In Africa, alcune popolazioni che trovano nella raccolta del miele una fonte notevole di sostentamento. Seguono l’indicatore golanera una specie di uccello diffusa nella fascia sub-sahariana, per trovare gli alveari più nascosti. Una ricerca rivela che questa cooperazione avviene grazie a una comunicazione bidirezionale: gli esseri umani usano speciali richiami per sollecitare l’aiuto degli uccelli e viceversa. Nel corso della storia, gli esseri umani hanno addestrato a collaborare con loro diversi tipi animali, soprattutto per avere un aiuto nella caccia: gli esempi più eclatanti sono il cane e i rapaci. La cooperazione con gli animali selvatici è invece molto più rara.Nello specifico caso gli uccelli golanera attirano l’attenzione dei raccoglitori di miele con uno specifico richiamo, e poi volano di albero in albero per segnalare la presenza di alveari.Gli uccelli indicano all’uomo alveari molto nascosti sui rami più alti degli alberi. Gli esseri umani, dal canto suo, possono allontanare le api con il fumo e rompere e aprire l’alveare, consentendo agli uccelli di mangiare la cera aiutandoli così a nutrirsi, dando così un contributo a far pervenire questo meraviglioso ingrediente essenziale per una ricca colazione per iniziare magnificamente una giornata di lavoro carica di benessere.
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La pausa pranzo può essere Zen
Prendersi tempo, anche se poco, i fondamenti zen ne “L’arte di lavorare in consapevolezza” del monaco, vietnamita per la pace Thich Nhat Hanh Uno spuntino al volo continuando a lavorare, qualcosa da sgranocchiare velocemente tra un impegno e l’altro o giusto per fare qualcosa. Mangiare al lavoro spesso si riduce a questo, quando invece potrebbe essere uno dei momenti della giornata a cui dedicare particolare cura, perché in grado di contribuire a realizzare un ambiente lavorativo felice, senza tensioni. Le regole fondamentali sono avere consapevolezza del sé, o presenza mentale; prendersi del tempo, da dedicare soltanto all’atto di mangiare; se si mangia al lavoro la regola fondamentale è tuttavia quella di prendersi del tempo ce lo insegna la filosofia zen. Quando mangiamo in modo corretto nutriamo il sangue, il corpo e lo spirito; se invece non mangiamo cibi del giusto tipo, o se mangiamo troppo, se riesci a scegliere uno spuntino sano da mangiare al lavoro, potresti mangiarlo comunque in modo malsano, per esempio continuando a lavorare con una mano mentre reggi il cibo con l’altra. Quando fai uno spuntino al lavoro, per esempio mangiando un mandarino, per favore mettitelo sul palmo della mano e guardalo in modo da renderlo reale. Non ci vuole molto tempo, solo due o tre secondi. Osservalo puoi vedere un bell’albero, un fiore, il sole e la pioggia, e anche un piccolo frutto che si sta formando. Puoi vedere il suo colore cambiare dal verde all’arancione. Se guardi il mandarino in questo modo ti rendi conto che contiene tutto l’universo, il sole, la pioggia, le nuvole, gli alberi, le foglie, tutto quanto. Sbucciare il mandarino, annusarlo e gustarlo può renderti molto felice
Cotti o crudi
Complice l’estate e il caldo, si ha meno voglia di stare ai fornelli, e se abbiamo due secondi distendersi in giardino su di un amaca. Questo non vuol dire che dobbiamo limitarci alle solite insalate, pur variegate, o ai soli taglieri di formaggi e salumi con sottoli e sottaceti .E non vuol dire nemmeno sposare totalmente il crudismo, che prevede alimenti crudi e poco lavorati perché li ritiene più nutrienti di quelli cotti. Sono pochi i ristoranti italiani che riescono a raggiungere l’eccellenza dei ristoranti americani, specializzati, nel crudismo Tuttavia, sentenziano i nutrizionisti, l’incanto delle insalate multiformi, del prosciutto e melone o dei pomodori ripieni, insomma dei piatti freddi si accorda poco con il caldo soffocante. Secondo Mel Wakemano mangiare il cibo crudo è (quasi sempre) sbagliato. La tappa intermedia, che sia forno o fornello, è necessaria almeno per due ragioni. La prima: solo se cucinati (non troppo però) alcuni alimenti sviluppano proprietà salutari, consentendo al nostro organismo una migliore assimilazione dei principi nutritivi. L’altra: il caldo è amico dei batteri che con le temperature alte si moltiplicano. Da qui la necessità del passaggio in pentola, per minimizzare i rischi di eventuale intossicazione

Amici…come il cane e il gatto….
Quei due sono come cane e gatto!” Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase, utilizzata per descrivere due persone che proprio non si sopportano? Eppure, alzi la mano chi non è testimone, di scontri, anche di vere e proprie storie di amicizia tra cani e Gatti. E allora, sfatiamo questo mito: cani e gatti possono anche tra convivere sotto lo stesso tetto. Andando d’amore e d’accordo. Il cane discende dal lupo, un animale sociale che vive in branco, abituato a condurre un’esistenza rigidamente scandita da ruoli e gerarchie. Il gatto è un felino. Al pari del leone, della tigre è un essere solitario e individualista, poco propenso a giocare la parte del “gregario”. Se desiderate tenere in casa entrambe le bestiole, l’ideale sarebbe prenderle quando sono in tenera età. Gatto e cane hanno modalità di comunicative differenti, e soltanto con tempo e pazienza il loro padrone potrà veder nascere tra loro una sincera amicizia. Occorre lasciarli liberi di studiarsi, e di smussare le loro differenze caratteriali.Messi a stretto contatto nella stessa abitazione, cane e gatto cominceranno dapprima a dividersi il territorio, per poi avvicinarsi con cautela. Per evitare possibili scontri, è opportuno predisporre spazi autonomi dove i due animali siano in grado di mangiare, bere e riposare in autonomia. I nostri amici, allora, dovranno avere ciotole distinte, magari collocate a debita distanza, cesti per riposare separati, giochi e i più fortunati, ampi giardini… pian piano diverranno amici….e magari complici condivideranno anche il vostro letto !!!
Salmone spinaci aglio aiutano a vivere di più
Sono davvero molte le proprietà terapeutiche dell’aglio utili anche se c’è qualche chilo in più da eliminare: regola la pressione sanguigna, è un antibiotico naturale contro le infezioni gastrointestinali che fanno aumentare e accrescere il girovita, è in grado di diminuire i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue e ha un’azione ripulente e detossinante sul fegato e l’apparato digestivo in genere. Tipico stuzzichino piemontese d’altri tempi è la così chiamata “soma d’aj” ovvero una fetta di pane stropicciata con aglio un goccio d’olio e una presa di sale. Era “il pranzo” dei vendemmiatori ed era accompagnata da un grappolo d’uva nera: sveglia l’intestino ed è antiossidante e brucia i grassi. Se la cosa che vi preoccupa nel mangiare aglio è il vostro alito, non preoccupatevi, per ripulirlo dopo un pasto con aglio basta masticare una foglia di salvia, una fogliolina di menta, un chicco di caffè o dei semini di anice