Rispetto al timo, anziché una cugina la santoreggia sembra più l’amica che l’ha accompagnata ai provini per un reality show ed è stata presa al suo posto, salvo poi sparire al termine della prima edizione del suddetto reality. Potente afrodisiaco utilizzato ampiamente nelle pozioni d’amore, la santoreggia secondo la leggenda copriva interi campi nei quali, si dice, vivessero i satiri Al di là del potenziale afrodisiaco, quest’erba fantastica sembra piuttosto dotata di formidabili caratteristiche antisettiche, che la rendono perfetta per tisane per curare l’asma e le infezioni batteriche. E poi per diffondere amore in sintonia con origano, timo, rosmarino e maggiorana nell’aspersione dei tuoi arrosti di maiale o di manzo. Se sei un fan del foraging, cioè della raccolta di erbe spontanee, la trovi soprattutto in Provenza ma anche sulle rocce calde e assolate dei Monti Simbruini.
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Una verdura a radice
I porri sono una verdura a radice che appartiene alla famiglia delle Alliaceae, la stessa famiglia delle cipolle e dell’aglio. Il porro è caratterizzato da un lungo stelo cilindrico bianco o verde chiaro, con foglie verdi più scure nella parte superiore. I porri sono coltivati in climi temperati e sono apprezzati per la loro resistenza al freddo. La coltivazione può richiedere diversi mesi, e i porri sono spesso piantati in profonde trincee o solchi. I porri hanno un sapore dolce e delicato, più delicato rispetto alle cipolle. Sono spesso utilizzati come ingrediente in zuppe, stufati, salse e altri piatti cucinati. La parte bianca del porro è quella più utilizzata, mentre la parte verde scuro può essere utilizzata per preparare brodi o composti aromatici. I porri sono una buona fonte di vitamine e minerali, tra cui vitamina K, vitamina C, folati, potassio e fibre. Sono anche a basso contenuto calorico. Prima di cucinare i porri, è importante lavarli bene per rimuovere la terra che potrebbe essere intrappolata tra le foglie. La parte superiore delle foglie verdi può essere tagliata e scartata, mentre la parte bianca può essere affettata e utilizzata in vari piatti. I porri contengono antiossidanti e composti che possono contribuire alla salute generale. La presenza di vitamina K è importante per la salute delle ossa, mentre la vitamina C è nota per sostenere il sistema immunitario. I porri sono un ingrediente versatile in cucina e possono essere utilizzati in una varietà di piatti per aggiungere sapore e nutrienti.
Giornata internazionale dei mancini
Alzi la mano chi è mancino. La sinistra, ovvio. Il 13 agosto, è la Giornata internazionale dei mancini. Cos’è il mancinismo? È legato all’asimmetria del cervello umano. La suddivisione delle funzioni tra emisfero destro ed emisfero sinistro è indispensabile per lo sviluppo del linguaggio, della memoria a lungo termine e della creatività. Nei destrimani tutto quello che è legato al linguaggio ha sede nell’emisfero sinistro mentre nella maggioranza dei mancini queste funzioni sono distribuite in entrambi gli emisferi, in prevalenza nella parte destra. In pratica, il mancino usa prevalentemente l’emisfero destro del cervello in alcune attività E oltre a usare di più la mano sinistra, usa di più occhio e orecchio sinistri. I mancini sono più creativi e intelligenti. Per esempio, risolvono più facilmente difficili problemi di matematica. Dal punto di vista pratico i mancini hanno ancora una vita difficile oggetti come forbici e apriscatole, per esempio, continuano prevalentemente a essere pensati per destrimani, i mouse sono posizionati puntualmente alla destra del computer ecc., in compenso, secondo alcuni avrebbero una marcia in più dal punto di vista neurologico. Inoltre, hanno una memoria episodica quella che trasforma eventi della vita quotidiana in ricordi a lungo temine più evoluta. E ancora: sono i migliori in alcuni sport come il tennis, il ping pong, il pugilato, la scherma. Insomma, per i mancini i motivi per festeggiare sono tanti. Anche perché la lista di coloro che si sono distinti nelle arti, nelle scienze, nello sport e nella politica è lunga. Qualche esempio? Marie Curie, Albert Einstein, Leonardo da Vinci, Van Gogh, Jimi Hendrix. E ancora: Valentino Rossi, Gigi Riva, Barack Obama, Bill Gates, John McEnroe.
E’ arrivata l’estate
Oggi, 21 giugno, che è il giorno più lungo dell’anno, esattamente alle 16 e 57 cade il solstizio d’estate. Se il Sole resterà il massimo numero di ore sopra l’orizzonte, la durata della notte sarà al minimo rispetto a tutto il resto dell’anno. Sarà dopo il solstizio che il Sole, nel suo cammino apparente lungo l’eclittica, ovvero lungo la proiezione nel cielo dell’orbita della Terra, comincerà la sua discesa verso Sud. Il solstizio avviene quando il Sole, nel suo moto apparente lungo le costellazioni dello Zodiaco, si trova più a Nord rispetto all’Equatore celeste. Per noi che abitiamo nell’emisfero boreale, quello di oggi coincide anche col il giorno nel quale il periodo di luce ha la massima durata. Questo dipende dal fatto che la posizione del Sole così settentrionale nel cielo, fa in modo che il suo percorso diurno si svolga principalmente al di sopra dell’orizzonte. La data del solstizio d’estate non cade sempre il 21 giugno, ma oscilla tra il 20 e il 22 giugno, per ‘colpa’ del calendario e in particolare degli anni bisestili. La Terra impiega infatti 365 giorni e circa sei ore per compiere un’orbita completa intorno al Sole. A loro volta le sei ore vengono recuperate ogni quattro anni con l’introduzione degli anni bisestili, che contano 366 giorni. Per lo stesso meccanismo oscillano anche le date del solstizio d’inverno e dell’equinozio di primavera e d’autunno, che si verificano rispettivamente tra il 20 e 22 dicembre, fra il 19 e il 21 marzo e fra il 21 e 24 settembre.
Rafano o ravanello di mare
Rafano Facile trovare sui banchi dei mercati tante verdure o tuberi dall’aspetto curioso, sicuramente invitante che ci tenta ma, alla fine, li lasciamo lì perché ci sembra strano metterli nelle nostre borse della spesa, portarli a casa e sapendo che staremmo a fissarli, interrogandoci sul come cucinarli. E’ in genere un errore privarsi di comprarli perché si perde, così, l’occasione di gustare sapori che per noi sono un’assoluta novità e che potrebbero rivelarsi anche molto piacevoli. Il rafano è una di queste, una radice con un sapore molto intenso che può diventare un’ottima salsa per accompagnare altri alimenti o un gustoso e alternativo purè. Ottimo anche in un’insalata di barbabietole, grattugiato crudo al momento. Il rafano, noto anche come rafano bianco o cren, è una radice dal sapore forte e piccante utilizzata in cucina per insaporire piatti di carne, pesce, insalate e salse. Il rafano è originario dell’Europa e dell’Asia occidentale ed è stato utilizzato fin dall’antichità per le sue proprietà medicinali e culinarie. È una fonte di vitamine e minerali, tra cui vitamina C, potassio e magnesio. Per utilizzare il rafano in cucina, la radice va pelata e grattugiata finemente. Può essere consumato fresco, come condimento per il roast beef o il salmone affumicato, oppure conservato sotto forma di salsa o salsa di rafano. Per preparare la salsa di rafano, si grattugia il rafano fresco e si mescola con un po’ di aceto bianco e una punta di zucchero. Si lascia riposare per circa un’ora in frigorifero per far amalgamare i sapori e si serve come condimento per carne, pesce e insalate. La salsa di rafano è anche un ingrediente essenziale nella preparazione del cocktail di gamberi, dove viene miscelata con ketchup, maionese, succo di limone e tabasco per creare una salsa piccante e sapori Il rafano è un ingrediente versatile e gustoso che può arricchire molti piatti con il s o sapore intenso e piccante.
Le zucche
Ottobre ogni scusa è buona per decorare la casa. Facciamolo con le zucche, emblema di questa stagione. Trovarle non è difficile ed anche qualora non ne aveste a disposizione potete sempre costruirvele. Potete sbizzarrirvi con zucche nere zucche gialle, arancio Allegre e colorate, unite a lanterne vassoi e complementi creano subito la giusta atmosfera.
Patate per tutti gli usi
Fritte, al forno, bollite…gli usi delle patate in cucina sono moltissimi e tutti davvero apprezzati ma…fuori dalla cucina? Forse non tutti sanno che questo fantastico tubero può aiutarci in tante situazioni, vediamo quando bruciature solari: l’effetto sedativo di fette e bucce di patate crude è davvero efficace e accade grazie al contenuto di amido presente Borse e occhiaie: per lo stesso principio, qualche sottile fetta di patata cruda utilizzata su occhi gonfi e affaticati può divenire un grande sollievo alla fine di una giornata faticosa Sale in eccesso: aggiungere mezza patata sbucciata in cottura ad un piatto in cui ci è “scappato” il sale, ne assorbe l’eccesso e ne smorza la sapidità Compost: le bucce di patata sono un ottimo fertilizzante naturale. Pulizia dell’argenteria: inzuppare l’argenteria per un’ora nell’acqua di cottura e non salata delle patate ne lucida la superficie. Va dopo risciacquata e asciugata con cura. Ruggine: strofinare con una fetta di patata cruda gli attrezzi attaccati dalla ruggine è quasi sorprendente: la rimozione è quasi garantita! Macchie e colla sulle mani: ancora in virtù dell’alto contenuto di amido in grado di ammorbidire e lenire la pelle, una fetta di patata cruda sfregata su macchie o residui di colla ne agevola la rimozione Pulizia delle scarpe: strofinare le scarpe in materiale impermeabile con fette di patata cruda ne aiuta efficacemente la pulizia Insonnia: mangiare una porzione di patate bollite a cena elimina il rischio di iperacidità digestiva, spesso causa di sonni disturbati
Suggerimenti per ferragosto
Per chi non è già sdraiato su una bianca spiaggia in riva al mare, i giorni del ferragosto potrebbero essere un giusto momento per recarsi a visitare un giardino botanico meraviglioso. Nonostante la vicinanza al mare e l’altitudine l’altopiano di Pratorondanino vanta un clima adatto ad ospitare la flora montana. Proprio per questo, il Gruppo Ligure Amatori Orchidee ha scelto questa florida zona dell’entroterra ligure per realizzare un Giardino Botanico che permettesse di tutelare e far conoscere le specie spontanee italiane ed esotiche curandole in ambienti che riproducessero quanto più fedelmente possibile i loro habitat naturali. In circa 6.000 mq sono stati ricostruiti i più significativi ambienti montani, da boschi a prati, sino agli stagni ed alle rocce. In queste fedeli riproduzioni trovano dimora oltre 400 specie differenti provenienti da ogni parte del mondo di cui diverse rare o a rischio estinzione, tutte osservabili seguendo i suggestivi sentieri che si snodano sull’altopiano. Passeggiando, ad esempio, alla scoperta dei due ambienti acquatici del Giardino, lo stagno ed il laghetto, si possono ammirare le felci, il giaggiolo acquatico, il trifoglio fibrino, la ninfea bianca e numerose specie di piante “carnivore”, come la rosolida, e l’erba unta Esplorando, invece, le roccere si scopriranno due ambienti differenti, Se il substrato calcareo è il regno della stella alpina, della primula impolverata, che per espellere il calcare produce una polverina bianca, del camedrio alpino, della regina delle Alpi, a rischio estinzione, oltre che di magnifiche collezioni di semprevivi, sassifraghe e gigli, Entrandonel bosco ci si imbatte, invece, in conifere e latifoglie d’alto fusto tra le quali si possono scorgere autentiche rarità botaniche come i “fossili viventi”, tra cui si notano le sequoie giganti, il ginkgo e il pino wollemi. I prati, infine, sono una suggestiva distesa di magnifiche specie.E’ impossibile non rimanere incantati dalle ricche collezioni di orchidee, di rose e di rododendri, così come è impossibile non lasciarsi conquistare dalla bellezza dei paesaggi montani realizzati sul promontorio.
Basilico in casa
ll basilico è una delle erbe aromatiche più amate nella cucina, ed è anche una delle piante più comuni da vaso su terrazzo o in giardino per garantire l’approvvigionamento quotidiano del suo sapore, magari per concederci un piatto di spaghetti pomodoro e basilico. Tuttavia, se si prova a coltivare il basilico in casa, è probabile che si incappi nel declino della piantina dopo pochi giorni, o comunque nella mancata ricrescita delle foglie. Ecco alcune indicazioni che potrebbero risolvere i dubbi sul perché questo accada. Innanzitutto, il basilico è una pianta annuale, ossia il suo ciclo di vita consiste nel nascere a primavera, fiorire ed essere rigogliosa durante i mesi caldi, appassire pian piano da ottobre/novembre fino al febbraio successivo. E’ quindi del tutto normale che esso, rispettando il proprio ciclo naturale, non produca foglie a dicembre. Inoltre, è una pianta che preferisce la vita all’aria aperta, che ha bisogno di molta luce, ma non diretta, di temperature dolci, di aria fresca: insomma è tendenzialmente una specie che in vaso può stare tranquillamente, ma sul terrazzo. Se si acquistano i semi per farli germogliare a casa è preferibile farlo nei mesi di marzo e aprile, mentre se si acquista una piantina questa va subito travasata, possibilmente cambiando il terriccio con uno di qualità senza dimenticare il sempre utile strato di argilla espansa sul fondo del vaso. La piantina va posta in un punto della casa molto esposto alla luce, non diretta, avrà bisogno di luce 6-10 ore al giorno. Il terriccio deve essere sempre umido ma senza ristagni, quindi va annaffiata 1 volta al giorno ma in maniera molto moderata. Riguardo alla temperatura, si deve tener presente che il basilico non ama il freddo e difficilmente resiste sotto i 10 gradi: sono da evitate quindi sbalzi di temperatura repentini, come anche la vicinanza ai termosifoni.La pianta va potata quando raggiunge circa i 15 cm di altezza e quando sopraggiungono le infiorescenze vanno tagliate. Con questi accorgimenti la piantina sarà più rigogliosa e forte.

Come allontanare i topi in modo green
La primavera è una stagione meravigliosa che segna il risveglio della natura. Piante e fiori iniziano a fiorire, regalandoci colori bellissimi e profumi meravigliosi. Tuttavia, a risvegliarsi non sono soltanto piante e fiori, ma anche certi animali ed insetti. In questo periodo, infatti, non è strano vedere più spesso ragni formiche, e le prime zanzare aggirarsi nei dintorni di casa. Averli in casa può essere poco piacevole, ma se, invece di ragni ed insetti, parlassimo di topi, potrebbe essere a rischio anche la nostra salute. Attraverso morsi, escrementi ed urina potrebbero trasmettere malattie ed ecco, dunque, che cercare di allontanarli da casa, giardini ed orti è quasi un imperativo. Per allontanarli può bastare una semplice pianta per tenerli lontano dagli ambienti domestici e dalle aree esterne. Preferire di usare una pianta come repellente naturale è una soluzione green, economica e alla portata di tutti. Coltivabile sia all’esterno sia in casa, la plectranthus coleoides è anche detta pianta dell’incenso. Si tratta di una pianta a cespuglio che prende il suo nome dal caratteristico profumo che la caratterizza. Coltivare questa pianta ci permetterà di tenere lontani i topi perché sensibili a questo tipo di aroma. Le sue foglie variegate sono incantevoli e dalla caratteristica forma a cuore e ciò rende questa pianta molto apprezzata. Fiorisce in primavera, regalandoci piccoli fiori a campanella di colore rosa, bianco, malva e lilla.








