Nero come il carbone

Nero come il carbone. Così deve essere il pane. Ma anche i bagel, il gelato e i waffel. E poi gli spaghetti, le meringhe e… tutto ciò che è commestibile. Basta del carbone vegetale o del nero di seppia e i nostri piatti diventano subito cool, seguendo il food trend del momento: il total black. C’è chi in cucina è più tradizionalista, chi meno; chi ama seguire le ricette e chi improvvisa; chi ama mangia solo ciò che conosce e chi invece si diletta ad assaggiare piatti tradizionali ed etnici.Indubbiamente ciò che spesso guida i nostri gusti e la nostra diffidenza sta non tanto nel gusto ma, ancora prima, nell’olfatto e specialmente nella vista. Un piatto ben predisposto ci invita senz’altro di più all’assaggio e viceversa. Alcuni già non sono del tutto inclini ad entrare nei fast food ma sicuramente questi hamburger totalmente anneriti non invitano particolarmente alla degustazione. Visto che l’occhio, come si suol dire, vuole la sua parte, il primo pensiero è che siano panini carbonizzati e destinati al cestino dei rifiuti più che al palato…Eppure non è così!Questi hamburger non sono fatti neppure da pane nero preparato con farina speciale ma sono il risultato della colorazione dovuta ad un processo di affumicatura, sia del pane che del formaggio, fatto con legno di bambù.

Il sidro rosé

Chi non ha mai bevuto il sidro non sa cosa vuol dire essere coccolati. Non è uno scherzo, il drink ottenuto dalla fermentazione delle mele è una delizia ancora troppo sottovalutato in Italia, mentre invece è l’alternativa frizzante e leggera nel momento in cui non c’è la voglia del prosecco o della birra. Chiedetelo agli irlandesi che valutano il sidro il fratello gentile della birra. Chiedetelo ai medici anglosassoni, che conoscono bene le sue proprietà antiossidanti, che lo consigliano in piccole dosi ha una gradazione alcolica tra i 2 e gli 8° negli stati febbrili, come coadiuvante nelle bronchiti e per calmare la tosse. E poi è diuretico, favorisce la digestione consentendo allo stomaco di affaticarsi di meno, e può anche aiutare nelle diete perché tiene sotto controllo la glicemia, per cui smorza la voglia di dolci. Oltre a fare bene, però, è molto buono ed è l’ingrediente ideale di cocktail eccezionali: lo spritz col sidro, acqua frizzante, zenzero grattugiato e mela a dadini versione invernale: anche whiskey e angostura è da provare!!. Per farla breve, se non avete mai assaggiato il sidro è ora di farlo e attenzione, non si trova ovunque. In attesa che arrivi anche da noi la meraviglia fresca fresca appena sfoderata da Angry Orchad, un’azienda di New York che di sidro ne produce migliaia di litri. Ma mai questo, prima di ora. La bomba alcolica  che ha lanciato Angry Orchard si chiama Rose Hard Cider ed è in linea con l’inarrestabile culto del rosa che sta tingendo ogni cosa in varie sfumature di pink, dal cibo all’arredamento, e anche i dessert avete provato le pere rosa?. Ma il sidro rosé ancora non si era mai visto. Nessun colorante artificiale: per ottenerlo si usa una particolare qualità di mele dalla polpa rosata originarie della Francia e per esaltarne il profumo si aggiunge prima dell’imbottigliamento, appena una goccia di ibisco. Il risultato non è solo visivo: “il fermentato di questo tipo di mele rare ha un odore è un sapore più frizzante e fresco di quelle tradizionale mentre il sapore si avvicina di più a quello di un vino secco frizzante

Il Grand Café Bataclan ha riaperto al pubblico

Esattamente dopo 2 anni dagli attentati di Parigi, dove sono morte 130 persone. Era il 13 novembre 2015, e svariate persone, compresi dei giovani parigini, si stavano godendo la propria serata sulle terrazze del bar. Le temperature, nonostante il mese e la località, erano insolitamente miti. Nessuno avrebbe mai potuto prevedere il terrificante massacro che si sarebbe compiuto di lì a poco Nel mezzo della serata 89 persone furono uccise per mano di alcuni attentatori. il nuovo manager del Grand Café Bataclan, così ricorda il tragico evento: “Si sono fatti strada dall’entrata principale. Alcuni proiettili hanno attraversato il muro, colpendo uno dei baristi nella coscia.” I terroristi non erano entrati nel bar e Maallem, che ora gestisce il bar ci mostra il punto delle pareti da cui quei proiettili sono riusciti a passare. “Mi avevano chiesto se fossi interessato alla gestione… e ci ho dovuto pensare parecchio. Avevo paura,” spiega Maallem. “Così ho chiesto consigli in giro. A mia moglie, ai miei amici, alla mia famiglia… e tutti mi hanno incoraggiato. ‘Forza,’ mi dicevano ‘non c’è ragione per non farlo. La vita va avanti. Ora il Grand Café Bataclan presenta pavimenti piastrellati, un nuovo mezzanino, un tendone giallo acceso che prende il posto di quello nero di prima, e un po’ di dettagli d’ispirazione cinese che richiamano il passato dell’edificio. Ma c’è una differenza ancora più grande fra il Grand Café Bataclan passato e quello presente. Il primo, che era più una sorta di pub in cui bere birra più che un bar ristorante, serviva, secondo varie recensioni su TripAdvisor, cibo “orribile,” “deludente” e addirittura “da incubo.” Il secondo, invece, seguirà le linee guida dello Chef  Souton, la cui esperienza in hotel parla decisamente da sé. Tutto, nella sua cucina, sarà preparato a mano e con amore. Basta scorgere un po’ il menù per capirlo. Tutti i piatti sono “calorosi,” come dimostrato ad esempio dalle cocottine con patate e Camembert, dalle tartare di carne e anche dai dessert classici francesi come la torta al cioccolato senza farina e il crème caramel. E in effetti il nuovo bar è di proposito economico proprio con l’intento di far sentire i clienti abituali a casa. A oggi la sparatoria al Bataclan è uno di quegli eventi che resta nella memoria collettiva della città e dei suoi abitanti, nonostante il restauro effettuato.

L’ube

Si possono preparare cucinandole come le patate normali, fritte, lessate o in purea. La pianta di questa patata richiede un terreno leggero e profondo, senza umidità in eccesso. Ogni anno occorre modificare lo spazio rigenerando il terreno, è una varietà primordiale, semi selvatica, le sue qualità sono nella resistenza alle malattie e alla siccità. Si raccolgono a fine estate e sono difficili da trovare: non vengono coltivate in larga misura e sono ancora vive grazie alla produzione in orti familiari o di piccoli produttori. La buccia è piuttosto spessa, mentre la particolarità è data dal colore della polpa interna, di colore viola, profumata quasi di nocciola, molto appiccicosa e dal sapore vicino a quello della castagna. L’ube è utilizzato tradizionalmente per la preparazione di pietanze dolci a cui conferisce il caratteristico e sorprendente colore viola.Le preparazioni comuni sono  la marmellata, chiamata halaya ube oppure il dessert conosciuto come halo halo e che è il più diffuso in assoluto nella gastronomia filippina. La marmellata di ube dal tipico colore viola che da qualche anno sta impazzando nella cucina occidentale e in maniera particolare negli Stati Uniti, è abbastanza difficile da reperire in Italia. Queste patate sono ricche di antiossidanti, sostanze nutritive che proteggono l’organismo e aiutano a ridurre l’invecchiamento. I mirtilli sono da tempo riconosciuti come una grande fonte di antiossidanti, ma la polpa delle patate vitelotte ne è una fonte ancora più rilevante grazie alle antocianine, pigmenti che si trovano nei vegetali e agiscono come difensori nella prevenzione del cancro e dell’invecchiamento.

La fonduta di cioccolata

La fonduta di cioccolato è un dessert molto scenografico e davvero irresistibile. Per farla gli ingredienti, il tempo e gli strumenti necessari sono pochi: cosa stiamo aspettando?? Possiamo scegliere di fare una fonduta al cioccolato nero fondente o al latte oppure al cioccolato bianco e possiamo scegliere se e come aromatizzarla. E’ molto importante scegliere sempre un cioccolato con alta percentuale di cacao, per ottenere una fonduta vellutata e senza grumi. Acquistate 250 g di cioccolato fondente, al latte oppure bianco 100 ml di panna fresca frutta fresca a pezzi Rompete in piccoli pezzi il cioccolato e ponetelo insieme alla panna liquida  oppure al succo di arancia in una ciotola e fate sciogliere lentamente e a bagnomaria, mescolando spesso. Quando sarà totalmente sciolto e amalgamato, aggiungete due cucchiai di acqua freddissima e incorporate delicatamente: renderà più lucida la fonduta. Servite la fonduta calda nell’apposito contenitore unita da frutta fresca a pezzi da infilzare a spiedini di legno. Buon appetito!!

 

 

E’ tutta Italiana la birra spalmabile

E’ tutta italiana ed è stata presentata al Salone del Gusto: parliamo della birra spalmabile, ottima da abbinare ad antipasti, formaggi, pane e crostini! Da un’idea del Maestro cioccolatiere Pietro Napoleone dell’omonima Cioccolateria di Rieti, nasce un prodotto dall’aroma intenso e dal gusto corposo. Prodotta con birra artigianale bionda. Si presenta come una crema dal gusto morbido e floreale. La birra spalmabile è una sorta di gelatina aromatizzata, adoperabile in due gusti diversi: uno delicato ed uno più intenso e corposo. La birra spalmabile bionda, chiamata Golden Ale Spreadable Beer, è quella dal sapore più morbido, adatta a piatti delicati come insalate, formaggi poco salati, crostacei e dessert alla frutta. La birra spalmabile scura, chiamata Dark Ale Spreadable Beer è ,invece, più forte e decisa, adatta a pietanze come carni rosse, salumi, formaggi stagionati e dolci al cioccolato. Questa particolare birra ha avuto un grande successo in Europa, con numerose richieste da diversi paesi. Per quanto riguarda le ricette cui possiamo dar vita con la birra spalmabile, l’unico limite è la nostra fantasia.

 

Mangia e bevi

Succhi di frutti, ortaggi, yogurt, latte di cocco, gelati. Ma anche cereali, gamberi arrostiti e crumble: tutta la freschezza dell’estate … al bicchiere! Da mangiare per pranzo o dessert, mix di yogurt e gelato al pistacchio rinforzato dai cereali rendono questo bicchiere un piccolo pasto completo,  frullato di papaia, cocco e maracujà con ribes, un’idea alternativa per una colazione originale il gelato e more con frullato di pesche, proposte originali per un pranzo in terrazza o per uno stuzzicante aperitivo per questi bicchierini salati, dall’estratto di peperone e mango con pomodori e gamberi, il bicchiere di pomodoro e mozzarella al basilico con frisella e poi ancora succo di mirtilli, panna e crumble di masi, estratto di uva con melone e crème de cassis e da portare al mare in spiaggia un frullato al betacarotene di melone e albicocche. Per la ricetta dell’estratto di peperone e mango con pomodori e gamberi, mettete nell’estrattore prima il mango, poi il peperone in modo da estrarre i succhi separatamente. Sgusciate le code di gambero; saltatele per mezzo minuto in padella con un filo di olio, poi spegnete e tagliatele a pezzetti. Tagliate a pezzetti anche i pomodori. Componete i bicchieri mettendo sul fondo i gamberi e i pomodori e colmandoli poi con i due estratti. Guarnite con un po’ di erba cipollina tritata e con qualche filo intero

Zuccheri sono davvero dei nemici

Quelli che nella terminologia popolare sono chiamati zuccheri fanno parte della categoria dei carboidrati o glucidi che forniscono al nostro organismo energia immediata, pare che oggi lo zucchero stia diventato uno dei nostri peggiori nemici. È troppo presente nella nostra dieta sotto la forma di un eccesso di carboidrati,. Tanto presente da essere diventato un pericolo per la nostra salute. La nostra salute è molto taoista. Si basa infatti sulla via di mezzo, non ama gli eccessi Protagonista assoluto delle nostre tavole, finisce spesso sul banco d’accusa come causa principale di diabete, carie, obesità, carburante principale dell’organismo, alimento dalla storia complessa e curiosa, tra i pilastri dell’economia mondiale, e arma a doppio taglio per la nostra salute. Se ne trova in abbondanza nel pancarré, nel ketchup e nelle salse in generale, nei sughi pronti e in tutti i prodotti da colazione (yogurt, succhi di frutta, cereali), che somigliano sempre di più a dessert veri e propri. Negli Stati Uniti, tre quarti di cibi e bevande confezionate contengono zuccheri o dolcificanti, che aggiungono sapore a prodotti poveri di grassi, ne modificano la consistenza e migliorano la conservazione.Ci sono almeno due modi per tagliare senza troppa fatica le dosi giornaliere di zucchero assunto: il primo è smettere di zuccherare e caffè e di consumare bevande dolcificate. Il secondo, è fare in modo che la propria colazione non sia a base di dessert: scegliere cereali e succhi di frutta non zuccherati, evitare di acquistare yogurt più simili a creme, consumare torte, biscotti e brioches con moderazione

Insalate o torte?

Diciamo la verità: le insalate fanno bene alla salute, ma non sono il piatto più invitante ed appetitoso al mondo. Per questo il “food stylist” giapponese Mitsuki Moriyasu ha avuto un’idea curiosa, dare alle insalate la forma di torte e pasticcini Inizialmente, la cosa era solo un esperimento che era stato inserito nel menu di un ristorantino di Nagoya, ma i piatti hanno avuto un successo tale che è nato un nuovo locale chiamato “Vegedeco Cafe” specializzato nelle insolite insalate. I piatti sono realizzati da colorati strati di vegetali, spesso inseriti tra due fette di pane alla soia e ricoperti poi da formaggi cremosi, decorati ulteriormente con altre verdure. Il risultato estetico è quello di una torta che estremamente invitante, ma in realtà il contenuto è privo di zuccheri, e ricco di fibre e vitamine. Gli ingredienti delle “torte” cambiano comunque stagionalmente, in modo da usare sempre verdura di stagione, più sana e gustosa. Il successo del locale sembra notevole, anche se ovviamente il punto forte rimane la produzione artigianale degli insoliti piatti, e quindi  è probabile che Vegedeco apra a breve altre “filiali” nel paese.4bb0899f8e40a1fae729f4ba2dc841e3

 

Formaggi…speciali

Nascono da una piccola mosca, la Piophila casei, o mosca del formaggio, sparsa ovunque nel periodo estivo. La mosca depone le sue uova nei formaggi grassi a pasta molle. Se questi sono in uno stato di invecchiamento troppo avanzato, rappresentano l’ambiente ideale, ricco di sostanze nutritive, per lo sviluppo delle larve, che hanno la forma di piccoli vermi biancastri. Esposti alla luce, i vermi si spostano a piccoli salti. Questo tipo di formaggio viene prodotto artigianalmente in alcune località delle Alpi e in Sardegna, solo per appassionati: la legge, infatti, vieta la vendita di formaggi contenenti parassiti. Lo sviluppo delle larve può avvenire accidentalmente, ma può anche essere indotto con vari sistemi come, per esempio, l’iniezione di latte nelle forme, che poi vengono scaldate.

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