Ti capita di domandarti: “Quanto brucia una casalinga?” Lavori tutta la settimana e finalmente arriva il weekend, ma te sei costretta a rimanere dentro casa per occuparti delle faccende domestiche? Non tutti i mali vengono per nuocere. Infatti, puoi bruciare calorie con i lavori domestici. Dopo una settimana di lavoro ti ritrovi catapultata nella solita routine quotidiana del fare la spesa, rifare i letti, preparare la tavola, stendere la lavatrice. All’improvviso la tua casa ti sembra una gigantesca zucca e tu una Cenerentola triste e sconsolata appena rientrata dal ballo e pronta solo a imbracciare la scopa! Bene, guarda il lato positivo magari di fare un po’ di sana attività fisica per assottigliare la silhouette, appesantita da aperitivi e cene a base di grigliate Allora niente di meglio che unire l’utile al dilettevole. Dimagrire in casa è possibile: lo sapevi che le faccende domestiche fanno consumare più di una seduta di tapis roulant Non ci credi Eccoti qualche numero: bastano 30 minuti passati a rifare i letti per bruciare 100 calorie! La lavatrice ha finito il ciclo? Dieci minuti trascorsi a stendere il bucato ti regaleranno ben 50 calorie in meno! D’un tratto la vita della casalinga non ti sembra più così terribile e ti immagini Cenerentola sì, ma in versione pin-up pronta ad andare al ballo avvolta in un abito succinto che esalta le forme morbide, scolpite a forza di lucidare pavimenti! E allora coraggio! Armati di stracci, ramazza e guanti, scegli i 10 brani più scatenati del tuo mp3, infila le cuffie e…inizia a rassettare!!! La musica e il pensiero di star facendo qualcosa per te non solo per la tua casa! ti aiuteranno a trasformare un’odiosa routine quotidiana in un simpatico passatempo con cui scaricarti e scacciare lo stress da rientro! E se musica e attività fisica non ti bastano per fare il pieno di relax, concediti anche una cioccolata coccolosa e golosa. Le calorie? Niente paura: due passate di aspirapolvere e le brucerai in un baleno!
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Riciclare la colomba avanzata
Ci risiamo, prima della festa facciamo delle super spese, oppure vengono a trovarci amici e parenti per il scambiarci gli auguri e nessuno mai si presenta a mani vuote. Per non considerare che al supermercato sotto casa c’è l’offerta sulla colomba “che a lasciarla lì sembra quasi uno spreco”, e la mettiamo nel carrello. Poi però il giorno di Pasqua, puntualmente preferiamo il dolce fatto in casa, la ricetta tipica, o il dolce portato da un parente e così, spesso e volentieri, quello che avanza è proprio il dolce acquistato, la colomba. Passata Pasqua e Pasquetta ci ritroviamo in casa due o tre confezioni aperte, però non ce la facciamo più a mangiarle a colazione. E allora come riciclarle? Ecco qualche idea per trasformare la colomba avanzata in un dolce nuovo. Il dolce più veloce da fare per riciclare la colomba è uno zuccotto con gelato. Per farlo potete utilizzare uno stampo per budino o una ciotola di plastica che possa andare in freezer. Si prepara piuttosto rapidamente e potete personalizzarlo con i gusti che preferite. Potete anche realizzare un semifreddo al cioccolato, sfruttando in questo modo anche la cioccolata delle uova di Pasqua. Per realizzare questo dolce adoperate una tortiera a cerniera. Un altro simpatico modo di riciclare la colomba pasquale è quella di preparare dei tartufini da tenere in frigo e mangiare nei momenti di golosità magari dondolati da una amaca in giardino. Realizzarli è semplice e il risultato d’effetto. Un ultimo modo per non sprecare la colomba è quello di utilizzarla al posto dei savoiardi nella realizzazione di un tiramisù, sempre graditissimo ancor più gustato in compagnia di amici
Suggerimenti e idee per il giorno di Pasquetta
Dopo quattro mesi di quiete all’altezza dello stomaco se si escludono le cene con amici e parenti compleanni ed occasioni particolari, finalmente arriva la Pasqua e la Pasquetta. .A differenza del periodo natalizio, Pasqua e Pasquetta in genere sono meno “istituzionali a tavola” ovvero, ognuno se le vive – e se le mangia – un po’ come gli pare. Di solito il lunedì dell’Angelo trascorre con la tradizionale gita di Pasquetta. Che sia un pic-nic, una passeggiata in bicicletta, con parenti o amici, magari facendo una bella gita fuori porta, oppure passando una giornata al mare o a contatto con la natura. Il pranzo di Pasquetta non è certo meno goloso, e visto che verrà consumato anche all’aria aperta in un pic-nic oppure in agriturismo, per mantenersi leggeri può essere una buona idea tralasciare l’antipasto ed iniziare il pranzo con un buon primo piatto, magari con un’insalata di riso oppure, perché no, un qualcosa da poter mangiare tranquillamente con le mani, come ad esempio una frittata o una focaccina. Come secondo piatto, possiamo fare delle grigliate con carne di agnello oppure riciclando i secondi avanzati dal giorno precedente, magari con contorno di patate al forno.Libera scelta per quanto riguarda le bevande: anche del buon vino va benissimo, a patto che le bevande in questione siano conservate in una borsa frigo nel caso in cui il pranzo si consumi al sacco.Per il dolce, invece, che cosa scegliere? Sicuramente, a Pasquetta avremo a disposizione ancora tantissimo cioccolato delle uova aperte il giorno prima, dunque quale idea migliore: un alimento delizioso, non troppo pesante se gustato nelle giuste quantità e semplice da portare con se durante una gita fuori porta.
Pasqua tra colombe e uova di cioccolato
Sarà per i dolci sfiziosi e gustosi, sarà per l’aria e il sole primaverile ma la Pasqua, dopo il Natale, è una delle festività più attese e gioiose dell’anno. Come per ogni ricorrenza della religione cristiana anche questa si porta dietro secoli di tradizioni e ricette, per ogni singola regione, tramandate di generazione in generazione, addizioni che si distribuiscono lungo i pasti della giornata, partendo dalla colazione di Pasqua. Dopo aver passato le festività natalizie mangiando pandori e panettoni, a Pasqua arriva la colomba. La storia narra che sia nata grazie ad una nota e storica ditta di panettoni per riutilizzare l’impasto e i materiali. Ma questa vanterebbe anche di una seconda storia, dove si dice che il dolce sarebbe invece nato dall’antica tradizione siciliana, dolce, il cui valore simbolico è legato alla pace, e viene consumato nel corso della giornata di Pasqua, dalla colazione fino al dolce di pranzo e cena, ed è frutto di una lunga lavorazione e sebbene bene non ci siano veri e propri regali da scartare, la mattina di Pasqua è comunque il momento più atteso dai bambini perché finalmente si possono aprire le uova di cioccolata che magari per settimane sono state lasciate sulle mensole della cucina per non essere aperte. Tuttavia questa tradizione è cambiata nel corso degli anni, perché anticamente questa voleva che le uova scambiate fossero effettivamente vere e dipinte, come valore simbolico e segno della Resurrezione.
Un hotel commestibile
Tappeti di meringa, tende di zucchero filato, cuscini di marshmellow e tapparelle di macarons: la casa della strega di Hansel e Gretel esiste davvero e si trova a Londra, nel prestigioso quartiere di Soho, che qualche settimana fa ha aperto per la prima volta i suoi dolci battenti a una coppia di golosi ospiti. È l’ultima trovata pubblicitaria della Tate & Lyle Sugars, Le stanze, ciascuna ispirata alle tradizioni di uno dei paesi produttori di zucchero, sono state realizzate da pasticceri e cake designer. Ogni locale è diversificato da uno specifico tema: c’è la stanza “Pirati dei Caraibi” con un enorme baule di zucchero pieno di perle commestibili, dobloni di cioccolato e gioielli di marzapane. C’è la stanza “Mediterraneo” con tessuti mangiabili, una vasca piena di pop-corn caramellati e 10 metri di dolcissimo battiscopa in pasta di zucchero.E che dire della stanza patriottica nella quale trionfano due leoni lunghi più di due metri in pasta di zucchero, torte a forma di isole britanniche e un’altissima torre di ciambelle? Per i più intellettuali c’è la stanza “Barbados”, con librerie e scaffali tutti da assaggiare, cesti di frutti in pasta di biscotto dipinti a mano e sculture in cristallo di zucchero di ispirazione fiorentina. Beh, carie a parte, potrebbe essere la meta ideale per un dolce fine settimana.
Perche’ le uova di Pasqua
Le uova di Pasqua sono una tradizione pasquale nota in tutto il mondo. Ogni anno, i bambini (ma anche gli adulti) aspettano solo il pranzo del giorno di Pasqua per potere mangiare le uova di cioccolato e per scoprire le sorprese contenute al loro interno. Ormai se ne fanno di tutti i tipi: grandi e piccole, con il cioccolato al latte o fondente, con la sorpresa o senza, industriali o artigianali…l’importante averne almeno uno sul tavolo! La tradizione delle uova di Pasqua è antichissima. Fin dall’antichità nelle credenze pagane e mitologiche, l’uovo è stato un simbolo di vita e sacralità. Nel corso degli anni, con l’avvento del Cristianesimo, questa tradizione venne pressoché mantenuta: l’uovo, oltre che simbolo di rinascita, divenne l’emblema della Resurrezione. La tradizione delle uova pasquali ha così preso sempre più campo, fino ad arrivare ai giorni nostri. L’usanza dell’uovo di cioccolato risale al ventesimo secolo. Questa tradizione ebbe un successo così grande che importanti brand dolciari iniziarono a organizzare grosse produzioni industriali, trasformando le uova di Pasqua in un grande successo commerciale. Ultimamente, a testimonianza dell’ unione sempre più stretta tra le uova e il marketing, in qualsiasi supermercato si possono trovare centinaia di esemplari marchiati con il cartone animato del momento, con i colori delle squadre di calcio, con i film più famosi…E la sorpresa…? Di questa usanza dobbiamo ringraziare l’orafo russo Fabergé. Nel 1883 lo zar di Russia gli chiese di creare un dono speciale per sua moglie. Il gioielliere ebbe una “preziosa” idea: un uovo bianco di platino contenente a sua volta un ulteriore uovo . L’uovo d’oro aveva al suo interno due sorprese: la riproduzione della corona dell’impero e un pulcino. Un’idea che la zarina apprezzò sicuramente, tanto che da allora si sviluppò la tradizione di regalare uova con una sorpresa al loro interno!
L’olfatto questo meraviglioso senso..
Quante volte immergendoci in un ambiente diverso dal nostro abituale, ci siamo soffermati a respirare a pieni polmoni le fragranze permeanti nell’aria? Viaggiando non solo si incontrano nuovi profumi e nuovi odori, ma viviamo sulla nostra pelle vere e proprie esperienze olfattive che ci permettono di ricollegare, anche a distanza di molto tempo, un profumo particolare ad un determinato luogo che abbiamo visitato. Nelle grandi città è possibile entrare in contatto con svariati odori che si sovrappongono, creando un mix variegato di sensazioni olfattive. A Vienna, ad esempio, l’odore che prevale è quello del caffè che filtra dalle numerose caffetterie del centro storico della città. Nocciola e cioccolato, invece, sono odori tipici del quartiere di Ottakring. Questa dolce fragranza si va a mescolare con l’intenso odore di luppolo del vicino birrificio, situato in una delle strade principali. Roma, invece, profuma principalmente di storia, di antichità. Gli odori del passato glorioso si mescolano perfettamente a quelli delle pietanze tipiche del centro Italia provenienti dalle varie osterie del centro storico. Ad Amsterdam, l’odore che fa da padrone è l’aroma di cannabis che fuoriesce dai coffee shop dei quartieri del centro. L’odore della foglia a cinque punte si mescola perfettamente a quello dei tulipani venduti nei chioschi della capitale olandese e degli stand di patate fritte disseminati in ogni dove. L’importanza dell’olfatto è altamente valorizzata in Inghilterra, dove nelle principali città vengono organizzati veri e propri tour olfattivi. Spesso ci soffermiamo a guardare incantati i paesaggi e le meraviglie che ci si prospettano davanti agli occhi, ma ciò che veramente ci portiamo a casa dopo un viaggio, sono un insieme di esperienze sensoriali tra le quali l’odore è destinato a rimanere per sempre nella nostra memoria.
Regali originali…. per San Valentino
A San Valentino spesso è difficoltoso essere originali: un peccato, perché per fare comprendere a chi si ama che è veramente una persona speciale, sarebbe bello che anche il regalo fosse qualcosa di speciale ed unico. Fortunatamente la tecnologia viene in aiuto: potete regalare dei cioccolatini personalizzati, che raffigurano il vostro volto. Lo scorso anno a Tokyo due società (la KS Design Lab e FabCafe) hanno collaborato per realizzare un sistema di scansione 3D che permettesse poi di riprodurre i lineamenti di una persona stampando il cioccolato con una stampante 3D Quel che ne viene fuori è certamente qualcosa di unico: secondo alcuni il risultato è un po’ inquietante, perché la forma della testa di cioccolato avrebbe un qualcosa “di strano”, e poi ad altri fa un po’ impressione mangiarsi l’amato/a specie nella versione lecca lecca che sembra loro la versione dessert dei crani impalati dai cacciatori di teste. Ma come sempre non si può accontentare tutti: certamente, è un qualcosa di originale 
Dolce Carnevale…
Carnevale è la festa più allegra dell’anno, che viene celebrata con travestimenti, scherzi e cibi gustosi. Sapete perché si festeggia in questo modo? Nonostante sia una ricorrenza cristiana, continuano a sopravvivere alcune tradizioni pagane..Il termine Carnevale deriva dal latino carnem levare, cioè togliere la carne, e sta ad indicare il banchetto che si teneva il martedì grasso. L’ultimo giorno di carnevale precede l’inizio del periodo di Quaresima, cioè i 40 giorni che anticipano Pasqua, che si cominciano a contare a partire dal mercoledì delle Ceneri.Proprio perché il Carnevale precede il periodo di astinenza e digiuno della Quaresima, il martedì grasso si festeggia banchettando con lasagne, dolci ed altri piatti abbondanti. In Italia, ogni regione vanta le sue ricette gastronomiche tipiche, ma sarà con i dolci in particolare che verranno celebrati questi giorni di festa. Ogni città ha le sue tradizioni, l’importante sarà che ogni “gustosità” sia fritta e preparata in casa. Il dolce simbolo del Carnevale e diffuso in tutta Italia è la pasta tagliata a nastri e fritta. La ricetta rimane invariata in tutte le regioni ed è solo il nome che cambia: in Sicilia, Piemonte, Lombardia e Campania vengono chiamate “chiacchiere”; in Liguria sono le “bugie”; “cenci” in Toscana; “fiocchetti” in Romagna e “frappe” nel Lazio. A seconda del luogo di produzione verranno aromatizzate con Marsala, acquavite, acqua di fiori d’arancio e ricoperte di zucchero a velo o di miele, cioccolato e mascarpone zuccherato, una dolce ….delizia
Attenzione ai cibi che fanno ingrassare
Andiamo alla scoperta dei cibi che è meglio evitare, perché ci fanno ingrassare senza che ce ne accorgiamo. Le noci di Pecan Ricche di acidi grassi polinsaturi e mono
insaturi. Per 100 g avete circa 740 kcal. Una manciata sarà dunque sufficiente per una merenda sana, ma non di più. La farina di cocco ottima nelle torte o nello yogurt, ha anche molte calorie (680 kcal per 100 g). Non prendetene più di 1 cucchiaio. I grissini sono talmente buoni che ne mangeremmo una confezione intera in pochi minuti…ma sapevate che contengono 430 kcal per 100 g? Il cioccolato fondente con il 70% di cacao La maggior parte di noi pensa che il cioccolato più calorico sia il cioccolato bianco. Falso! Il più ricco è il cioccolato fondente con il 70% di cacao, in quanto contiene più burro di cacao. Rassicuratevi, il cioccolato al latte ed il cioccolato bianco hanno circa 560 kcal per 100 g. dolci con la pasta sfoglia La pasta sfoglia è molto calorica e non facilmente digeribile a causa della presenza di burro. Non esagerate e consumatene con moderazione I pop corn La prospettiva di un buon film, il divano confortevole che aspetta solo voi e i vostri pop corn. Sappiate comunque che 100 g di pop corn contengono 440 kcal, quindi non mangiatevi la ciotola intera! I cereali soffiati Non abusate dei vostri coco pops o dei frosties: sono ricchi di zucchero e di grassi, contenendo circa 415 kcal per 100 g di prodotto.

