Mangiare sano

In principio gli esseri umani erano vegetariani e raccoglitori. I cesti di vimini sono nati inizialmente per raccogliere per espletare  una gestualità che metteva in contatto diretto, con tutti i sensi, l’uomo e la natura. Raccogliere gli elementi della terra nutriva significati mistici, spirituali, metafisici per la narrativa delle grandi religioni monoteiste, ma anche per le società nomadi o tribali, che ringraziavano madre terra per i suoi frutti. Si mangiava con le mani, che toccavano e conoscevano la natura. Si mangiava con la mente, perché l’intelletto era essenziale per riconoscere le erbe commestibili da quelle velenose. Si mangiava con l’anima, perché si rischiavano castighi o premi divini. L’interezza umana era in contatto con la terra. Mangiare cibo sano non è un sacrificio, bensì il modo più concreto per aiutare il proprio corpo a vivere in salute. Seguire una alimentazione sana non deve essere una penitenza, ma un modo di approcciarsi alla vita e di volersi bene: i benefici di una dieta salutare sono enormi sia per il corpo sia per la mente.

La pizza è calda, appiccicosa, deliziosa e… pericolosa

Calda o fredda, rossa o bianca, farcita o semplice, se ne parla in tanti termini, ma probabilmente mai di pizza pericolosa. E invece, il piatto forte del Bel Paese che fa impazzire anche gli americani è anche questo. Sembra infatti che ben 2.400 cittadini statunitensi siano finiti in ospedale a causa della pizza. Perche’ parliamo di pizza pericolosa La Commissione sulla sicurezza dei prodotti dei consumatori degli Stati Uniti mette in guardia gli americani. La pizza è calda, appiccicosa, deliziosa e… pericolosa. Ebbene sì, non bisogna mai dimenticare che anche le cose migliori della vita possono essere rischiose. E non stiamo parlando di pericoli legati alla linea o al colesterolo, come si potrebbe intuire. Ma di veri e propri rischi per la salute, con conseguenze anche importanti. Nella sua ultima serie di dati, la CPSC esplora ogni tipo di danno impensabile. Ne deriva una stima per molti versi sorprendente. Ad esempio, sembra che migliaia di persone siano state vittime di lesioni legate alla pizza. Dunque i motivi principali per cui la pizza ha inviato persone al pronto soccorso sono stati i tagli e le ustioni. la sicurezza alimentare. Quando parliamo di “sicurezza alimentare” di solito intendiamo il modo in cui la carne e i prodotti vengono gestiti nei ristoranti e nei negozi di alimentari. Non ci verrebbe mai in mente di pensare ad una pizza pericolosa, capace di provocare ustioni e lesioni. E invece, in America, molte persone si sono ferite tagliando o afferrando e mordendo un pezzo di pizza bollente. Altre scivolando e cadendo mentre trasportavano pizze, oppure entrando e uscendo da pizzerie,un dato buffo, ma non troppo,è innegabile che pensare alla pizza come un alimento capace di ferire può apparire buffo. E alcuni potrebbero ritenere i risultati di questa ricerca inverosimili. In realtà, se pensiamo a quante persone mangiano la pizza, questo numero di incidenti appare persino basso.

Un piatto che non esiste…..

Eppure è buonissimo. Il risotto alla carbonara è un piatto che non esiste ma lo sappiamo bene che in cucina vince la fantasia  La carbonara, piatto icona della cucina nazionale, e romana in particolare, è anche uno dei piatti che più fa salire un embolo, se non è fatto come si deve. Non parliamo di ingredienti poco canonici come panna, prosciutto, cipolla: i più fissati addirittura non transigono sul tipo di pasta, solo spaghetti. Figuriamoci allora se si parla di riso, o peggio ancora di risotto: bandiera invece della cucina milanese. È possibile unire l’Italia a tavola, nel nome della tradizione e anche della sperimentazione? Oppure si rischia di rovinare due piatti eccezionali solo se lasciati separati? Noi siamo per le prove, i tentativi: provate anche voi questo risotto alla carbonara e non ve pentirete. In questa ricetta si usano i classici ingredienti della carbonara – guanciale, pecorino non molto stagionato, uova, pepe – e quelli del risotto alla milanese – riso, cipolla, vino bianco. Tagliare il guanciale a strisce lunghe e sottili, , e porlo in una larga padella antiaderente già caldissima. Il guanciale presto comincerà a “sudare”: man mano che il grasso liquido si separa dai pezzi, toglietelo e ponetelo in una tazzina. Quando il guanciale è asciutto e croccantissimo, porre i pezzettini su tanta carta assorbente e non coprire. Utilizzare parte del grasso per far soffriggere lentamente la cipolla tritata in una pentola, alzare un po’ la fiamma e mettere a tostare il riso, dopo qualche minuto sfumare con il vino bianco. Poi con un mestolo iniziare a versare il brodo un po’ alla volta. Mentre il risotto cuoce lentamente, preparare la salsa. Un tuorlo per ogni commensale più un uovo intero “per la pentola”, abbondante pecorino e abbondantissimo pepe. Sbattere aggiungendo il pecorino un po’ alla volta, se si addensa troppo aggiungere un po’ di grasso liquido del guanciale. La consistenza finale dovrà essere cremosa, densa in modo tale che si attacchi alla forchetta, forse giusto un po’ meno densa della carbonara della pasta. Quando il riso è cotto, spegnere il fuoco e mantecare con un po’ di pecorino. Mescolare e far raffreddare qualche minuto, per evitare che l’uovo con un calore troppo elevato cuocia, e si crei l’effetto frittata. Per questo stesso motivo l’amalgama non deve essere troppo solido. Versare quindi e mescolare bene; impiattare e solo a questo punto aggiungere il guanciale croccante, senza mescolare per conservarne la consistenza fino all’ultimo. Scodella pronta per l’impiattamento, assaggiate e dite se non le valeva la pena.

Sul terzo gradino del podio la pizza

Senza grandi sorprese, il terzo cibo più consumato del mondo, veste ancora il tricolore di Mameli: la pizza. Ma, il dato più curioso, è che non sono gli italiani il popolo che mangia più pizza al mondo. Ognuno di noi infatti sì “limita a soli 8 kg all’anno”, mentre gli americani ne consumano quasi il doppio: 13 kg pro capite all’anno. Sicuramente in questa statistica avrà contribuito in maniera determinante la forte matrice Italo americana dei nostri migranti. Ma resta comunque un dato considerevole la quantità maggiore di pizza consumata dagli statunitensi. All’interno infatti degli Stati Uniti d’America, la pizza si è giocata la vittoria finale testa a testa con hamburger e patatine, piatto “made in Usa”. Un piatto di pasta e una gustosa pizza sono tra i cibi più consumati al mondo, quindi anche nel paese più importante del pianeta!

Cucina Vegetariana

La Cucina Vegetariana non è solo un cambiamento della cucina tradizionale, è un vero e proprio stile di vita che si basa sulla non assunzione di prodotti di origine animale. Come per tutti i regimi alimentari, che spesso ipotizzano uno stile di vita alternativo, il vegetarianesimo invita a seguire poche semplici regole: soprattutto la non assunzione di carne. È possibile mangiare alcuni tra i derivati animali, come le uova, il latte ed i latticini, seppur in misura ridotta. Carne e pesce sono eliminati completamente dalla dieta vegetariana, vengono sostituiti con altri prodotti vegetali che apportano le proteine necessarie al proprio fabbisogno giornaliero. Il tofu, ad esempio, è un ottimo prodotto vegetale in grado di fornire una buona quantità di proteine all’organismo. Si può comunque fare un buon piatto anche vegetariano,  esistono molte ricette, anche tradizionali e tipiche, a base di verdure gustose e ricche di sapore, senza utilizzare prodotti di origine animale.

Pranzi e cene gustosi anche senza carne…un po’ vegetariani !

Se pensi che carne o pesce siano gli unici ingredienti in grado di regalarti un piatto  appetitoso e ricco, ti ricrederai: alcune volte infatti delle semplici verdure sono tutto quello che ti serve. Potrai servire ai tuoi ospiti barchette di melanzane o zucchine ripiene vegetariane, polpette di legumi, frittate e omelette con l’aggiunta di spinaci, funghi e filante mozzarella. Oppure,  insalate capresi agli ortaggi, parmigiane rosse o bianche e torte salate sfiziose e fragranti. Non solo: potrai anche realizzare gli hamburger vegetariani e altri piatti vegetariani invernali, come lo strudel salato o gli sformatini di verdure gratinate. Non devi rinunciare al gusto per il tuo menu senza carne: metti alla prova la tua abilità in cucina e sperimenta le tutte le ricette vegetariane che vuoi.

Le giuste temperature per pane e pizza fatti in casa

Pizze, focacce, dolci. Il profumo dei prodotti da forno preparati in casa inonda le stanze e fa venire l’acquolina in bocca. Ma capita, per chi si improvvisa pasticciere o panettiere per chi è alle prime armi, che qualcosa vada storto e che l’odore di pane diventi puzza di bruciato. Nella maggior parte dei casi l’errore sta proprio nelle temperature che si utilizzano per cuocere gli impasti. Ecco perché è importante non andare ad occhio ma seguire  regole precise, che vanno poi calibrate a seconda delle caratteristiche del proprio forno. Infatti ogni prodotto necessita di una temperatura differente per essere cotto ad arte, e questa ne determina le caratteristiche finali, sia in termini di fragranza e sapore che di conservabilità.
Per fare una pizza in casa, è buona norma aumentare il grado di idratazione dell’impasto oppure la percentuale di grassi al suo interno olio extravergine, burro, strutto che, con la loro azione protettiva sull’amido, consentiranno all’acqua rimasta a fine cottura di permanere più a lungo nel prodotto finito».
Diverso è il discorso per il pane o i dolci che necessitano di temperature più basse.Per i panini che hanno pezzatura più piccola, vanno bene 250 gradi. Per il pane comune bisogna partire da 220 e far scendere la temperatura a 180, per fare asciugare bene la mollica e renderlo più conservabile oltre ad essere più fragrante. Per i dolci invece, ad esempio un Pan di Spagna, bisogna rimanere su temperature più basse: 170/175 gradi. Stessa cosa per i croissant poiché sono ricchi di grassi e cuocendoli a temperature più elevate rischieremmo di tirarli fuori dal forno crudiI biscotti, invece, vanno cotti a 170 gradi per 15 minuti tranne che per le brioches, ad esempio, la cui conservabilità è in po’ più alta, come per i panini.

Pasta Day

Secondo dati diffusi da Unione Italiana Food  in Italia tutti mangiano pasta (98%) con 23,1 kg procapite annui. Circa 6 italiani su 10, in tutte le fasce di età e con un picco al centro-sud, la portano in tavola tutti i giorni. E durante il lockdown il 28% ne ha consumata di più. Ma la pasta made in Italy è la prima scelta  anche per il 72% delle famiglie inglesi, il 68% di quelle francesi, il 54% di quelle tedesche e il 48% negli Stati Uniti. Uno dei caposaldi della cucina italiana è senza dubbio la pasta alla carbonara, piatto romano per eccellenza diventato ormai un classico la cui preparazione accende sempre il dibattito tra cuochi, esperti di gastronomia e semplici golosi. La ricetta originale prevede esclusivamente l’utilizzo del guanciale e del pecorino romano, niente cipolla o aglio, con cui si condiscono a fuoco spento gli spaghetti legandoli con le uova sbattute e abbondante pepe nero.

Scegliere la pizza meno calorica

Per evitare le calorie di una pizza una capricciosa ha circa 320 calorie per 100 gr bisogna scegliere condimenti leggeri e che possano abbassare le calorie di una classica pizza. Devi sapere che una pizza tradizionale pesa almeno tra i 300 e i 400 grammi, quindi di per sé questa è molto calorica! Tra le pizze consigliate a dieta ci sono:La margherita classica, questa ha 270 calorie ogni 100 grammi, ed è di solito la più consigliata a dieta. Pizza con verdure grigliate e funghi, circa 300 calorie ogni 100 grammi, ideale per riuscire a integrare le verdure all’interno della cena. Pizza solo pomodoro, basilico e un goccio d’olio senza mozzarella chi non può mangiare formaggi durante la dieta può scegliere di mangiare lo stesso la pizza. Pizza pomodoro e verdure, in questo caso la pizza ha 240 calorie per 100 gr.Questi sono solo alcuni esempi delle pizze a dieta che si possono consumare, in linea generale si consiglia di evitare invece pizze particolari e ricche di condimenti o ingredienti, come salumi se proprio non puoi resistere, meglio optare per degli affettati magri, formaggi stagionati, panna, carne e altri condimenti eccessivamente grassi e calorici.

Insalate di mare

Volete portare all’istante l’estate in casa?Allora vi consigliamo di preparare una fresca insalata di mare, un piatto semplice ma capace di portare un tocco di delicatezza alla tavola. L’insalata di polpo con le patate è probabilmente una delle versione più conosciute. Troverete anche una salsa preparata con yogurt, prezzemolo tritato, olio extravergine d’oliva, aceto, sale e pepe. Potreste preparare una fresca insalata di tonno con la rucola, il pomodoro, la mozzarella, il peperone, i capperi e il basilico. Inoltre, vi consigliamo che la ricetta dell’insalata surimi. Sapete che è anche possibile abbinare i sapori di mare con la frutta?Ad esempio abbinando vongole, cozze, gamberi e calamari con gli agrumi. Non dovete fare altro che pulire, spurgare e prelevare i molluschi dai loro gusci. Fate cuocere i gamberi alla piastra, dopo averli puliti. Tagliate i calamari a rondelle e sbollentateli per una decina di minuti. Intanto, lavate e asciugate la valeriana. Prendete una ciotola capiente a aggiungete tutti gli ingredienti, più il succo di un pompelmo. Aggiungete un po’ di olio e di sale e servite. Potreste anche unire il tonno con il melone, o il baccalà con pompelmi, arance e mandarini.