Qual’è il fiore più profumato

È difficile stabilire con certezza quale sia il fiore più profumato in assoluto. Ciò nonostante, a seconda della specie, si può stilare una piccola classifica. Tra le piante rampicati il gelsomino ha, sicuramente, la fragranza più intensa. Fa parte della famiglia delle Oleaceae e i suoi fiori sono piccoli e bianchi. Si tratta di una pianta sempreverde che fiorisce in primavera. Il calicanto il cui nome deriva dal greco e significa fiore d’inverno, appartenente alla famiglia degli arbusti, è una pianta proveniente dall’estremo oriente che fiorisce in inverno. I suoi fiori sono gialli ed emanano un particolare e intenso profumo. Tra i bulbi più profumati troviamo, invece, il mughetto, la fresia e il giacinto.

L’innamoramento provoca inappetenza

Quando ci innamoriamo il nostro cervello aumenta la produzione di dopamina, noradrenalina e feniletilamina neurotrasmettitori che invadono il corpo e scatenano reazione fisiologiche, quali il battito cardiaco accelerato, l’aumento di sudorazione, l’euforia, l’eccitazione, l’insonnia e anche… il minore appetito. È proprio la PEA, sostanza chimica con una struttura simile a quella delle anfetamine, che ci riempie di entusiasmo amoroso ma chiude lo stomaco. Non si sa precisamente come questo neurotrasmettitore agisca sull’inibizione della fame, ma la sua “esplosione” nel nostro organismo durante la nascita dell’amore ci regala moltissima energia ed eccitazione emotiva. Nella fase iniziale della passione, quando si desidera ardentemente l’altra persona, senza però che si sia ancora instaurata una relazione a due, l’organismo è inondato dagli ormoni dello stress. È il classico “sfarfallìo” del cuore, che chiunque ha sperimentato di fronte all’uomo o alla donna per cui ci si è presi una cotta, spesso accompagnato da vampate di calore, viso che arrossisce, mani che sudano. Reazioni improvvise, incontrollabili, spesso persino inaspettate, legate a momenti intensi vissuti insieme alla dolce metà.Se poi Cupido mette bene a segno le sue frecce, i tremiti lasciano il posto all’euforia: l’amore, ricambiato, è travolgente, folle, smodato. Energia allo stato puro che spazza via il sonno, la fatica e, appunto, la fame. Perché, in un certo senso, è come se ci nutrissimo solo d‘amore. E anche Dante, pur non conoscendo la “chimica dell’amore”, è risaputo che soffrì di inappetenza, quando si innamorò di Beatrice.

Il ristorante nella cascata

Vicino alla città di San Pablo, nelle Filippine, si trova un originale ristorante ricavato all’interno di una cascata. Il Waterfall Restaurant fa parte di un resort costruito nel 1981 dove prima si trovava una vasta piantagione di cocco. Gli ospiti possono tuffarsi nell’acqua tra una portata e l’altra. L’acqua scappata da una vicina diga, scende dalla cascata Labasin  in parte naturale e in parte ricreata ad hoc per gli ospiti, scorre anche sotto i vostri piedi mentre state seduti a tavola. Il che non è da disdegnare dato che l’acqua rinfresca dalla calura del posto.

Opere d’arte incredibili

Andres Amador è un artista contemporaneo che utilizza la sabbia sulla spiaggia per creare le sue incredibili opere d’arte. È uno degli artisti moderni che esplora tanti modi insoliti per raccontare se stessi e la propria unicità. Invece di tele e pennelli, Andreas Amador usa la sabbia della sua città natale, San Francisco, e crea i suoi “quadri larghi”. questo artista ha scelto di combattere assiduamente contro le maree, sapendo di perdere in partenza. Ma quello che riesce a realizzare, per quanto temporaneo, è un vero capolavoro, come tela per i suoi quadri in grande scala ha scelto la sabbia di affascinanti spiagge che ricerca scrupolosamente. Attrezzato solo delle sue mani e di un rastrello, passa ore e ore a disegnare forme geometriche, mosaici e simboli che dopo poco verranno per sempre cancellati dalle onde del mare. Ogni creazione di Andres richiede un’attenta scelta di tempi e luoghi, in quanto per realizzare le sue opere necessita di intere porzioni di costa che restino libere dalle acque il tempo necessario per concedergli di tracciare ogni singola forma che con le altre andrà a comporre il gigantesco quadro. Per questo motivo, una volta individuato il luogo, l’artista aspetta pazientemente una notte di luna piena per iniziare il suo lavoro, quando la bassa marea lascia aperti ampi tratti di spiaggia deserta.

Il tempo che passa…

Passare 1 minuto facendo un caffè è poco. Ma moltiplicatelo per tutti i caffè di una vita e l’attesa diventa di 35 giorni. E pensate a quello che si impiega per… Quantificare il tempo che si impiega in 70 anni di vita per svolgere questa o quella attività è un’operazione solo teorica, che dà risultati molto approssimativi. Ognuno spende il suo tempo in modo diverso, esattamente come la sua vita è diversa da quella di qualunque altro. Anzi, in questo senso il tempo e la vita sono proprio la stessa cosa. Tuttavia, avere un’idea di quanto tempo spendiamo nelle nostre azioni quotidiane aiuta a diventare più coscienti di quanto tempo ci sfugge in attività a volte indispensabili, ma altre decisamente marginali.Nel mondo di oggi gestire il tempo non è un atto semplice: si lavora di più e più a lungo; si passano ore nel traffico tra casa e lavoro come per fare la spesa nei grandi centri commerciali; ci fanno perdere tempo i call center come i servizi “fai-da-te” dal montare i mobili al lavaggio dell’auto. Di alcune attività non possiamo fare a meno, ma riguardo ad altre possiamo stabilire delle priorità e organizzarci di conseguenza. Eccone alcuni bizzarri esempi resi noti su un campione di persone:  fare benzina tempo necessario: 10 minuti una volta alla settimana per tutta la vita, sono 25 giorni, lavarsi i denti tempo utile : 2 minuti tre volta al giorno per tutta la vita… 106 giorni fare il caffè tempo necessario: 1 minuto 2 volte al giorno per tutta la vita… 35 giorni, riempire bicchiere. tempo: 4 secondi 8 volte al giorno per tutta la vita… 9 giorni

La tristezza un malanno passeggiero

La tristezza, come un malanno passeggero, va curata. Ma non sopprimendone i sintomi. Va accolta, accettata, persino assaporata.  A ogni momento di gioia segue, come un’onda, uno d’ombra. Non è necessario obbligarsi a ridere o a stare in compagnia, ma può essere utile far caso a qualche dettaglio e soffermarsi, per apprezzarlo maggiormente, per far sprigionare le sue virtù curative. Pensa alle cose a forma di cuore Il processo di unione tra simboli grafici e concetti astratti attiva, nel nostro cervello, la corteccia prefrontale. È l’area deputata ai all’apprendimento, ai processi decisionali, alla moderazione, all’orchestrazione di pensieri. Ebbene, è anche quella che, in caso di depressione, declina maggiormente, che tende a spegnersi. Forse è per questo che riaccenderla con una serie di piacevoli associazioni unite all’idea di un sentimento scoprendo la forma del cuore nei sassi, nei germogli, nei fili d’erba nella sabbia, procura un delizioso e sottile sollievo, che ci fa sorridere dentro. ll fuoco: sembra un essere vivente. Lo si può osservare, è affascinante. Parla, strepita, tiene compagnia, riscalda e rassicura. Copre dolcemente i momenti di silenzio che potrebbero essere imbarazzanti. Dipinge l’intera stanza, ed è una componente primitiva dell’incontro, della convivialità. In ogni dipinto ideale c’è sempre un fuoco che campeggia sullo sfondo, insieme a tappeti, cuscini e un calice di vino. Il Cioccolato: è tutto bontà, qui  lo schiocco di quando si rompe la tavoletta, la dolcezza che si scioglie tra le dita o a bagnomaria per mezz’ora per fare la cioccolata. Mezz’ora per pregustare un piacere che ormai tutti attribuiscono al cacao una miriade di effetti benefici. Quando ti senti triste senza motivo pensa…e tutto tornerà più sereno

Invenzioni geniali e assurde

La vita, di un lavoratore, di un padre o di una madre di famiglia non è sempre semplice; si hanno tante cose da fare e spesso poco tempo a disposizione per farle. Ma! C’è un ma; ecco qui un elenco di invenzioni geniali che vi cambieranno la vita migliorandola: Drone: questo piccolo robot è in grado di fare diverse cose ma la più sorprendente è la sua capacità di volare, durante i matrimoni e le feste spicca il volo e ci regala delle riprese mozzafiato e a breve farà anche consegne a domicilio. Tappeto sveglia: il momento forse più scioccante di ognuno di noi è la sveglia al mattino !  Ma basta con quella musichetta irritante a intermittenza che tenta di svegliarci; il tappeto sveglia inizierà a suonare ma smetterà appena gli poggiamo sopra i piedi. Ombrello avvolgente: quando piove il solo ombrello non ce la fa a proteggerci dalla pioggia, ma soprattutto dalle macchine che sfrecciano in prossimità di pozzanghere e di pedoni. Con l’ombrello avvolgente saremo ricoperti fino ai piedi da una plastica trasparente e niente riuscirà ad oltrepassarla. Tappi penne a forma di posate: unire l’utile al dilettevole!  Non dovrete più portare le posate per la vostra pausa pranzo, avrete bisogno solo delle vostre penne che si trasformeranno in vere e proprie posate. Comodino con vassoio: sarebbe bello svegliarsi e avere la colazione sul vassoio incorporato nel comodino, basta solo spingere il comodino e la colazione è servita. Panchine girevoli: sono un’invenzione geniale per chi vuole sedersi su una panchina, ma la trova o sporca o bagnata, basta girarla e ci si può accomodare. Cucchiaino per prendere gli angoli della Nutella: questo è il top del top… Amanti della Nutella non dovrete più scegliere se sporcarvi le mani o lasciare la nutella nel barattolo, ora ci pensa  il cucchiaio a raccoglierla per noi.

Quante volte guardiamo il telefono

Hai mai provato a contare tutte le volte che prendi il telefono dalla tasca o dalla borsa e lo guardi? Ci ha pensato uno studio di Locket su 200.000 utenti, che ha rivelato che controlliamo lo smartphone 9 volte all’ora, soprattutto tra le 17.00 e le 20.00, mentre la fascia oraria in cui lo facciamo di meno è quella tra 3.00 e le 5.00 del mattino: per fortuna ogni tanto dormiamo! In più, il 91% di noi utenti tiene sempre il telefono a portata di mano e forse è proprio a causa di questo che, nel 2013, il 21% degli incidenti è stato causato dall’uso del cellulare alla guida… attenzione alla strada!

Energia elettrica dalle banane

In India le piantagioni di banane sono molto diffuse. Le banane sono un elemento fondamentale nella quotidianità indiana perché oltre ad essere un alimento, vengono utilizzate nei riti religiosi, le foglie vengono utilizzate nella costruzione di ceste e cestini, ed al posto dei piatti Tuttavia quando vengono smaltite, producono un’ alta quantità di rifiuti che devono essere gestiti. Da qui l’idea di Gopal Jee che potrebbe risolvere entrambi i problemi. Il diciasettenne indiano è partito analizzando le macchie sui vestiti lasciate da una sostanza presente nel gambo del banano, domandandosi come mai ne fosse così difficile la rimozione. Gopal Jee ha scoperto che tale sostanza conteneva un acido naturale reo del fenomeno. Ha così provato a inserire due elettrodi uno in rame e uno in zinco all’interno del gambo della pianta a una distanza di 20 cm l’uno dall’altro. Il risultato ha generato 3 volt di energia in grado di mantenere accesa una lampadina per 3 ore. Aggiungendo poi altri steli in sequenza, è stato in grado si allungare l’effetto. Questa straordinaria scoperta perché, con una cifra irrisoria 3 € per acquistare elettrodi e del filo elettrico si può superare il problema dell’assenza di luce e allo stesso tempo dello smaltimento delle piante di banane, aiutando anche alla diffusione della cultura tra i giovani. Per il Banana Biocell, Gopal Jee è stato insignito del premio Inspire Award dedicato a coloro che aiutano la ricerca scientifica in India.

Strategie di marketing…ne siamo coinvolti tutti

Quando entriamo in un supermercato, siamo quasi sempre accolti da frutta e verdura colorata e invitante, con tanto di cassette, bancarelle e perfino tendoni, se le dimensioni del negozio lo consentono.Benvenuti! Siamo così immersi in un’atmosfera piacevole, che rammenta un ambiente fresco e salutare, quasi come quello di un mercato di paese, con casse colme di frutta e verdura coloratissima . Si tratta di uno sotterfugio di marketing studiato dagli addetti ai lavori per facilitare la propensione all’acquisto dei consumatori. Dopo il reparto di ortofrutta, inizia il percorso con gli scaffali pieni di tutti gli altri prodotti alimentari, disposti secondo un ordine che segue, in parte, quello dei vari momenti della giornata: dalla colazione, ai pasti principali, fino ai vini e alle acque minerali e bibite varie. Lungo questo percorso, siamo un po’ tutti vittime incoscienti di alcuni trucchi di vendita. Per esempio, i prodotti più costosi tendono a stare bene in vista, a portata di mano e di carrello, mentre quelli più economici sono disposti negli scaffali più in basso oppure più in alto. Inoltre, i prodotti con la data di confezionamento più recente sono sempre quelli meno agevolmente accessibili, poiché sono messi in fondo allo scaffale che li contiene: davanti, bene in vista e a portata di mano, ci sono sempre quelli con la scadenza più corta. Infine, ci sono anche i cartelli con le offerte speciali, scritti a volte perfino a mano per dare l’idea di essere in un luogo affettuoso e familiare, e che spesso istigano ad acquistare prodotti di cui magari, in quell’occasione, avremmo fatto a meno.