Guadagnare quanto basta

Guadagnare abbastanza per chiunque può significare recepire una quantità di denaro sufficiente a vivere sereni.Poi per qualcuno la serenità può essere data dall’abitare in campagna in una grande casa con giardino, e per altri in un piccolo appartamento magari con vista mare. Siamo tutti diversi e di conseguenza una cifra che per uno potrebbe essere sufficiente per un altro non lo è affatto.Ma c’è un concetto sul quale siamo certamente tutti d’accordo, e cioè che i bisogni primari, quali la salute da poter curare, il cibo da mettere sulle nostre tavole ed un tetto sicuro sulla testa dovrebbero essere garantiti a chiunque; peccato che, al contrario, la maggior parte degli abitanti di questa terra sia messa davvero male, e succede che un singolo possa guadagnare in un’ora quanto un altro può farlo in un mese. Per molti la vita è lavorare e arrovellarsi per poter garantire ai nostri cari il necessario per vivere, tenendo sempre nel cassetto sogni in quantità, sperando di poterli realizzare, un giorno. Poi ci sono quelli che più guadagnano, più diventano incontentabili, avidi, e allora trovano ci sia sempre qualcosa di più interessante da comperare, con il rischio di circondarsi di cose meravigliose ma senza il tempo per potersele godere. Ci piace pensare che la cosa giusta stia in mezzo, come sempre: e per potersi permettere una vita tranquilla sarebbe opportuno lavorare il giusto ed avere il tempo necessario, oltre alla salute, per poter trascorrere una considerevole parte del proprio tempo in maniera felice. Forse , stiamo parlando di favole, ma è quello che auguriamo a tutti, perché la vita è talmente un soffio che nel momento in cui realizziamo quelle due o tre cose che ci potrebbero rendere felici, ecco che è tempo di andar via, un po’ come alle feste, quando eravamo ragazzini: nel momento clou del divertimento era l’ora di andare via per tornare a casa

 

Fotografare il cibo

Capire come fotografare il cibo è un elemento chiave che vi permetterà di conseguire un gran numero di seguaci e di like sui vostri social. Creare l’immagine di un piatto potrebbe sembrare semplice ma la realtà è che ci sono diverse abilità che bisogna prendere per ottenere una foto impeccabile e bella da vedere. Le foto del cibo sono molto importanti per il marketing ma anche per postare immagini accattivanti che facciano invidia ai vostri amici, in quanto hanno il potere di attirare chi le guarda e di stimolare il suo appetito. La luce è indubbiamente l’elemento chiave che bisogna sfruttare al meglio per capire come fotografare il cibo e può determinare la differenza tra successo e fallimento. Affidarvi al sole non vi garantisce sempre il risultato migliore ed è per questo che dovreste utilizzare una lampada e posizionarla in modo che la luce vada ad esaltare i colori e le ombre del piatto.Un altro elemento fondamentale di una buona fotografia è lo sfondo. Potete decidere di realizzare un’immagine ben visibile in cui l’unico elemento presente è proprio il cibo oppure inserire il piatto in un contesto che gli dia il giusto risalto. Gli sfondi possibili sono un tavolo o il ripiano cottura. Oltre a fotografare dovete anche fare attenzione a come sistemate il cibo. Se siete voi i cuochi allora scegliete un impiattamento che colpisca l’occhio e che dia risalto alla qualità invece che alla quantità. Usate pochi elementi e utilizzate salse colorate che diano freschezza. L’ultima accortezza da prendere riguarda la cura dei dettagli. Scegliete bene il colore protagonista del piatto, abbinate lo sfondo adatto e scegliete quali elementi mettere in risalto

Ricordati che devi morire…e acquista di conseguenza

Se vi salta in testa l’idea della morte e siete in procinto di fare shopping, tenderete a preferire abiti retro, che non passano mai di moda, che sono “per sempre”. Ovvero il vintage. Questa singolare conclusione è stata ottenuta in un esperimento condotto dal dipartimento di marketing dell’Università Bocconi di Milano. Per la ricerca, un gruppo di studenti ha ascoltato due diversi racconti. A metà di loro è stato presentato uno scenario sconvolgente: mentre sono in visita a casa dei genitori, mentre sono seduti a tavola la casa va a fuoco, e tutti rischiano di morire. L’altra metà degli studenti ha sentito raccontare una vicenda assai più rilassante, una normale visita ai parenti senza nessun incidente. Dopo il racconto, agli studenti sono stati presentati capi di abbigliamento e accessori moderni oppure vintage. A quanto pare, chi aveva ascoltato il racconto angoscioso, ha preferito il vintage. L’altro gruppo, il contrario. Secondo i ricercatori, a spingere la preferenza per il vintage è l’idea della morte. La morte è per sempre, così come gli oggetti vintage sono, per definizione, senza tempo e sarebbe proprio il concetto di atemporalità a fare da singolare e almeno per i non esperti imprevisto trait d’union tra il tragico dell’esistenza e il futile quotidiano. Per gli esperti di marketing queste indicazioni non sono affatto futili. «Quando i consumatori vengono indotti a pensare alla morte, tendono a riflettere sul loro passato, presente e futuro. Di conseguenza, comprano i prodotti che hanno un passato e un presente particolarmente significativi e che fanno pensare alla durata e alla continuità. I prodotti vintage sono uno degli esempi più notevoli» ha spiegato Zehra, esperta di comportamento. Questo effetto potrebbe essere sfruttato da tutte le industrie che vendono prodotti senza tempo.Aulona altra autrice dello studio, suggerisce alcune possibilità per sfruttare queste idee: un negozio vintage con un nome che richiami il concetto di mortalità potrebbe essere un trucco che spinge le vendite. Come anche il luogo: la collocazione di un negozio nelle vicinanze di una residenza per anziani potrebbe far scattare il pensiero, e funzionare per invogliare all’acquisto di un abito eterno.Da non addetti ai lavori, verrebbe da pensare che l’idea della morte potrebbe anche produrre un effetto boomerang: se tanto dobbiamo lasciare questo mondo, chi ha voglia di mettersi a fare acquisti? Ma, come i geni del marketing ben sanno, è il nostro inconscio a condurre per noi molti di questi “pensieri”.

Comunicare

Comunicare, saper comunicare, riuscire a essere efficaci con la comunicazione.Alcuni la fanno semplice. Sono i banalizzatori, quelli che: “basta mettere 2 parole usando una tono accattivante, scegliere una bella immagine, e il gioco è fatto”.Ma l’effetto potrebbe essere lo stesso di un cinese che chiede indicazioni stradali in un paesino di montagna.Perché c’è differenza tra comunicare e “farsi capire”. Ma soprattutto: l’interlocutore non deve mai e poi mai dover “interpretare”, ma capire il messaggio in tempo zero.L’errore spesso commesso nella comunicazione è proprio questo. Un po’ per fretta, un po’ perché la comunicazione viene presa “sotto gamba”, o forse semplicemente perché non cambiamo punto di vista. Sbagliato! Perché se parli in cinese alla Signora Maria del piccolo alimentari in centro a stai indubbiamente comunicando qualcosa, ma lo stai facendo nel modo giusto?Vuoi comunicare in modo efficace? Ai tuoi figli, ai tuoi colleghi, a tuo marito  Allora il tuo mantra deve essere: creatività, innovazione e originalità. Ma fa si che queste 3 componenti siano indirizzare entro i confini di un giardino ben preciso.Per meglio dire: se pensi di poter generare un maggior attenzione solo perché utilizzi un linguaggio bello ma che si rivolge ad una platea generica, allora sei completamente fuori rotta. Anzi, potrebbe essere controproducente per due motivi:non puoi essere capito da tutti, ai figli devi parlare in un modo ai colleghi in un altro Togliamoci dalla testa di parlare nello stesso modo a  a tutti o di poter risolvere i problemi di tutti.Senza differenziazione, senza l’esaltazione di una specifica competenza, rischiamo di cadere in un vicolo cieco dove il reale destinatario e, a un primo impatto, non si riconoscerebbe nella comunicazione usata, spostando oltre la sua attenzione. È dissonante…  parlare cinese alla Signora Maria.

 

Il complesso sentimento della gelosia

Se scoprite la vostra fidanzata o il vostro fidanzato mentre si intrattiene in una piacevole conversazione con un/una potenziale rivale in amore, non stupitevi se sentite l’impulso irrefrenabile di andare ad acquistare qualcosa di particolarmente appariscente; la Nanyang University di Singapore ci spiega infatti che la gelosia sarebbe in grado di indirizzarci verso prodotti che attirano l’attenzione. Insomma, se avevate in mente di acquistare quella borsa elegante che vi piace tanto e siete tornati con una di paglia, oppure siete usciti dal concessionario con una fiammante spider al posto della  berlina dei vostri sogni, molto probabilmente siete stati travolti dalla gelosia. A patto però che tali acquisti siano destinati all’esibizione pubblica, poiché la spinta allo shopping ‘alternativo’ scatenata dal controverso sentimento non ha effetti su oggetti di uso privato.Gli studiosi, coordinati dalla psicologa Xun Huang, lo hanno scoperto grazie a un gruppo di volontari  sottoposti a una serie di cinque differenti test psicologici, determinando che chi nella propria vita stava sperimentando gli effetti della gelosia era molto più orientato a ‘farsi notare’, anche a costo di rendersi ridicolo in contesti formali come una cena di lavoro. Ad esempio, in uno dei test i partecipanti dovevano immaginare di essere invitati a un party in maschera tra amici e a un cocktail di benvenuto in ambito lavorativo; i gelosi, in entrambi i casi hanno optato per presentarsi con occhiali da sole alternativi e dalla forma originale, mentre gli altri hanno preferito un modello sobrio.Il modo di fare è innescato soltanto dalla gelosia e non dall’invidia o magari dal senso di impotenza, spiegano i ricercatori. Questo sentimento gioca un ruolo importante anche al di fuori del contesto romantico, e promuoverebbe il medesimo effetto sullo shopping: I bambini ad esempio possono essere gelosi del rapporto di un fratello con i genitori, mentre i lavoratori potrebbero essere gelosi di un rapporto tra un collega e il coordinatore. Chi ringrazierà di più il team di ricerca, saranno molto probabilmente le agenzie di marketing: adesso infatti conoscono un’arma in più per indirizzare le scelte dei consumatori.

Come sconfiggere la noia

Se un’operazione quotidiana ti annoia ripetila in maniera non convenzionale e riscoprirai la gioia di compierla, almeno questo è la teoria messa in luce dallo studio della Ohio State University. Secondo i ricercatori di marketing infatti un metodo per superare il senso di noia è provare cose vecchie con metodi nuovi, riuscendo così a riconcentrarci seriamente sul prodotto consumato. Popcorn con le bacchette. 70 persone sono state invitate inconsapevolmente  a partecipare ad un esperimento sul mangiare più lentamente. Metà dei partecipanti ha consumato i chicchi di mais 10 alla volta con le mani, l’altra metà con delle bacchette cinesi un chicco alla volta. Il gruppo campione, che ha usato le bacchette, ha dichiarato un maggior apprezzamento del cibo proposto. Bere strano. Il secondo studio su 300 partecipanti on-line ha invitato le persone a bere acqua non da un normale  bicchiere in maniera originale, come da una busta da lettere o da un bicchiere da Martini. Anche qui chi ha dato sfogo di più alla fantasia ha trovato un maggior coinvolgimento nel bere della normalissima acqua. Quando mangi i popcorn con le bacchette, presti maggiore attenzione e sei più immerso nell’esperienza dice Robert Smith coautore dello studio. I metodi non convenzionali aiuterebbero le persone a concentrarsi di più sul prodotto, ma gli esperimenti consigliano non solo che questo effetto “sorpresa” funziona per poche volte, ma che metodi che provocano disagio al consumatore non funzionano affatto. Sempre secondo il ricercatore questa ricerca potrebbe farci apprezzare di nuovo gli oggetti o le cose che abbiamo senza per forza doverne acquistare di nuove, aiutandoci semplicemente con la nostra fantasia.

Lanciato lo smalto al sapore di pollo

Avere mani e piedi curati al mare è tra i desideri di ogni donna, in questo momento escono  gli smalti più cool e gli abbinamenti più belli dell’estate e anche le cose più stravaganti, e quindi non più  smalti per smettere di mangiarsi le unghie, ma  adesso ne sono nati alcuni che al contrario  invogliano a farlo! La famosa catena KFC  ha, infatti, pensato bene di creare un nuovo tipo di smalto… aromatizzato al pollo fritto! Ne sono state create due diverse variabili, uno classico e uno piccante. Per il momento è stato solamente commercializzato ad Hong Kong ma, dato il successo, non è detto che non venga diffuso in altre nazioni. L’idea è nata dalla società di marketing che assiste KFC e che ovviamente ha pensato allo smalto come ad un modo per far parlare dell’azienda, ispirando l’idea che “KFC ti fa leccare le dita”.Data quindi la scaltra mossa commerciale sono state discordanti le reazioni: chi ha definito l’idea geniale, chi invece la crede nauseante, mettendo in risalto come la gente si lavi le mani meno di ciò che dovrebbe e leccarsi le unghie sarebbe davvero anti-igienico.