Soffice dalla crosta o rigonfia. Bassa e croccante, alta e morbida: la pizza ha tante facce, vi mostriamo quella più classica, comune e perfetta da fare in casa in poche ore. La pasta per la pizza, infatti, lievita per circa 6 ore: potrete quindi organizzarvi per prepararla in giornata e gustarla la sera con i condimenti che più preferite. Una ricetta di base semplice per una pizza fatta in casa che si prepara con pochi ingredienti e poi si personalizza in base ai propri gusti come meglio si crede, magari dando anche una forma insolita. Siete pronti per mettere le mani in pasta? In una ciotola grande, sciogli il lievito nell’acqua tiepida e lascia riposare per qualche minuto fino a quando si forma una schiuma sulla superficie. Aggiungi la farina e il sale nella ciotola con il lievito e mescola bene con un cucchiaio o con le mani fino a formare un impasto ruvido. Trasferisci l’impasto su una superficie leggermente infarinata e inizia ad impastarlo energicamente per circa 10 minuti, fino a quando diventa elastico e liscio. Aggiungi un po’ di farina se l’impasto risulta troppo appiccicoso. Forma una palla con l’impasto e unta leggermente la ciotola con un po’ di olio d’oliva. Metti l’impasto nella ciotola e coprilo con un panno umido. Lascia lievitare in un luogo caldo per circa 1-2 ore, o fino a quando l’impasto raddoppia di volume. Una volta che l’impasto ha lievitato, trasferiscilo nuovamente sulla superficie infarinata e dividilo in porzioni più piccole, a seconda della dimensione delle pizze. Prendi una porzione di impasto e inizia a stenderla con un mattarello o con le mani, dando forma circolare o rettangolare a seconda delle tue preferenze. Assicurati di stendere l’impasto abbastanza sottile. A questo punto, puoi aggiungere i tuoi condimenti preferiti, come salsa di pomodoro, formaggio, salumi, verdure o qualsiasi altro ingrediente che desideri. Inforna la pizza in un forno preriscaldato a 220-250°C e cuocila per circa 10-15 minuti, o fino a quando la crosta diventa dorata e croccante e il formaggio si scioglie. Una volta pronte, potrai gustare le tue pizze fatte in casa con la base appena preparata. Buon appetito!
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I panini piu’ celebri del mondo !
Il panino, o sandwich, è un evergreen in tantissime cucine del mondo: risolve un pasto veloce o uno spuntino energetico meglio e più in fretta di tante altre preparazioni più elaborate. Ognuno ha le propri favoriti: c’è chi ama il pane croccante, chi ama il pane morbido al latte; chi lo preferisce fresco ricco di verdure e chi lo ama caldo, pieno di salse e formaggio filante. Vediamone insieme alcuni dei più famosi e amati di tutto il mondo, simbolo di tradizione, cultura e tanto gusto!Il Croque Monsieur è un panino caldo, filante e goloso tipico della Francia. Si tratta di un toast “rinforzato”, ben imbottito di prosciutto e formaggio e ricoperto di altro formaggio fuso. Alcune varianti prevedono anche la besciamella oppure un uovo all’occhio di bue; in Norvegia lo amano, manco a dirlo, con il salmone affumicato. Sloppy Joe: è il panino più diffuso negli States, è il seguace del classico hamburger. Due fette di pane morbido, carne tritata, cipolla, generoso ketchup e passa la paura! Bahn Mì: molto consumato nei paesi in Estremo Oriente. Se lo volete assaggiare preparatevi a gustare pane tipo baguette farcito con carne di maiale alla griglia, sottaceti, salsa di pesce, coriandolo e altre spezie. Alcune versioni prevedono anche il foie gras. Reuben Sandwich: detto anche il “panino degli immigrati d’America”. E’ preparato con pane di segale, manzo salato, emmenthal, crauti e salse varie. Il Doner Kebab ormai è diffuso dappertutto e apprezzato in modo trasversale. E’ preparato con pane arabo farcito con carne mista agnello, manzo, pollo, verdure, harissa e altre salse a scelta.
Shish Kebab lo conosci?
Il shish kebab è una preparazione propria araba in cui la carne esclusa quella di maiale viene insaporita con spezie e poi cotta sullo spiedo o sulla brace. Il nome del piatto può essere tradotto come cubetti di carne su spiedo cotti alla griglia. Non meraviglia che per la preparazione sia indispensabile lo spiedo: la parola “shish” indica infatti il particolare metodo di cottura, mentre “kebab” si traduce solitamente come “carne cotta o fritta”.Sembrerebbe che già nel IV secolo a.C., i cavalieri persiani adoperassero le loro spade per arrostire la carne. Il kebab è sostanzialmente di origine persiana: la tradizione araba vuole che il piatto sia stato inventato proprio dai soldati in guerra. In India il kebab veniva servito nei palazzi reali durante il Sultanato di Delhi, ma il popolo lo consumava per colazione accompagnato dal pane naan. In Libano, Siria e Turchia, è diffuso lo “Shish taouk” o spiedino di pollo. La carne viene marinata con yogurt o succo di pomodoro, infilzata negli spiedi e poi grigliata sui carboni ardenti. Lo shish kebab è spesso servito anche dai esercenti ambulanti con la carne tagliata a cubetti o macinata e impastata e poi infilzata nello spiedino. Piatto storico e cibo da strada, viene abitualmente cotto all’interno di particolari griglie in cui gli spiedini sono posti orizzontalmente. Solitamente si aggiungono le salse, ma non è raro trovare anche aggiunte di verdure e insalate come il fattouche. Come intingolo è possibile utilizzare il labneh libanese, una salsa a metà strada tra lo yogurt e il formaggio arricchita da olio, timo e menta
Lo street food
Lo street food non è solo una semplice moda, ma un vero e proprio modo di unire antichi sapori della nostra tradizione culinaria con l’innovazione proveniente da paesi stranieri. Il trend è in crescita, ogni giorno il cibo da strada raggiunge quartieri e aree più o meno frequentate delle nostre città e non solo. La cucina “on the road” è diventata un vero e proprio format se si pensa a chef stellati come Chef Rubio, James Oliver e Koldo Royo, che hanno consacrato l’arte del cibo da strada tramite le loro trasmissioni televisive.Secondo gli ultimi dati della Coldiretti, un italiano su due acquista alimenti mentre si trova in giro per la città Le occasioni di gustare il cibo di strada si moltiplicano sempre di più grazie alla presenza di “Food Truck” o “Api”, appositamente modificati per il commercio itinerante. Il business dello street food è in continua crescita soprattutto nelle località balneari, turistiche e nelle grandi città. Gli amanti dello street food più del 69% preferisce il cibo locale arrosticini, arancini, piadine, fritture di pesce…, il 17% opta per specialità internazionali hamburger e hot dog, mentre il 14% predilige cibi etnici come falafel e kebab. Ecco alcuni piatti tipici considerati i capisaldi dello street food, e alcuni dei luoghi dov’è possibile riscoprire sapori antichi che si uniscono con l’innovazione di tendenze bio, vegan, gluten-free. suggerimenti I Covaccini (Firenze). La tipica schiacciata toscana è uno dei piatti più ricercati dagli amanti dello street food. Uno dei migliori luoghi per gustare questa delizia a Firenze è Amici di Ponte Vecchio, posto proprio a lato del famoso ponte fiorentino, la cui specialità è il covaccino con stracchino e salsiccia, prodotto con ingredienti a Km 0. La frittatina di pasta (Napoli). “Du frittur” Non solo la patria della pizza, ma anche delle friggitorie dove è possibile assaporare le famose zeppole, i panzarotti, la frittura di pesce e la pizza fritta. Di indubbio gusto è la frittatina di pasta, uno dei fiori all’occhiello dello street food napoletano, ricchissima di bucatini, piselli, prosciutto cotto, provola e besciamella. Frutti di Bosco (Milano). Il capoluogo lombardo sembra non essere il luogo ideale per trovare fragole, mirtilli, more e lamponi, e invece non è così. La tendenza bio che invade Milano con “Api” e furgoncini è una delle realtà più in voga. Nella città è possibile comprare frullati, macedonie, frutta fresca e bevande rinfrescanti. Esempio è Straberry, un’Ape che gira per la città vendendo frutti prodotti a km 0 e coltivati nel pieno rispetto dell’ambiente, utilizzando l’energia solare di ultima generazione. Focaccia di Recco (Genova). Quando si parla di cibo da strada specie in Liguria si pensa subito alla Focaccia di Recco. Con la sua pasta sottilissima che sprigiona un sapore paradisiaco grazie al suo formaggio fresco, è infatti spesso piena di stracchino. Una delle più richieste è anche la focaccia con le cipolle.
Food delivery = moda perfetta
Food delivery = moda perfetta per pigri&incapaci a cucinare. La soluzione a tutti i mali, dal frigo vuoto all’emergenza appuntamento galante in casa o ricarica post incontro tra le lenzuola. Il cibo da asporto per la generazione che ha un’indipendenza faticosamente conquistata, nel bene e nel male, e quindi ha almeno 14 ore giornaliere di lavoro sulle spalle, è una salvezza necessaria alla nutrizione basilare, così da evitare di incappare nelle sempreverdi scatolette di tonno con insalata quando va bene o verdure surgelate quando va malissimo. O peggio, un kebab tiepido consumato in piedi appoggiati ad un bancone. Liberaci dal male del cibo cattivo, e dacci oggi i nostri riders del food delivery, angeli alati che corrono in soccorso della fame più disperata previa pagamento con carta di credito Facci scegliere tra schermate e schermate di proposte di cibi che fanno bene e solleticano gola e salute, così da non ritrovarci sazi ma disfatti da una recente indagine è emerso che comunque a stravincere è sempre la cucina italiana da asporto, segno che la tradizione mediterranea è un must infallibile. I food riders, i fattorini delle consegne, ricevono solo che il nostro affetto più imperituro. O le nostre imprecazioni quando abbiamo fame e non arrivano. Sono loro che si avventurano in strade lontane, condomini fatiscenti, seguono indicazioni sommarie e si ritrovano a vagare con del cibo in giro per la città. Sono anche quelli che raccontano gli aneddoti più divertenti perché spesso e volentieri incappano in clienti proprio strani, con esigenze assurde e richieste lunari non solo per gli orari. Così tra pizza da asporto, hamburger vegani, cinese, sushi take away e altre mille novità da ogni parte del mondo, i riders di Foodora stanno imperversando sempre di più nelle città.
Trend per il 2018
ll 2017 è stato l’anno dell’avocado toast, delle Stories, del rossetto completamente opaco, , degli unicorni anche se ogni anno è l’anno degli unicorni, comunque…, di #MeToo. Cosa ci conserverà il 2018? Abbiamo fatto un esame di tendenze dai migliori cacciatori di teste in circolazione: le celebrity, le Instagram influencer, le società di cool hunt. E abbiamo scoperto che… La mania della frutta ma nello specifico dell’avocado è stata così dirompente nel 2017 che le coltivazioni messicane sono state messe a dura prova dalla richiesta esagerata. Il trend si conferma nel 2018, ma dalla tavola arriva al guardaroba: nail art con gli avocado, stampe sulle T-shirt, fumetti di avocado parlanti su tazze e tazzine da colazione . Ma dove vai se l’avocado non ce l’hai addosso? VR e AR sono le sigle da tenere a mente per il prossimo anno: realtà virtuale e aumentata entreranno sempre di più nel nostro quotidiano, dai cataloghi di arredamento che ti permetteranno di visualizzare i mobili direttamente nel tuo soggiorno di casa alla Sala degli Abissi dell’Acquario di Genova dove puoi nuotare con gli squali senza nemmeno bagnarti. E anche i wearable tech, ovvero le tecnologie da indossare, staranno al passo, come gli elegantissimi occhiali VR di Givenchy. Proclama della cucina di strada indiana la prossima mania globale. Per iniziare a stuzzicare le papille parti dal kati roll, una via di mezzo tra il burrito messicano e il kebab: striscioline di carne, formaggio, cipolla, coriandolo sono avvolti nella paratha, la tipica “piada” indiana, ripassata nell’uovo e fritta. Da mandar giù con un sorso di lassi al mango, una bevanda tradizionale del Punjab, fatta con yogurt fermentato.Insomma.. L’anno prossimo dimentica tutto quello che hai imparato quest’anno!
