Anche i gatti sono in grado di riconoscervi , anche se lo fanno in modi diversi rispetto ai cani. I gatti riconoscono le persone principalmente attraverso segnali sensoriali come l’olfatto, la voce e l’aspetto fisico. Il senso dell’olfatto è particolarmente sviluppato nei gatti. Possono riconoscervi grazie al vostro odore. Anche se un umano potrebbe non percepire una differenza significativa, per un gatto il profumo di una persona è un segnale molto importante. Alcuni studi hanno dimostrato che i gatti rispondono in modo diverso alla voce del loro proprietario rispetto a quella di un estraneo, Anche l’aspetto fisico e il modo in cui una persona si muove possono essere riconosciuti da un gatto. Sono animali molto attenti all’ambiente circostante e osservano con attenzione i dettagli comportamentali delle persone con cui interagiscono. Tuttavia, a differenza dei cani, i gatti tendono a essere meno rivelanti nel loro riconoscimento. Possono non correrti subito incontro o saltarvi addosso, mentre siete distesi sul divano o balzare sulla tavola per avere qualche coccola, ma ciò non significa che non vi riconoscano o non provino affetto. Mostrano il loro affetto in modi più sottili, come strofinarsi o accoccolarsi vicino.
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Sono solo due piatti, ma quale lavastoviglie
«Sono solo due piatti, ma quale lavastoviglie? Li lavo a mano che faccio prima». Quante volte vi è capitato di dire o sentir dire questa frase? Spesso, di certo. Perché lavare i piatti è un’azione giornaliera che quasi si fa senza nemmeno pensare, ma che troppo spesso viene presa sotto gamba dal punto di vista ecologico. Colpa dei falsi miti che per anni ci hanno fatto guardare alla lavastoviglie come a un elettrodomestico indubbiamente comodo, ma che grava parecchio sulla bolletta. Niente di più falso, come ci racconta il progetto Acqua Ed ecco il motivo principale per cui è di gran lunga meglio utilizzare la lavastoviglie: il risparmio idrico. Per questo il progetto Acqua nelle nostre mani promuove una corretta cultura sull’utilizzo dell’acqua, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi, a partire dalle nostre azioni quotidiane come lo sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie: pensate che mettendo in lavastoviglie i piatti senza prima sciacquarli si risparmia fino a 38 litri di acqua a ogni lavaggio Non è più tempo di indugiare, è ora di prenderci cura delle falde acquifere italiane.
Quando sono i dettagli a fare la differenza!
Con piccoli elementi che hai sicuramente nella tua casa puoi creare la tua cucina in stile shabby chic, sarà unica e inimitabile. Non serve fare grandi lavori, ma con qualche mobile è possibile donare un tocco shabby chic all’ambiente. I colori per una cucina in stile shabby chic sono sempre chiari e spesso i complementi sono di legno Quando si desidera ricreare un locale in stile shabby chic, è molto importante scegliere accuratamente i colori da utilizzare. Il colore perfetto da utilizzare è il bianco, che può essere abbinato perfettamente al grigio più chiaro, al beige, al rosa antico e al color tortora puoi creare un simpatico e sicuro porta coltelli se non sei già dotata di un ceppo costruendolo con un barattolo in vetro dove verserai strati di legumi e inserirai i tuoi coltelli sicuri e protetti e curiosi
I gatti ci leccano per diverse ragioni.
Capita che quando siamo distesi sul divano o sul letto ci piombano addosso e iniziano a leccarci In alcuni casi, il loro comportamento di leccare potrebbe essere un segnale di affetto e di vicinanza. In altri casi, potrebbe essere una forma di tolettatura sociale, in cui i gatti si leccano a vicenda per rimuovere la sporcizia e mantenere puliti i loro peli. Inoltre, i gatti potrebbero leccare le persone come una forma di scoperta del loro ambiente. I gatti hanno un senso dell’olfatto molto sviluppato e possono essere attirati dall’odore del cibo ecco perché ce li troviamo sulla tavola che cercano di leccare il nostro piatto. Infine, i gatti potrebbero leccare le persone come segnale di dipendenza o di richiesta di attenzione. In generale, l’ atteggiamento di leccare dei gatti può essere visto come una forma di comunicazione, ma può variare a seconda del contesto e della personalità del gatto.
La gratitudine dell’orsetto lavatore
Tre anni fa, Nikki Robinson ha trovato un cucciolo di procione sulla strada che stava percorrendo verso casa. All’inizio ha provato a contattare dei rifugi e dei veterinari, ma non le è stato dato l’aiuto e così lo ha salvato lei. Sua mamma aveva già avuto esperienza con i procioni e così hanno deciso di portarlo in casa e salvarlo. Lo hanno chiamato Little Hands, all’inizio aveva bisogno di molte attenzioni e le due donne se ne sono prese cura per circa due mesi e mezzo, anche perché il procione era debole e disidratato. Il procione è un animale onnivoro si ciba praticamente di tutto. La sua dieta è, quindi, molto varia e include insetti, vermi e altri invertebrati, piccoli vertebrati come pesci, anfibi e roditori, frutta fresca, frutta secca come noci e ghiande le due donne si sono adoperate affinché si rimettesse in forma e poi lo hanno liberato in natura. Qualche giorno dopo con grande stupore e sorpresa, l’animaletto forse grato per quanto le donne hanno fatto, è tornato spesso nel loro giardino a trovarle e spesso si fa accompagnare dagli altri orsetti lavatori anche loro compagni di disavventure su strada, accuditi dalle signore quando si dice la gratitudine
Le piante carnivore
Chi non avrebbe desiderato partecipare alle lezioni di erbologia della professoressa Pomona per imparare tutto sulle terribili piante carnivore?Ovviamente stiamo parlando di Harry Potter, ma se molte delle piante incontrate nel laboratorio di Hogwarts come il bobo tubero o il tranello del diavolo sono inventate, e a quelle vere come le mandragole sono attribuiti poteri magici inesistenti, le piante carnivore esistono davvero ce ne sono addirittura 600 specie! e si possono anche coltivare in giardino.E tranquilli, non sono pericolose per l’uomo, infatti, la carne che mangiano è principalmente quella di piccoli insetti: mosche, moscerini…Come mai sono carnivore? Sono diventate carnivore a causa dell’habitat in cui crescono: carente dei nutritivi di cui una pianta ha bisogno. Si tratta ad esempio di ambienti estremi come le torbiere o zone con suoli acidi privi di calcio, con una bassissima concentrazione di sostanze nutritive necessarie per la vegetazione, quali azoto, fosforo o potassio. Così si sono adattate a mangiare e a ricavare ciò di cui hanno bisogno per vivere dalla digestione delle proteine degli animali. Gli insetti vengono catturati per mezzo delle foglie che si trasformano in vere e proprie trappole.
Le piante nemiche dei 4 zampe
Le piante in casa sono facilmente accessibili al cane e, ancor di più, al gatto. Dato che gli animali non sempre sono in grado per istinto di distinguere le piante velenose da quelle che non lo sono, potrebbero finire anche in situazioni pericolose senza rendersene conto. In generale i gatti sono più predisposti a risentire degli effetti negativi del veleno delle piante rispetto ai cani ma le attenzioni valgono in ogni caso per tutti ed è bene non abbassare mai la guardia. quindi, se si ha un gatto bisogna rassegnarsi e dire addio alle piante o all’idea di abbellire la casa con i fiori? Non proprio. Si possono acquistare piante non tossiche oppure prendere una serie di precauzioni e piccole astuzie: spostare la pianta in un posto dove il gatto non possa arrivare o comunque riparata; proporre sempre l’erba gatta fresca e un tira graffi per garantire un diversivo al micio e distrarlo dalle piante; spruzzare del succo di limone diluito con acqua sulle piante terra e foglie poiché i gatti non amano il limone. Per il Cane tra le piante più pericolose per i cani che si possono trovare in casa o sul terrazzo ci sono: aloe, anemone, azalea, begonia, calla, ciclamino, croton, dieffenbachia, edera, ficus, filodendro, giglio, iris, mughetto, oleandro, ricino, rododendro, stella di Natale, tulipano, vischio. Le intossicazioni non sono frequenti, ma se avvengono sono difficili da scoprire per la scarsa evidenza dei segni e la mancanza di informazioni. In genere le narici, la bocca e la lingua sono le parti più esposte.
Alcune piante producono effetti lievi e localizzati come un semplice gonfiore o forme più o meno accentuate di irritazioni, dermatiti e ulcere nelle parti del corpo venute a contatto. Quindi se si ha il sospetto fondato che il vostro cane abbia ingerito foglie, fiori o altre parti della pianta è bene sapere che non esistono rimedi. Bisognerà, quindi, rimuovere gli eventuali resti dalla bocca, sciacquarla con acqua e contattare subito il veterinario di fiducia e riferendo il nome della pianta ingerita per avere indicazioni sul trattamento da effettuare.
Curiosità in cucina
Se fosse vissuto in Tailandia, forse Pinocchio il Grillo Parlante se lo sarebbe mangiato, e non per assimilare la sua saggezza: uno dei piatti a base di insetti più popolari in Thailandia è il jing leed, la frittura di grilli. Suggerito come street food popolare dai venditori ambulanti, si prepara friggendo i grilli in un wok per pochi istanti prima di condirli in salsa di soia e polvere di pepe tailandese. Chi li ha provati dice che siano simili ai pop corn Nelle zone in cui procreano le zanzare, avere libellule in giro è assai utile. Questi insetti si nutrono infatti di zanzare, e poi si possono mangiare e in molti Paesi, come in Indonesia, sono uno spuntino interessante. Si catturano facilmente con un semplice bastone immerso prima nella linfa di un albero, che così le attira, poi vengono servite senza ali, bollite o, se destinate al dessert, fritte . Chi le ha provate afferma che è come mangiare polpa di granchio. Altra cucina ricchissima, di insetti è quella giapponese, che in Italia conosciamo soprattutto per il sushi. Anche nel paese del Sol levante è possibile mettere in tavola pietanze a base di insetti: c’è addirittura un festival, che celebra le vespe e i vari modi di mangiarle. Il più popolare? Macinarle e farne una salsa usata per condire i biscotti di riso. Ma c’è anche una ricetta a base di vespe cotte e conservate in gelatina di agar-agar. Oppure le vespe marinate nello zenzero e servite sul sushi, con contorno di cracker di vespe. Che dire tutti i gusti….son gusti!
Gli animali di supporto emotivo…possono anche volare
Gli animali sono i migliori amici degli esseri umani. Non solo fanno compagnia, ma aiutano le persone quando si sentono sole, sono malate o affrontano un periodo difficile. Per questo varie compagnie aeree hanno deciso di permettere di trasportare sul aereo quelli che sono chiamati “animali di supporto emotivo”..Si chiamano animali di supporto emotivo. Sono, come anche dice il nome, creature che aiutano il proprio padrone facendolo stare meglio con la loro sola presenza. Proprio per questo motivo, molte compagnie aeree hanno permesso ai proprietari di portarli a bordo per vincere la paura di volare.Chiaramente per portare su un aereo un animale di supporto emotivo si deve fare apposita richiesta . Possono fare domanda le persone affette da depressione o con problemi di salute mentale, i militari e i veterani di guerra, gli individui autistici, e coloro che soffrono di PTSD e disordini psicotici.In questi casi avere un amico fidato accanto a sé aiuta molto le persone a rilassarsi. Sono in tanti a riuscire a volare con serenità grazie alla presenza di un animale, e sono sempre più le persone che s’iscrivono all’apposito registro per sconfiggere la paura dell’aereo. Basta presentare l’autorizzazione di uno psicologo, e non si pagherà nemmeno il costo aggiuntivo sul biglietto.In genere le compagnie aeree accettano cani e gatti di piccola taglia sui loro aerei, ma ultimamente la situazione è un po’ precipitata. A volte capita che i passeggeri si presentino al gate con serpenti o uccelli di grande taglia, che rischiano di mettere a rischio le persone a bordo. Per questo alcune compagnie stanno iniziando a varare delle norme più limitative, cercando così di mettere un freno all’esuberanza di alcuni viaggiatori. L’interazione tra un animale e un essere umano può essere di grande aiuto nel caso di molte malattie. Prendersi cura di un amico a quattro zampe è utilissimo per calmare una persona, limitare gli attacchi d’ansia e combattere la depressione. Chiaramente da sola non basta, e deve essere affiancata ad altre terapie, ma sono sempre di più i soggetti che vi ricorrono.
Gatti per far rilassare i dipendenti
Lo stress sul posto di lavoro diminuisce radicalmente la produttività, per questo motivo la Ferray Corporation, un’azienda giapponese, ha deciso di correre ai ripari, riempiendo i propri uffici di gatti per rilassare i propri dipendenti. A Tokyo ci sono severe politiche per gli animali domestici, per questo motivo pochissimi hanno cani o gatti in casa. Accarezzare un amico peloso è quindi un vero lusso. La scelta non è stata senza conseguenze, i gatti infatti masticano i cavi, gettavano in terra penne, lapis, graffiano i muri e saltano sulle tastiere del computer. Nonostante ciò i dipendenti hanno imparato ad amarli e la comunicazione tra loro è migliorata esponenzialmente. E per quei dipendenti che non hanno un animale domestico è previsto uno speciale “bonus gatto”, ovvero circa 35€ euro per chi decidesse di adottarne uno. Anche in fase di colloquio per l’assunzione il tema “gatti” è molto importante e chi non li ama difficilmente viene assunto.




