Solo dopo aver portato in tavola il vino ti rendi conto di non avere un cavatappi? Niente panico: per aprire la bottiglia ci sono diverse soluzioni. Scopriamole insieme! Il vino è in tavola. È una bottiglia alla quale tieni particolarmente, racconti ai commensali perché ti piace così tanto e perché vuoi condividerla con loro. Dopo aver descritto profumi, sapore, note e corpo di questa delizia, arriva il momento di stappare la bottiglia. E non c’è modo di trovare un cavatappi in tutta la casa, ecco allora come fare! Pinza e vite: Infila la vite nel sughero, falla ruotare tre o quattro volte affinché penetri nel tappo. Ora afferra con le pinze la testa della vite e inizia a tirare, tenendo saldamente la bottiglia in mano. Stappare il vino con una chiave Questa richiede un minimo di attenzione in più: infila la chiave nel sughero con un’inclinazione di 45 Una volta fissata la chiave nel sughero, tienila ferma e fai ruotare la bottiglia su se stessa, facendola al contempo scendere verso il basso. Quando il tappo sarà fuoriuscito dalla bottiglia per qualche centimetro, sfilalo con le dita. Usa un coltello Stappare il vino con un coltello Il livello di difficoltà cresce: La lama dev’essere abbastanza lunga e stretta. Infila il coltello nel sughero, fino a far uscire la lama dalla parte interna del tappo. Tenendo fermo il coltello, inizia a ruotare la bottiglia. Dovresti riuscire a estrarre il tappo in poco tempo! Stappare il vino con martello e chiodi Per questo sistema occorre un martello da carpentiere: l’estremità biforcuta è indispensabile per stappare la bottiglia! Prendi 3 chiodi e inserisci nel sughero picchiettando con il martello. Le teste dei chiodi dovranno essere perfettamente allineate. Una volta fissati, inserisci le teste dei chiodi tra le due estremità curve del martello, poi inclinalo come se dovessi sfilarli da una parete. Muovi il martello fino a che il tappo non sarà sollevato, poi sfilalo con le mani. Usa una scarpa Stappare una bottiglia con una scarpa No, non per distruggere la bottiglia in un impeto di rabbia! Questo metodo è molto semplice, ma ha il difetto di essere un po’ rumoroso. Ecco come devi procedere: sfila una scarpa e appoggia al suo interno il vino da stappare. La base della bottiglia deve poggiare in corrispondenza del tacco. Ora, tenendo ben salda la bottiglia, sbatti il tacco contro il muro. 5 o 6 colpi dovrebbero far uscire il tappo di qualche centimetro: sfilalo infine con le mani. Metodo certo: la scarpa farà da cuscinetto, ammortizzando i colpi inferti alla bottiglia ed evitandone la rottura. Se nessuno dei metodi precedentemente illustrati ha portato frutti, non ti resta che prendere un cacciavite e utilizzarlo per spingere il tappo all’interno della bottiglia. Anche questo è un sistema che non ci piace: vino e sughero dovrebbero vivere separati, e far precipitare il tappo nella bottiglia non è esattamente il metodo migliore per godersi un bicchiere di Chianti.
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Novità tecnologiche
La scienza e la ricerca galoppano e non si può negare che il progresso facilita la vita in assoluto e stimola la mente umana a nuove idee che producono invenzioni inimmaginabili, internet vola Eccone alcune: SPACE CASE 1, irrinunciabile per chi ama viaggiare . È un trolley su 4 ruote in policarbonato, realizzato in due misure e 8 colori: apparentemente sembra una borsa normalissima, in realtà contiene in sé una quantità di funzioni davvero utili e, soprattutto, non la perderete mai di vista! Intanto ha un sistema di sicurezza a impronta che riconosce solo la vostra o che si sblocca attraverso una app del vostro cellulare. Poi, ha due porte usb esterne dove si possono ricaricare cellulare e pc, è dotata di sistema bluetooth e speaker, ma soprattutto di un sensore anti ladri collegato al vostro cellulare che vi avvisa attraverso un suono se la valigia viene spostata senza autorizzazione. Davvero straordinario! Dedicata ai pigri: è una ruota che si può montare su qualunque bicicletta trasformandola in modello a pedalata assistita, integra un motore elettrico, una batteria al litio e un app che funziona via bluetooth: la ricarichiamo pedalando. Veramente pazzesco! PHREE. È una penna digitale che scrive su qualunque superficie e che, attraverso il bluetooth trasmette appunti o disegni al vostro computer o al cellulare, facendoli comparire sui loro schermi. Ma permette di rispondere anche alle chiamate e ai messaggi di testo. HENDO. Sembra una vera magia questo meccanismo che fa lievitare dal suolo di circa 10-20 centimetri qualunque oggetto a cui è applicato. Il suo uso più eclatante è l’applicazione a uno skateboard: quello volante del film “Back to the Future 2” è diventato una realtà. Sarà il regalo più desiderato da ogni ragazzino super-tech.
Microbi in agguato
Dopo spugne, lenzuola e asciugamani ecco a voi un altro ricettacolo di germi: lo strofinaccio, quello che usate per asciugare piatti e bicchieri. La spugna da cucina non è lo strumento più igienico per lavare i piatti, questo lo sappiamo. In cucina, però, ci sono anche altri pericoli: uno studio recente condanna senza appello anche lo strofinaccio con cui asciughiamo le stoviglie. Secondo la ricerca può essere infatti responsabile della diffusione di germi, batteri e addirittura di intossicazioni alimentari. A sostenerlo sono i ricercatori dell’University of Mauritius La classica spugnetta non è l’ideale per lavare i piatti sporchi: l’analisi al microscopio ha rivelato che sulla sua superficie ci sono in media 10.000 batteri ogni 6 centimetri di tessuto. Va insomma cambiata molto spesso. L’analisi si basa su un esperimento durato un mese, fatto su 100 strofinacci. Il test ha rivelato che, dei 100, almeno 49 erano contaminati da una significativa crescita batterica e oltre un terzo era positivo ai batteri coliformi Mentre la proliferazione di colonie batteriche è tipica degli asciugamani umidi, i batteri coliformi e lo Staphylococcus aureus sono più frequenti tra gli strofinacci usati da famiglie numerose e dove si mangia carne.Nel complesso, il 37% degli strofinacci oggetto di test ha prodotto batteri coliformi, il 37% è risultato positivo a Enterococcus e il 14% a Staphylococcus aureus. Come evitare di entrare troppo in contatto con questo universo di microrganismi, alcuni dei quali possono provocare serie patologie? In mancanza della lavastoviglie, il consiglio più sensato è quello di lavare ogni giorno gli strofinacci oppure di usare salviette di carta monouso
Come pulire i vasi trasparenti
Non ci sono centrotavola più belli dei vasi trasparenti in vetro, con acqua fresca e fiori appena recisi. Specialmente in estate, rendono la casa più colorata, allegra ed accogliente. Dopo pochi giorni, tuttavia, quegli adorabili fiori renderanno il nostro vaso sicuramente meno attraente. In alcuni casi si formerà uno sgradevole anello di sporcizia in corrispondenza dell’acqua. In altri, il vetro si appannerà, a causa dall’accumulo dei depositi minerali prodotti dalla pianta. Vediamo come risolvere questi problemi. I vasi trasparenti in vetro necessitano di qualche accortezza per mantenere la loro brillantezza. Innanzi tutto, consigliamo di cambiare l’acqua dei fiori almeno una volta al giorno. Detto questo, il processo sarà più lento, ma il vaso tenderà comunque, inevitabilmente, a sporcarsi. Ecco allora qualche suggerimento su come pulirli. Il metodo più semplice è senz’altro l’immersione in acqua tiepida e sapone. Lasciamo in ammollo qualche secondo e aiutiamoci con una spugna o uno scovolino a setole morbide per pulire bene all’interno. Ovviamente l’uso dello strumento di pulizia dipenderà dalla forma del vaso. Se i depositi di sporcizia fossero particolarmente ostinati, anziché semplice acqua e sapone si possono utilizzare altre soluzioni. Esistono in commercio, ad esempio, delle pasticche effervescenti specifiche. Basterà riempire il vaso oltre il segno dell’acqua con acqua tiepida pulita e una o due pasticche. Lasciare agire per sciogliere i depositi di sporcizia. Un’altra soluzione molto efficace fai-da-te è il bicarbonato di sodio e l’aceto. Anche questo mix produrrà una leggera effervescenza utile allo scopo. Quando la sporcizia si è talmente solidificata da non riuscire ad essere rimossa con questi metodi, ci sono altri trucchetti. Possiamo creare una pasta di sale ed aceto da applicare sull’accumulo di sporco. Lasciare agire per una ventina di minuti e poi strofinare finché il deposito non viene via. Molto efficace è, infine, il mix riso, acqua saponata e aceto. Riempiamo il vaso con acqua calda, due cucchiai di riso e due di aceto. Agitiamo un po’ e lasciamo agire l’intera notte per poi risciacquare e procedere alla pulizia. Una volta pulito bene l’interno, dobbiamo però pensare anche all’esterno. Possiamo utilizzare un semplice spray per pulire i vetri oppure prodotti naturali come aceto e limone. In ogni caso, suggeriamo di usare la carta di giornale per pulire l’esterno, al posto dei classici panni
Un esercito di pulcini nasce in discarica
Un’orda gialla, pigolante e del tutto innocua ha invaso a piccoli saltelli le strade di Marneuli, in Georgia, nazione situata sulla linea di confine tra Europa e Asia. Le immagini del video, girato da un cittadino del luogo, Sahid Bayramov, mostrano l’”invasione”degli animaletti in una discarica: fra i pigolii e le espressioni di assoluto stupore dei presenti, L’ipotesi più probabile, è che le decine di centinaia di uova siano state gettate in discarica dai dipendenti di un’azienda di pollame che, considerandole per qualche motivo non adatte alla “lavorazione”, le hanno smaltite Le uova trovando le condizioni di calore adatte si sono schiuse ed ecco quindi che il piccolo esercito di pulcini, ormai salvi, si è riversato tutto insieme prima sul terreno non battuto della discarica e poi, a quanto riportano le cronache, fino alle porte della città. Sempre stando ai racconti che arrivano dalla Georgia, pare che il sindaco abbia assicurato che gli animali sono stati tutti adottati dai cittadini come animali domestici. Un po’ difficile da credere, questa sembra più la soluzione più “fiabesca” ad una storia Resta il fatto che le immagini mostrano davvero quello che significa “un uovo” e rende evidente il collegamento fra l’alimento e la vita intrinseca che contiene. Queste vite tenaci corrono, camminano fra i piedi di chi non può arginarli mostrando una sorta di resilienza involontaria ma paurosamente simbolica. Questo piccolo esercito piumato potrebbe essere più “utile” di quanto non si creda.
Perché ci si sveglia da un sogno proprio sul più bello?
Quante volte vi sarà capitato di aprire gli occhi nel momento clou restando, come si suol dire, a bocca asciutta? Se ciò, infatti, procura sicuramente sollievo nel caso di un incubo, quando il sogno è particolarmente gratificante o divertente il risveglio può risultare amaro e frustrante, al punto da ingrigire l’umore per tutta la giornata. Tutto questo non è frutto del caso, ma trova risposta nel meccanismo del ciclo fantastico. I sogni di cui parliamo sono i cosiddetti sogni lucidi, studiati dall’oniromantica. Secondo Freud nei ‘lucid dreams’ è come se il sognatore fosse il custode del suo sogno, in grado di ‘pilotarlo’ a proprio piacimento, consapevole di stare sognando e potendo, quindi, esercitare un potere di condizionamento sugli altri ‘attori’ del sogno e, di conseguenza, sulla sua evoluzione. Alcuni tipi di sogni lucidi sono indotti da particolari tecniche, fra cui la stimolazione elettrica sul cuoio capelluto. Resta da capire per quale motivo ci sembra di svegliarci proprio al culmine di un bel sogno, magari mentre sta a un centimetro dalla nostra bocca il ragazzo che di giorno manco ci fila o si è alle prese con un colloquio importante che procede a gonfie vele. Innanzitutto, c’è una ragione, trattandosi di sonno presuppone comunque il risveglio; in secondo luogo, come osserva Calvin, il ciclo fantastico si sviluppa attraverso l’alternanza di fasi rem. E’ durante la fase Rem che, generalmente, si sogna di più anche se si è scoperto recentemente che è possibile sognare anche nella fase Nrem, caratterizzata da un maggiore rilassamento del corpo. Di solito, l’ultima fase Rem, quella più lunga poco prima del risveglio, contiene il sogno che ricordiamo appena svegli, quello più vivido, che mischia i confini fra vero e sognato, lo stesso Schopenhauer ha detto che la vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro.
La zucca gialla
Buona, dolcissima e amica della dieta: è possibile? Certo che sì: la zucca è uno degli ortaggi più amati e preziosi per il nostro organismo, anche se siamo a dieta o soffriamo di diabete. Vediamo quali sono le caratteristiche della zucca! Della zucca non si butta nulla, nemmeno i semi che, seccheremo oppure li arrostiamo in forno con una leggera salatura, e possono essere consumati come snack o per accompagnare un aperitivo.Dai semi di zucca si ricava un olio ricco di acido oleico e linoleico: secondo recenti studi, l’olio di zucca sarebbe un utile alleato anche in concomitanza con l’insorgere della menopausa e dei suoi caratteristici sintomi. L’assunzione di olio di zucca aiuterebbe ad abbassare il colesterolo e diminuire la pressione arteriosa, oltre a ridurre le vampate di calore, i mal di testa e i dolori articolari. La polpa della zucca si presta in modo eccellente a tantissimi impieghi e preparazioni: può essere cotta a vapore, bollita, arrostita in forno oppure cucinata in umido. E’ buonissima tagliata a tocchetti come le patate, lasciando anche la buccia, disposta in una pirofila e condita con olio, sale e pepe e cotta nel forno. Può essere usata in ricette salate, come sughi per risotto, ripieni, contorni, oppure in ricette dolci, per preparare torte oppure biscotti. La zucca è una miniera di caroteni e pro-vitamina A; è inoltre ricca di minerali e ha pochissime calorie
Comprare la terra su Marte
La bontà delle coltivazioni dipende anche dal tipo di suolo sulla quale sono lavorate. Quello della Terra lo conosciamo abbastanza bene, ma quello di Marte? Pensate se invece quando decidete di piantare nuovi fiori o piante , anziché andare a comprare del banale terriccio al supermercato proveniente dal nostro pianeta, potreste farvi arrivare direttamente a casa quello di Marte. Non stiamo scherzando, è la pura e semplice verità. In Florida un gruppo di astrofisici ha cercato un modo per riprodurre il terriccio presente su Marte. Dato che forse un domani dovremmo spostarci a vivere sul pianeta, infatti, è meglio iniziare a scoprire da subito che cosa si può coltivare o no. Per adesso la terra prodotta è usata a fini scientifici, ma è anche venduta sul sito dell’università. Purtroppo, a meno che non si sia un’azienda o un gruppo di ricercatori che ha fini di studio seri, non si può comprare la terra di Marte per piantarci una pianta d’aloe. Come hanno fatto gli scienziati statunitensi a riprodurre il terreno di Marte? Semplicemente creando una formula chimica come quella di Rocknest, ossia una zona sabbiosa di Marte.Nonostante quello che si possa pensare, il terreno in vendita che riproduce quello di Marte è davvero economico dato che costa solo venti dollari al chilo escluse le spese di spedizione. Nonostante la formula per il suolo sia stata scoperta, i laboratori di tutto il mondo hanno scoperto che è più semplice farsi mandare questi campioni direttamente nella loro sede, piuttosto che ricrearli loro stessi. Non sappiamo se qualche bontempone stia provando ad avere un po’ di terreno per fare qualche esperimento casareccio, ma tentar non nuoce: e chissà che tra un po’ questo non diventi accessibile anche ai comuni mortali che vogliono un po’ di terra di Marte sul loro terrazzo. Marte è uno dei pianeti più studiati dagli scienziati. Quello che rimane un gran mistero è se ci sia o ci sia mai stata vita sul pianeta. Per adesso si continuano a mandare sonde, ma chissà se un domani anche l’uomo potrà davvero mettervi piede.
Curiosità sul nostro cervello
Il cervello può fare molte più cose di ciò che pensi e che quotidianamente fai. Sembra la classica trama da film di fantascienza ma è proprio così. Ma ti sei bevuto il cervello? No, quella è una delle cose che non è possibile fare. Ecco, quindi, alcune curiosità sul nostro cervello: Sognare è un’attività del tutto inconscia. E se siete convinti, di non sognare vi sbagliate. Il nostro cervello “produce” 4-7 sogni per notte.Belle trame cariche di fantasia e vissuto delle quali ricordiamo, a volte, solo il 50%. Il restante svanisce nei primi minuti di dormi-veglia, e al suono della sveglia spesso svaniscono. La risata Ridere, come moltissime altre cose, è un movimento assolutamente involontario. Il nostro cervello invia gli impulsi ai nostri muscoli che si muovono di conseguenza. In realtà il cervello coinvolge 5 aree diverse per ridere a una battuta. Consumo Ma vi siete mai chiesti come ci si addormenta sul divano alla tv e come ci accendiamo e rimaniamo svegli ? Ho bisogno di ricaricare le batterie! Già, quanto consuma il nostro cervello? Vi stupirete di sapere che quello che risiede nella nostra calotta cranica per chi più, per chi meno consuma 23W, sufficienti per tenere accesa una lampadina. Rispetto al resto del corpo, succhia tra il 15 e il 25% delle energie. Mal di testa mi fa talmente male la testa che mi scoppia il cervello! Siate felici! Il cervello non può sentire dolore. Sono le terminazioni nervose, site nel nostro corpo, a farci provare quella sensazione. Così si spiega come in alcuni casi, le operazioni al cervello vengono effettuate con il paziente sveglio. Capacità Avete mai l’impressione di aver letto così tanto o per lavoro o per piacere, da non avere più spazio in memoria? Tranquilli, il nostro cervello ha una capacità infinita. Un cloud infinito che non dobbiamo avere paura di appesantire. Anzi, oggigiorno ci sono parecchi spazi disponibili, come se avesse tanti cassetti da riempire. Queste sono alcune curiosità sul nostro cervello, il suo vero potenziale risulta ancora oggi un mistero, tanto che la medicina sta muovendo da poco i primi passi nello studio della centralina che governa ogni nostra azione, ogni nostro pensiero.
La “lollipop diet”
Cosa non si farebbe per perdere peso?Anche noi comuni mortali figuriamoci le star del mondo dello spettacolo, le quali avrebbero trovato un modo “dolce” per togliere qualche chilo di troppo, si tratterebbe di un lecca lecca… Prima che andiate a svaligiare un negozio di caramelle però, sappiate che si tratterebbe di lecca lecca particolari, prodotti dall’azienda canadese Power Pops e in grado di diminuire il senso di fame e di dare maggiore energia al corpo, grazie a degli ingredienti segreti, tra cui lo hoodia un estratto di una pianta del Sudafrica usata per sopravvivere nel deserto, il Citrimax tolto da un frutto tropicale della giungla asiatica, la garcinia cambogia e il guaranà che contengono caffeina. Ogni lecca lecca conta solo dieci calorie e perché facciano effetto basta mangiare uno prima dei tre pasti principali. , bisogna magiarne tre al giorno, uno prima di ogni pasto, per far sì che la dieta abbia effetto. Ovviamente la moda è stata istantaneamente criticata dai nutrizionisti secondo cui non ci sarebbe nemmeno la certezza scientifica che il metodo funzioni, ma le star, si sa, le provano proprio tutte pur di restare in forma.