La gioia un’emozione piacevole

Di alta intensità, che proviamo quando crediamo, con certezza, che uno scopo per noi molto importante sia stato realizzato. L’emozione della gioia non è mai un’emozione pura, ma è sempre turbata da un oscuro timore di perderla: nel momento in cui stringiamo in mano l’oggetto agognato, ne percepiamo la precarietà e la transitorietà. La gioia è infatti è molto friabile, impalpabile, delicata: si effonde facilmente, ma altrettanto facilmente può vanificarsi. La gioia e la speranza si differenziano principalmente rispetto al parametro “tempo”: la gioia si prova dopo il raggiungimento di qualcosa, la speranza prima o durante l’attesa. La gioia è molto più marcata, rispetto al parametro “intensità” rispetto alla speranza: nessuna speranza infatti può farci provare un’emozione di intensità simile a quella della gioia. Fra la gioia e la speranza si pone in genere l’entusiasmo, perché comporta una gioia per ciò che si sta facendo nel presente, in vista di futuri successi. L’entusiasmo fortifica la nostra motivazione ad agire, ci infonde energia. L’orgoglio invece è una emozione diversa dalla gioia: nel risolvere un problema infatti, tutti provano gioia, ma si prova orgoglio solo se la sfida superata era particolarmente difficile e se ha richiesto alla persona una notevole dose di ingegno e di impegno: la fierezza di sé per il risultato ottenuto produce orgoglio. Quanto alla felicità, essa può essere accomunata con l’emozione della gioia, ma vi sono delle differenze fra i due concetti, molto significative: la felicità infatti ha a che fare con l’ambiente esterno, con la realtà, mentre la gioia nasce dentro di sé: è un’esperienza soggettiva, che può svilupparsi anche in condizioni psicologiche ed esistenziali non ottimali, anche per la sua breve durata. Sul piano comportamentale, poiché una persona che prova gioia riesce ad apprezzare meglio il mondo intorno a sé, le modifiche legate al buonumore possono apparire vistose: chi prova gioia tende ad aprirsi agli altri, ad intraprendere senza paura attività impegnative, a fare donazioni, ad essere più disponibile nei confronti degli altri. Come dice Adorno, l’uomo non sa di essere felice: si sente felice. Un po’ troppo poco, per la nostra intelligenza ed infatti la depressione nasce fondamentalmente da questo: dal non saper riconoscere le gioie della vita.

60 minuti per essere felici

Puntate l’orologio e solo 60 secondi niente di più. Il tempo sufficiente per un piccolo gesto e per essere felici. Dai ma veramente?! Lo sconforto di chi arranca sotto pianificazioni, scelte a lungo termine, incastri quotidiani è palese: basta meno di un minuto e la strada verso la felicità è ampiamente spianata. Malfidati, ricredetevi: sul New York Times citano Gretchen Rubin, la happiness guru di “Happiness at home”, per spiegare come si può quantificare il tempo da dedicare alla felicità personale. Non parliamo di grandi aspirazioni o sogni ad occhi aperti: la felicità sta nella concretezza di tutti i giorni. In un minuto che dedichiamo a qualcosa che può aiutarci ad essere felici. La più sfuggente delle emozioni, quella che dura pochissimo e che è tale solo se condivisa, dipende dal suo negativo, l’altra faccia della sua medaglia di esistenza: i pensieri no, che possono trascinarci in una spirale triste dalla quale diventa difficile uscire. Invece la felicità è un esercizio quotidiano: praticare l’ottimismo invece del pessimismo e del “tutto nero ma lo affronto con ironia” è la chiave. Essere ottimisti non significa necessariamente non essere realisti, ma guardare oltre la situazione brutta senza perdere le speranze: un modo per dire “Ok, sarà difficilissimo oltrepassare questo ma mi aiuta a capire qualcosa in più di me”. Anche circondarsi di persone che cercano sempre il lato positivo può essere un aiuto enorme ad affrontare il quotidiano. Rimuovere le negatività passa dai rapporti sociali e da come ci poniamo noi nei confronti del mondo, non solo dalla sicurezza degli oggetti di cui ci circondiamo. Il primo step  non dura un minuto ma richiede tempo è questo: ricordare le relazioni che intratteniamo. Il liberarsi dalle cose inutili in grande stile su noi stessi è un lavoro lungo e faticoso che però si può suddividere in tanti piccoli step giornalieri, partendo proprio dalle cose fisiche, materiali, che tendono a seppellirci.

Baciare fa bene alla salute

Si sa al cuore non si comanda. Uno dei gesti più romantici e positivi che favorisce piacere e benessere mentale, è sicuramente baciare il partner, ma parrebbe essere anche un vero e proprio toccasana per la nostra salute fisica. Lo sapevi che una persona in media passa più di 20.000 minuti della propria vita a baciare? E circa il 40% degli over 55 ritiene che baciare regolarmente il proprio partner sia importante per mantenere viva la passione in un rapporto, come evidenziato da un recente studio. Ma i benefici del baciarsi vanno ben oltre il legame di coppia. Pronte a protendere le labbra? È un mini allenamento. Stando agli esperti, in un bacio intenso vengono coinvolti circa 146 muscoli, tra cui 34 muscoli facciali e 122 muscoli posturali. Con un “allenamento di baci” di fatto i muscoli lavorano così tanto che alcuni ritengono possa giovare al tono mascellare, tenendo alla larga le rughe. Baciare aiuta anche l’attività cardiovascolare. Proprio così, al pari di un tapis roulant, di una corsa al parco o di una qualsiasi attività aerobica, il bacio fa bene al cuore, e tutto questo, senza costringervi a sottoporvi a lunghissime sedute in palestra o esercizi complessi e sfiancanti. Quando ci si bacia infatti, il cuore si attiva e pompa più sangue; questo rappresenta un’ottima ginnastica per il nostro muscolo, che si manterrà più giovane e in forma. Il modo ideale per fare esercizio fisico, stando immobili e senza il minimo sforzo, vero? Fa bene alla salute emotiva… Quando si bacia, l’organismo rilascia un mix di sostanze chimiche e ormoni che prolungano i livelli di felicità. Quando ti abbandoni alle effusioni, viene rilasciata l’ossitocina l’ormone dell’amore che, oltre a offrire una sensazione di benessere, ti fa sentire più vicina al partner. Dulcis in fundo, durante il bacio le terminazioni nervose presenti sulle labbra stimolano la produzione di dopamina, altra sostanza chimica del cervello che stimola la felicità. E per quelle che amano la scarica di endorfine che segue un allenamento, la buona notizia è che dopo aver baciato la sensazione provata è simile… ma senza aver messo piede in palestra!

Basta poco per essere felici..

In fondo basta poco per essere felici…ebbene si proviamo a riflettere… il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai vocaboli che scaldano il cuore, bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori, basta il muso del tuo gatto che sale sul tuo letto a darti il buon giorno o del tuo cane al tuo rientro per sentire una felicità lieve. Ed è cosi che  impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, impari che un campo di girasoli sa rallegrare il tuo volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti in giardino a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri, se fai attenzione e ci pensi  impari che l’amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, che il tempo è prezioso che va vissuto e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,  pensa anche che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, ridere con amici, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze riempirti il cuore ed essere con chi ami. Così impari che c’è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’è qualcosa di piacevole e  felice anche nella malinconia. E così piano piano ti rendi conto quanto poco ci vuole per essere felici….pensaci!

 

Curiosità sulle vacanze

Come devono essere le vacanze per farci davvero bene? Ci sono trucchi per conservare più a lungo l’effetto positivo della pausa estiva? Meglio distribuire le ferie e farle tutte assieme? Vediamo se e come le statistiche possono darci una mano Alcuni ricercatori olandesi hanno provato a misurare l’effetto che le vacanze hanno sulla felicità e per quanto tempo dura. Lo studio ha dimostrato che i livelli di felicità sono influenzati e crescono sensibilmente  già dal momento in cui organizziamo la vacanza. L’effetto di previsione  ci renderebbe felici già otto settimane prima del viaggio. Dopo la vacanza, la felicità scende rapidamente per tornare ai livelli di base per la maggior parte delle persone. Chi ha passato una brutta vacanza, normale o rilassante, non registra una grande felicità post-vacanza. Non sono più felici rispetto alle persone che non sono state in vacanza spiega, Jeroen Nawijn. Gli unici vacanzieri che sperimentano un aumento di felicità dopo il viaggio, sono quelli che si sono sentiti molto rilassati. Per loro l’effetto felicità  da vacanza dura fino a due settimane dopo il viaggio e poi torna ai livelli iniziali. Inoltre soffriamo di meno se facciamo vacanze brevi e frequenti: almeno due o tre periodi di vacanza di tra otto e dieci giorni all’anno, alcuni scienziati sostengono che il week-end è meglio di una lunga vacanza, fare qualcosa di intenso poco prima della fine delle vacanze aumenta il tempo di relax successivo al ritorno dalle vacanze, infine nei primi giorni di rientro pianificate delle ore del giorno da passare in tutto relax distesi su una amaca o comodamente seduti in giardino a leggervi un buon libro o a sorseggiare un buon drink contornati da splendidi fiori e piante vi riporterà con la mente alle trascorse vacanze e vi farà sentire meglio

La chiave della felicità stà….nella frutta e verdura

Il segreto più semplice ed efficiente per stare bene, per essere in salute, sia fisica che mentale? La risposta è: più frutta e verdura nella nostra dieta quotidiana. E la felicità psico-fisica è direttamente proporzionale alla quantità di alimenti vegetali che assumiamo: più ne assumiamo, più siamo sereni e sani. Questo, quanto suggerito da uno studio australiano a cura dei ricercatori dell’Università di Queensland, secondo cui mangiare otto o più porzioni di frutta e verdura al giorno migliora il benessere mentale e salute fisica. Il dott. Redzo Mujcic per questo studio hanno coinvolto più di 12mila adulti ambosessi al fine di analizzare gli effetti di una dieta ricca di frutta e verdura sul benessere e la salute mentale. La scelta di osservare i possibili benefici sulla salute mentale dell’assunzione di vegetali arriva a seguito della constatazione che la maggioranza delle ricerche hanno per lo più analizzato gli effetti di frutta e verdura sulla salute fisica e la longevità. Per ottenere le informazioni necessarie, i ricercatori hanno esaminato le scelte dei partecipanti circa i cibi vegetali, come frutta e verdura. Poi ha confrontato e valutato i loro livelli di soddisfazione e di stress, la vitalità e altri marcatori della salute mentale.I risultati dello studio hanno mostrato che maggiore era l’assunzione di alimenti vegetali, maggiore era la soddisfazione personale e la salute mentale .Mangiare più di cinque porzioni di frutta e verdura al giorno ci rende più felici questo è il messaggio che giunge

 

Non più caffè nero…ma trasparente

Una dipendenza speciale che emana l’aroma della felicità. Tutti  sanno fare il caffè, però non tutti lo sanno fare bene e  professor Liebig avrebbe molto da dire a riguardo. La bevanda del caffè ben preparata non deve essere colorita di nero, ma bruna e un po’ torbida. È proprio in quel mini pozzo d’acqua scura che si nasconde tutta la sua energia. E se il caffè schiarisse? Se perdesse la sua fascinosa impurità e diventasse chiaro come l’oligominerale? Una startup con sede a Londra sostiene di aver creato il primo caffè al mondo trasparente. Si chiama CLR CFF, che sta per Clear Coffee. Ebbene sì, un espresso incolore. Malinconico? Forse un filo. Prodotto dalla classica miscela di chicchi di caffè di qualità arabica e acqua purissima, la bevanda conserva «un sapore fragrante e fresco», assicurano. La differenza sta nella tecnica, un metodo di erogazione del caffè mai usato prima che trattiene il colore scuro del caffè. Il caffè senz’anima nera conserva tutte le virtù dell’espresso classico, non racchiude conservanti, aromi artificiali, stabilizzanti, zucchero o altri dolcificanti. Ma da quale esigenza nasce l’idea del caffè trasparente? Dalla volontà di evitare uno dei contro più scomodi legati al consumo giornaliero di caffè: il danneggiamento dello smalto dei denti. I fondatori sono partiti proprio da questo punto: creare un caffè identico all’espresso che però non macchiasse i denti. Il caffè dei fratelli Nagy è attualmente acquistabile online in formato acqua minerale, in bottigliette di vetro, ovviamente trasparente.  

Emozioni….

Emozione deriva dal latino Emòtus, che vuol dire trasportare fuori, smuovere, scuotere. Ma cosa ha finito per significare nella nostra cultura e nel nostro tempo questa parola? L’emozione è in genere definita come una risposta a uno stimolo che produce cambiamenti fisiologici, che motivano una persona ad agire. In poche parole, le emozioni sono per la mente, l’equivalente di ciò che le sensazioni fisiche sono per il corpo .Secondo uno studio di psicologia, per capire quale emozione ci attraversa potrebbe essere sufficiente guardarci in faccia: felicità, sorpresa, paura, rabbia, disgusto e tristezza. Platone descriveva l’emozione e ragione come due cavalli che tirano in direzioni opposte.  Le emozioni sono contagiose… anche su Facebook., dove si legge che i post positivi incoraggiano altri post positivi, quelli negativi, altri post negativi. Ma i primi sono più influenti. «I nostri dati dimostrano che le espressioni emotive si diffondono online, e che quelle positive si propagano più velocemente di quelle negative» la tristezza innesca in noi il desiderio di cambiare lo stato delle cose, inducendoci ad acquistare nuovi beni di consumo o vendendo quelli che possiede. Il disgusto tende invece a spingerci a liberarci delle cose che possediamo e a non acquistarne di nuove. Il momento più felice della giornata? Secondo i ricercatori è l’ora di pranzo.

5 cose per essere felici

A volte, basta poco per modificare un sorriso accennato in un’arma contagiosa di felicità e piacere, ecco 5 consigli semplici per “per procurarsi intensi momenti di non secondaria felicità” I ritmi di vita frenetici in cui spesso siamo scagliati ci impediscono il più delle volte di destinare del tempo al nostro corpo. È invece importante ritagliarsi ogni giorno almeno mezz’ora per se stessi: un bagno caldo immersi in oli profumati, uno scrub al viso, una seduta di manicure ma anche un po’ di autoerotismo con il giusto sex toy. La mattina decidete di far suonare la sveglia un po’ prima dell’ora prevista per godervi il tepore delle lenzuola e concedervi ancora qualche minuto di relax in vista di un’intensa giornata lavorativa. Se avete qualcuno con cui condividere questo momento e trasformarlo in coccole, la felicità è doppiamente assicurata. Bere del buon vino, in piccole quantità, fa bene alla salute e allo spirito. Il vino infatti contiene una gradazione alcolica equilibrata che, se assunta nelle giuste dosi, stimola una sensazione di euforia simile alla felicità. Se poi il vino è accompagnato da un piatto afrodisiaco. La magia dei tramonti, specie quelli primaverili ed estivi quando il sole cala a ore più tarde, è una gioia per gli occhi e per l’animo. Un paesaggio mozzafiato o un fenomeno naturale alimentano un senso di libertà e felicità unici, specie se condivisi con qualcuno che si ama

Couple at outdoor party with white wine laughing

Il profumo della felicità

La felicità potrebbe transitare per il naso… Quando gli scienziati avranno trovato la “ricetta” giusta per il profumo perfetto, quello che attrarrà tutti a prescindere  dai gusti, dall’età e dal paese di provenienza. Che profumo ha la felicità? Gli scienziati dei sensi non sono ancora arrivati a comprenderlo, ma sperano di farlo presto, ricercando il modo con cui avvertiamo i profumi. Lo stesso profumo per qualcuno è percepito come buono e per altri come sgradevole. Negli USA per esempio l’odore dei crisantemi è delizioso, mentre a noi ricorda i cimiteri. Ma, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non è solo una questione di abitudine Per gli esperti della Cardiff, ci sono certamente fattori culturali che influenzano le nostre reazioni: per esempio alcune fragranze come la lavanda, che a parole suscitava una percezione di rilassatezza per alcuni volontari, non ha fatto registrare in realtà gli stessi esiti sul cervello di tutti. Per alcuni si è dimostrata rilassante mentre per altri appariva piuttosto “eccitante”.  Verosimilmente la sensazione di relax era indotta dalla consuetudine. Mettendo insieme tutte le  fragranze “innate” allora, forse un giorno sarà possibile creare un profumo universale, che vada bene per qualsiasi era, capace di persuadere in tutti una generale percezione di benessere, ricordando il “profumo” della felicità.poesia