I cibi che non scadono mai

Sapevate che ci sono alimenti che non hanno scadenza? Sembrerà strano, ma è così. Ecco i primi sei. Al primo posto c’è il sale: se messo insieme a qualche chicco di riso durerà per parecchio tempo senza modificarsi. Segue la farina di mais, che deve però essere conservata in un luogo asciutto e in un recipiente ermetico. Anche i liquori non hanno scadenza. Basta tenere le bottiglie lontano dalla luce del sole. Caffè solubile e sciroppo d’acero rimarranno immutati per anni se conservati nel congelatore. Infine il miele: se si dovesse cristallizzare, tenetelo a bagnomaria per un paio di minuti e tornerà come appena comprato.

Sale nell’acqua prima o dopo l’ebolizione

Metti il sale perché l’acqua bolle prima e così si risparmia anche del gas”. È uno dei tanti consigli che arrivano in cucina quando si è alla prese con la preparazione di un buon piatto di pasta. Ebbene, questa giustificazione dall’apparenza scientifica che ormai si è diffusa come luogo comune, è falsa.Alcune false nozioni hanno una “presa” talmente forte da diffondersi di persona in persona fino a divenire parte di una cultura locale di cui nessuno si domanda più l’origine, trasformandosi così in verità acquisite. La spiegazione dell’attesa dell’ebollizione dell’acqua prima di salarla per non rallentare l’ebollizione, è un esempio di “bufala” che si è propagata senza accorgersi del contenuto di un grossolano errore logico.Si può salare la pasta in qualsiasi momento senza che il tempo di attesa dell’ebollizione dell’acqua salata cambi e il motivo è molto semplice: è vero che quando si aggiunge il sale nell’acqua, creiamo una soluzione che, in quanto tale, ha una temperatura di ebollizione lievissimamente maggiore dell’acqua “sciocca”, ma è anche vero che poi la pasta la cuociamo in acqua salata. Sembra incredibile ma questa banale osservazione non viene mai fatta: il confrontare la temperatura di ebollizione dell’acqua salata con quello dell’acqua pura, in cui nessuno cuoce mai la pasta. Quindi, sia che si sali quando l’acqua bolle, oppure da fredda, non potremo evitare di dover fornire quelle calorie in più necessarie per coprire l’innalzamento della temperatura. Né il tempo né il consumo di gas del fornello verranno mai risparmiati o persi, ma saranno sempre gli stessi in entrambi i casi.Dunque salate quando preferite, il tempo di attesa non cambia. Chi fosse davvero interessato a ridurlo, si ricordi invece di usare il coperchio. Prove pratiche mostrano che le differenze, tra il farne uso o meno, possono essere di molti minuti o, in percentuale, del 20%, quindi assolutamente non trascurabili.

Tipi dolci o salati

Negli ultimi anni che gli psicologi sociali hanno fatto del rapporto con il cibo materia di studio. Scoprendo fino a che punto creatività, severità, aggressività, ansia, fiducia in noi stessi abbiano buone probabilità di rivelarsi a tavola. I ricercatori della North Dakota University di Chicago hanno dimostrato il legame scientifico tra i gusti e il carattere delle persone. Dall’analisi dei risultati di test condotti su un campione di studenti universitari, hanno scoperto che la propensione per i cibi dolci rispecchia un carattere disponibile e collaborativo. Esiste un “effetto bontà”: chi mangia un pezzo di cioccolato è subito più disponibile a offrirsi come volontario per un lavoro non retribuito rispetto a chi mangia un cibo salato.Anche per Ferdinando Dogana, ordinario di Psicologia, la preferenza per dolce e salato ha un preciso collegamento caratteriale: i tipi “dolci“, che vanno pazzi per pasticcini, torte e frutta, sono più emotivi e propensi ad avere cura degli altri, i tipi “salati”, ghiotti di pasta, pizza e cracker, sono invece estroversi e indipendenti.Secondo lo psicologo del cibo Leon Rappoport, le motivazioni alla base dei nostri acquisti al supermercato sono collegate alle teorie sulla struttura della personalità. Di tipo freudiano sarebbe, per esempio, l’intima relazione esistente tra cibo, sesso e violenza. Come il bimbo succhiando dal seno materno sperimenta per la prima volta il piacere dei sensi, l’adulto trova soddisfazione in cene smisurate.

 

Cibi che fanno invecchiare.

Sapevate che alcuni alimenti fanno solo male e molti di questi vengono spacciati per “salutari”? Se li evitate, potrete vedervi più giovani e ritardare l’invecchiamento della pelle e dell’organismo. Ogni volta che ingeriamo un alimento, il corpo reagisce di conseguenza per digerirlo. Alcuni ingredienti o cibi ci fanno invecchiare più rapidamente mentre altri hanno l’effetto contrario. Consumare tutti i giorni alimenti che fanno bene, permetterà di vedere dei miglioramenti sul nostro corpo, di ‘sentirlo’ più sano. Non solo esteriormente, ma anche interiormente. E’ il risultato di un indagine svolta da un team di ricercatori,tra i processi che si svolgono nel nostro corpo e che favoriscono la vecchiaia o la giovinezza troviamo: l’ossidazione, l’infiammazione e la glicazione. Non parliamo solo di rughe o capelli grigi, ma anche di invecchiamento di organi, muscoli e articolazioni. Qualcosa di molto più importante dell’estetica eccone una lista: dai quali sarebbe bene stare alla larga per non accelerare l’invecchiamento cellulare Alcol, Dolci, Carne troppo cotta, Carne Rossa, Cibi salati, Carni lavorate, Bevande energetiche, Bevande e alimenti con caffeina, Alimenti a base di Grano, Cibi confezionati e già pronti