La pizza più grande

Un gruppo di cuochi ha battuto a Roma il record per la pizza rotonda più grande del mondo. La pizza aveva un diametro di ben 40 metri, battendo il record precedente registrato in Sud Africa, con una pizza di diametro di 37,4 metri. I pizzaioli hanno dovuto lavorare per 48 ore di seguito per lavorare alla pizza che hanno scelto di chiamare “Ottavia”, in omaggio alla moglie del primo imperatore romano Ottaviano Augusto. La gigantesca pizza ha anche la caratteristica di essere realizzata completamente con farine prive di glutine, per sensibilizzare sul problema della celiachia.

Fame da lupi

Forse quello che ci vuole nel periodo di carnevale è una frittella gigante, come quella cucinata alla Fiera del Cibo di Shenyang, in Cina. Una prelibatezza di 2 metri di diametro da gustare con bacchette adeguate, lunghe più di 6 metri. Anche se il titolo ufficiale di frittella più grande del mondo spetta a un manicaretto di 4 metri di diametro realizzato lo scorso settembre a Castel di Lama, nelle Marche. Per friggerlo ci sono voluti 30 volontari, 13 mila litri d’olio e una padella lunga manico compreso  8 metri e mezzo,realizzata da un artigiano

Un piatto ricco e profumato

Lo stufato è un piatto ricco, profumato e dalle radici antiche. Deve il suo nome alla cottura che avveniva sulla stufa nelle case campestri e ancora oggi è una vera e propria esplosione di sapori: la carne cuoce lentamente e per lungo tempo nel brodo o nel vino diventando morbida e saporita. Infatti la differenza tra brasato e stufato è soltanto nei nomi perché tanto tempo fa la carne era cucinata in una casseruola messa sulle braci. Stufato, invece, deriva da “stufa” che molti anni fa era adoperata per cuocere gli alimenti. Lo stufato, inoltre, è un modo per cuocere gli alimenti e potrete anche usarlo per preparare pietanze di pesce o verdure. Lo stufato di carne è perfetto nelle fredde sere invernali e può essere accompagnato ad una purea di patate o a delle verdure saltate. Se volete preparare uno stufato con carne di manzo i tagli migliori saranno: spalla, muscolo, cappello del prete e fiocco. Nel caso in cui preferiate uno stufato a base di carni bianche, potete utilizzare sovra cosce e fusi di pollo. Nella ricetta originale la carne viene cotta in due momenti: una prima rosolatura in padella con burro oppure olio e una seconda in casseruola con brodo, verdure e aromi. La prima cottura è molto importante perché permette alla carne di caramellarsi all’esterno rimanendo morbida all’interno. Usate una pentola antiaderente, fate sciogliere una noce di burro e rosolate la carne tagliate a pezzi non troppo grandi su tutti i lati. Ricordate che lo stufato ha bisogno di tempo: per una cottura ideale servono almeno 2 ore e mezzo, rigorosamente a fiamma dolce. Per la base del vostro stufato vi consigliamo di utilizzare un trito classico di cipolla, carote e sedano: rosolatele in olio Evo in una padella prima di cuocerli in casseruola con gli altri ingredienti. La verdura che per eccellenza accompagna lo stufato è la patata: la sua consistenza infatti le permette di assorbire il sugo e acquisirne il sapore. Per una variante saporita potete utilizzare funghi e piselli: il vostro stufato acquisterà un gustoso sapore dolciastro.

Un tiramisù da Guinness

Sono molto dibattute, le origini del tiramisù. Pare che sia originario del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, questo dolce al cucchiaio a base di savoiardi inzuppati nel caffè e ricoperti da una crema con uova, mascarpone e zucchero. Sicuramente, è diffuso in ogni casa d’Italia. Ed è uno dei dessert più rappresentativi.Fra qualche giorno, però, il tiramisù abbandonerà le cucine di case e ristoranti per scendere in piazza. E per prepararsi a battere un nuovo record. Oggi, al Tiare Shopping di Villesse in Friuli Venezia-Giulia, provincia di Gorizia, i presenti potranno assistere alla preparazione del tiramisù più lungo del mondo. Un dolce da Guinness dei Primati, che si inserisce in quel filone di spettacolari preparazioni cominciato nel 2015, con la realizzazione del tiramisù più grande del mondo a Gemona sempre in Friuli Venezia-Giulia, ma in provincia di Udine ben 350 i chilogrammi di peso , e continuato poi con la Tiramisù World Cup di Treviso. Dal mattino e fino alle 17.00, l’evento  è stato pensato per valorizzare le tradizioni del Friuli Venezia-Giulia, con particolare risalto all’enogastronomia e all’alta cucina. Perché, nato proprio in questa regione, il tiramisù è oggi un patrimonio di tutto il Paese. E merita di essere celebrato con un record.Attorno ad un tavolo lungo circa 100 metri, pasticceri professionisti del gusto e volontari lavoreranno assieme fino al verdetto di Lorenzo Veltri, giudice ufficiale del Guinness World Record. L’evento, la cui organizzazione è stata affidata a quel Mirko Ricci detentore del primato per il tiramisù e per i profiteroles più grandi del mondo si svolgerà alla presenza di Natasha Noia da Hell’s Kitchen e dei critici e food writers, che racconteranno storia, aneddoti, ricette e curiosità sul celebre dolce. A sostenere l’iniziativa, diverse aziende: Latterie Friulane, Forno Bonomi, Oro Caffè, Uova Pascolo e Lidt.

Fiori….Spaziali !!

Ne hanno parlato tutti i giornali. Eppure, la zinnia ritratta nella foto dell’astronauta dell’ISS non è il primo fiore a essere fiorito nel cosmo l’astronauta Scott Kelly che sta passando un anno intero sulla ISS, nei giorni scorsi ha lanciato un tweet in cui mostrava quello che ha definito «Il primo fiore mai cresciuto nello spazio». La notizia si è rivelata però inesatta. L’hanno infatti smentita Nasa Watch e altri esperti andando a rispolverare gli archivi dell’Agenzia Spaziale. Il Guinness per il primo fiore sbocciato nel cosmo spetta infatti ai russi che nel 1982 coltivarono a bordo della stazione spaziale sovietica Salyut-7 alcune piante di Arabidopsis .Più tardi, nel 2012, l’americano Donald Pettit realizzò per interesse personale una cosa simile prendendosi cura di un girasole che riuscì a fare sbocciare nello spazio. Quindi no, non sono Scott Kelly e colleghi i primi cosmonauti con il pollice verde.Non è comunque una novita che gli astronauti a bordo dell’ISS facciano anche i giardinieri. Da quando è decollato il Progetto Veggie nell’aprile 2014, gli abitanti della Stazione Spaziale Internazionale stanno cercando di coltivare verdure a chilometri di distanza dalla Terra (hanno già degustato la lattuga spaziale Sta di fatto che un primato è comunque da riconoscere a Kelly: la zinnia immortalata riportata nel tweet dell’astronauta non sarà il primo e unico fiore mai sbocciato nello spazio, ma è sicuramente il primo piantato e poi fiorito a bordo dell’ISS.

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