Bistecca burro e aglio da Firenze a NewYork

Una bistecca alla fiorentina sarà indimenticabile se cotta sui carboni di legna ardenti con le giuste temperature e i giusti tempi, vi mangerete un piatto indimenticabile per profumi e gusto, ma se non avete a disposizione un luogo dove fare della brace incandescente e non avete il vero taglio della fiorentina allora potete cucinarvi  I bocconcini di bistecca di burro all’aglio in perfetto stile steakhouse. Invece di cuocere una bistecca intera, fare una salsa in padella, affettare la bistecca e immergerla nella salsa, questo il modo di cucinare la  bistecca newyorkese i pezzi vengono cotti in uno splendido burro all’aglio che è incorporato nella stessa padella in cui è cotta la bistecca. Abbastanza ingegnoso , giusto? Ecco come puoi avere morsi da steakhouse ogni sera della settimana. Trita 4 spicchi d’aglio. Trasferiscili in una ciotola e aggiungi 1/2 cucchiaino di pepe nero appena macinato. Trita anche un 1/4 di tazza di prezzemolo fresco, quindi trasferisci in una piccola ciotola. Taglia la  bistecca  a cubetti da 1 dito, quindi condisci con 1/2 cucchiaino di sale Sciogli 1 panetto di burro in una padella grande a fuoco medio-alto. Aggiungi i cubetti di bistecca e lascia rosolare fino a doratura, girandoli a metà, da 6 a 8 minuti in totale. Aggiungi l’aglio e il pepe e cuoci ancora per 1 minuto. Togli dal fuoco e guarnisci con il prezzemolo. Naturalmente questo piatto ti porterà a Newyork e non a Firenze!

Hamburger vegetali alla piastra

Chi l’ha detto che il vero hamburger è solo di carne? Gli hamburger si possono preparare in moltissimi modi e quelli vegetali sono davvero gustosi: dagli hamburger di verdure, agli hamburger con i formaggi o con i legumi, la scelta è infinita e appaga sempre i gusti di tutti. Gli ingredienti per preparare questi hamburger, sono tanti: dai fagioli, ai ceci, alla quinoa, all’orzo, al miglio, al grano saraceno, in un alternarsi di sapori e profumi sempre invitante e appetitoso. Bastano una piastra, le verdure, gli ortaggi e i legumi in casa, e l’idea di un gustoso hamburger da gustare davanti alla TV, comodamente seduti sul divano, arriva da sola. Non solo amati dai vegetariani, ma apprezzati da tutti, gli hamburger vegetali cotti alla piastra sono una vera delizia. Preparati per farcire un morbido panino o per arricchire un piatto di una gustosa insalata di stagione, sono poi una valida alternativa per proporre a casa menu sempre diversi.Per preparare gustosi hamburger alla piastra, vi serviranno: 400 g di ceci, 1 cipolla rossa, 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro, ½ peperoncino rosso piccante, 60 g di pane, 1 uovo a temperatura ambiente, 60 g di pinoli, olio di semi di mais, sale.

La seppia

Diffusa su tutto il mar mediterraneo, la seppia è un cefalopode dal corpo allungato, appiattito,largo e munito di due pinne laterali, ha 10 tentacoli,8 dei quali corti e fornite di ventose. Nel mantello si trova il tipico osso di seppia eccezionale per i vostri uccellini che ospiterete nelle casette disposte nel vostro giardino o terrazzo. La sua colorazione varia a seconda dell’ambiente gli stati d’animo e l’età, non è raro trovare seppie bianche striate di nero o nere.Con il liquido contenuto nella loro sacca si preparano i tipici spaghetti al nero di seppia o il risotto, ma sono gustosissime anche al limone alla griglia e in guazzetto con il pomodoro, in umido abbinate ai piselli e nella classica ricetta Ligure in zimino con spinaci. Insomma se volete un piatto gustoso che vi porti al mare con il gusto e la fantasia avete l’ingrediente giusto

Secondi piatti economici

Sia per gli ingredienti che le accompagnano, sia per il modo di cucinarle, che vi suggeriamo di mettere in pratica, le alette di pollo costituiscono un secondo economico. Queste parti del volatile, fino a poco tempo fa, non venivano affatto considerate degne della cucina. Venivano al massimo utilizzate per il brodo o finivano direttamente tra gli scarti.Grazie alla cucina americana, quella dei fast food che sfornano Buffalo Chicken Wings o alette piccanti a gogo, e grazie anche alle nuove tendenze, anche le ali di pollo hanno cominciato ad essere considerate degne di stare nel piatto. Numerose le  ricette  che sono sorte negli ultimi anni. Le alette di pollo sono versatili, si combinano con molti ingredienti diversi in piatti saporiti e leggeri e, infine, sono estremamente economiche. In fondo, che cosa si può chiedere di più a un piatto per tutta la famiglia?

 

Davanti ad un camino

Legna scoppiettante, colori sfavillanti, calore avvolgente, un fluire di pensieri, idee, emozioni, davanti ad un caminetto acceso Quanto è  apprezzabile l’entrare in casa e trovare ad accogliervi il calore, il profumo particolare che solo la legna che arde può dare, seduti difronte al camino si   inizia a vagare con i pensieri, catapultati in un piacevolissimo stato di pace e tranquillità. Stare lì a fissare il fuoco che arde vi permette di focalizzarvi su qualcosa e di lasciarti andare. Il fuoco, che piano piano si consuma, aiuta a concentrarsi sul momento presente alleggerendo i pensieri e le preoccupazioni relative al futuro. Ecco un aspetto del caminetto a cui spesso non si pensa, presi dalla frenetica vita quotidiana, con sempre maggiore difficoltà riusciamo a ritagliarci dei momenti tutti per noi. E poi…? E poi  arriva la sera, l’ora di cena, riuniti a tavola dinanzi al camino dove poter iniziare a  banchettare. I cibi più variegati ci fanno compagnia … i piatti tipici  semplicemente  la pizza e le nocciole tostate , affettati, salumi o l’agnello, arrostito direttamente sul caminetto e i tipici muffins americani. Il cibo come fonte di tradizione, cultura, piacere, scambio di idee tra generazioni ed il caminetto, che unisce attraverso calore e luce e diventa potente strumento per entrare in contatto con se stessi e con gli altri.Il fantastico potere del fuoco

Alla scoperta delle tipologie dei cristalli del sale.

Quattro lettere, un’infinità di utilizzi. Parliamo del sale, elemento naturale dalle inappagabili proprietà. Indispensabile in cucina, prodigioso per il benessere, alleato della bellezza, miracoloso per le pulizie, questo prezioso minerale conserva facoltà note a tutte le culture e in tutte le epoche. In cucina, gli utilizzi si sprecano. Ma non è degli infiniti impieghi culinari dei cristalli delle meraviglie che vogliamo parlare. Piuttosto, intendiamo presentare subito alcune delle diverse tipologie e varietà di sale oltre alle loro particolarietà, per farvi scoprire l’universo colorato e incantevole rappresentato dai sali del mondo. Sale della Camargue: bianco come il sale più solitamente utilizzato, ma rarissimo è detto anche Fior di sale. Prodotto nel sud della Francia, non raffinato e dal basso contenuto di sodio, ha cristalli più grandi ed è meno salante del comune sale da cucina: perfetto su insalate o verdure.Sale rosa dell’Himalaya: è tra le varietà più rare. Viene estratto da miniere risalenti a circa 200 milioni di anni fa non incluso tra i sali marini,  perciò, ed è considerato il sale più pregiato al mondo. Privo di additivi, non raffinato e ricco di zinco, rame e ferro. Poco aggressivo e molto digeribile, è ideale con la carne Sale grigio di Bretagna: grezzo e ricchissimo di oligoelementi in particolare, di magnesio. Dal sapore ricco, è adatto a piatti di carne, pesce e verdure. Povero di sodio, è consigliato a chi soffre di disturbi quali ipertensione e ritenzione idrica.Sale rosso delle Hawaii: un’autentica miniera di ferro. Dal retrogusto di nocciole tostate, accompagna stupendamente carne e pesce grigliati. Sale blu dall’Iran: è rarissimo e arriva dalle miniere dell’Iran. Dal sapore poco speziato, esalta splendidamente piatti a base di tartufo e frutti di mare. Sale nero : proviene dalle acque dell’isola di Cipro. Dal sapore delicato, è arricchito di carbone vegetale attivo ed è particolarmente adatto a chi soffre di gonfiore addominale. Costituito da cristalli di forma piramidale, si scioglie con meno facilità rispetto ad altri tipi di sale. Per questo, è da utilizzare su pietanze da salare a crudo

 

Grigliate ottime ma possono far male alla pelle

Con l’arrivo del bel tempo è iniziata ufficialmente la stagione delle grigliate. Rigorosamente alla brace, se vogliamo ottenere quella crosta croccante e il retrogusto aromatico tipici della cottura a carbone. E poco importa se i composti chimici generati dalla combustione possono nuocere alla salute: un bel barbecue è un piacere da gustare con parsimonia, una volta ogni tanto, e senza esagerare con le porzioni. Una nuova ricerca cinese però potrebbe impensierire i fanatici della griglia: i fumi generati dalla carbonella infatti non sono pericolosi solo se ingeriti o respirati, ma rappresentano un rischio anche al semplice contatto con la pelle. È quanto emerge da uno studio Le molecole incriminate sono gli idrocarburi composti contenuti nel carbone e nel fumo generato dalla sua combustione, noti per la capacità di provocare disturbi respiratori e danneggiare il Dna predisponendo allo sviluppo di tumori. I cibi cotti alla griglia, chiaramente, ne sono certamente ricchi. Ma la via alimentare non è l’unica possibilità di contaminazione: studi svolti negli scorsi anni hanno dimostrato che anche l’inalazione dei fumi di legna e carbone introduce quantità importanti di idrocarburi nell’organismo, la via d’ingresso principale degli nel nostro organismo  passa per la pelle. Secondo i ricercatori la causa potrebbe risiedere negli oli che vengono rilasciati durante la cottura, che a contatto con la pelle ne aumenterebbero la capacità di assorbire idrocarburi aromatici, rendendola superiore anche a quella dei polmoni. E infatti persino i vestiti sembrano fare poco per proteggerci da questi insidiosi nemici: dalle ricerche effettuate sembrerebbe che una volta saturatisi di fumo cosa che avviene in breve tempo se ci si trova nei pressi di una griglia che lavora a pieno ritmo gli indumenti si trasformano in spugne che continuano a rilasciare a contatto con la pelle.

Shish Kebab lo conosci?

Il shish kebab è una preparazione propria araba in cui la carne esclusa quella di maiale viene insaporita con spezie e poi cotta sullo spiedo o sulla brace. Il nome del piatto può essere tradotto come cubetti di carne su spiedo cotti alla griglia. Non meraviglia che per la preparazione sia indispensabile lo spiedo: la parola “shish” indica infatti il particolare metodo di cottura, mentre “kebab” si traduce solitamente come “carne cotta o fritta”.Sembrerebbe che già nel IV secolo a.C., i cavalieri persiani adoperassero le loro spade per arrostire la carne. Il kebab è sostanzialmente di origine persiana: la tradizione araba vuole che il piatto sia stato inventato proprio dai soldati in guerra. In India il kebab veniva servito nei palazzi reali durante il Sultanato di Delhi, ma il popolo lo consumava per colazione accompagnato dal pane naan. In Libano, Siria e Turchia, è diffuso lo “Shish taouk” o spiedino di pollo. La carne viene marinata con yogurt o succo di pomodoro, infilzata negli spiedi e poi grigliata sui carboni ardenti. Lo shish kebab è spesso servito anche dai esercenti ambulanti con la carne tagliata a cubetti o macinata e impastata e poi infilzata nello spiedino. Piatto storico e cibo da strada, viene abitualmente cotto all’interno di particolari griglie in cui gli spiedini sono posti orizzontalmente. Solitamente si aggiungono le salse, ma non è raro trovare anche aggiunte di verdure e insalate come il fattouche. Come intingolo è possibile utilizzare il labneh libanese, una salsa a metà strada tra lo yogurt e il formaggio arricchita da olio, timo e menta

Quando cucinare diventa un crimine

Per la prima volta una sentenza della Corte di Cassazione condanna la molestia olfattiva. Il reato si era compiuto in un condominio in cui una famiglia sembra amasse friggere in maniera troppo pesante. L’odore di fritto resta attaccato agli abiti e ai capelli e chi viene investito dall’ alone della friggitoria domestica poi diventa un portatore sano di puzza e sicuramente potrebbe averne compromessi i rapporti sociali. Non si può escludere che la sentenza possa essere estesa alla bollitura del cavolfiore, al soffritto con aglio e cipolla, all’ eccesso di curry. Anche l’odorino di arrosto domenicale, fuori contesto e non richiesto potrebbe alterare l’ umore di chi magari è a dieta o è vegetariano. Peggio ancora per chi è vegano che per ogni odore di salciccia sulla griglia  potrebbe avere l’angoscia della conferma un delitto consumato. E’ un paradosso, ma nell’epoca della caduta di ogni muro di privatezza sui social network, ci stiamo compattando per difendere la privacy delle nostre narici.