In vacanza con gli amici

“Patti chiari, amicizia lunga”. Questo proverbio è bene ricordarlo soprattutto quando si va in vacanza con amici. Il divertimento e l’ allegria guideranno la vostra vacanza, ma attenzione: se non siete sulla stessa lunghezza d’onda un viaggio insieme può trasformarsi in un incubo. Il viaggio non è bello se non è… litigarello? Andare in vacanza è sempre un piacere, ma se non si sceglie la compagnia giusta più diventare un vero stress. Per trascorrere giorni di vacanza felici con i propri amici, nulla deve essere lasciato al caso, ed è necessario stabilire alcune regole. Le cene in compagnia e le serate nei pub scambiandosi due chiacchiere e sorseggiando drink sono una cosa, ma andare in vacanza è qualcosa di abbastanza diverso e la convivenza spesso può giocare brutti scherzi.  L’amicizia, infatti, non si basa su stili di vita simili o su modalità di viaggio condivise, anzi. Quindi non è detto che viaggiare con gli amici sia a prova di fallimento. C’è chi è sempre in ritardo, chi si sveglia presto, quello sempre affamato, chi adora andare a pescare , chi starebbe tutto il giorno sdraiato in riva al mare, ed infine anche chi non ha mai i soldi a portata di mano quando è il momento di pagare la benzina. Spesso le migliori amicizie in vacanza vanno in crisi alla domanda “cosa si fa oggi?”. Ecco perché il gruppo che sopravvive in vacanza è quello fortemente assodato. Se al ritorno dalla vacanza i rapporti di amicizia andranno ancora a gonfie vele, vuol dire che siete partiti con le persone giuste, o siete dotati di una grande mole di pazienza, convivere in fondo non è roba da poco, capire gli altri più che mai !

 

La tua casa è troppo ordinata attenzione i tuoi figli potrebbero diventare degli insicuri

Che tipo di genitori siete? Vi sentite più iper-apprensivi o preferite lasciare che i vostri figli facciano le loro scelte e che sbaglino da soli? Sapevate che la vostra personalità può rispecchiarsi anche nell’organizzazione della casa? Alcune persone che vogliono avere sempre il controllo sulla propria vita e le proprie cose desiderano che la propria abitazione sia come loro, sempre perfettamente in ordine. Com’è vivere in una casa sempre in ordine con i propri figli? La psicologia parla chiaro, questa scelta può avere effetti inconsci sul carattere dei bambini. Mario Cortella, dice che avere una casa perfetta, da copertina, significa ritrarre un’immagine della realtà, irreale che non corrisponde al caos della vita vera, quella che incontri non appena esci dalle mura domestiche. Non sempre disordine significa sporcizia o mancanza di igiene, la giusta quantità di disordine, al contrario, è qualcosa di indispensabile e fisiologico, è la perfetta dimostrazione che nella vita nulla è perfetto e che, anzi, dai piccoli disordini quotidiani può capitare qualcosa di bello. Secondo lo psicologo l’educazione dei figli e la loro felicità vanno a braccetto con la gestione dell’ambiente nel quale crescono. Bisogna che i genitori capiscano la potenza del “disordine” o dell’imperfezione come metafora della realtà. Via libera a vivere la propria casa non più come un luogo perfetto ma come un posto dove sperimentare nuove cose, inventare nuove avventure, giocare e ridere insieme ai propri figli. Per i bambini vivere in un luogo che sembra uscito da una rivista può essere destabilizzante, questo luogo non riflette tutti gli altri con cui hanno a che fare quotidianamente: dal bar della colazione alla scuola nulla è così ordinato e preciso come nella propria casa. Questa confusione genera nel bambino una paura di sbagliare qualcosa o di rovinare l’ambiente domestico così perfetto. Accettare il difetto è un’ottima lezione sia per i figli che per i genitori. Educare i propri figli ad essere ordinati è sicuramente utile e fruttuoso per il loro futuro ma lo psicologo afferma con convinzione una grande verità: insegnare all’accettazione del disordine e lasciarli liberi di sbagliare è ancora più importante.

Togliere i peli degli amici a 4 zampe

Cani e gatti fanno parte della nostra vita quanto un parente, un figlio, un amico. Sono importanti, li amiamo, li coccoliamo, ci viaggiamo, non potremmo vivere senza di loro. Ma senza i loro peli sì, e lo faremmo anche volentieri. I peli degli animali, specie se si vive in appartamento e durante i temibili cambi di stagione, finiscono letteralmente ovunque. E non sono facili da rimuovere. Sono ostinati, si ammucchiano negli angoli, si infilano nelle trame dei tessuti. Ecco qualche consiglio. Innanzitutto, quando arriva il mitico periodo della muta, ovvero quando cani e gatti cambiano il pelo, eliminate i tappeti e ogni tessuto superfluo da casa. Limiterete moltissimo i danni. Di solito la muta avviene nel passaggio da inverno a primavera, e in autunno. Potete stare senza tappeti per un paio di mesi l’anno, anche se li amate. O anche, scegliete quelli in fibre di paglia, di bambù, di rattan, facili da sbattere semplicemente fuori dalla finestra. L’aspirapolvere è il vostro migliore amico: è lui l’unico che può davvero toglie i peli degli animali dagli angoli, dai divani, dalle superfici di ogni genere. Ma dotarvi di tessuti che assorbano pelo il meno possibile sarà un ottimo modo di limitare. Divani in pelle o ecopelle, cucce con tessuti tecnici, sedie in vimini anziché imbottite.Per quanto riguarda i tessuti in cui i peli degli animali si introducono in maniera particolarmente ostinata, potete procedere con una spazzola, oppure con del nastro adesivo. Fate aderire strisce di nastro e strappate come se faceste una ceretta. Oltre a togliere peli, se ne andranno anche le micro particelle di polvere e sporco, e vedrete il tessuto diventare persino più luminoso. Infine, non dimenticate di spazzolare gli animali stessi, all’aperto naturalmente. Rimuovete più peli che potete dal cane o dal gatto, e ne troverete di meno in giro per casa.

Cosa accade quando ci innamoriamo

L ’amor che muove il sole e le altre stelle causa nel nostro organismo dei cambiamenti: chi di voi non ha mai provato la sensazione delle farfalle nello stomaco? Ma cosa accade al nostro cervello quando ci innamoriamo? Attraverso le moderne tecniche di neuroimmagine si è riusciti a vedere che alcune aree cerebrali si attivano quando osserviamo le foto della persona amata: non sono solo i nostri occhi a brillare, ma anche la nostra materia grigia si illumina. Uno studio pubblicato su Nature ha trovato che c’è una particolare connessione neurale nel cervello femminile che unisce due diverse aree: l’una comunica all’altra che lui è quello giusto.Dalla ricerca di Robert Liu e dei suoi colleghi dell’Emory University è emerso che la corteccia prefrontale, un’area cerebrale coinvolta nel decision making, esercita un controllo, su un’area associata ai meccanismi di ricompensa e delle dipendenze.La connessione tra queste due aree suggerisce che la prima suggerisca all’altra come rispondere agli stimoli sociali, per fare in modo che questa li consideri attraenti. Impariamo cosi ad apprezzare l’odore, o la voce, o l’aspetto del partner afferma il Dott. Liu. Presumibilmente questo è il modo in cui riusciamo a far sì che alcuni dettagli siano più significativi per noi. Secondo gli autori dello studio ipotizzando la presenza di questo meccanismo neurale nel nostro cervello, si potrebbe pensare che il nostro innamoramento avvenga con le stesse modalità. Per generalizzare i risultati di questa ricerca sarà necessario quindi attendere che l’esperimento venga replicato sugli esseri umani, ma le già citate difficoltà tecniche e la maggiore complessità a livello relazionale richiederanno un adattamento dello studio: oltre ai dettami etici, bisognerà comprendere quanto possa essere considerato romantico uno studio del genere!