Avere gli stessi gusti a tavola per una coppia crea affinità

Quanto conta il cibo nelle nostre vite? Sicuramente dopo aver passato un estate tra cene, aperitivi, e feste in molto, ma oltre al peso, il cibo è anche sinonimo di salute, gusti, abitudini, passione e perché no, per alcuni arte. Quindi è così assurdo pensare che il cibo influenzi anche l’affinità nella coppia? Se reagite così all’odore del vostro piatto preferito, certamente influenzerà anche la vostra relazione, guardate: Secondo una recente indagine condotta da Knorr, il 78% degli innamorati ha dichiarato di avere una relazione stabile e felice, basata anche sulla condivisione dei gusti a tavola. Inoltre a quanto pare se si ordinano le stesse cose al primo appuntamento, si ha più possibilità che ci sia un seguito, perché gusti affini creano più complicità e fiducia. Non sarebbe solo una questione di DNA, in cui chiaramente se a uno piace più il salato e all’altro il dolce, c’è poco da fare. Si tratterebbe anche di avere una relazione di valori, tradizioni e abitudini che saldano il rapporto. Per cui si capisce che un vegano e un carnivoro potrebbero avere valori molto diversi, che chi ama mangiare fuori si annoi alle cene sempre in casa, così come chi ama sperimentare non si divertirebbe con un tradizionalista consapevole. Dunque il momento dei pasti non è fine a se stesso, ma una scusa quotidiana per condividere molto altro, nonché può essere un preludio ad una serata sexy e intrigante. D’altronde siamo ciò che mangiamo, testualmente e spiritualmente

 

La coppia che dura

Cosa succede dopo la fine delle favole? Quando si chiede l’ultima pagina del libro o scorrono i titoli di coda del film? Cosa succede quando la coppia è nata, l’amore ha trionfato e le due parti della mela si sono unite? Può davvero essere per sempre? O almeno durare? Si diventa coppia dopo che il tempo ha diminuito la passione degli inizi. Quando si inizia a costruire una personale e speciale quotidianità, la stessa che poi potrebbe diventare stretta e faticosa. Si diventa coppia dopo molto più di 5, 9, 11 mesi. Quando ci si annoia insieme senza provare colpa, quando si può anche non fare l’amore, quando la macchia sulla camicia non diventa un incubo di impresentabilità, quando si fanno spallucce davanti a quel difetto, quando al mattino e senza trucco è possibile venir trovati attraenti, anzi, anche di più. La stabilità è spesso ritenuta la fine della passione, dell’amore. Eppure molte coppie riescono non solo a diventare stabili ma a restare unite e felici. A vivere con piacere il tempo che passa, gli anniversari che si seguono uno all’altro, il metter su un poco di pancetta e qualche capello bianco. Cosa rende una coppia duratura e serena, potremmo persino dire felice?  Quando il sogno, il progetto si è realizzato la casa, i bambini, il lavoro, andiamo in campagna, andiamo al mare, cosa rende una coppia capace di resistere?Sono chiaramente diversi gli aspetti che si incontrano nel valutare la salute di una coppia. La coppia è un gioco di equilibri, tra le storie passate, con le famiglie di origine, un gioco facile alla rottura molto spesso, che piccole cose rendono fragile esempio Natale dai miei o dai tuoi?. La misura del  potere delle parti deve essere tarata. Bisogna imparare a spartire in maniera equa il potere di ognuno, giocarlo anche in campi diversi chi in cucina, chi a letto, chi sul pratico, chi nella gestione delle emozioni imparando ogni tanto a scambiarsi i ruoli, anche solo per capire perchè li avevamo decisi. Dura la coppia che scopre che, in fondo, non esiste mai solo una verità, ma tutto è relativo tranne il fatto che il tiro alla fune non paga mai. Lì si perde entrambi.

 

Cambiare idea fa bene, a volte benissimo

Essere molto puntigliosi e non delle banderuole alla lunga paga…. Ma sarà poi così vero? In fondo anche la coerenza, se eccessiva, è un bel limite. In fondo molte cose succedono indipendentemente da noi e anche se vanno contro ciò che sentiamo o pensiamo, se riusciamo a vederle e inquadrarle in un’altra ottica, non sono poi così male. Basta avere il coraggio cambiare idea. Così facendo, si provano nuove esperienze che altrimenti ci neghiamo da soli Tanto per capirci, facciamo un esempio a chi non è capitato che all’inizio quello che poi sarà diventato vostro marito vi stava un po’ antipatico? O peggio avevate  un opinione negativa perché  troppo diverso da voi.  D’estate amavate  solo il mare. Lui, invece, non sognava che la montagna. Per non parlare dei viaggi: voi, ancora adesso, dopo 25 anni, avete sempre valigie e borse  pronte (idealmente); lui, invece, predilige i “suoi” posti, che sono sempre gli stessi due o tre da 25 anni…! Ma già allora magari vi aveva colpito per la sua allegria, la sua determinazione a stare con voi, anche se voi fuggivate… Alla fine ha vinto lui, vi ha conquistata la solidità dei suoi valori sui quali,  non bisogna cambiare idea! e la sua pazienza infinita. E sicuramente quante cose avrete scoperto e  apprezzato senza fare fatica: anzi, piacevano anche a voi, ma eravate convinte del contrario… Una su tutte: l’estate in montagna, andando per sentieri 15 chilometri al giorno ! O scorrazzando lungo i fiumi in bicicletta ! Con il passare degli anni i chilometri sono diminuiti e magari vi siete comprati la bicicletta a pedalata assistita… Ma sicuramente avrete  delle gambe: praticamente perfette voi che odiavate la bicicletta…cambiare idea a volte conviene….e fa bene

Chi ama soffre, chi non ama si ammala

La frase “Chi ama soffre, chi non ama si ammala” è una delle più popolari Freud. Fa parte de “L’introduzione al narcisismo” e spesso si vede condivisa nei principali social network. Molti pensano che abbia un senso romantico, ma la realtà è che si tratta del risultato di una teoria al rispetto.Fin dal primo momento in cui apriamo gli occhi al mondo, soffriamo di una mancanza: la mancanza dell’altro. Non esiste modo di sopravvivere o di crescere se non è presente qualcuno che lo renda possibile. Questo, in altre parole, significa che se non c’è almeno un po’ d’amore all’inizio della nostra vita, questa diventa difficile. Qualcuno deve occuparsi delle nostre necessità o, in caso contrario, moriremo. L’essere umano è, da sempre e per sempre, un essere bisognoso. Carente. Vive in noi un vuoto impossibile da colmare, anche se a volte crediamo che non sia così. Questo perché da sempre e per sempre, siamo condannati ad un’insalvabile solitudine. Per quanto riusciamo a stabilire vincoli intimi ed amorosi, la realtà è che nasciamo, viviamo e moriamo praticamente soli. Nell’amore si mettono in gioco molteplici forme di sofferenza, che vanno dall’amore non corrisposto fino alla scoperta che l’amore non risolve tutto. Per una via o per l’altra, non esiste modo di amare senza soffrire. Perché dev’essere così? Perché l’amore non conduce alla felicità? Non è forse un comportamento masochista pensarla in questo modo? L’innamoramento è una specie di “meravigliosa collera” nella quale tutti i significati del mondo si alterano insieme. Ha molto di ossessivo, ma allo stesso tempo dà una vitalità che difficilmente si raggiunge con altre esperienze. L’innamoramento è atroce e, allo stesso tempo, delizioso. Sì, innamorarsi è soffrire con piacere. Soffrire perché quella persona tarda ad arrivare, sentirsi morire quando si dubita che tutto possa finire. Sapere che saremmo capaci di andare all’inferno in compagnia di quella persona che ci ha rubato il cuore. Si alterna l’emozione di amare e dell’essere amati con la paura di perdere chi si ama. L’entusiasmo dell’incontro, con i dubbi insidiosi dell’abbandono. Una volta finita questa vibrante fase dell’innamoramento, si vive una specie di mancanza dell’inizio. Qualcosa non c’è più, qualcosa non è più come prima. Sappiamo che continuiamo ad amare quella persona, ma sappiamo anche che l’amore ha dei limiti. Allora si soffre, perché bisogna dire addio all’illusione dell’amore romantico ed eterno.

Ti ama?

Pessoa disse: “Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo, se ciò che ti voglio dire è che ti amo?”. È una bellissima frase, ma è sufficiente che vi dicano di amarvi per avere la sensazione di essere amati?  Sapere di essere amati è meraviglioso. Poche cose al mondo sono belle quanto sentirsi innamorati e ricevere amore. Ebbene, sono sufficienti le parole o esistono altri segnali che ci indicano che la persona che amiamo ci corrisponde? Cominciamo ad elencare una serie di segnali che indicano che il vostro partner vi ama. Ciò nonostante, ricordate che l’amore è pura emozione, sentimento, sensazione… non può sempre essere misurato, quantificato o studiato.Un segnale importante per capire se vi amano è vedere che il vostro partner vuole passare il suo tempo con voi. Quando qualcuno vuole dedicare il suo tempo solo a voi, nonostante i numerosi impegni, sappiate che si tratta di una chiara dichiarazione d’amore. Che sia a lavoro, a casa o passeggiando, questo piccolo sacrificio è un buon indizio per capire di essere amati. Il vostro partner vi domanda spesso com’è andata in ufficio ? Si mostra interessato ai vostri problemi? Vuole sapere come va il lavoro, come sta la vostra famiglia o gli amici? Allora vi ama, perché l’amore non è fatto solo di grandi gesti romantici, ma anche di pratica. A volte abbiamo bisogno di aiuto. Se in quel momento il vostro partner è disposto ad aiutarvi, vuol dire che vi ama. Forse glielo dovrete chiedere o forse sarà lui stesso ad aiutarvi, ma il fatto che vi tenda la sua mano e sia disposto a offrirvi il suo tempo è una chiara prova d’amore. Le prove d’affetto possono essere pratiche, ed andare oltre il romanticismo e la poesia. Devono essere fisiche. Gli abbracci, i baci, lo sfiorarsi… quei piccoli gesti, semplici e quasi impercettibili, sono grandi dimostrazioni d’amore. È palese che quando il nostro partner ci guarda con affetto, ci parla dei primi momenti passati con noi, ci difende e ci fa stare bene, ci sta mostrando un grande amore. Tutte queste sono prove pratiche che ci faranno battere il cuore ci renderanno più felici, giacché ci indicano che stiamo vivendo con la persona giusta.

 

 

Rompete gli schemi con il vostro lui o la vostra lei

Certe volte ci impegniamo a organizzare le cose carine per le feste, come compleanni, anniversari, San Valentino, Natale o Pasqua, e ci dimentichiamo che l’amore va dimostrato sempre, tutto l’anno, che non ci sono periodi in cui amare di più ed altri meno, ogni momento quello giusto per stupire il partner ed organizzare qualcosa di speciale per lui, o lei.La quotidianità e la passione non vanno molto d’accordo, a volte quando si sta insieme da tanto, si convive e ci si ritrova a casa soli per molto tempo può subentrare un po’ di noia… non è bello, lo sappiamo, ma sta a noi cercare di rompere di schemi e combattere la routine. Ci sono coppie se la cavano benissimo ed altre che invece fanno un po’ più fatica, non è colpa di nessuno, è solo una questione di indole e abitudini. Vediamo insieme qualche consiglio per stuzzicare la vita di coppia, divertirsi e aggiungere un po’ di pepe alla vostra quotidianità., Un weekend fuori porta al mare in montagna è senza dubbio un’ottima idea, aiuta a rompere la solita routine e a divertirsi insieme. Via libera alla biancheria sexy e ammiccante, alle passeggiate nude per la  casa, ai giochi con il cibo e tutto ciò che può aggiungere un po’ di pepe nella nostra quotidianità. Quando siete a lavoro stuzzicatevi con messaggini e foto speciali, l’attesa stimola la passione! Cucinate insieme qualcosa di speciale e più impegnativo della solita grigliata o del solito piatto di pasta con la salsa in barattolo, è bello condividere questi momenti. Fate delle cose insieme, guardate film e telefilm che vi appassionano, imparate gli scacchi o un altro gioco complesso, sarà un tempo di qualità che vi renderà più uniti.

 

Amore finito?

Quando finisce una relazione, gli amici, oltre a rappresentare la spalla su cui piangere o la mano a cui aggrapparci, sono anche i nostri migliori consiglieri: ma la scienza è d’accordo con i suggerimenti che ci danno? Ecco come affrontare il ritorno alla ‘singletudine’ secondo la scienza. Prima di tutto bisogna sapere che: la durata del periodo di sofferenza post-rottura è sovrastimata, in realtà la superiamo prima di quanto potremmo aspettarci. Se già scorrere la bacheca di Facebook può essere di per sé ‘snervante‘, tenere sotto controllo il profilo dell’ex può essere autodistruttivo perché ci spinge a desiderare quella persona e a provare emozioni negative impedendoci di affrontare un percorso di rinascita personale. Il classico vero è la lavagna o il foglio con la lista dei pro e dei contro, inserire in un elenco ciò che vorremmo e non vorremmo in un ragazzo e paragonarlo con il nostro ex ci permette di vedere chiaramente se le scelte che facciamo siano veramente in linea con ciò che vorremmo. Questo ci aiuta ad imporci di cercare qualcuno che sia davvero adatto a noi. La nostra capacità di affrontare una rottura è direttamente proporzionale alla coscienza che abbiano di noi stessi: chi si sente peggiorato o rifiutato alla fine di una storia, tende a soffrire di più, mentre chi pensa di non essere soltanto ‘fatti per stare insieme’ tende a superare prima la rottura. Uno studio ha dimostrato che descrivere come la fine della relazione abbia portato ad esperienze positive sia un ottimo modo per sentirsi meno stressati già dopo soli 4 giorni dalla rottura. E’ stato inoltre dimostrato che parlare della propria esperienza sia un toccasana per chi soffre: le persone che hanno partecipato alla ricerca e che hanno dovuto parlare della fine della loro storia d’amore risultavano meno stressate a fine giornata.

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Guardare l’amore la convivenza e la convenienza

Decenni fa, molti matrimoni si facevano per convenienza e le persone restavano insieme “fino a quando la morte le separava”. Ma non perché si amassero, ma perché non c’era il divorzio o non era visto di buon occhio. Oggi le coppie si fanno e si disfano con la stessa facilità con cui si può cambiare un paio di scarpe. Tuttavia, la cosa interessante è che la maggior parte delle persone continua a considerare il matrimonio come qualcosa che deve durare per tutta la vita, quando nella realtà, stando alle statistiche, dura in media sei anni. Ogni coppia ha la sua storia, i suoi conflitti e difficoltà, ma uno dei fattori chiave che fa deragliare la maggior parte dei rapporti d’amore è la precipitazione al momento di scegliere il partner, o fare il grande passo per inerzia, trasportati dalle circostanze. Tuttavia, perché il rapporto funzioni, prima di danneggiarlo per sempre, dovremmo porci alcune domande sulle quali non riflettiamo mai abbastanza. Guardate il vostro partner con gli occhi dell’energia. Chiudete gli occhi, immaginate di essere ciechi e di non avere mai visto il vostro partner. Che cosa provate? Cosa spicca di lui/lei? Vi piace quello che vedete? Nella nostra società ci lasciamo prendere la mano da ciò che vediamo con gli occhi, ma non guardiamo quasi mai dentro alle persone. È vero che l’attrazione fisica è importante, ma non è tutto, soprattutto quando si cerca qualcuno con cui vivere una vita insieme. I ricordi sono la “colla” che lega la coppia. Ricordare i tempi buoni e cattivi che si è vissuto insieme avvicina le persone. Tuttavia, quando due persone sono molto diverse e non hanno delle passioni comuni faranno fatica a costruire quei ricordi piacevoli. Perciò, le possibilità di rottura del rapporto alla prima crisi sono molto alte. Cercate pazienza e comprensione. Ogni coppia passa attraverso dei momenti difficili e tutti facciamo degli errori. In questi casi, se la persona che avete al vostro fianco non è paziente, la crepa nel rapporto diventerà sempre più profonda. Naturalmente, ogni persona ha i propri limiti, non si tratta di subire tutto e diventare uno zerbino, ma si dovrebbe essere in grado di scegliere un atteggiamento positivo ed essere disposti a investire emotivamente nel rapporto.

Anche la “luna di miele” sta cambiando

Ci sono diverse versioni sulla nascita dell’espressione ‘honeymoon’, o luna di miele. Probabilmente la sua origine è antichissima, viste le numerose lingue che la ammirano. In ogni caso, con essa si intende il periodo di ‘riposo’ che si prendono gli sposi dopo le nozze, un momento tutto per sé. Un periodo che in tempi relativamente recenti ha cominciato a coincidere con il viaggio di nozze. Per molto tempo l’unico vero viaggio che una coppia avrebbe mai fatto in vita propria.Oggi, in epoca di voli low cost, di viaggi globali a portata di clic, ma anche di mobilità lavorativa, il concetto di honeymoon sta cambiando. Specialmente tra i cosiddetti millennials. Lo confermano diversi wedding planner. Ma non è difficile testimoniarlo in persona, visto che la nuova ‘tendenza’ è assolutamente comune. Quale tendenza? Quella di rimandare il viaggio di nozze.Lo hanno fatto anche il Principe Herry e Meghan Markle, per dire. Lungi dal concludere il giorno del matrimonio con la fuga romantica con tanto di amici e parenti che salutano con l’espressione emozionata, oggi i neo sposini si prendono giusto qualche giorno di riposo, ma poi tornano al lavoro. E magari pianificano una luna di miele posticipata, con date che meglio si addicono alle esigenze di entrambi. Perché in effetti, in tempi in cui, lavorativamente parlando, le ferie e la tredicesima da spendere, sono oramai miraggi per molti millennials, sposarsi è già di per sé un impegno. Occorre prendersi giorni prima e dopo per organizzare, e per molti giovani non lavorare significa non venire pagati, o rimanere indietro Inoltre, il concetto di luna di miele appartiene ad un’epoca in cui la ‘fuga’ romantica corrispondeva alla prima notte passata insieme. Pratica ben lontana: oggi la maggior parte delle nuove generazioni convive per anni prima di sposarsi, se lo fa. Come rivelano i wedding planner, la luna di miele viene rimandata ad un momento adatto. Magari si cerca di partire in inverno, per andare al mare a godere un po’ di sole. Oppure si aspetta un’occasione, un viaggio low cost. Si fa però strada un altro concetto di viaggio di nozze 3.0: la mini-moon. Ovvero un viaggetto, un weekend lungo, un break post matrimonio che permetta di riposarsi un momento, ma senza l’impegno di prendere un volo per le Maldive.

Mangiare pesce accresce l’eros

In questi giorni d’estate passati in vacanza magari al mare ci siamo sicuramente sbizzarriti nel recarci in pescheria o sulle passerelle dei porti ad aspettare il rientro delle barche che ci rifornissero di meraviglioso pesce fresco. Ma i benefici del mangiare pesce due volte a settimana sono molteplici, per esempio,lo studio di Harvard fornisce la prova che una dieta ricca di pesce potrebbe effettivamente migliorare la vita sessuale. La ricerca ha coinvolto 500 coppie che cercavano di concepire. I ricercatori hanno chiesto di tenere conto del loro consumo di pesce, delle abitudini alimentari e della loro attività sessuale. Le coppie sono state seguite per un anno intero. Alcune di loro, invece, fino al momento del concepimento.Lo studio ha rilevato che mangiare pesce due volte la settimana ha favorito nelle coppie rapporti sessuali più frequenti del 22%. Nell’alimentazione erano inclusi anche frutti di mare e la fertilità come l’aumento dell’eros aumentava allo stesso modo in uomini e donne.Il 92% delle coppie rimaneva incinta, rispetto al 79% delle coppie che mangiavano pesce meno spesso. La domanda nasce spontanea: forse più sesso favorisce il concepimento? Gli autori dello studio confermano che la possibilità di rimanere incinta non dipende dalla frequenza dei rapporti.Via libera al pesce dunque. Non solo per concepire, ma anche per avere una vita sessuale soddisfacente. “I nostri risultati indicano che entrambi i partner dovrebbero dare spazio a un maggior consumo di prodotti ittici nelle proprie diete”. E non solo per massimizzare la fertilità, ma perché il pesce fa bene a tutto il nostro organismo