Le idee vengono mangiando è quello che è successo a due designer belgi hanno messo sul mercato una linea di contenitori per il cibo ecologici, e che risolvono il problema di lavare i piatti. Il segreto? Sono commestibili. Helene e Thibaut hanno avuto l’idea dopo una festa quando, andati via tutti gli invitati, si sono trovati di fronte una montagna di piatti sporchi . “E se li mangiassimo?”, ha scherzato Thibaut. Ma quella che doveva essere una battuta, anche un po’ sciocca, è divenuta un’idea seria , e si sono messi al lavoro. Dopo diversi esperimenti, i due sono riusciti a mettere a punto un materiale (a base di patate, acqua e olio) adatto allo scopo: resistente abbastanza per contenere cibo e salse di ogni tipo, ma anche commestibile e facilmente digeribile. “Sono biodegradabili, hanno sapore neutro, adatto a cibi sia dolci che salati, e possono anche essere messi in forno”, racconta Helen. Adesso i due hanno messo in piedi una società che produce questi contenitori commestibili, e hanno oltre 30 dipendenti. Ma non riposano sugli allori: sanno che il loro è stato per alcuni versi un colpo di fortuna, e che devono lavorare duro se vogliono rimanere sul mercato. Ma sono ottimisti: “In fondo, non lavoriamo: facciamo qualcosa che ci piace”, dice Thibaut. 
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Gli Italiani? Kitchen People!
Ben 1.000 italiani e 1.000 inglesi maggiorenni, e le loro abitudini a tavola, sono alla base della ricerca “Gli Italiani? Kitchen People!” un gruppo di studiosi si sono interessati al concetto di ospitalità e agli argomenti di conversazione oltre che a nuove abitudini sempre più comuni. Tavola e convivialità, chi può negare lo speciale rapporto che lega queste due dimensioni della nostra vita quotidiana? Ma ecco cosa sta cambiando, fra uno snack e un pranzo alla scrivania, una chiacchierata sulle vacanze e un invito. Chi l’avrebbe mai detto? A tavola siamo più veloci degli Inglesi. Togliendo infatti il tempo necessario per preparare i piatti, passiamo a mangiare 1,12 ore al giorno, ovvero ben 20 minuti in meno rispetto al popolo britannico. Durante la settimana dedichiamo circa 30 minuti sia alla cena che al pranzo, mentre nel weekend questi tempi si allungano. Il posto ideale dove mangiare? A casa! Italiani e Inglesi preferiscono mangiare tra le mura domestiche sia durante la settimana che nel weekend. Si chiama “desk food”: un modo di mangiare che era impensabile fino a poco tempo fa e che oggi indica l’abitudine sempre più comune di utilizzare la pausa pranzo in ufficio per consumare direttamente alla scrivania un pasto veloce, magari chattando con gli amici. Il 42% degli Italiani e il 57% degli Inglesi, che pranza fuori casa, consuma il proprio pasto alla scrivania. Chi mangia fuori, dove e cosa mangia? Si mangia in ufficio e mensa aziendale mentre nel weekend vincono ristorante e pizzeria Questi ultimi sono i luoghi prediletti dagli Italiani anche per una cena fuori sia in settimana che durante il weekend. Vince il piatto unico durante la settimana, seguito dal pasto completo e lo snack mentre nel weekend ci regaliamo il pasto completo. Argomenti passe-partout e tabù. Al primo posto il cibo, lavoro, poi i figli, la loro educazione e scuola e infine le vacanze. Agli italiani non piace parlare di politica, di economia e di soldi, ma l’argomento tabù per eccellenza è il sesso. Anche per gli Inglesi il sesso è l’argomento più imbarazzante.
Mercati per buongustai
Se volete scoprire i sapori più originali della Toscana dovete andare in uno dei tantissimi mercati che si trovano in ogni piccolo paese della regione, ma come scegliere? Noi vi proponiamo 3 mercati tra città d’arte e splendidi borghi davvero particolari per stuzzicarvi e farvi venire voglia e divenire dei curiosi viaggiatori gourmet. Partiamo da Firenze, dove ci sono molti mercati da quello dei contadini aperto la mattina a Sant’Ambrogio a quello dedicato ai prodotti tipici in Piazza Santo Spirito ogni terza domenica del mese. Quello davvero da non perdere però è il Mercato Centrale di San Lorenzo, la storica struttura ottocentesca in ferro e vetro, nel cuore della città, dove è stato aperto un spazio di 3mila metri quadrati con 500 posti a sedere, per degustare e scoprire i sapori della tradizione, non solo toscana ma di tutta Italia. Al piano terra si possono acquistare i prodotti tipici, dalle verdure alla carne, mentre al primo piano ci si siede per mangiare le specialità offerte dagli artigiani del gusto, dal lampredotto accompagnato da un bicchiere di Chianti Classico al coniglio fritto, dalla pasticceria francese alla mozzarella di bufala. Splendido anche il Mercato delle vettovaglie di Livorno,uno dei più grandi mercati coperti d’Europa collocato lungo il Fosso Reale Qui tra i banchi di frutta, verdura e salumi spicca il padiglione del pesce, ovviamente freschissimo: il posto ideale dove acquistare gli ingredienti per un perfetto e saporito cacciucco. Tra i mercati nei borghi toscani da non perdere quello di Greve in Chianti, che si tiene il sabato mattina nella Piazza Giacomo Matteotti, circondata da un affascinante portico che ospita botteghe e ristoranti. Qui si può curiosare tra le creazioni dell’artigianato – come i cesti di paglia – e i prodotti tipici del territorio, dai formaggi tipo il pecorino al Chianti Classico. Concludete la mattina in bellezza con una sosta golosa nella macelleria che si trova nella piazzetta che produce salumi e formaggi, dove si può pranzare con panini alla sbriciolona o alla salsiccia di cinghiale, taglieri di affettati e tartare, ma anche piatti toscani doc come la pappa al pomodoro
Ristoranti indiani
La cucina indiana è molto varia come la sua cultura, geografia e clima. Il più famoso piatto indiano, il carry o masala in indiano, è una miscela di spezie. I masala più famosi sono garam masala, il tandoori masala e il pav bhaj masala. La formulazione sta a indicare il gusto di curry, mediamente piccante o molto piccante. Curry per gli indiani non è solo un condimento, ma un gruppo di piatti, uniti da una particolarità comune – una solidità densa e una combinazione di spezie appena macinate, facendo un piatto diverso da un altro. Ma quali sono i più famosi, piatti che potete mangiare in un ristorante indiano? Sabji, uno dei piatti più popolari della cucina indiana. E’ uno stufato di verdure con l’aggiunta di curry. Subji viene servito con il riso e con le focacce. Nelle diverse ricette di verdure viene aggiunto lo yogurt, latte di cocco, formaggio indiano – paneer, varie spezie ed erbe aromatiche Dal – una tradizionale piccante zuppa vegetariana di fagioli bolliti. Spesso per arricchire il gusto si associa la polvere di curry, latte di cocco, succo di limone, pomodoro, aglio e cipolle fritte. Dal tradizionalmente viene servito con focaccine calde ed è preparato con vari legumi, tra cui lenticchie rosse, ceci, piselli. Aavakaaya, o più semplicemente sottaceti indiani. Frutta o verdura marinata in olio di senape o di sesamo La combinazione può essere diversa, ma la ricetta è una sola: tagliare le verdure o frutta, condirle con spezie e marinarli in olio caldo per circa 3 settimane. La frutta e la verdura di solito usata per preparare i sottaceti sono mango, carota, cipolla, cavolfiore, aglio, lime. Chapati, più conosciuti per noi italiani come le focacce. Sono veloci da preparare, non richiedono un sacco di prodotti e sono anche salutari perché preparati con una farina a base di crusca. Poi sono cotti su una padella assolutamente asciutta, quindi senza l’olio. In genere viene servito con delle zuppe di lenticchie o con verdure spesso accompagnate da spezie
Non sono pranzi per “bambole”
Sono piccolissimi piatti preparati con pinzette e mini utensili in micro cucine che funzionano con la fiamma di una candela. Sono preparati con ingredienti selezionati: delle vere specialità in miniatura. Anche se somigliano a piattini giocattolo che i bambini potrebbero servire alle loro bambole, sono preparati con gli ingredienti migliori e con tutta la cura che serve per una ricetta da grandi chef.I «mini food» o «tiny food» o «tiny cooking» sono piccolissimi piatti preparati con pinzette e mini utensili in micro cucine che funzionano con la fiamma di una candela. La tendenza è nata in Oriente, e precisamente in Giappone, e sta conquistando i social, soprattutto Instagram, dove sono postate centinaia di fotografie di queste specialità lillipuziane.Dolci, ma anche primi piatti, verdure, carne e pesce, tempura, pancake. Online si trovano molti video che mostrano le fasi della preparazione (ed è forse questo l’aspetto più divertente) di questi piatti. Dalla loro parte sono sicuramente deliziosi e non fanno sicuramente ingrassare.
Insalate o torte?
Diciamo la verità: le insalate fanno bene alla salute, ma non sono il piatto più invitante ed appetitoso al mondo. Per questo il “food stylist” giapponese Mitsuki Moriyasu ha avuto un’idea curiosa, dare alle insalate la forma di torte e pasticcini Inizialmente, la cosa era solo un esperimento che era stato inserito nel menu di un ristorantino di Nagoya, ma i piatti hanno avuto un successo tale che è nato un nuovo locale chiamato “Vegedeco Cafe” specializzato nelle insolite insalate. I piatti sono realizzati da colorati strati di vegetali, spesso inseriti tra due fette di pane alla soia e ricoperti poi da formaggi cremosi, decorati ulteriormente con altre verdure. Il risultato estetico è quello di una torta che estremamente invitante, ma in realtà il contenuto è privo di zuccheri, e ricco di fibre e vitamine. Gli ingredienti delle “torte” cambiano comunque stagionalmente, in modo da usare sempre verdura di stagione, più sana e gustosa. Il successo del locale sembra notevole, anche se ovviamente il punto forte rimane la produzione artigianale degli insoliti piatti, e quindi è probabile che Vegedeco apra a breve altre “filiali” nel paese.