Ristoranti indiani

La cucina indiana è molto varia come la sua cultura, geografia e clima. Il più famoso piatto indiano, il carry o masala in indiano, è una miscela di spezie. I masala più famosi sono garam masala, il tandoori masala e il pav bhaj masala. La formulazione sta a indicare il gusto di curry, mediamente piccante o molto piccante.  Curry per gli indiani non è solo un condimento, ma un gruppo di piatti, uniti da una particolarità comune – una solidità densa e una combinazione di spezie appena macinate, facendo un piatto diverso da un altro.  Ma quali sono i più famosi, piatti  che potete mangiare in un ristorante indiano? Sabji, uno dei piatti più popolari della cucina indiana. E’ uno stufato di verdure con l’aggiunta di curry. Subji viene servito con il riso e con le focacce. Nelle diverse ricette di verdure viene aggiunto lo yogurt, latte di cocco, formaggio indiano – paneer, varie spezie ed erbe aromatiche Dal – una tradizionale piccante zuppa vegetariana di fagioli bolliti. Spesso per arricchire il gusto si associa la polvere di curry, latte di cocco, succo di limone, pomodoro, aglio e cipolle fritte. Dal tradizionalmente viene servito con focaccine calde ed è preparato con vari legumi, tra cui lenticchie rosse, ceci, piselli. Aavakaaya, o più semplicemente sottaceti indiani.  Frutta o verdura marinata in olio di senape o di sesamo La combinazione può essere diversa, ma la ricetta è una sola: tagliare le verdure o frutta, condirle con spezie e marinarli in olio caldo per circa 3 settimane.  La frutta e la verdura di solito usata per preparare i sottaceti sono mango, carota, cipolla, cavolfiore, aglio, lime. Chapati, più conosciuti per noi italiani come le focacce. Sono veloci da preparare, non richiedono un sacco di prodotti e sono anche salutari perché preparati con una farina a base di crusca. Poi sono cotti su una padella assolutamente asciutta, quindi senza l’olio. In genere viene servito con delle zuppe di lenticchie o con verdure spesso accompagnate da speziethali2

 

Le arance questo straordinario frutto …. Ma…

Conoscete il famoso detto che dice l’arancia la mattina è oro, a pranzo è argento, la sera è piombo”. In questa frase, come in tutti i proverbi, c’è un fondo di verità. Ma in che misura mangiare arance la sera può essere dannoso, o meglio molesto, per l’organismo? Soprattutto per due motivi. In generale la frutta è salutare, ricca di vitamine, antiossidanti e sali minerali, ma contiene anche una tasso di fruttosio relativamente alto che, se non viene bruciato dal corpo, si trasforma in grasso. Per chi segue un regime alimentare controllato è quindi sconsigliabile sostituire il dessert con un frutto dopo cena, arance comprese, perché si apporterebbero troppi zuccheri all’organismo, senza lasciargli il tempo necessario per bruciarli. Per quanto riguarda le arance, non esistono prove certe a dimostrare che mangiarle la sera dopo cena carichi o rallenti la digestione più di altri frutti. Quel che è certo è che il loro succo è acido e quindi è sicuramente sconsigliato per chi soffre di gastrite. Va sottolineato che anche altri agrumi, come il limone e il pompelmo, provocano questo effetto. E lo stesso vale anche per i mirtilli, che possono aumentare i sintomi da reflusso gastro esofageo. Il momento migliore, quindi, per consumare la frutta è a stomaco vuoto, tra un pasto e l’altro e non poco prima di andare a letto. Solo così l’organismo può beneficiare di tutte le sostanze nutritive in essa contenute, della sua capacità energetica e della sua funzione purificante. In particolar modo, per quel che riguarda le arance, oltre al grande apporto di vitamina C, hanno anche proprietà antitumorali per i flavonoidi in esse contenuti e sono utili nella dieta dimagrante perché contengono una molecola che riduce l’assorbimento dei grassi.cuore_di_arancia

 

Conservare bene gli alimenti in frigorifero

Sapete che la carne deve essere collocata nel ripiano più freddo del frigorifero e che i formaggi devono essere custoditi con un foglio di carta da frigorifero? Spesso conserviamo in frigo  gli alimenti senza sapere bene se abbiamo riposto quel prodotto nel posto giusto. Non basta limitarsi a raffreddare un alimento in frigorifero per mantenerlo a lungo: è necessario sapere in quale ripiano riporlo e quali sono i contenitori giusti da utilizzare. Sbagliare la disposizione di yogurt, uova, pesce e altro ancora potrebbe comprometterne la conservazione. La carne ad esempio deve essere posta nel ripiano al di sopra del cassetto delle verdure. Prima di riporre la carne in frigorifero richiudetela in sacchetti per alimenti e ricordate che la carne bovina di grosso taglio dura circa 2-3 giorni mentre se macinata va consumata entro le 24 ore. Se poi volete congelarla, cercate di non tenerla in freezer per un periodo superiore ai sei mesi.I formaggi devono essere custoditi con un foglio di carta da frigorifero e riposti nella zona medio-fredda in alto. Latte, yogurt e formaggi freschi, una volta aperti i salumi devono essere lasciati nella carta per alimenti in cui li ha avvolti il negoziante presso il quale li avete acquistati e devono essere messi nella stessa zona dei formaggi. Frutta e verdura si conservano invece negli appositi cassetti in fondo al frigorifero: è preferibile collocare il tutto in appositi sacchetti di carta. Le uova in genere si mantengono fino a un mese e devono essere collocate nel portauova presente nello sportello del frigoriferofrigorifero

Il Pane…..Viola

Le ultime “mode” in materia di diete mettono il pane all’indice come un nemico della linea, accusandolo di essere causa di obesità ed alta pressione sanguigna. Un ricercatore dell’Università di Singapore assicura di essere riuscito a mettere a punto un tipo di pane che non espone a questi rischi mantenendo la consistenza ed il sapore dell’alimento naturale, con un solo, piccolo, neo: le pagnotte infatti sono viola.Zhou Weibiao è docente alla National University of Singapore, e cercava un modo di rinnovare la ricetta del pane senza renderla però “artificiale”. La sua soluzione è stata quella di recuperare l’antocianina, un antiossidante, dal riso nero, e mescolandola con la farina del normale pane. In questo modo la digestione del pane viene rallentata: il problema per la salute dato dal normale pane bianco sarebbe appunto la sua digestione molto veloce, con l’amido che viene convertito rapidamente in zuccheri che finiscono velocemente nel flusso sanguigno.Il fatto però è anche che l’antocianina è la sostanza che dà la colorazione caratteristica non solo al riso nero, ma anche a uva, mirtilli, e molti altri frutti. Ecco allora che le pagnotte preparate secondo la ricetta di Zhou Weibiao hanno uno strano colore viola, che può non apparire a tutti invitante. Eppure finora, forse alimentate anche dalla curiosità, le richieste per il nuovo pane sono state molte, e Weibao sta lavorando con alcuni grandi produttori che potrebbero lanciare a breve delle linee di pane basate sull’idea del ricercatore, e quindi ben presto lo troveremo nei nostri cestini porta pane sopra al  tavolo pane-viola

50 sfumature …..di cibo….

Brittany Wright è una food photographer e chef di Seattle. La sua passione per la cucina l’ha portata a trasformare gli ingredienti delle sue ricette in… gradienti dei suoi scatti. Nella raccolta delle sue foto si ritraggono infatti complesse composizioni di alimenti, rigorosamente ordinate per tonalità di colore o dimensione.
Le sue immagini, pubblicate su Instagram, mostrano i diversi stadi di trasformazione di un alimento durante la cottura, per esempio il chicco di mais che diventa pop corn, ma anche il processo di maturazione della frutta e della verdura o le diverse qualità di mele e altri prodotti della terra.
Il tutto con una grande attenzione all’ordine e agli accostamenti di colore.10932030_680115388765319_1044765520_n-900x600

 

Arriva Agri…Natale

Quest’anno sotto l’albero arriva l’agri regalo. Sempre graditi, secondo un’indagine della Cia, sono i cesti di Natale che il 53% degli italiani riempirà con prodotti locali e biologici, ma anche con tanti prodotti fatti da voi. Tra i più gettonati, troviamo vino, spumante, panettone e torrone tradizionale, seguiti da salumi, conserve, olio extravergine d’oliva, miele e formaggi tipici.Se poi il regalo è fatto in casa, meglio ancora. Per un cesto ‘home made’, ad esempio, meravigliosa è la marmellata di clementine di Natale per entrare nello spirito giusto delle feste, insieme a biscottini e dolcetti che avrete fatto con le vostre mani con cura e amorecesto-di-natale-1.jpg

 

 

 

Andare in brodo di giuggiole….

Alcune leggende proprie dei paesi asiatici raccontano che un tempo gli alberi di giuggiole erano strettamente sorvegliati in quanto il loro odore faceva innamorare le persone.Il famoso modo di dire “andare in brodo di giuggiole“, che significa essere totalmente in balia della gioia, deriva da un liquore molto invitante preparato con le giuggiole appassite ed il cui consumo genera un grande piacere.Le giuggiole contengono  al loro interno un solo seme come le olive e possono essere consumate appena colte oppure quando sono completamente mature con la pelle raggrinzita; si possono conservare anche in salamoia.Sono un frutto, adoperato da secoli nella medicina tradizionale cinese, a cui vengono attribuite proprietà utili alla salute gastrointestinale ed alla digestione. Nella medicina cinese i semi dei frutti vengono adoperati per apportare benefici in caso di stati ansiosi e si utilizzano anche come anti dolorifici e sedativi. L’estratto di questi frutti ha una natura rilassante e può essere un buon rimedio per chi ha problemi a prendere sonno. Per beneficiare dei suoi effetti si può bere un decotto di giuggiola. Bere un tè preparato con le giuggiole pare abbia proprietà anti stress mentre il decotto è un valido rimedio per il mal di gola.

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Scorci di piccoli mondi

Sabbia, ramoscelli, bacche e fiori raccolti dentro una cestina ,una cassetta o una vaschetta di plastica. Un paesaggio in miniatura, ricostruito in un contenitore, da conservare e portarsi dietro. Natura da tenere sempre con sé, o da collocare su di un mobile in casa o sulla scrivania dell’ufficio da creare e da ammirare. La fotogarfa Margherita Del Piano ne ha fatto addirittura una mostra, raccontano il contrasto tra il mondo globalizzato della grande distribuzione e la poetica della natura: da una parte i contenitori in plastica usa e getta utilizzati nei supermercati per vendere frutta e verdura, dall’altra piccoli tesori raccolti con perizia e delicatezza, quasi fossero un bottino rubato per trattenere con sè un pezzetto di ambiente. Fiori, bacche, foglie, sabbia, muschio e rami diventano sculture, nuovi paesaggi e mondi da esplorare. Procuratevene nei vostri viaggi, nelle vostre gite fuori porta, utilizzateli   per costruire un micro giardino, e per mantenere vivo il ricordo di bellissime esperienzepolifemo_tal_lr_00_w550

Frutti bizzarri

Se pensate a un fotomontaggio state prendendo una cantonata. Quella che vedete è una mela vera, che non ha nulla di strano (non è avvelenata!) se non fosse che si crede un pomodoro. Da fuori Redlove, così è stata ribattezzata la nuova varietà in vendita in Gran Bretagna, appare un normalissimo frutto dalla buccia splendente, ma una volta tagliata a metà rivela una polpa rossa come quella di un pomodoro maturo. Il nuovo pomo sta trionfando tra i consumatori inglesi che lo ritengono ancora più gustoso di una mela comune. E anche più salutare: sembra che Redlove contenga addirittura più antiossidanti delle sue bianche “compari”. Ora che arriva l’autunno facciamone una bella scorta e non dimentichiamo come dice il vecchio detto…..una mela al giorno…toglie il medico di tornoiber_58655_web-630x360

Ottobre si cambia…

Durante l’autunno cambia il paesaggio, tutto si tinge di ocra e arancio scuro. Ma non sono solo i colori a mutare, anche i sapori della frutta e verdura iniziano a diventare più intensi. Ad ottobre la lista della spesa si fa davvero interessante, soprattutto se, muniti di un bel cesto ci rechiamo  nel bosco e ci  lasciamo incantare dagli odori. Vi state chiedendo qual è il modo giusto per accogliere l’inverno? Semplice, gustandolo in ogni sua sfumatura e nei suoi sapori inimitabili. Per non sbagliare, sappiate che la regina indiscussa di questo mese è la zucca. Nel reparto frutta e verdura troverete anche: il radicchio, le castagne, la frutta secca in guscio e i tartufi, nobili e preziosi. Per chi sa riconoscere i funghi, ottobre è il mese delle passeggiate nei boschi di prima mattina, con la rugiada ancora sulle foglie e un odore inconfondibile nell’aria. Per gli altri invece è più semplice e sicuro andare dal fruttivendolo di fiducia e lasciarsi incantare dai tipi di funghi commestibili. I porcini con il loro cappello carnoso ottimi da fare sulla griglia, gli ovuli dal colore arancio acceso da mangiare in insalata, i gruppi di chiodini da far cuocere a lungo in umido, i finferli tanto amati nel sugo. Insomma le specie sono moltissime, di vari colori, forme e anche sapori, l’importante è sapere come cuocerli nel modo più adatto per esaltare tutto il gusto dell’autunno. Inoltre i funghi non includono grassi e sono un toccasana per il sistema immunitario, specialmente se vengono mangiati freschi durante questo periodo.385367_funghi-e-castagne