Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo

Non dire che non hai abbastanza tempo. Hai esattamente lo stesso numero di ore al giorno che venne dato a Galileo, Michelangelo, Pasteur, Madre Teresa, Leonardo da Vinci, Thomas Jefferson e Albert Einstein”. È vero, come ognuno di noi, ha avuto tutto il tempo necessario per diventare uno scienziato, un artista, un grande statista o almeno una persona migliore. Di sicuro, tutti noi abbiamo il tempo per migliorarci, per mettere un punto e iniziare ognuno di noi a del tempo a disposizione non ci sono scuse dipende solo da noi le lancette dell’orologio girano uguale per tutti Il tempo è il nostro bene più prezioso. È ciò che una volta perso non ci verrà restituito, per questa ragione bisogna sfruttarlo nel miglior modo possibile, cogliendo tutta la bellezza e l’importanza del presente, senza farsi ossessionare e perseguitare dal passato o da cosa potrà avvenire nel futuro. Se facessimo così, ci perderemmo momenti preziosi, attimi destinati a diventare piacevoli ricordi. In virtù di tutto questo, andrebbe riconsiderato il modo in cui impieghiamo il tempo nel corso della vita. Troppe volte ci lasciamo travolgere dagli impegni, dalla frenesia di raggiungere mete ambiziose, arrivando a sacrificare ore di libertà e quelle che si potrebbero passare con le persone che si amano o a fare ciò che davvero piace. Non va neanche sottovalutato a chi scegliamo di dedicare il nostro tempo. Esso va concesso solo a persone meritevoli. Certo, può capitare di darlo a chi non si dovrebbe e tale errore, sebbene non sia riparabile, aiuta a comprenderne l’importanza e a non ripetere lo sbaglio.

La banca del tempo

Immagina di avere un conto in banca su cui ogni mattina ti vengono accreditate 86.400 euro. Immagina anche che, ogni sera, ti venga cancellato dal conto la somma che non hai speso durante la giornata. Come lo useresti? Non cercheresti di spendere ogni centesimo? Ognuno di noi ha a disposizione una banca del genere. Il suo nome è tempo. Ogni mattina ti accredita 86.400 secondi. Ogni notte considera persa la somma che non sei riuscito a investire per una buona causa. Non c’è il saldo a fine giornata. Non puoi andare in rosso. Ogni giorno la banca apre un nuovo conto a tuo nome. Ogni notte toglie ciò che è rimasto inutilizzato. Se non usi quanto hai sul conto durante la giornata, la perdita è tua. Non puoi chiedere un anticipo su ciò che ti verrà accreditato domani. Devi vivere nel presente con quanto hai a disposizione oggi. L’orologio va inesorabilmente avanti. Investi nel tuo tempo. Fai del tuo nuovo giorno il miglior uso possibile.

Ripartire

  1. Il destino è capriccioso è come le onde del mare va avanti e poi torna indietro: a volte ci regala momenti straordinari, altre volte ci riserva crisi e difficoltà. Più che gli eventi in sé, ciò che conta è la nostra reazione a superare le difficoltà . Non è facile essere degli strateghi delle avversità o dei guru delle oscillazioni esistenziali, ciò che determina la nostra qualità della vita non è solo il modo in cui reagiamo alle difficoltà inaspettate. Le persone reagiscono e intendono le difficoltà in modi molto diversi. Per alcuni, ad esempio, perdere il lavoro significa rimanere fermi o cadere in depressione. Altri, al contrario, sfruttano questa occasione per reinventarsi, per dare vita a nuovi progetti che finiscono per dare grandi risultati. Tutto ciò ci insegna che non solo dobbiamo sapere come reagire, dobbiamo anche sapere come rispondere per riemergere più forti da una situazione che ci ha messo in difficoltà. Al di là di ciò che succede, ciò che conta è la nostra reazione. Sicuramente vi sarà capitato di leggere o ascoltare la frase: “la vita è per il 10% ciò che ti accade e per il 90% come reagisci”. Invece di ossessionarci sull’accaduto, dobbiamo risvegliare gli atteggiamenti. Più che farci domande, dobbiamo progettare delle strategie per reagire a un problema specifico. Si tratta di sostituire l’ansia con il processo decisionale e quindi far scomparire paura e dolore.  Quando succede qualcosa che ci lascia senza fiato e sfugge al nostro controllo, il primo passo sarà accettare l’accaduto. Il secondo, la trasformazione. Solo quando osiamo cambiare e prendere decisioni coraggiose, la nostra realtà cambia. E lo fa in meglio.Tra tutti gli abiti che indossiamo, il più potente e bello è l’atteggiamento. Esso dirige i nostri sentimenti e le nostre emozioni verso uno scopo.L’atteggiamento riduce le insicurezze e le paure, pone degli obiettivi all’orizzonte e ci aiuta anche a prendere le decisioni confidando in noi stessi. Ogni giorno abbiamo l’opportunità di costruire il nostro futuro, scegliete di assumervi la responsabilità di agire, rispondere, avverare sogni e adottare strategie ricordando che il passato è passato importa cosa fate oggi, qui e ora. Reagire e rispondere sono verbi che indicano azione, movimento. È l’attività prediletta di chi sceglie di abbandonare i vecchi schemi per agire con una nuova prospettiva, sapere come reagire ci consente di vivere meglio.

 

 

 

“hic et nunc” …..“qui e ora”

Avete mai sentito parlare di “hic et nunc” o più semplicemente di “qui e ora”? Questa semplicissima espressione racchiude un concetto davvero molto vasto e spesso si fa corrispondere con altre frasi tipo “carpe diem” ovvero “cogli l’attimo”; in ogni caso queste definizioni indicano sempre un modo di vivere che ha come filosofia gli insegnamenti zen.  Per comprendere il “qui e ora” i buddisti fanno riferimento ad una storiella abbastanza famosa che parla di un uomo che inseguito da una tigre raggiunse il bordo di un precipizio, disperato e non sapendo più dove fuggire, per mettersi in salvo si aggrappò ad un ramo sporgente e abbastanza debole per reggerlo a lungo.In ogni caso in fondo al dirupo c’erano altre tigri pronte a sbranarlo e poiché l’uomo non vedeva nessuna alternativa e certo che in ogni caso sarebbe stato attaccato da una tigre staccò una fragola che era su quel ramo e se le gustò meditando su quanti doni e meraviglie ci regala la natura in ogni istante. Ora di certo avete ben capito cosa significa “hic et nunc” e cosa l’aneddoto ci abbia voluto insegnare: ammirare tutto ciò che ci circonda cercando il bello in ogni cosa… al di là se la situazione è a nostro favore o discapito. Ai nostri giorni attuare gli insegnamenti zen è ancora più complicato a causa dello stress e della mancanza di una concentrazione e pace interiore.Ma ritrovare la pace interiore non è poi così complicato, è sufficiente pensare alla bellezza ed irripetibilità di ogni istante, alla dolcezza che può avere l’abbraccio di una persona che ci vuole davvero bene, osservare un vaso con un  fiore  che sboccia, ascoltare il rilassante ticchettio della pioggia e respirare la freschezza dell’aria in quegli istanti, il caffè che profuma tutta la casa e invita a svegliarsi… Questa continuo cercare il bello e il positivo in ogni cosa, ci rende sempre più consci che in fin dei conti la “felicità” può essere in ogni cosa e certamente questa ricerca ci trasforma in esseri positivi e propositivi ad affrontare il domani che sarà certamente migliore di ieri e di oggi.

 

Si rientra….che stress!!

Che sia stata la vacanza al mare in montagna al lago o in città il rientro è sempre il rientro …Per prevenire lo stress da rientro, continuate  a tenere per qualche giorno i ritmi rallentati della vacanza, riprendendovi a poco a poco gli impegni quotidiani. Concedetevi sempre una sana colazione con i tempi che avete tenuto in vacanza, accordare delle pause di relax durante il giorno può essere una soluzione, oppure non affaticarsi con lo spostarsi da una parte all’altra della città, per svolgere tutte le commissioni che avete lasciato in dietro alla vostra partenza ma cercate di pianificare. Certo, ci vuole un po’ di pazienza per tornare alle situazioni quotidiane che ben conosciamo. Ma un incoraggiamento può fornircelo l’esperienza energizzante della vacanza. A tal proposito, è rassicurante notare che le vacanze, anche quando non ce ne rendiamo conto, sortiscono il loro effetto benefico Gli aspetti positivi delle vacanze vengono incamerati dalla mente, anche se al momento dell’esperienza possono non essere stati colti come piacevoli o divertenti per i motivi più disparati. Tale rievocazione positiva restituirà in futuro un senso di piacere, che svolgerà una funzione liberatoria e piacevole.Certo, è importante che il viaggio non sia stato soffocato da troppi programmi, perché ciò può procurare stress, oppure un peggiore stato di confusione.

 

Il cibo selvatico

La corteccia di tiglio? «Sa di cetriolo». La linfa di frassino? «Sembra una meringa». E che ne direste di un piatto di pasta a base di farina di lichene islandico? Per il prossimo anno, non scordate, poi, di procurarvi un abete che potrete anche mangiare, insaporendo brodi con i suoi gustosi rametti ricchi di vitamina C. Benvenuti nel fiabesco mondo del foraging, che analizza le infinite possibilità del cibo selvatico, comprese radici e cortecce degli alberi. Sostenibilità alimentare radicale, che va oltre il bio e il chilometro zero. La geografia diventa il fondamento della gastronomia; l’ambiente un territorio commestibile da perlustrare; il bosco un luogo da mangiare. E le materie prime spontanee della regione un oggetto di studio delle potenzialità nutrizionali e organolettiche, mentre i sapori parlano della storia del territorio, stimolano la riscoperta di antiche tecniche gastronomiche. Se volete sperimentare un’esperienza diretta e unica, in Brianza si trova il primo food lab al mondo,  un laboratorio di ricerca sulla raccolta, manutenzione e utilizzo del cibo selvatico in cucina che ha finora catalogato circa novemila specie commestibili. L’organizzazione di ricerca collabora a progetti internazionali, offre anche la possibilità al pubblico di degustazioni di cibo selvaggio.

Un villaggio si trasforma in hotel

Il villaggio più minuscolo della Svizzera diventerà un hotel. È la ricetta lanciata dall’omonima fondazione per salvare Corippo, paesino verzaschese che oggi conta quattordici residenti. Il concetto è quello dell’albergo diffuso. Con l’osteria del nucleo a fungere da reception e con una decina di vecchie case ottocentesche a trasformarsi in camere. «Sarebbe il primo albergo diffuso della Svizzera  vogliamo partire con i lavori in modo da potere iniziare già a primavera a offrire questa possibilità ai turisti» sostiene Fabio Giacomazzi, presidente della Fondazione Corippo Una rinascita attesa ci siamo resi conto che promuovere le residenze primarie non sarebbe stato sufficiente per fare rinascere Corippo. C’erano, e ci sono, limiti oggettivi. Dall’ubicazione discosta alle difficoltà d’accesso. Inoltre, non si possono adeguare le case agli standard attuali, salvaguardando allo stesso tempo le caratteristiche architettoniche degli stabili».E così, anche ispirandosi all’esperienza dell’hotel diffuso di Comeglians, nel Friuli, l’idea prende forma. La ricezione sarà situata presso la locale osteria, appena presa in gestione da Claire Amstutz. Cucineremo specialità ticinesi  promette la signora minestrone, polenta e brasato, formaggi e affettati. Ma non solo. La nostra sarà una cucina alpestre. Con una specialità su tutte: la pasta con patate e cipolle. Per andare dalla ricezione alla camera i clienti attraverseranno le piazze e le stradine di Corippo. Saranno questi i corridoi dell’albergo.L’albergo sparso di Corippo sarà indirizzato a un pubblico di nicchia. Ci indirizziamo a coppie e persone di mezza età che hanno molta disponibilità di tempo e interesse sia per la natura, sia per la cultura. Ma anche a ditte e ad associazioni che cercano un luogo tranquillo in cui svolgere ritiri o seminari».Ma non è tutto. In un secondo tempo, il progetto prevede anche la valorizzazione dei terreni terrazzati circostanti, in cui è possibile coltivare la segale. Recupereremo il vecchio mulino, in cui la segale sarà macinata. E poi la “grà” per essiccarla. E il forno per fare il pane. Una persona potrà soggiornare a Corippo e prepararsi il pane artigianalmente, come accadeva una volta. È una delle varie attività di animazione che prevediamo per il futuro.

Quanto cibo sprechiamo?

Allevamenti  intensivi per la produzione di carne, latte, uova e formaggi, campi coltivati per frutta e verdura: ogni giorno la popolazione mondiale consuma circa il 10% in più di cibo rispetto a quello di cui ha bisogno, mentre il 9% degli alimenti finisce in spazzatura. Questo significa che miliardi di tonnellate di cibo vengono sciupate, mentre ci sono persone che muoiono di fame. Limitando il sovra consumo e lo spreco, potremmo aiutare l’ambiente e migliorare le nostra salute con diete bilanciate. A darci questa notizia sono i ricercatori della University of Edinburgh che hanno esaminato i vari step del sistema di produzione di cibo per comprendere come ottimizzare gli sprechi. Secondo i calcoli infatti 2,1 miliardi di tonnellate di prodotti messi sul mercato vengono perse tra il consumo eccessivo, i rifiuti e l’inefficienza dei processi di produzione. Nel caso di allevamenti, i ricercatori spiegano che il loro settore è ancor più Circa 1,08 miliardi di tonnellate di raccolto vengono utilizzati per produrre 240 milioni di tonnellate di prodotti animali, inclusi carne, latte e uova. Il problema è che la domanda di queste prodotti di origine animale è in continuo aumento, così come il numero di persone che non ne hanno accesso. Il nostro futuro è vegetariano? Non è questo l’obiettivo dei ricercatori che invece mirano ad favorire la riduzione del consumo di prodotti di origine animali, degli sprechi e degli abusi come unica soluzione per invertire il trend inquinante in cui ci troviamo adesso.

Difficoltà ad avere un rapporto stabile

C’è chi è totalmente terrorizzato dal vivere una relazione stabile. Sono tante, infatti, le ostilità mentali che impediscono di lasciarsi andare. Quelle di cui parliamo in questo articolo sono solo i casi più frequenti, ma sono davvero numerose le sfaccettature della stessa dinamica che rendono impossibile la vita di coppia. La trappola del passato. Vedere il futuro, avendo però come riferimento le storie passate, diventa una trappola. Spesso si finisce per avere una serie di relazioni deludenti proprio perché il timore porta a scegliere sempre lo stesso tipo di persona, ovvero quella che non ha intenzione di impegnarsi. In realtà, chi cade in questa trappola è il primo a non mirare ad un rapporto stabile. Non bisogna far altro che essere sinceri con se stessi e provare a stare per un po’ da soli. Senza nessuno intorno da incolpare, sarà più facile schiarirsi le idee. L’individualismo. C’è chi dice di puntare tutto sul lavoro e mette l’indipendenza al primo posto tra i suoi valori. Ma ci sono casi in cui l’indipendenza diventa una scusa per stare con un solo piede in una relazione. Non esiste un modo giusto di vivere il rapporto. Ogni storia d’amore è diversa perché ogni persona è diversa. Prima abbandoni le tue credenze sull’amore prima riuscirai ad accettare la realtà della tua vita di coppia. C’è poco da fare: per chi è troppo preso da se stesso, stare in coppia è una tortura. Chi cresce a suon di favole e film finisce per credere che, prima o poi, incontrerà l’uomo o la donna ideale. Le persone che hanno questa certezza finiscono inevitabilmente per collezionare una serie di relazioni nelle quali c’è sempre un “ma” a frenarle. Bisogna assolutamente liberarsi dai modelli mentali brevi e imparare ad amarsi giorno dopo giorno, anche nei periodi monotoni, lasciando spazio alle sensazioni che arrivano dal cuore

Conservare cose inutili

Hai l’abitudine di accumulare oggetti inutili, credendo che un giorno, chi sa quando, ne avrai bisogno? Hai l’abitudine di accumulare soldi, solo per non spenderli perché pensi che nel futuro potranno mancarti? Hai l’abitudine di conservare vestiti, scarpe, mobili, utensili domestici ed altre cose della casa che già non usi da fa molto tempo? E dentro di te…?Hai l’abitudine di conservare rimproveri, risentimenti, tristezze, paure ed altro? Non farlo, vai contro la tua crescita. E’ necessario che lasci uno spazio, un vuoto, affinché cose nuove arrivino alla tua vita. È necessario che ti disfi di tutte le cose inutili che sono in te e nella tua vita affinché la prosperità arrivi. La forza di questo vuoto è quella che assorbirà ed attrarrà tutto quello che desideri. Finché stai, materialmente o emozionalmente, caricando sentimenti vecchi ed inutili non avrai spazio per nuove opportunità. I beni devono circolare… Pulisci i cassetti, gli armadi, la stanza di arnesi, il garage Dà quello che non usi più. L’atteggiamento di conservare un mucchio di cose inutili incatena la tua vita. Non sono gli oggetti conservati quelli che stagnano la tua vita. Bensì il significato dell’atteggiamento di conservare. Quando si conserva, si considera la possibilità di mancanza, di carenza. Si crede che domani potrà mancare, e che non avrai maniera di coprire quelle necessità. Con quell’idea, stai inviando due messaggi, al tuo cervello e alla tua vita: che non ti fidi del domani e pensi che il nuovo e il migliore non sono per te. Per questo motivo ti senti bene conservando cose vecchie ed inutili. Lascia entrare l’ attuale in casa tua e  dentro te stesso.