I cestini di Parmigiano sono dei piccoli contenitori decorativi e buonissimi da mangiare. Conferiscono anche al piatto più semplice una nota speciale e la soddisfazione di poter mangiare sia il contenuto sia il contenitore. Realizzare i cestini di Parmigiano è molto semplice e rapido: sono necessarie soltanto un pizzico di pazienza e precisione. Vediamo insieme come ottenere dei cestini di Parmigiano belli e soprattutto buoni! Cosa vi serve: una padella antiaderente 18 cm circa di diametro, 4/5 cucchiai di Parmigiano grattugiato per ogni cestino, 1 cucchiaio di olio evo, una ciotolina. Ungete la padella con l’olio. Fate scaldare la padella per 30 secondi e poi distribuite in modo omogeneo sul fondo 4/5 cucchiai di formaggio Parmigiano grattugiato, livellando bene e coprendo eventuali “buchi”. Lasciate sciogliere e dorare il formaggio per un paio di minuti a fuoco basso. Con una spatola cominciate a sollevare delicatamente i bordi. Quando il formaggio sarà ben dorato e compatto, giratelo con delicatezza sull’altro lato e fare cuocere un altro minuto. Spegnete il fuoco e ponete il formaggio sulla ciotola rovesciata, sagomandolo leggermente per dargli la forma di un contenitore. Lasciatelo raffreddare per un paio di minuti e, quando sarà ben solidificato, raddrizzatelo. Riempitelo con risotto, pasta fredda o calda oppure insalate.
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Ancora tempo di grigliate… speciali
Tempo di ultime grigliate della stagione! Avete mai pensato di grigliare anche la frutta e prepararci un dessert da leccarsi i baffi?? Le pesche grigliate sono una leccornia: gustose, dolci e saporite, vi stupiranno con un tocco affumicato che mai avreste immaginato. Vediamo come prepararle!! Vi servono pochissimi ingredienti e un barbecue caldo ma spento, altrimenti le pesche bruciano subito. Procuratevi 1 pesca noce bella matura ogni due persone, zucchero semolato, cannella panna fresca da montare e miele.In una ciotola versate la panna fresca fredda da frigo, addolcitela con due cucchiai di miele e una spruzzata di cannella. Montatela a neve e lasciatela in frigo. Tagliate a metà le pesche noci, togliete il nocciolo e passate la parte della polpa sullo zucchero semolato, avendo cura di ricoprire uniformemente tutto il lato. Ponete le pesche sulla griglia calda ma spenta, dalla parte del lato ricoperto di zucchero, che piano piano si scioglierà e si caramellerà. Girate quindi dal lato della buccia e lasciate qualche altro minuto. Servite calde e ricoperte di panna montata!!
Patate fritte
Anche preparare le patatine fritte è un’arte: il giusto taglio, il giusto olio, la giusta cottura…le variabili necessarie ad ottenere una patatina fritta perfetta sono molte: vediamo come fare per non sbagliare! Iniziamo a scegliere quale patata: bianca, gialla o rossa? Possono essere utilizzate tutte, purché fresche e della tipologia giusta. La scelta dell’ olio: le posizioni sono molte e spesso in forte disaccordo. I puristi amano friggere in olio extravergine di oliva, altri preferiscono l’olio di arachidi o di semi. Il gusto del fritto cambia in relazione all’olio utilizzato, ovviamente, una cosa fondamentale: la temperatura dell’olio non deve superare mai i 180°. Aiutatevi con un termometro alimentare per misurarla correttamente. Per una buona frittura occorre molto, moltissimo, olio. Gli alimenti devono essere totalmente immersi e non troppi tutti insieme, ognuno deve avere il proprio spazio di cottura: piuttosto, friggeteli a gruppi, uno dopo l’altro. la friggitrice è comoda, ma la verità è che basta una buona padella di ferro con i bordi alti. Come tagliare le patate: quello classico, a bastoncino, è il migliore, purché non siano troppo sottili, altrimenti il rischio di bruciarle è altissimo. Un centimetro di spessore è l’ideale per avere patatine croccanti fuori e morbide dentro. Per cambiare, potete anche provare a tagliarle a chips, sottili sottili con una mandolina, e passarle nella farina di riso prima di friggerle. Una bontà, ma occhio alla cottura! Ma c’è anche un segreto: una volta tagliate, lasciate a bagno nell’acqua fredda per 5 minuti, quindi scolate e asciugatele perfettamente prima di friggerle. Salatele solo dopo la frittura.
Pressione bassa
Le cause della pressione bassa sono molteplici: predisposizione, caldo, eccessiva stanchezza o disidratazione possono portare a episodi di ipotensione anche improvvisi. I sintomi della pressione bassa sono abbastanza riconoscibili e si presentano spesso in combinazione tra essi: spossatezza, giramenti di testa, vertigini, annebbiamento della vista, sudorazione fredda e, in alcuni casi, anche svenimento. Alcuni accorgimenti nel cibo ci possono aiutare come ad esempio bere acqua a piccoli sorsi e spesso durante la giornata e in quantità sufficiente (almeno 1,5 litri al giorno) è importantissimo. La disidratazione, infatti, è una delle cause principali della pressione bassa. Mantenere un equilibrio di idratazione corporea può rivelarsi fondamentale, oltre ad essere assai consigliabile. Inserire nella dieta o tenere a portata di mano qualcosa ricco di sodio aiuta a mantenere il livello della pressione nella norma. Un pezzetto di formaggio Grana o Parmigiano, dei cracker o un po’ di prosciutto cotto sono gli alimenti più indicati per riprendersi da un episodio improvviso di ipotensione. Anche i sali minerali sono utilissimi, in particolare potassio e magnesio. Il potassio è presente in molta frutta banane, mandorle e avocado, per esempio) e ortaggi (spinaci, patate, zucca, zucchine e fagioli bianchi, mentre il magnesio è presente nella frutta secca, nei datteri, nel riso, nei piselli, nei carciofi e nei fichi. La noce moscata è in assoluto la migliore alleata in questo caso. Macinatela ogni tanto nei vostri piatti, senza esagerare: oltre a donare un gusto più stuzzicante, è utile nel mantenere la pressione equilibrata. 
L’abito non fa il monaco…o si?
L’abito non fa il monaco“così recita un vecchio proverbio, e noi aggiungiamo “ma apre le porte del convento…” E’ solo un modo di dire o un dato di fatto? L’abito non fa il monaco ….è chiaro……ma ci mette una buona parola! Come si fa a dire che nel mondo dell’immagine ,delle televisioni, dei p.r. …dell’apparire non conta l’aspetto esteriore? Poi è chiaro che “sotto la dura scorza” nasce un bel fiore, ma quando incontriamo una bella persona ,ben vestita ,con un eloquio scorrevole , abbiamo già tarato il nostro giudizio in positivo. Dobbiamo poi tenere presente che questo adagio nasce addirittura in epoca latina “cucullus non facit monachum ” il cappuccio non fa il monaco….altre ere. Ora, facendo astrazione a convincimenti ideologici e filosofici ,che certamente e giustamente, fanno pensare che la” scatola non fa il contenuto “ e anche quando si ha a che fare con il mondo del lavoro, in termini di abbigliamento, si tende a prediligere una scelta di abiti piuttosto discreti. Niente abiti scollati e niente spacchi onde evitare di essere giudicate negativamente. Il rigore funziona davvero? Al bando il solito casto tailleur.Sbottonarsi un po’ di più quando si è in ufficio, in realtà, non è peccato. Anzi. Stando a quanto riporta il noto quotidiano britannico Daily Mail, uno studio pubblicato sul “Journal of Social Psychology” e condotto dai ricercatori dell’Università del Wisconsin, avrebbe dimostrato che, coloro che sfoggiano generose scollature, non sono considerate delle provocatrici bensì delle lavoratrici forti e competenti. Le più pudiche, invece, risulterebbero meno mature e potenti. Ostentare, dunque, non è sempre visto come un qualcosa di negativo.
Il giorno giusto per iniziare la dieta
Eccoci ci siamo il rientro dalle ferie l’arrivo del mese di Settembre è il momento giusto per decidere di iniziare la dieta, visto che dal mare o dalla montagna qualche chiletto in più l’abbiamo portato a casa Attenzione, però, perché un bizzarro sondaggio condotto in Gran Bretagna avrebbe stabilito qual è il giorno peggiore per iniziarla, e quel giorno è proprio il martedì. Pare che chi inizi una dieta di martedì corra il rischio di perdere la propria fermezza nel giro di una sola settimana e ritrovarsi addirittura più “pesante” di quando ha cominciato: già di venerdì i buoni propositi rischiano di franare di fronte alla prima uscita e alla tentazione di aperitivi, cene e dopo cena. Paradossalmente, chi inizia la dieta nel fine settimana avrebbe molte più probabilità di perdere peso e raggiungere l’obiettivo con successo. Perché succede questo? Sembrerebbe che “psicologicamente, chi si mette a dieta è più motivato a continuare se parte all’inizio del weekend anche se cambiare le proprie abitudini alimentari può essere una sfida difficile per qualunque giorno della settimana”. Chi inizia la dieta di sabato, quindi, avrebbe un obiettivo più chiaro in mente e maggiori probabilità di mantenere l’impegno fino alla fine. Ancora migliore sarebbe iniziarla di domenica: passato lo stress della settimana lavorativa e conquistato il meritato riposo, è possibile prendere decisioni più ferme con coscienza e risolutezza.
Le mandorle
La mandorla è un frutto e il seme commestibile del mandorlo: solitamente vengono consumate secche e si trovano fresche soltanto in primavera. Da esse si può estrarre un latte molto gradevole ed energetico, particolarmente amato e consumato nel sud-Italia, oppure un olio che si ottiene dalla spremitura delle mandorle dolci che ha ottime proprietà lenitive ed emollienti se utilizzato per la cura della bellezza. Contengono un’elevata dose di vitamina E. Hanno un ottimo apporto proteico, che le rende un alimento di prim’ordine, digeribile e molto completo. Donano energia e sono perfette durante la dieta per integrare vitamine, ferro, calcio e magnesio. Le mandorle sono molto consigliate per gli studenti che sono sotto stress da esame, alle donne incinte e chi sta seguendo un’intensa attività sportiva. Hanno anche un’azione anti-infiammatoria per reni e intestino, oltre ad essere ideali per chi soffre di anemia e osteoporosi grazie al calcio. Le proprietà delle mandorle sono numerose, ma è bene ricordarsi che questi semi possiedono anche alcune controindicazioni. È bene, infatti, non eccedere mai nel loro consumo a causa dell’alto contenuto calorico. Per mantenere intatti i benefici delle mandorle è necessario conservarle bene. Possono durare per qualche mese in ambienti asciutti e freschi quando hanno il guscio. Se invece le avete acquistate già “sbucciate”, potrete conservarle per meno tempo e devono restare in un vaso chiuso.
Centrifugati della salute
Ogni centrifugato della salute ha una specifica funzione, un beneficio particolare utile alle varie parti del nostro corpo: sì, perché forse non sapete che ciascun frutto o ortaggio possiede caratteristiche adatte a migliorare alcune zone del corpo in particolare. Per esempio, sapevate che l’anguria ha la tipicità di migliorare le funzioni ottimali di fegato e reni, favorendo l’eliminazione di liquidi in eccesso? Ecco perché, quindi, ogni tipologia di centrifugato della salute, costituita da speciali combinazioni di frutta e verdura, può aiutare maggiormente e in maniera mirata alcune parti del nostro organismo rispetto ad altre.Il centrifugato a base di anguria, come accennato sopra, è utile per chi vuole fare il pieno d’acqua e vitamine ma, allo stesso tempo, combattere la ritenzione idrica: l’anguria è infatti un frutto ideale da assumere per migliorare le funzioni renali e del fegato. I mirtilli sono un frutto ideale da assumere per chi ha problemi alle vie urinarie, di cistite oppure capillari fragili che tendono a rompersi. Un centrifugato a base di mirtilli, more e limone vi aiuterà infatti a depurarvi, a migliorare la circolazione sanguigna e a proteggere l’apparato urinario. L’avocado è noto per essere un frutto benefico per l’organismo, ricco di grassi “buoni” ed energetico, proprio come il kiwi e la banana. Il grande numero di antiossidanti all’interno di questi alimenti, unito alla presenza del potassio, rendono il centrifugato di avocado, kiwi e banana un valido aiuto per mantenere basso il livello di colesterolo e donare energia a fisico e mente.
Estate mare e buon pesce
Estate voglia di mare a tutti costi anche a tavola e chi può rinunciare ad un’ottima frittura di paranza, una zuppa, un risotto, che emanano spesso un buon odore di pesce a tavola. Tuttavia, ciò non avviene, a volte, durante la cottura o la preparazione. Capita infatti che in cucina si diffonda un odore veramente sgradevole e persista nel tempo. Se poi non abbiamo avuto cura di chiudere le porte, si diffonderà anche nel resto dell’abitazione. I motivi per cui durante la cottura viene generato un odore di pesce poco gradevole sono molteplici. In primis, può dipendere dalla qualità del pesce stesso. Se il pesce non è fresco, infatti, il suo odore sarà molto forte e tutt’altro che piacevole. Al contrario, molti tipi di buon pesce fresco, ancora crudo, sono quasi inodore. Altra causa è il metodo di cottura. Ovviamente una frittura o un guazzetto genereranno maggior odore nell’aria di un pesce al cartoccio. Infine, il persistere di sgradevole odore di pesce in cucina dopo la cottura di un buon menu di mare, dipende dalla pulizia. Questo tipo di prodotto, infatti, impone che pentole, piatti, piastrelle siano lavate benissimo. Ogni minimo residuo deve essere eliminato e sgrassato, utile l’impiego dell’aceto e del limone, anche assoluti o diluiti in acqua calda. A volte può capitare che, anche dopo un’accurata pulizia, il cattivo odore persista. In questo caso assicuriamoci, innanzi tutti, di aver gettato anche l’immondizia… se non dovesse essere questa la causa, possiamo far bollire un po’ di acqua ed aceto nella stanza. Ovviamente apriamo bene le finestre e facciamo circolare l’aria. Un’altra possibilità è far bollire acqua e olio di lavanda o di limone. Oppure, cucinare al forno qualche buon dolce o fragranti biscotti, il cui aroma si diffonderà rapidamente, coprendo gli ultimi residui di odore di pesce.
Cosa non fare sotto la doccia
Recarsi in bagno e fare la doccia è un gesto che, quotidianamente, si è soliti compiere. L’igiene personale conta, ma bisogna prestare le dovute attenzioni. C’è chi vede questo semplice rituale come un momento rilassante ma, in realtà, spesso ci si misura con errori in doccia che, anziché giovare al proprio fisico, potrebbero danneggiarlo.Dal lavare il viso sotto la doccia all’utilizzare una vecchia spugna vegetale o un rasoio, ecco gli errori più diffusi che tutti dovrebbero accuratamente evitare al fine di non trasformare una piacevole pausa relax in qualcosa di nocivo per la salute.Mai lavarsi il viso mentre si fa la doccia. Secondo l’esperto di cura della pelle Kaye Scott, il calore dell’acqua, così come la pressione, sono tutt’altro che benefici. Il caldo è nemico dei capillari e il rischio è quello di andarli a dilatare rendendoli visibili, soprattutto sulle guance. L’acqua calda può anche privare il viso dei suoi oli protettivi naturali. La pelle risulterà così più secca e si andrà ad agevolare la formazione delle rughe. Meglio dunque lavarlo con acqua tiepida nel lavandino del bagno, e asciugarlo con un asciugamano morbido facendo attenzione a provocare graffi. Molte persone credono che utilizzando la spugna possono mantenere la pelle in splendida forma. Sbagliato. Spesso le cellule morte della pelle restano incastrate nella sua struttura porosa l’umidità che si crea nell’ambiente doccia è un vero e proprio ricettacolo di batteri e funghi. Inoltre se si lascia il rasoio in una zona umida, potrebbe infettare la pelle a ogni utilizzo. Una lama lasciata sotto la doccia, là dove ci sono anche capelli e pelle morta, può infatti causare peli incarniti e irritazioni.
