Zucchero di canna, bianco

Basta osservare una comune scena in un bar, di fronte alle bustine dello zucchero ciascuno punta alla sua: c’è chi sceglie il classico zucchero bianco, chi predilige quello di canna, chi punta sul fruttosio e chi usa il dolcificante. Ma in cosa differiscono questi prodotti? E da un punto di vista calorico, quali sono preferibili? Lo zucchero bianco è il risultato finale di un lungo processo di lavorazione che utilizza reagenti chimici viene commercializzato sotto forma di zucchero in polvere, cristallino, in zollette Lo zucchero di canna, invece, deriva dall’evaporazione del succo contenuto nel fusto della canna da zucchero, una pianta di origine tropicale. Esistono due tipi principali di zucchero di canna: lo zucchero grezzo e quello integrale. Il fruttosio è uno zucchero semplice che si trova nella stragrande maggioranza della frutta, nel miele e anche in piccole quantità in alcune verdure; combinato con il glucosio forma il saccarosio, ovvero il comune zucchero bianco. Dal punto di vista calorico lo zucchero bianco è un alimento leggermente più calorico, circa 20 kcalorie, rispetto allo zucchero di canna grezzo. La quasi totalità degli zuccheri presenti è rappresentato dal saccarosio in entrambi i tipi, pertanto  l’indice glicemico dei due tipi di zucchero è sostanzialmente identico. Va anche detto che un paio di cucchiaini al giorno di qualsiasi tipo di zucchero, utilizzati per dolcificare caffè, tè, latte, ecc. sono assolutamente ininfluenti sia dal punto di vista del bilancio calorico giornaliero che del nostro generale stato di salute. I potenziali danni sono dovuti a tutti quegli zuccheri semplici che assumiamo senza rendersi conto, poiché presenti nei cibi e nelle bevande che compaiono sulla nostra tavola: dolci e dolciumi, gelati, snacks, caramelle, merendine, bibite gassate, succhi di frutta e così via.

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Essere quieti e felici!!!

Questa è la frase d’ordinanza di quest’estate. Niente stress e nessuna fatica, anche organizzare una cena con i tuoi amici deve essere un piacere e non un lavoro. Bastano davvero pochi accorgimenti per poter rendere speciale la tua serata. La scelta giusta per una tavola informale ed estiva è sicuramente il colore; che sia azzurro, rosso o verde non fa differenza, l’importante è che sia colorata e ricca di dettagli ben curati. Nulla deve essere lasciato al caso. Scegliete delle tovaglie in bambù e piatti colorati in ceramica italiana. Tutte le posate e i bicchieri magari di differente colore per dare un tono allegro alla tavola, qualche candela accesa che potete decorare con dei nastri o della raphia naturale. Allestire la vostra tavola in questo modo vi ruberà davvero pochi minuti. Servite un insalata di un farro con pomodorini, mozzarella, olive e basilico,  basterà bollire il farro, tagliare a cubetti il pomodoro e condirlo con olio e sale; aggiungere le olive e un pizzico di peperoncino. Mescolare bene tutti gli ingredienti e inserire il farro bollito e scolato. Dare il tocco di colore e di profumo con le foglie di basilico. Aggiungete affettati di ogni genere formaggio tagliato cestini di pane e schiacciate di ogni tipo  Non dimenticatevi il sorriso e la cordialità, gli ingredienti principali per la buona riuscita della vostra cena! Elementi semplici, qualche dettaglio ciotole di vetro con candele galleggianti, e le lanterne accese, un magico tramonto estivo e il gioco è fatto.

L’ora migliore per mangiare

Di miti e leggende su quale sia l’orario migliore per fare colazione, pranzare o cenare è pieno il mondo. Secondo alcuni, pranzare dopo le 15 potrebbe favorire l’aumento di peso, perché altererebbe l‘orologio interno all’organismo. In realtà, non esiste una regola universalmente valida che dica quali siano gli orari migliori per ciascun pasto. Sono pochi i consigli fondati su solide basi scientifiche. Ciò che è davvero importante è suddividere l’assunzione del cibo nell’arco della giornata, garantendosi  5 pasti: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena. In questo modo non si arriverà mai al pasto successivo troppo affamati e rischiando di mangiare più del dovuto o in maniera scorretta. Si tende sempre a dare molta importanza al “cosa” e al “quanto” si mangia, ma anche il “quando” è un elemento fondamentale per il benessere dell’organismo. I ritmi della vita ci spingono spesso a consumare i pasti in modo frettoloso e a orari scorretti, o a volte a saltarli addirittura; per raggiungere il benessere e l’equilibrio del nostro corpo, invece, è indispensabile scegliere  i cibi giusti, con le porzioni giuste, nei momenti giusti della giornata. Variare l’alimentazione è fondamentale per sostenere tutte le funzioni dell’organismo. Per coprire il fabbisogno nutrizionale giornaliero occorre mangiare un’ampia varietà di cibo, in particolare frutta, verdura, cereali integrali, legumi,i cibi vanno consumati in quantità moderata, senza strafare, ma comunque in quantità sufficiente per mantenere uno stato di sazietà per almeno tre ore. Moderazione non solo nella quantità, ma anche nella qualità: vanno evitati gli eccessi di alimenti troppo salati, zuccherini o ricchi di grassi

 

 

 

Inizia bene la giornata

Il momento della sveglia è l’attimo in cui si decide se stiamo per iniziare bene la giornata. Paragonato a un termometro,sarà lui a decidere se sarà un buon giorno o se è meglio starci lontani perché saremo di cattivo umore fino a quando non crolleremo a sera inoltrata, stanchi, nervosi ed esausti, sul nostro caro e amato divano o letto. Ma aprire gli occhi e sentirti pieno di carica e ottimismo è possibile anche se fuori il cielo è grigio e minaccia pioggia, o se il sole è rovente, oppure se la tua agenda è fitta di impegni stressanti. Ogni mattino però deve avere gli ingredienti giusti e contenere quel pizzico di delizia e allegria che convinceranno anche i più pigri ad uscire dalla coperte senza troppa fatica. Ogni mattino è nuovo e porta con sé qualcosa di unico e di inaspettato. Inizialo con il sorriso sulle labbra e preparati a cogliere tutto quello che arriverà. Per farlo al meglio metti da parte le solite abitudini: la routine e il tran tran quotidiano rendono a volte difficile trovare lo slancio e gli stimoli giusti per iniziare bene l’avventura quotidiana. Rompi lo schema. Accendi la radio, ti regalerai la carica necessaria per partire alla grande. Al risveglio il corpo e la mente hanno bisogno di rimettersi in moto. La giusta melodia o un ritmo veloce faranno da sottofondo alla tua “partenza”. Corri  in bagno sotto la doccia: alterna i getti di acqua fresca a quelli di acqua calda, è un gesto energizzante che ti permetterà di rinfrescarti e di risvegliarti completamente. Scegli un bagnoschiuma dal profumo deciso, massaggia il tuo corpo con una spugna e lascia che  il piacevole aroma ti accompagni fino a sera. Cambia il gusto della tua colazione: regalati il tempo di gustarti qualcosa di speciale; la sera prima prepara una macedonia di frutta, potrai gustarla insieme a yogurt e muesli. Se sei goloso basterà aggiungere un po’ di marmellata. Stabilisci dei micro compiti: al posto di pensare a tutto quello che ti aspetta durante il giorno prendi l’abitudine di dividere i tuoi impegni in piccoli step da affrontare uno dopo l’altro. Scegli con cura il tuo abbigliamento: il tuo aspetto esteriore, evidenziato da un abito, dalla scelta del trucco e dall’acconciatura giusta, agisce sulla psiche: quando ti senti bene nei tuoi panni ti guardi con un occhio nuovo e tutto appare subito più piacevole.

La “Fika” ti fa lavorare serenamente

La parola, ce ne rendiamo conto, si presta a facili ironie. Ma non è come sembra: in Svezia, la fika è una tradizione consolidata, un ingrediente intoccabile per ridurre lo stress da lavoro. Il termine è sia un nome, sia un verbo e deriva dalla parola svedese kaffe caffè: la fika è una specie di pausa caffè, che però c’entra poco con il classico break al bar o davanti alla macchinetta.Non è una scusa per una riunione, né un pretesto per trangugiare un espresso o un centrifugato di verdura e frutta, al computer o sotto il neon del distributore automatico; ma una pausa che si prende più volte al giorno, e in ogni caso attorno alle 10:00 e alle 15:00, per sorseggiare un caffè, un o un’altra bevanda calda in compagnia dei colleghi, preferibilmente davanti a un dolce e staccando completamente dal lavoro.Una perdita di tempo? Non proprio: secondo Viveka Adelsward, esperta di abitudini sociali di questo paese, la fika aumenta la produttività: queste occasioni di scambio e socializzazione incrementano l’efficienza sul lavoro, tanto che molte aziende svedesi le hanno rese obbligatorie.E non è solo per il caffè, di cui la Svezia è il terzo consumatore mondiale, il primo è la Finlandia, mentre l’Italia è solo 12esimo posto; a creare le premesse per una pausa produttiva è la caduta temporanea  davanti a uno snack calorico  delle gerarchie sociali, che rende i lavoratori svedesi tra i meno stressati al mondo. Si scambiano informazioni, si appianano conflitti, si toglie “l’ astio” dal cervello e si promuove la creatività. I benefici della fika sono talmente evidenti che diversi imprenditori svedesi stanno cercando di esportare questa consuetudine anche in nazioni più stressate. Se funzionasse, ne trarremmo vantaggi tutti: statistiche alla mano, solo l’1% dei lavoratori svedesi rimane in ufficio oltre l’orario di lavoro; e nel paese che sta testando l’orario lavorativo di sei ore giornaliere, lo stipendio medio procapite e la soddisfazione generale della vita rimangono alti rispetto alla media.

Cocomero come servirlo

L’anguria è la frutta dell’estate; da qualunque parte prospettiva la si guardi. Colorata, fresca, dal sapore non troppo invadente, arriva sulle tavole senza tante indecisioni.E ancora, è alimento semplice che richiama la voglia di leggerezza dal gusto alla facilità di degustazione. Parliamo dell’anguria, quel frutto ideale 365 giorni l’anno ma che con la stagione calda diventa davvero protagonista. E siccome è così presente nel menu dell’estate, forse vale la pena variare la messa in tavola giocando con tagli e formati diversi. Fette o cubetti? Partendo da alcuni dilemmi: l’anguria, è meglio servirla con o senza buccia? E ancora, è più opportuno scegliere la forma a fette o quella a cubetti? Proviamo a rispondere così. Per prima cosa, il modo più classico per servire un’anguria è appunto quello di dividerla in fette, ed adagiarle su un vassoio. Tagliando l’anguria al centro in due parti uguali, per poi continuare a tagliare in questa direzione. La misura delle fette oppure dei cubetti dipende dalla vostra idea di porzione, e dalla voglia che avete di facilitare il consumo per i vostri ospiti. Il cubetto è più facile da prendere e da mangiare, lo si può infilzare con una forchetta e mangiare direttamente. Per la fetta forse è meglio accompagnare il piatto con forchetta e coltello. E con il tovagliolo, visto che l’anguria è molto succosa. Dal formato solido poi si passa a quello liquido. Qui la possibilità è pensare alla modalità frullata. Per prepararla prelevate la polpa rimuovendo i semi, frullate il tutto, aggiungete una spruzzata di succo di limone filtrato e servite in un bicchiere possibilmente raffreddato in frigo. Il cestino di anguria Altra ipotesi è creare un cestino di anguria nel quale servire la frutta stessa. Per questo processo, tagliate il frutto nella parte superiore, lasciando un segmento di buccia di circa cinque centimetri. Poi togliete la polpa utilizzando un particolare strumento simile al dosatore utilizzato dai gelatai, in modo da formare tante piccole sfere, che una volta svuotato il cestino andranno inserite nuovamente all’interno.

Capelli morbidi e belli anche al mare

L’estate è forse la stagione peggiore per i nostri capelli: i raggi solari e la salsedine dell’acqua di mare inaridiscono i capelli e li rendono secchi, crespi e opachi. Le attacchi esterni possono rovinare i capelli, facendogli perdere luminosità, colore e morbidezza. I capelli diventano più fragili, si spezzano più facilmente e possono formarsi doppie punte. Per evitare tutto questo, bisogna prendersi cura dei capelli prima ancora di esporsi al sole. Se state per partire evitate quindi di sottoporvi a trattamenti che possano stressare i capelli: tinte, decolorazioni, permanenti, uso eccessivo di piastra e phon indeboliscono i capelli e tendono a seccarli. Se non volete avere capelli fragili, crespi e opachi ancora prima di chiudere le valigie, evitate di tingere i capelli o, se non potete farne a meno, scegliete tinte naturali come l’henné che oltre a colorare, nutrono il capello. Sfruttate il caldo naturale della stagione estiva per usare l’asciugacapelli il minimo indispensabile e spazzolate i capelli solo quando sono asciutti, utilizzando una spazzola con le setole morbide o un pettine in legno a denti larghi. In questo modo eviterete di avere capelli rovinati già prima di partire e limiterete i danni causati da sole e salsedine al mare. Per proteggere i capelli dall’acqua di mare e dal sole sono indicati anche altri oli vegetali come l’olio di argan e l’olio di germe di grano. Oltre a queste indicazioni, per avere capelli idratati, morbidi e lucidi, ricordate di bere almeno due litri di acqua al giorno e di mangiare diverse porzioni di frutta e verdura nel corso della giornata: due buone abitudini che faranno bene a tutto il corpo, non solo ai capelli. Proteggeteli con un cappello, capace di schermare fino al 40% dei raggi solari, è in assoluto il sistema più efficace per proteggere i capelli, optate per un modello di paglia, che lasci respirare la cute e assorba il sudore.

Il caffè freddo diventa un cocktail

Passi per il lungo, marocchino, macchiato, freddo o caldo, forse passi anche per il «con tanta o poca schiuma», ma poi c’è anche il «cappuccino tiepido dec con latte di soia.Insomma, la vita del barista ai tempi del caffè personalizzato non è facile. Forse per questo sul caffè freddo, anche in una città e riviere, vige la sobrietà. Ci si ferma a un classico «shakerato». Invece l’Italia anche in fatto di caffè freddo ha le sue varietà e differenze territoriali: in Salento c’è il caffè in ghiaccio, un espresso caldo da versare in un bicchiere di ghiaccio. O il meraviglioso corretto con sciroppo ghiacciato alla mandorla, in Sicilia il mezzo freddo, un espresso con granita al caffé. Da oggi abbiamo una possibilità in più, il cocktail.  Diverso dal caffè, ma a base di caffè, freddissimo, aromatico, in due versioni, alcolica o analcolica. Di gran moda lungo mare  nelle più rinomate balere con tanto di piscina, ombrelloni, cuscinoni, e dj set su una piattaforma galleggiante due nuove tendenze  limited edition studiate appositamente per essere servide fredde e/o con ghiaccio: la miscela Leggero On Ice, aromatica e fruttata e Intensa On Ice, più intensa e tostata, I migliori barman hanno già ideato varie  ricette on ice una più buona dell’altra adesso tocca a voi   scegliete il vostro

Un angolo di paradiso

Se siete così fortunati da avere un giardino, allora prendetevene cura così da trasformarlo in un piccolo angolo di paradiso curate le siepi che circondano il giardino che  impediranno gli sguardi indiscreti di vicini e curiosi, non permetteranno di far passare nessuno quando non vorrete essere disturbati stando distesi sul divano, a leggere un libro o quando vi state abbronzando sul vostro lettino, oppure per  quando avete deciso di fare una cena elegante  a base di pesce nell’occasione servirete il cocktail di gamberi che  è tornato di moda, ma rinnovato negli ingredienti: non più appesantito da una densa maionese rosa, ma accompagnato da frutta e verdura e condito con un leggero frullato ottenuto dalla polpa dell’avocado insaporita con agrumi ed erbe aromatiche. Numerose anche le varianti del cocktail di gamberi: potete sostituire il mango con spicchi di pompelmo rosa sbucciati al vivo, aggiungere sedano a fettine, usare basilico o coriandolo al posto del prezzemolo, insaporire con spezie a piacere. Potete servire il cocktail di gamberi con avocado e mango anche in ciotoline foderate con foglie di lattuga, e poi servire una mega grigliata.

 

 

Conservare frutta e verdura a lungo

Con le giornate calde aumenta il bisogno di mangiare frutta e verdura rinfrescanti e idratanti. Ma aumenta anche la loro capacità di deteriorarsi.Occorre infatti avere una certa abilità nel fare la spesa, calcolando il più precisamente possibile cosa ci occorre e per quanto tempo, acquistando solo vegetali freschissimi, ma anche imparando a conservare correttamente gli alimenti vegetali. I cassetti della frutta e della verdura nel frigorifero non sono lì per bellezza, ma hanno una funzione precisa, cioè quella di garantire ai vegetali una temperatura ottimale e un discreto distacco dall’umidità. E’ importante infatti che la frutta e la verdura non ghiaccino, perché si rovinerebbero. C’è tuttavia da dire che alcuni ortaggi preferiscono la temperatura ambiente per diventare dolci e succosi: tra questi ci sono i pomodori e i peperoni, ma naturalmente se li lasciate fuori dal frigo li dovrete consumare in tempi brevi. Conservare la frutta e la verdura dentro sacchetti di carta è meglio che nella plastica. All’interno dei sacchetti di plastica infatti è più facile che si creino condizioni insalubri perché non circola l’aria e aumenta l’umidità. Alcune verdure e principalmente le erbe si possono conservare come fossero dei mazzi di fiori, ovvero messi con le radici in ammollo in vasi con poca acqua. Non è una soluzione permanente, ma se la lattuga, la rucola, i fiori di zucca, la bieta e in generale tutte le verdure a foglia sembrano ammosciate, tuffarle nell’acqua fredda, o spruzzarle semplicemente le farà inturgidire nuovamente, almeno per qualche giorno. Una buona tecnica per piante erbacee e aromatiche è quella di avvolgerle in un panno umido e riporle in frigo nel loro involucro fresco. Alcuni vegetali, come le patate, le cipolle e l’aglio, si conservano bene in un luogo fresco, areato e asciutto, ma al buio. In questo modo non germoglieranno.