Vende neve in bottiglia

Il cattivo tempo è appena arrivato quest’anno, intanto  c’è chi invece di lamentarsi di cieli grigi e nevicate ha deciso di farne un business. Stufo del brutto tempo, che ha portato persino al record di 8 metri di neve a Boston, Kyle Waring ha ben pensato di vendere la neve agli stati più caldi. L’uomo ha così creato la start-up “Ship Snow” e imbottiglia la neve e la spedisce a chiunque la voglia. 0,5 kg di neve viene venduto a $19.99, 3 kg a $89 e 5 kg a $119, ed entro 20 ore il pacco arriva a destinazione. All’inizio c’è stato qualche incidente per cui le bottiglie arrivassero con la neve già sciolta, ma curato un po’ di più l’imballaggio Waring è riuscito ad evitare il peggio quasi in ogni caso. Da quest’idea l’uomo ha deciso di prendere spunto per spedire qualcosa della sua città anche quando la neve sarà finita, come le foglie secche cadute dagli alberi e qualche particolare fiore; chissà se quest’idea avrà successo.

 

Il ristorante con il menù per persone e per cani

Al mondo stanno nascendo sempre più ristoranti che offrono l’opportunità alle persone di portare con loro i propri cani. Nessuno però fino ad ora aveva avanzato l’idea di  un vero e proprio menù sia per umani che per i nostri amici a quattro zampe! L’idea è venuta a Giannina Gonzalez, nelle Filippine. La donna, grande amante degli animali, ha sempre avuto il sogno di trovare un ristorante dove poter condividere il tavolo col proprio cane. Pensando che anche altri avrebbero potuto avere lo stesso pensiero, ha deciso di creare lei stessa il locale dei propri sogni. Il ristorante è aperto da 4 anni e gli affari vanno a gonfie vele. Oltre ai molti clienti abituali, tanti cinofili visitano il locale incuriositi dall’idea di cenare nello stesso tavolo con i cani. La cucina inoltre propone piatti abbastanza ricercati, con grande attenzione sia per le pietanze umane che per quelle canine. Per questi ultimi sono stati studiati appositi piatti che garantiscono un giusto equilibrio nutrizionale in base alle diverse esigenze.

Chi ha inventato le patatine fritte?

Ma voi, ve lo siete mai chiesto da dove nascono alcune cose ormai banalmente entrate nel nostro fare quotidiano? Ad esempio, chi inventò le tanto amate ed internazionali patatine fritte? Bella domanda…. L’onore dell’invenzione spetta al Belgio. Qui la patatina fritta è una vera e propria cultura, si trovano ovunque friggitorie che servono il prodotto in cestini o coni di carta e serviti da una varietà di condimenti. Le sue origini sono state certificate dal giornalista Jo Gérard che trovò un manoscritto risalente al 1781 che raccontava come le patatine fossero fritte prima del 1680.Gli abitanti della zona occupata dall’attuale Belgio erano soliti andare a pesca per poi friggere in olio il bottino raccolto. Quando però il fiume congelava e la pesca diventava pericolosa gli abitanti sostituivano l’alimento con le patate, fritte allo stesso modo e tagliate a forma di piccoli pesci. Le patate fritte si sono diffuse in Francia ed in Belgio a partire dal 1830, ma saranno conosciute in Nord America con il nome di french fries solo dopo la Prima guerra mondiale. In Gran Bretagna prenderanno il nome di chips. mentre, le patatine fritte rotonde, sottili e croccanti furono inventate da George Crum, un cuoco americano di origini indiane. Come sono nate? Un cliente troppo esigente, tanto tempo fa,  mandò indietro ben tre volte un piatto di patatine fritte. George decise quindi di vendicarsi e tagliò le patate a fette molto sottili in modo da renderle croccanti e inafferrabili con la forchetta. Contrariamente a quanto si credesse, le patatine furono molto apprezzate dal cliente, rendendo il ristorante di George famosissimo. Successivamente vennero invece inventate le buste per patatine fritte.

Vegani convinti…

Lo dicono le tante classifiche presenti sul web, e lo confermano anche le amate app. Con ben 127 ristoranti vegani e vegetariani, e tantissimi locali e supermercati vegetariani e vegani, Berlino è divenuta ormai un punto di riferimento per i vegan del mondo. Da segnalare che quasi tutti i ristoranti e i caffè presentano opzioni adatte ai vegani nel loro menu, sempre contrassegnate dalla V, quindi facilmente individuabili. Ma se si vuol essere vegetariani, bisogna crederci fino in fondo… ma adesso non stiamo forse esagerando? Un uomo  è diventato famoso dopo essersi esibito, durante un programma di una televisione locale, con questo originale flauto. Sono bastati pochi ingredienti per costruire il suo strumento musicale: nove carote e due porri, svuotati e poi incastrati l’uno all’altro secondo la logica del flauto di pan.Chissà cosa stava suonando?

Il vaso che cresce con la pianta

L’invenzione arriva da Londra, ma è ispirata all’Oriente ed è stata creata dal prestigioso Studio Ayaskan, Lo studio crea attrezzature che mescolano natura e design. Il loro ultimo prodotto è appunto un vaso Growth Il termine inglese “growth” infatti in italiano significa crescita. Il vaso infatti si trasforma e cresce insieme alla pianta, seguendo il suo ciclo vitale, da piccolo seme a fusto. Il pezzo di design è ispirato all’arte giapponese degli origami ed è realizzato in polio propilene, un materiale che gli consente di aprirsi ed evolvere con la pianta. Il risultato è davvero eccezionale e il vaso cambia forma insieme all’essere vivente che ospita, creando un effetto che lascia a bocca aperta. L’obiettivo  era appunto quello di catturare la forza della natura e la crescita delle piante. Abbiamo voluto dimostrare che anche un oggetto molto semplice, come un vaso, potrebbe essere migliorato e mutato attraverso la comprensione del ciclo di vita della pianta hanno spiegato le designer. Le maglie in polipropilene in principio ripiegate  si espandono naturalmente per lasciare sempre più spazio, mentre alla base del vaso si trova un meccanismo che permette di far defluire l’acqua. Per ora ci dobbiamo accontentare di normali vasi da fiori, infatti non è possibile acquistare Growth da nessuna parte, anche se gli appassionati di natura e arredamento sperano che presto il vaso possa finire non solo nelle mostre di design, ma approdi anche nelle case di moltissime persone. L’idea, d’altronde, è davvero geniale.

Il pane a forma di cocomero

Sole mare estate, la  novità è il pane a forma di cocomero. Aspopola un coloratissimo pane da tagliare che ricorda nella forma e nei colori uno dei frutti più amati della bella stagione. La richiesta del pane a forma di cocomero da parte dei cittadini è così elevata che il panificio che lo ha ideato non riesce ad soddisfare tutti. Jimmy’s Bakery, fino a poco tempo fa era una comune panetteria. Ma ora il suo pane a forma di cocomero sta facendo il giro del mondo grazie alle fotografie pubblicate sul web e sui social network, soprattutto su Instagram. Così gli ideatori del pane a forma di cocomero stanno conquistando una fama inaspettata. Lee Wen-fa ha ideato il pane a forma di cocomero per incoraggiare i bambini a mangiare di più nonostante il caldo, nei mesi in cui per via delle elevate temperature si rischia di perdere facilmente l’appetito. Per realizzare il pane a forma di anguria si utilizzano soprattutto coloranti naturali come le fragole e il succo di fragole per la parte rossa e il tè verde in polvere, molto popolare in Oriente, per la parte verde che va ad imitare la buccia dell’anguria. I semini dell’anguria sono realizzati con bambù commestibile. Il pane a forma di cocomero è diventato così popolare che Jimmy’s Bakery si ritrova a sfornarne ben 100 pagnotte al giorno. Viene realizzato soprattutto sotto forma di pane in cassetta da affettare per realizzare toast e panini.

Una piscina sul terrazzo

L’estate è arrivata, fa parecchio caldo in città e la voglia del mare e dell’acqua dove rinfrescarsi  sale ogni giorno di più, e così qualcuno ha pensato bene di trasformare il proprio terrazzo in una piscina. Stiamo parlando dell’incredibile foto che sta facendo impazzire il web e che in breve tempo è divenuta virale. Nell’immagine vediamo un bambino che si diverte nel balcone di casa trasformato ad hoc in una piscina, con tanto di fondo in plastica e acqua introdotta tramite un tubo.La foto probabilmente è stata scattata da un vicino divertito e allarmato per lo scenario che si è trovato davanti affacciandosi alla finestra. Nello scatto il piccolo sembra divertirsi parecchio nella sua piscina improvvisata e in breve tempo il fotogramma si è diffuso sui social. Tanti i commenti da parte degli internauti che hanno intavolato dei veri e propri dibattiti intorno alla foto. C’è chi trova l’idea di modificare il balcone in una piscina una “genialata” e chi invidia il bambino che sguazza nell’acqua. Molti si sono chiesti se si trattasse di un fake o di uno scherzo, ma nessuno è riuscito a dare una risposta concreta.In tanti si sono domandati se davvero sia possibile trasformare il terrazzo di casa in una piscina senza rischiare che crolli. Non è semplice rispondere alla domanda e così gli utenti di Twitter si sono scatenati con calcoli e supposizioni. Hanno tentato di misurare in qualche modo la superficie del terrazzo e la quantità d’acqua per capire se il bambino rischiava di fare una brutta fine oppure no. Per risolvere l’enigma è intervenuto anche un noto architetto e costruttore di San Josè che ha spiegato come i balconi realizzati in edifici residenziali nuovi riescano a reggere sino a 200 kg al metro quadrato. Considerando che un metro cubo d’acqua pesa mille chili il fatto che il balcone non sia ancora crollato è un vero e proprio miracolo.

Avocado pericoloso chi l’avrebbe mai detto

Il frutto tropicale per cui il mondo sembra andare pazzo, protagonista di locali dedicati come l’Avocaderia aperta da tre ragazzi italiani a Brooklyn  in realtà spedisce ogni anno al Pronto Soccorso circa mezza dozzina di persone, tutte con ferite profonde sul palmo delle mani, lacerazioni di nervi e tendini Ma chi a provato a tagliare un avocado, non stenta certo a crederci: sfuggente, viscido, dalla forma irregolare e con quel “pirulino” sulla sommità duro e difficile da eliminare, tagliare l’avocado richiede una manualità pari a quella richiesta per le noci di cocco, pur essendo molto più morbido.E allora? Rassegnarsi a rischiare palmi lacerati oppure evitare uno dei frutti più buoni e nutrienti del pianeta?Così buono e nutriente che siamo disposti a pagarlo ben caro, visto che il prezzo è praticamente raddoppiato rispetto allo scorso anno, a causa della scarsità di raccolto in Messico.ecco alcuni suggerimenti per pelare un avocado: basta disporre di una mannaia, o comunque di un coltello robusto e un buon tagliere null’altro. Una volta diviso il frutto in due parti, occorrerà levare il nocciolo, inspiegabilmente rimasto attaccato a una delle due. Dopodiché, entra in scena la mannaia, o un coltello abbastanza massiccio da essere affondato con colpo secco nel nocciolo, facendolo penetrare per almeno un centimetro. In seguito, con agile movimento del polso, occorre far ruotare tutto, coltello e nocciolo assieme, di quanto basta perché quest’ultimo si stacchi dalla polpa; basteranno circa novanta gradi.E qui viene il bello. Dopo aver ottenuto due metà prive di nocciolo, bisogna levare la buccia, la parte più pericolosa di tutta la faccenda. Ecco il vero colpo di scena; riponete la mannaia: l’oggetto giusto da impiegare è infatti  un semplice cucchiaio, inserito tra buccia e polpa. Scavare, delicatamente, con cura, fino a staccare tutta la polpa dalla buccia, cercando di conservare la forma originaria e non tirare fuori un purè di avocado. A questo punto sfoderate tutta la vostra creatività e intagliatelo facendolo divenite un opera d’arte

Mele….frizzanti

Una mela al giorno toglie il medico di torno…famosissimo detto figuriamoci se è frizzante!! Grazie a numerosi incroci e studi durati dieci anni, un gruppo di agronomi svizzeri è riuscito a realizzare delle mele… frizzanti. Quando si addenta la mela, infatti, la percezione è quella di avere in bocca una bibita effervescente, a causa del mix di acidità e di zuccheri che arriva dalle grosse cellule, che in bocca dà un effetto molto analogo a quello delle bevande gassate Non è però possibile ottenere direttamente succo frizzante dalle mele: infatti “spremendo” le mele si ottiene un normalissimo succo di mela. La frizzantezza è solo una sensazione che si ha quando si addenta la mela. Le mele frizzanti sono state ottenute incrociando due varietà di mele, le Resi e le Pirouette ingelsi. I produttori dell’incrocio, Lubera, ha battezzato le nuove mele paradis Sparkling dove “sparkling” significa proprio frizzante.

 

 

ALVEARE AUTOSUFFICIENTE.

Flow Hive è l’alveare che permette a chiunque di diventare apicoltore. A differenza degli alveari convenzionali infatti, Flow Hive non necessita di manutenzione nemmeno per estrarre il miele: basta aprire un rubinetto e… servirsi.Le celle di questo alveare infatti vengono fornite alle api già parzialmente costruite: gli insetti si limitano quindi a riempirle di miele e a chiudere con la cera la parte mancante.All’apicultore non resta che inserire una cannula all’interno del favo, rompere le celle e lasciar fluire all’esterno il nettare senza nemmeno disturbare gli insetti, e poter quindi  proporre questo delizioso nettare per dolcificare in maniera naturale delle profumate  tisane, degli aromatici ma anche per gustarlo su delle fette biscottate flow-hive