Gazpacho

Quando fa caldo la voglia di mettersi ai fornelli è ai minimi termini. E gli spagnoli, che di rimedi alle temperature caldissime ne sanno eccome, hanno nella loro tradizione il piatto perfetto per rinfrescarsi con il gusto e sapore e quella dose di vitamine che non guasta mai: è il gazpacho, al zuppa fredda con verdure crude. Da provare subito, questa versione del gazpacho all’ anguria: toccasana per l’idratazione grazie alla sua composizione divisa al 92 per cento di acqua e 8 per cento di zuccheri, l’anguria ha il super potere di stimolare la diuresi, con il magnesio e la vitamina B6 sintetizzatore della dopamina, neurotrasmettitore del benessere mette subito di buon umore!Ecco come farlo. Pulite l’anguria togliendo i semi e la buccia, tagliate il peperone a pezzetti togliendo i semini, pelate il pomodoro e tagliate a cubetti il cetriolo e il peperoncino. Frullate l’anguria con il peperone e il pomodoro aggiungendo se volete uno spicchio d’aglio tritato e un po’ di sale. Mettete in frigo per almeno 1 ora. Servite decorando con i cubetti di cetriolo e peperoncino, il resto dell’anguria tagliata a pezzetti, un po’ di olio e le foglie di basilico.

Anguria che passione

Anguria: emblema d’estate. Le sue fette succose danno idea di refrigerio, fanno sognare il mare le spiagge assolate mentre si assapora la polpa zuccherina. Avete mai pensato all’anguria come ingrediente a tutto tondo per l’estate? Noi sì e lo pensiamo in fresche e originali ricette con un morbido sorbetto, con golose tartellette, in una scenografica torta fredda, un rinfrescante gazpacho. Sono solo alcuni spunti per trasformare questo prezioso frutto, con pochi semi, in qualcosa di ancora più speciale per rendere unica la vostra estate, ovunque vi troviate!

I cibi che fanno abbronzare

Ogni primavera torna la solita domanda: quali sono i cibi che fanno abbronzare di più? Come fare per tornare dalle vacanze al mare, o dalla montagna  con una abbronzatura da fare invidia? Si è parlato sempre tanto di betacarotene che aumenterebbe la quota oro della nostra abbronzatura grazie alla colorazione arancione. Però abbiamo poi scoperto che sarebbe utile mangiarne una tale quantità dei vegetali che lo contengono  carote, albicocche etc.  da fare concorrenza ai grandi bovini d’allevamento. E poi, comunque, non esistono alimenti ricchi di melanina perché la melanina la produce la pelle quando si espone al sole. E allora? Non esistono cibi che fanno abbronzare nel vero senso della parola, conferma la nutrizionista Chiara Usai, però ci sono certamente cibi che preparano la pelle al sole e la predispongono a ottenere un’abbronzatura molto più bella, questo si può ,fare in modo che la pelle sia pronta, che gestisca le abbronzatura,radiazioni solari in maniera migliore, e che ottenga così un’abbronzatura più omogenea, bella e duratura. Una pelle indebolita, affaticata e poco curata produrrà un’abbronzatura inadeguata e che dura poco. Per cominciare, vanno bene le classiche fonti di betacarotene, precursori della vitamina A e della melanina e sono tutti quegli alimenti oltre le carote  , di colore giallo, arancio e rosso come albicocche, pesche, zucca e peperoni. E poi ci sono tutti gli ortaggi, le verdure a foglia come gli spinaci,e poi anche le patate dolci . Oltre al betacarotene, la pelle ha però bisogno di altri nutrienti “Ad esempio la vitamina C, Dove trovare la vitamina C è abbastanza noto a tutti, ma un ripasso non guasta: “nei kiwi, negli agrumi, nelle fragole,nei frutti di bosco, nel melone, nei peperoni, negli asparagi, negli spinaci e in tutte le erbe aromatiche.

Cocomero ecco come conservarlo

Non siamo ancora entrati formalmente entrati nell’estate 2020, ma tra la frutta e la verdura di stagione i cocomeri hanno già iniziato ad attrarci Del resto le angurie un po’ come ciliege non mancano mai sulle nostre tavole durante la bella stagione! Ma mentre una ciliegia tira l’altra, le notevoli dimensioni dei cocomeri rendono il consumo più difficoltoso, dunque è bene conoscere tutti i trucchi per conservarle al meglio evitando sprechi: ecco l’errore più comune. Spesso dopo aver comprato una anguria, la mettiamo subito in frigo: sbagliamo, va mantenuta a temperatura ambiente: solo dopo averla aperta, la poniamo in frigo ma coperta sempre con della pellicola trasparente. Possiamo anche congelare il cocomero togliendo la buccia, facendolo a pezzetti e conservarlo nei sacchetti da freezer oppure usare il cocomero negli antipasti, nelle insalate fredde, come sorbetto o come ghiaccioli per grandi e piccini.

Cucinare in estate con il top della fantasia

Con il caldo mettersi ai fornelli è un’impresa epica. A casa o in vacanza, in città o al mare, gli alimenti freschi sono l’ideale per un pranzo leggero e anti-afa. Ma per un’idea diversa dal solito e incredibilmente sana, al posto dei classici pomodori e mozzarella perché non provare un gustoso carpaccio di frutta? Un piatto unico per un pranzo leggero, oppure una merenda gustosa o, perché no, un aperitivo a basso contenuto calorico. Si può realizzare sia in versione dolce che salata, perché moltissimi frutti si prestano ad essere conditi con un emulsione: provare per credere. Carpaccio di frutta dolce Se preferite una versione ‘classica’, ovvero dolce, potete procedere in questo modo. Preparate un condimento, uno sciroppo che renderà la frutta più gustosa. Basterà frullare dello zucchero di canna con abbondanti foglie di menta fino ad ottenere una sorta di granella profumata. Spremete quindi un limone grande, filtratelo, mescolateci la granella di zucchero. Lavate e tagliate a fettine sottili, molto sottili, un mix di frutta di stagione. Pesche, melone, anguria, prugne, albicocche. Aggiungete anche un tocco tropicale, magari con ananas, mango, kiwi, banane. Distribuite la frutta su un piatto come preferite e irroratela con lo sciroppo di menta e limone. Se volete dare un tocco ‘esotico’ unite una grattugiata di zenzero e qualche granello di pepe rosa pestato. Per una versione salata potete utilizzare frutti che ben si abbinano all’aceto balsamico. Parliamo per esempio di fragole, mele, pere, avocado, pesche, melone. Unite al piatto misto anche qualche foglia di lattuga e qualche ‘sfoglia’ di carota tagliata con il pelapatate. Insaporite la frutta con una vinaigrette, che otterrete mescolando bene in una ciotola: olio extravergine di oliva, sale, pepe, aceto balsamico. Versate il condimento sul carpaccio di frutta e lasciate insaporire per una mezz’oretta prima di mangiare.

Come riconoscere la frutta fresca

Come riconoscere la frutta fresca. Al supermercato o dal fruttivendolo è impossibile resistere alla tentazione dei colori sgargianti e del profumo dolce della frutta. Spesso ci si trova a fare scorte di queste delizie. Il problema è che molte volte è difficile che la frutta duri a lungo, specialmente se la acquistiamo non proprio fresca e ci si ritrova a dover buttare via alcuni prodotti che marciscono prima del tempo. Scopriamo insieme alcuni consigli e segreti che permettono di riconoscere e mantenere la frutta fresca nel miglior modo. Come riconoscere la frutta fresca? Prima di tutto è fondamentale acquistare la frutta da negozianti di fiducia che siano in grado di garantire la freschezza del prodotto. Se possibile, optare per la filiera corta rivolgendosi direttamente ai produttori o ai mercati giornalieri.E’ importante controllare sempre il tono della frutta: al tatto e alla vista la polpa deve essere soda e non devono essere presenti ammaccature o zone scure. Osservate bene il colore della buccia, potrete così rendervi conto se il frutto è abbastanza maturo oppure troppo acerbo. E’ possibile capire se si tratta di frutta fresca anche guardando le foglie: nell’ananas, ad esempio, più sono verdi e più il frutto è fresco. Le foglie, quindi, se presenti, devono essere verdi e lucenti. Non lasciatevi condizionare dalle dimensioni del frutto: il gusto ed il sapore della polpa non cambiano con l’aumento delle dimensioni.

Come conservare la frutta fresca?

Nell’acquisto della frutta è importante tenere conto la stagionalità, preferendo i frutti di stagione. Piuttosto che acquistare frutta maturata in modo artificiale o trasportata per migliaia di km è preferibile surgelare la frutta fresca prodotta nel luogo per poi consumarla dopo. In questo modo si conservano inalterati i valori nutrizionali. Nel caso dei frutti di bosco, per eliminare la formazione di muffe e prolungare la conservazione, devono essere lavati in acqua calda. Le banane si conservano meglio nel frigorifero. Per farle maturare prima, basta lasciarle accanto ad un’altra banana matura o ad una mela. Conservate l’ ananas fresco più a lungo, tagliando la parte superiore e riponendolo poi a testa in giù. Questo aiuta a ridistribuire gli zuccheri in tutto il frutto e mantiene il gusto tropicale fresco più a lungo. Non lavate l’ uva fino a quando avete intenzione di mangiarla: l’umidità in eccesso incoraggerebbe la crescita di muffe. Allungate la vita di arance, mandarini, limoni e lime conservandoli in frigo. Questi durerebbero anche più di una settimana se conservati in un luogo fresco e buio, lontano dalla luce solare diretta. Oggi abbiamo suggerito come conservare alcuni frutti freschi ma ricordate che la priorità resta sempre la scelta del venditore che deve essere rigorosamente di fiducia.

Frutta in vaschetta sapevate che…

Fresca, naturale e pronta da gustare: è la frutta in vaschetta, già pulita e confezionata per andare incontro alle esigenze del consumatore, che ha sempre meno tempo a disposizione, ma non vuole accettare compromessi quando si tratta di qualità. Se è vero infatti che negli ultimi anni gli italiani hanno riscoperto l’importanza di consumare costantemente prodotti vegetali, è allo stesso tempo vero che trasformare una mela in uno spuntino veloce da consumare rapidamente,in ufficio, tra un’e-mail e una riunione, non è affatto comodo. Ecco quindi la frutta confezionata, già sbucciata, tagliata e lavata, diventa un ottimo compromesso per chi va in cerca di uno snack spezza fame fresco e salutare, probabilmente viene da chiedersi di  quali di questi prodotti possiamo veramente fidarci? Quali controlli vengono effettuati prima del confezionamento, e per quanto tempo la frutta in vaschetta mantiene intatte le sue proprietà? La frutta in vaschetta è un prodotto sempre più richiesto sul mercato: una ricerca condotta nei mesi scorsi da Food Insider rivela che oltre il 65% del campione intervistato acquista frutta confezionata almeno una volta a settimana e che ben il 90% sceglie questi prodotti perché veloci da consumare o pratici da impiegare in altre preparazioni. Il 35%, invece, li acquista perché non producono scarti, una gran comodità per chi vuole consumare la frutta anche fuori casa. La frutta confezionata è una scelta ripetuta per un numero sempre maggiore di consumatori che, come già detto, cercano prodotti freschi, sicuri, ma allo stesso tempo facili da consumare e poco impegnativi dal punti di vista degli scarti che si producono. E cosa c’è di più pratico di una confezione apri e chiudi, ideale da portare con sé per avere a disposizione uno snack sano e già pronto da gustare. Si può scegliere tra melone arancia, mix di meloni, ananas, ananas in stick, frutta mista, cocomero,ecc..

Un appuntamento a Pantelleria

Un appuntamento a Pantelleria Fichi, capperi, zibibbo. Ecco cosa avete in borsa quando rientrate da una vacanza a Pantelleria, il cuore invece lo avete lasciato sull’isola. Gli occhi sono pieni del blu del mare e del verde dell’entroterra e vi domandate come farete a resistere undici mesi e mezzo prima di potervi fare ritorno. Una soluzione c’è e la si trova nei sapori di questa meravigliosa isola, in particolare nei fichi. Succosi, dolci, sono infatti ideali per preparare favolose marmellate che, oltre che spalmate sulle fette biscottate nelle grigie mattinate di gennaio, possono fungere da ingrediente principale per un cocktail dal sapore fermamente mediterraneo. E sarà Pantelleria di nuovo. Come si realizza: 50 ml Gin Mare50 ml Tonica Double Dutch gusto Cucumber & Watermelon 50 ml Vino bianco dry5 ml Gum syrup Pizzico di sale Cubetti di melone congelato Per prima cosa congelare il melone dopo averlo fatto a cubetti o a palline. Una volta pronto versare i cubetti in un bicchiere Aggiungere uno alla volta gli ingredienti e mescolare.

Cotti o crudi

Complice l’estate e il caldo, si ha meno voglia di stare ai fornelli, e se abbiamo due secondi distendersi in giardino su di un amaca. Questo non vuol dire che dobbiamo limitarci alle solite insalate, pur variegate, o ai soli taglieri di formaggi e salumi con sottoli e sottaceti .E non vuol dire nemmeno sposare totalmente il crudismo, che prevede alimenti crudi e poco lavorati perché li ritiene più nutrienti di quelli cotti. Sono pochi i ristoranti italiani che riescono a raggiungere l’eccellenza dei ristoranti americani, specializzati, nel crudismo Tuttavia, sentenziano i nutrizionisti, l’incanto delle insalate multiformi, del prosciutto e melone o dei pomodori ripieni, insomma dei piatti freddi si accorda poco con il caldo soffocante. Secondo Mel Wakemano mangiare il cibo crudo è (quasi sempre) sbagliato. La tappa intermedia, che sia forno o fornello, è necessaria almeno per due ragioni. La prima: solo se cucinati (non troppo però) alcuni alimenti sviluppano proprietà salutari, consentendo al nostro organismo una migliore assimilazione dei principi nutritivi. L’altra: il caldo è amico dei batteri che con le temperature alte si moltiplicano. Da qui la necessità del passaggio in pentola, per minimizzare i rischi di eventuale intossicazione

Pasta salad with tuna
Pasta salad with tuna