La tua casa è troppo ordinata attenzione i tuoi figli potrebbero diventare degli insicuri

Che tipo di genitori siete? Vi sentite più iper-apprensivi o preferite lasciare che i vostri figli facciano le loro scelte e che sbaglino da soli? Sapevate che la vostra personalità può rispecchiarsi anche nell’organizzazione della casa? Alcune persone che vogliono avere sempre il controllo sulla propria vita e le proprie cose desiderano che la propria abitazione sia come loro, sempre perfettamente in ordine. Com’è vivere in una casa sempre in ordine con i propri figli? La psicologia parla chiaro, questa scelta può avere effetti inconsci sul carattere dei bambini. Mario Cortella, dice che avere una casa perfetta, da copertina, significa ritrarre un’immagine della realtà, irreale che non corrisponde al caos della vita vera, quella che incontri non appena esci dalle mura domestiche. Non sempre disordine significa sporcizia o mancanza di igiene, la giusta quantità di disordine, al contrario, è qualcosa di indispensabile e fisiologico, è la perfetta dimostrazione che nella vita nulla è perfetto e che, anzi, dai piccoli disordini quotidiani può capitare qualcosa di bello. Secondo lo psicologo l’educazione dei figli e la loro felicità vanno a braccetto con la gestione dell’ambiente nel quale crescono. Bisogna che i genitori capiscano la potenza del “disordine” o dell’imperfezione come metafora della realtà. Via libera a vivere la propria casa non più come un luogo perfetto ma come un posto dove sperimentare nuove cose, inventare nuove avventure, giocare e ridere insieme ai propri figli. Per i bambini vivere in un luogo che sembra uscito da una rivista può essere destabilizzante, questo luogo non riflette tutti gli altri con cui hanno a che fare quotidianamente: dal bar della colazione alla scuola nulla è così ordinato e preciso come nella propria casa. Questa confusione genera nel bambino una paura di sbagliare qualcosa o di rovinare l’ambiente domestico così perfetto. Accettare il difetto è un’ottima lezione sia per i figli che per i genitori. Educare i propri figli ad essere ordinati è sicuramente utile e fruttuoso per il loro futuro ma lo psicologo afferma con convinzione una grande verità: insegnare all’accettazione del disordine e lasciarli liberi di sbagliare è ancora più importante.

Gli alberi macedonia

Con l’arrivo dell’estate e del caldo torrido non c’è di meglio di una fresca macedonia. Qualcuno si è inventato con un innesto una pianta capace di creare l’assortimento della frutta utile per realizzarla, da tenere nel proprio giardino. Attraverso l’innesto  una tecnica molto usata nella floricoltura, e nel giardinaggio, e che prevede essenzialmente la fusione di due individui differenti. Le due piante vengono saldate e i loro tessuti si uniscono grazie al callo che si forma fra le due superfici tagliate. In frutticoltura, l’innesto viene utilizzato per creare gli affascinanti alberi macedonia, ovvero alberi che producono diversi tipi di frutta sulla stessa pianta. Ovviamente, se è relativamente facile effettuare innesti tra varietà diverse di una stessa specie, è difficile tra specie diverse. Più lontana è la “parentela” genetica tra gli individui, più difficile se non impossibile diventa l’innesto. Gli alberi macedonia contengono di solito innesti di piante di specie diverse ma dello stesso genere. Un esempio è l’albero di prugne, pesche, albicocche e pere coche; un altro è l’albero di arancia invernale e estiva, mandarini, limoni, lime, pompelmi, tangelle e pomeli. L’esempio più estremo di albero macedonia è rappresentato da quello realizzato dall’artista Van Aken, che ha prodotto un albero capace di creare 40 frutti diversi.

Energia elettrica dalle banane

In India le piantagioni di banane sono molto diffuse. Le banane sono un elemento fondamentale nella quotidianità indiana perché oltre ad essere un alimento, vengono utilizzate nei riti religiosi, le foglie vengono utilizzate nella costruzione di ceste e cestini, ed al posto dei piatti Tuttavia quando vengono smaltite, producono un’ alta quantità di rifiuti che devono essere gestiti. Da qui l’idea di Gopal Jee che potrebbe risolvere entrambi i problemi. Il diciasettenne indiano è partito analizzando le macchie sui vestiti lasciate da una sostanza presente nel gambo del banano, domandandosi come mai ne fosse così difficile la rimozione. Gopal Jee ha scoperto che tale sostanza conteneva un acido naturale reo del fenomeno. Ha così provato a inserire due elettrodi uno in rame e uno in zinco all’interno del gambo della pianta a una distanza di 20 cm l’uno dall’altro. Il risultato ha generato 3 volt di energia in grado di mantenere accesa una lampadina per 3 ore. Aggiungendo poi altri steli in sequenza, è stato in grado si allungare l’effetto. Questa straordinaria scoperta perché, con una cifra irrisoria 3 € per acquistare elettrodi e del filo elettrico si può superare il problema dell’assenza di luce e allo stesso tempo dello smaltimento delle piante di banane, aiutando anche alla diffusione della cultura tra i giovani. Per il Banana Biocell, Gopal Jee è stato insignito del premio Inspire Award dedicato a coloro che aiutano la ricerca scientifica in India.

Una casa di 17 mq …. si può

Una casa trasportabile di 17,2 mq con tante idee geniali per arredare i piccoli spazi Pod è un innovativo sistema prefabbricato e componibile progettato dall’archietto Clara da Cruz ‘Pod’ è una parola inglese che significa ‘bozzolo’. Poggia su una pedana di legno di 24 mq, che comprende anche una terrazza esterna. A seconda del terreno la pedana necessità di ancoraggi in legno o cemento, come qualsiasi casa prefabbricata. Questo è il blocco base di 17,2 mq che può raddoppiare oppure può essere unito ad altri moduli, a schiera o in parallelo. L’impianto elettrico e quello idraulico sono integrati nei pannelli, e necessitano soltanto dell’attacco esterno. Questa mini casa si trova in Sudafrica, a Johannesburg, i proprietari, una giovane coppia, hanno affittato un terreno e voilà! Tutte le parti sono studiate per essere facilmente trasportate e rispondere ai cambiamenti di vita di chi ci abita Per far entrare tutte le necessità di una vera casa in 17,2 metri quadrati è necessario che ogni spazio, anche minimo, sia organizzato per svolgere funzioni diverse: così, ad esempio, il corridoio di ingresso è in realtà la cucina, la mobilia è tutta studiata per sfruttare ogni piccolo spazio, il soppalco viene usato come studio ma all’occorrenza può ospitare un amico o essere attrezzato a lavanderia. Quando il tempo è bello, l’intera parete d’ingresso si apre con ante a libro: lo spazio si dilata, si sposta il tavolo e le sedie fuori e ci si pranza sembra di cucinare all’aperto le finestre  si aprono a bilico. Piccole, in proporzione con i mini spazi, ma numerose e distribuite nei punti strategici. Ognuna è una cornice diversa sull’esterno.

Friggere senza odori ecco qualche trucco

Visto che la dieta non può durare per tutta la vita  oggi è il famoso giorno dello strappo alla regola, esaltiamo. Che ne dite di mettere su un po’ di olio e friggere un po’? Perché è vero che il fritto non è la cosa più salutare del mondo, ma è anche vero che è buono da morire. E poi una volta ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno. Come dite, vi si impuzzolentisce tutta la casa? Oh, no. Ecco alcuni trucchetti ingegnosi per friggere senza lasciare odori… Metti nell’olio freddo una o più fettine di mela di mela: aiuta a prevenire l’odore e ti aiuta a capire quando l’olio raggiunge la giusta temperatura per la frittura quando sfrigola è bello caldo!. Ricorda di togliere i semini dalla fetta della mela Se vuoi fare un fritto di pesce, metti a bollire acqua e aceto in un pentolino vicino alla pentola in cui stai friggendo. Annienterà gli odori, assicurato. Spremi all’interno dell’olio mezzo limone e tuffalo intero con la buccia. Donerà un’ aroma piacevole al fritto in più toglierà tutti gli odori. Altro rimedio efficacissimo per chi non ama l’odore dell’aceto è quello di far bollire dell’acqua con all’interno dei chiodi di garofano. Il vapore generato annullerà la puzza di fritto. Da un lato metti del prezzemolo nell’olio che usi per friggere. Poi, quando hai finito di friggere, metti a bollire un pentolino con acqua, chiodi di garofano e alloro. Funziona alla grande. E adesso tutti a tavola buon appetito!

Arriva Yolkr

In cucina alcune ricette richiedono soltanto l’albume, altre prevedono invece solo l’uso del tuorlo. E allora come riuscire nell’impresa di portare a termine l’operazione, senza rischiare di rompere il rosso dell’uovo? Arriva dalla Nuova Zelanda l’invenzione per separare il tuorlo dell’uovo dall’albume. Si chiama Yolkr questo attrezzo davvero ingegnoso che si può acquistare  su internet. L’invenzione neozelandese si presenta come una pipetta in plastica, proposta in diverse varianti di colore, e che aspira da una ciotola il rosso dell’uovo, non lo rompe, e lo separa completamente dall’albume. Con questa invenzione dividere il tuorlo dall’albume d’ora in poi sarà un gioco da ragazzi! E molto più comodo e divertente sarà preparare stuzzicanti ricette. Spesso non a tutti risulta semplice, o gradito, dividere con le mani il tuorlo dell’uovo dall’albume. Con “Yolkr” rompere un uovo diventa un’azione veloce e di grande semplicità, principalmente non occorre sporcarsi le mani nell’uovo, che inevitabilmente sgocciola. Oltretutto pare sia il modo ottimale per evitare che rimangano tracce del suo guscio nel contenitore dove si andrà a lavorare il tuorlo o l’albume.L’invenzione per separare il tuorlo dell’uovo dall’albume pare sia più veloce di qualsiasi altro metodo a disposizione e anche più igienico. Come sostiene il suo inventore, Hamish Dobbie. Insomma, una semplice, e utile, alternativa al metodo tradizionale per separare il tuorlo dell’uovo dall’albume. Un’invenzione intelligente ed efficace che non può mancare nella cucina di ogni creativo o pignolo, abitudinario o sperimentatore, purché amante della buona tavola! Non credete?

Pistola di sapone per evadere

Un carcerato è stato scoperto e fermato durante la progettazione di un stravagante piano di fuga. La sua storia sta facendo il giro del mondo. Praticamente l’uomo ha pensato di costruire una pistola finta con del sapone. Questa sua strana idea era in elaborazione già da qualche mese. Per comporre l’arma, l’uomo avrebbe utilizzato delle saponette accumulate via via nel corso del tempo. Ha deciso di non utilizzarle e metterle da parte perché voleva usarle nella costruzione della pistola finta. Ci vuole molta fantasia. L’uomo ha confessato di essersi ispirato ad un famoso rapinatore di banche degli anni trenta Questi aveva tentato la fuga da un carcere con una pistola di legno, riuscendo nell’impresa. Peccato si trattasse di un qualcosa di surreale. Per fortuna il malvivente è stato fermato in tempo e il suo piano è ironicamente fallito.