalire in superficie, è il nostro colpo di piede dato con forza e decisione sul fondo del mare dove stavamo affogando che fa la differenza: è grazie alla nostra forza interiore, non alla fortuna che le cose cambiano. In realtà, non ci sarebbe bisogno di arrivare in fondo al mare per dover risalire per cogliere le giuste opportunità nella nostra vita se fossimo in grado di non metterci i bastoni tra le ruote da soli, auto-sabotandoci, e ponendoci dei limiti che riflettono più le nostre paure che le nostre reali capacità. Impegniamo tutte le nostre risorse e il nostro savoir faire in un progetto, in un obbiettivo  e crediamoci davvero, senza “se” e senza “ma”.

Cromoterapia anche in casa

Molte persone ogni giorno affrontano situazioni di stress, dovute a lavori opprimenti o alla vita frenetica che conducono, spingendole a cercare un modo per distrarre e rilassare il corpo e la mente Una pratica adeguata che potrebbe essere rimedio allo stress è la Cromoterapia, ovvero quella cura che sfrutta i colori per stimolare e rilassare l’organismo. In realtà non è un’invenzione dei giorni nostri, infatti ha origini  molto lontane, basti pensare che gli antichi Egizi e Romani usavano già questa tecnica per trattare diverse patologie.Nella Cromoterapia i colori vengono associati a proprietà particolari  basate su semplici affinità psicologiche, alcuni di essi sono in grado di passare un effetto energizzante, altri invece di rilassamento e riescono ad influenzare in modo positivo o negativo la nostra mente. Questa “medicina alternativa” è spesso adoperata nel settore dell’arredamento. Scegliere i colori giusti infatti è indispensabile per avere un ambiente rilassante e armonico, capace di attenuare anche lo Stress.  Per combattere questo disturbo i colori indicati sono il Blu, il Verde e il Viola.Il blu Sinonimo di calma e benessere, dà una magnifica sensazione di freschezza e purezza questo colore può ridurre la pressione sanguigna e la temperatura. Il verde E’ il colore della natura, dell’erba dei prati dei giardini, dei parchi, e ispira pace e tranquillità. Usare questo colore per le pareti dello studio, aumenta la concentrazione e la creatività. Il Viola è utile per calmare i disturbi nervosi e crea armonia ed equilibrio alla mente. Sfumature chiare del viola, come il lavanda, sono indicate per il bagno perché evoca benessere e relax, mentre altre più intense per la camera da letto. Naturalmente esistono svariate sfumature e tonalità dei colori elencati, basterà trovare la vostra e provare!

La mindfulness

Al di là delle tecniche concrete, ci attrae per la sua filosofia di vita, basata sul vivere qui ed ora. Focalizzando il centro dell’attenzione sul presente, possiamo liberarci da situazioni che ci bloccano oltre che dalla tirannia mentale del pensiero ripetitivo e del giudizio costante. Saper rimanere nel presente è un modo per allontanarsi da tutte le  esperienze negative, da questo “loop”, sviluppando un modo di pensare e di sentire più libero e consistente. È provato scientificamente che praticare mezz’ora di Mindfulness al giorno migliora i sintomi della depressione o dell’ansia. Migliora anche la memoria, la capacità di concentrazione, l’autocoscienza e l’intelligenza emotiva; sembra che ottimizzi addirittura le risorse del sistema immunitario. Ovviamente, non fa male; inoltre, non richiede molto tempo Quindi, perché no? La meditazione viene vista come qualcosa di strano e, magari, è arrivato proprio il momento di rompere questo stereotipo! Mindfulness significa “piena coscienza” ed è uno stato mentale che si ottiene con la meditazione, oltre ad essere un tipo di meditazione già di per sé. Quando, come e dove praticarla Quando tu ne abbia voglia. Puoi cominciare con brevi sedute da dieci minuti, così da abituare la mente e arrivare pian piano gli stadi mentali della meditazione. Attenzione: imparare può richiedere del tempo. Per realizzare la meditazione, hai bisogno di un luogo senza rumori, comodo, confortevole e con una temperatura piacevole , senza telefoni, sveglie, apparecchi elettronici che possano disturbare. Se hai voglia di un po’ di musica di sottofondo, è importante che sia rilassante Ovviamente, indossa dei vestiti comodi e togliti le scarpe e tutti gli accessori che ti possano opprimere o stringere. Quando sarai “in quel luogo”, siediti comodamente per terra, su uno stuoino o su un asciugamano. Puoi adottare la posizione del loto o semplicemente una posizione che ti mantenga la schiena ad angolo retto per facilitarti la respirazione. Concentra l’attenzione sulla respirazione. Ascoltala, senti come percorre il corpo.Concentrati sul riconoscerla e sul lasciarla fluire nel tuo corpo.Poi, nel momento in cui tutta la tua attenzione si sarà focalizzata sulla respirazione, prosegui verbalizzando un “mantra”: una parola o piccola frase che, ripetuta costantemente, ti aiuti a rilassarti Cerca di visualizzare un’immagine rilassante o un luogo tranquillo che ti trasmetta benessere.Il passo seguente consiste nell’essere capaci di svuotare la mente e mantenerla tale. Importante: è imprescindibile reggere un’attitudine neutra rispetto ai pensieri o alle immagini, senza giudicarli come buoni o cattivi, ma semplicemente avvertendoli in modo impersonale. All’inizio, mantenere la mente vuota non è possibile per più di qualche secondo quindi state tranquilli: lo scopo della Mindfulness è quello di aiutarci a rilassarci ed a focalizzarci su ciò che importa davvero; non devi stressarti se non riesci a “mindfulneare”. 

L’indecisione al ristorante ecco da cosa deriva

Avere troppa scelta non è sempre positivo, perché il nostro cervello può “incepparsi” mentre calcola costi e benefici di ciascuna delle opzioni che ci si presentano. Il risultato è la classica difficoltà a prendere una decisione, determinata da un fenomeno che gli psicologi chiamano “sovraccarico di scelta”. Probabilmente lo avete già collaudato davanti al ricco e prelibato menù di un ristorante, al negozio di oggetti da regalo durante una vacanza o magari al supermercato mentre siete alla ricerca di un pacco di caffè o di di biscotti. Per svelare i meccanismi cerebrali che sottendono al sovraccarico di scelta, un team di studiosi del California Institute of Technology ha sottoposto un gruppo di volontari ad alcuni esperimenti durante una risonanza magnetica scoprendo che il numero migliori di opzioni da cui attingere è compreso tra 8 e 15. Gli scienziati hanno mostrato ai partecipanti un set di 6, 12 e 24 immagini differenti, chiedendo loro quale avrebbero scelto come tema per un oggetto da mettere in vendita, come ad esempio una tazza per la colazione. Dalle scansioni cerebrali è emersa un’intensa attività in due specifiche aree del cervello: la corteccia cingolata anteriore, nella quale vengono valutati i potenziali costi e benefici delle decisioni, e lo striato, una regione del cervello che determina il valore di ciò che abbiamo innanzi. Camerer e colleghi hanno osservato che la massima attività è stata registrata in presenza di 12 immagini, mentre con 6 e 24 è risultata inferiore. Per quale motivo?La ragione, risiede nel “peso” dell’elaborazione del cervello mentre valuta la ricompensa la tazza migliore possibile e la quantità di lavoro necessaria per determinare qual è l’immagine più adatta. In parole semplici, all’aumentare delle opzioni aumenta la possibilità di ricompensa, tuttavia quando la scelta diventa troppo ampia il cervello fa fatica a determinare la soluzione migliore, proprio a causa del sovraccarico. Concludendo, 6 opzioni sono troppo poche mentre 24 troppe,. Sulla base di questo risultato, Camerer e colleghi suggeriscono che il numero di scelte più adatto è compreso tra 8 e 15.