L’attenzione è importante quanto l’amore coglie un aspetto fondamentale delle relazioni umane, spesso sottovalutato. Perché l’attenzione è così importante? Pilastro dell’empatia: L’attenzione è il primo passo verso l’empatia. Quando prestiamo attenzione a qualcuno, dimostriamo che ci interessa la sua esperienza, i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Questo crea un senso di relazione e di comprensione reciproca. L’amore, da solo, non basta a mantenere una relazione viva e sana. L’attenzione quotidiana, i piccoli gesti, l’ascolto attivo sono come l’acqua che nutre un giardino. L’attenzione si manifesta anche attraverso il linguaggio del corpo, lo sguardo, il tono della voce. Questi segnali non verbali sono spesso più eloquenti delle parole e comunicano all’altro che è importante per noi. Quando ci sentiamo ascoltati e compresi, ci sentiamo più sicuri e supportati. Nell’ambito delle relazioni amorose, l’attenzione diventa ancora più cruciale. Un partner che si sente ascoltato e compreso si sentirà più amato e apprezzato. L’attenzione può manifestarsi in molti modi. Mettere via il telefono, guardare negli occhi, ascoltare senza interrompere. Ricordare i dettagli: Ricordare le date importanti, le piccole cose che fanno felice il partner. Cercare di capire cosa l’altro sta provando e validare i suoi sentimenti. Dedicare del tempo di qualità al partner, senza distrazioni. L’amore e l’attenzione sono due facce della stessa medaglia. L’amore senza attenzione rischia di diventare un sentimento astratto, mentre l’attenzione senza amore può sembrare fredda e distaccata. È l’unione di questi due elementi che rende una relazione profonda, significativa e duratura.
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In certi momenti
Metteteci l’ amore in certi momenti ce n’è proprio bisogno…
Più amici a 4 zampe meno allergie
Più alta è la frequenza di contatto da piccoli con animali domestici, ad esempio cani e gatti, minore è il rischio di sviluppare allergie per i bambini, o eczema e asma. La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista PLoS One .Lo studio è stato condotto da Bill Hesselmar i dati di due ricerche. La prima ha coinvolto 1000 bambini di 8-9 anni ed è emerso che se l’incidenza di allergie è del 49% tra i piccoli che nel primo anno di vita non hanno avuto contatti con animali domestici, il tasso scende al 43% tra i bimbi che da piccoli hanno vissuto con un animale in casa, al 24% per i bambini che hanno vissuto con tre animali. Due dei bambini hanno vissuto con 5 animali i primi 12 mesi di vita e nessuno dei due ha sviluppato allergie. Nell’altro studio sono stati osservati dalla nascita 249 bambini. Dopo 8-9 anni il tasso di allergie era del 48% per bambini non esposti a presenza di animali domestici il primo anno di vita, del 35% per i bimbi che hanno vissuto con un animale, del 21% tra i bimbi che hanno vissuto con due o più animali. Hesselmar ritiene che gli animali domestici siano portatori di microbi che stimolano il sistema immunitario in modo tale che i bambini non diventino allergici. Trascorrere tempo con altri bambini farli giocare insieme in casa e fuori in giardino all’aperto potrebbe avere a sua volta un effetto protettivo

