Quando la coppia è in vacanza

«Ferie estive? Ormai le temo come il blackout dei computer il lunedì, », si sfoga Paola, 33 anni, imprenditrice. «Non c’è stato anno con Giulio, che non si sia scoppiati in liti furibonde nel clou della vacanza, e a rimuginare per il resto del tempo. Una volta perché si è persa una coincidenza aerea, un’altra perché il mare non si poteva raggiungere a piedi in dieci minuti, un’altra ancora perché c’era poco campo e ogni giorno si girovagava col cellulare. Confesso, arrivo al giorno del rientro con sollievo: finalmente a casa, fine delle discussioni». Quasi un malefico paradosso, la vacanza tanto sospirata, l’oasi  sognata nella traversata annuale del mare agitato da lavoro, figli, parenti, scadenze, si trasforma in una battaglia per la sopravvivenza non solo dell’agognato relax, ma della coppia in breve. Lo scenario di Paola è diventato un tale ritornello nei racconti post-ferie dell’ultima generazione turistica che il gruppo internazionale Club Med ha lanciato di recente una ricerca dal titolo significativo, “Guai in paradiso”, dove il serpente perfido, più che a peccare, è la tentazione a litigare. Sotto esame, infatti, non sono tanto le abitudini o i gusti delle coppie in vacanza, quanto i loro scontri – dove, come, quando e perché si scopriranno divisi e in lotta, anziché uniti e beati. Dato che, questo è il principio da cui si parte, in quei giorni, prima o poi, volenti o nolenti, litigheranno di sicuro. Piuttosto, però, quel che colpisce, leggendo i risultati, è quanto siano a prima vista insipidi i pomi della discordia: il ristorante della sera o il menù, la gita del giorno, la lettura della cartina sulla guida, il tempo per cambiarsi d’abito. Come se, più che di reali motivi, si trattasse di pretesti.«Sempre più spesso ascolto coppie che si lamentano di essere state in vacanza e aver litigato tutto il tempo», commenta Daniela Rossi, psicologa Ma non è certo la vacanza la causa di cui la lite è il sintomo. La questione sono le aspettative che, dopo un anno di stress sul lavoro, sui budget familiari, sui tempi e la gestione di casa e figli se ci sono, si riversano su questa pausa. Non si vede l’ora di fuggire ma, quando il momento arriva, si parte troppo stanchi, già tesi e con un carico di emozioni compresse eccessivo da smaltire.

L’era dei telefonini

Chi era Francisco Tárrega? Eppure, il suo Gran Vals è il brano musicale più ascoltato nella storia della musica. Tutti lo abbiamo sentito corrisponde infatti alla suoneria per cellulari più famosa del mondo. La Nokia ne acquistò i diritti d’uso e da allora non passa giorno in cui non ci capiti di ascoltare le note del chitarrista spagnolo L’ingegnoso oggetto nato per consentirci di telefonare senza filo è ormai un fattore critico dell’evoluzione della specie Ha modificato il nostro stile di vita. Vuoi mettere la soddisfazione di gestire uno smartphone di ultima generazione come se fosse una  plancia di comando degli “infiniti mondi”?. È stato stimato che i margini di sviluppo del traffico mobile siano enormi. La dipendenza da telefonino, è destinata a diventare una forma di schiavitù. Si prevede che nel 2020 ci saranno nel mondo 50 miliardi di dispositivi connessi alla rete. Nel 2011, le quattro sorelle della telefonia mobile Vodafone, Tim, Win e 3 Italia hanno fatturato oltre 25 miliardi di euro. Quando non sappiamo cosa dirci ce lo diciamo al cellulare. Iniziamo con la domanda rituale “cosa stai facendo?” o “dove sei?”. È ininfluente sapere se il nostro interlocutore sta bene. Tanto, è di noi che intendiamo parlare. Ascoltare? Sì, ogni tanto ma distrattamente… Sentirci reperibili senza soluzione di continuità, a disposizione 24 ore su 24, tant’è che moltissime persone non spengono mai il cellulare e se lo portano anche in bagno per il timore di perdersi una chiamata, alla lunga comporta l’accumulo di stress. Il cellulare, trasformatosi da strumento a must, da supporto comunicazionale a idolo, è al centro delle nostre attenzioni anche in vacanza. Il telefonino rende più dipendenti dagli altri, più emotivi e più ansiosi. Abusarne per inviare sms non ha indebolito solo le relazioni sociali, sempre più frettolose e superficiali, ma anche la padronanza del linguaggio. Ci stiamo involvendo, è chiaro, però le nostra dita sono diventate talmente veloci che in una sfida vinceremmo contro qualunque pistolero del Far-West. Quanto tempo perdiamo nell’arco di un giornata per controllare se la batteria è carica e quante tacche ci sono, se vibra, se abbiamo ricevuto messaggi e chiamate, se è ancora nelle nostre borse o l’abbiamo smarrito? La verità è che il cellulare non è più uno strumento per comunicare ma un palliativo al vuoto esistenziale, un cordone ombelicale affettivo, un amico vincolante. È come la coperta di Linus. Peccato che anziché infondere sicurezza promuova comportamenti compulsivi

Rest Test

Un gruppo di ricercatori, della Durham University, ha, reso noti i risultati del Rest Test, un recente studio, di rilevanza mondiale, sul riposo. Il “Test sul riposo” sarebbe stato eseguito tramite sondaggi online, il cui scopo sarebbe quello di indagare le abitudini delle persone, ponendo una particolare attenzione al modo in cui queste intervallano i momenti di attività a quelli di relax. Lo studio prende in considerazione tutti quegli episodi di momentanea distrazione, noti comunemente come “sogni ad occhi aperti,” i quali, il più delle volte, si manifestano spontaneamente come parte integrante del flusso di coscienza. Pensare alla prossima uscita con gli amici per una cena o semplicemente per un aperitivo, mentre si è impegnati a studiare, fantasticare su un futuro viaggio al mare su un isola o a visitare una città d’arte, ma anche progettare nella mente la propria giornata tipo: sono soltanto alcuni esempi di sogni ad occhi aperti. Grazie ad un sondaggio condotto con l’aiuto di una app per cellulare, su un campione di 2500 volontari, è stato appurato come il 47% degli intervistati trascorra il tempo vagando con la mente. Per l’appunto, nell’arco della giornata, la mente degli individui si ritroverebbe a fantasticare in almeno il 30% delle attività svolte.Questo passatempo apparentemente innocuo, però, è da sempre oggetto di critica anche da parte degli ambienti scientifici, che lo ritengono deleterio, in quanto influirebbe negativamente la lettura, la capacità di concentrazione e la memoria. Decisamente rischioso, inoltre, sognare ad occhi aperti mentre si è al volante. Secondo una ricerca, in effetti, circa il 52% degli incidenti stradali sarebbe causato da questi fenomeni di temporanea distrazione. Per quanto riguarda il piano emotivo, ancora, alcune teorie sosterrebbero la tesi secondo cui vagare troppo spesso con il pensiero ostacolerebbe la conquista della felicità. Avere la testa fra le nuvole. Recenti studi, rinnegando questa visione negativa, gettano, al contrario, una nuova luce sui “viaggi mentali” e ne evidenziano i benefici. Essi, ad esempio, incoraggiano la creatività e hanno un influsso favorevole nella capacità di risolvere i problemi e di pianificare il futuro. Smentita anche l’idea che vuole chi sogna ad occhi aperti sia meno felice: in realtà immaginare quattro eventi positivi che potrebbero verificarsi il giorno dopo aumenterebbe il grado di felicità dell’individuo. Infine, non soltanto perdersi con il pensiero è un utile antidoto contro la solitudine, ma rappresenta persino un valido svago, oltre ad essere estremamente rilassante. Nulla di male, dunque, nell’andare un po’ più in là con la fantasia, purché, però, si ritorni poi con i piedi per terra.

 

Novità tecnologiche

La scienza e la ricerca galoppano e non si può negare che il progresso facilita la vita in assoluto e stimola la mente umana a nuove idee che producono invenzioni inimmaginabili, internet vola  Eccone alcune: SPACE CASE 1, irrinunciabile per chi ama viaggiare . È un trolley su 4 ruote in policarbonato, realizzato in due misure e 8 colori: apparentemente sembra una borsa normalissima, in realtà contiene in sé una quantità di funzioni davvero utili e, soprattutto, non la perderete mai di vista! Intanto ha un sistema di sicurezza a impronta che riconosce solo la vostra o che si sblocca attraverso una app del vostro cellulare. Poi, ha due porte usb esterne dove si possono ricaricare cellulare e pc, è dotata di sistema bluetooth e speaker, ma soprattutto di un sensore anti ladri collegato al vostro cellulare che vi avvisa attraverso un suono se la valigia viene spostata senza autorizzazione. Davvero straordinario! Dedicata ai pigri: è una ruota che si può montare su qualunque bicicletta trasformandola in modello a pedalata assistita, integra un motore elettrico, una batteria al litio e un app che funziona via bluetooth: la ricarichiamo  pedalando. Veramente pazzesco! PHREE. È una penna digitale che scrive su qualunque superficie e che, attraverso il bluetooth trasmette appunti o disegni al vostro computer o al cellulare, facendoli comparire sui loro schermi. Ma permette di rispondere anche alle chiamate e ai messaggi di testo. HENDO. Sembra una vera magia questo meccanismo che fa lievitare dal suolo di circa 10-20 centimetri qualunque oggetto a cui è applicato. Il suo uso più eclatante è l’applicazione a uno skateboard: quello volante del film “Back to the Future 2” è diventato una realtà. Sarà il regalo più desiderato da ogni ragazzino super-tech.

Cocco bello….!!!!

Sole, mare, estate, se in spiaggia al grido di “cocco bello” scattate sull’attenti, forse siete veri amanti di questo frutto esotico. Ecco perché abbiamo pensato di parlarvi di questo frutto ideale anche per preparare delle ricette  sia dolci che salate con questo ingrediente eccezionale. Cocco fresco e cocco secco: Dovete sapere che il cocco fresco non è quello che arriva sulla nostra tavola, con il guscio duro e la polpa dura e croccante. In realtà il cocco appena raccolto è verde e ha all’interno una freschissima acqua energizzante e idratante e una polpa dolce e cremosa. Per consumare il cocco fresco basta tagliare la calotta e poi infilare all’interno una cannuccia e un cucchiaio per bere l’acqua e mangiare la polpa. Purtroppo, raramente questo frutto arriva sulle nostre tavole perché va raccolto e consumato in breve tempo. Il cocco che troviamo più facilmente nei supermercati invece, è il cocco secco, quello che viene rotto con il martello perché ha un guscio molto duro e ha all’interno una polpa bianca a marrone tutta da sgranocchiare. Il cocco è un energetico naturale perché ricco di potassio e grazie alla presenza di vitamina B e C è utile in caso di debolezza, nervosismo e problemi urinari. Ha anche un notevole effetto saziante e può essere utilizzato per ridurre l’appetito quando si segue una dieta dimagrante. Attenzione alle quantità, però, perché è molto calorico. Il latte di cocco non contiene lattosio, ma è ricco di acido laurico che mantiene in buono stato la salute delle ossa. Il cocco ha anche proprietà rigenerative a livello cellulare e aiuta a rinforzare il sistema immunitario. Da qualche tempo inoltre è possibile trovare in commercio uno zucchero molto aromatico che si produce con il nettare di cocco. Lo zucchero di cocco non viene ricavato dal frutto, ma della palma e il fluido che si ottiene è molto zuccherino non è da confondere però con lo zucchero di palma, molto meno conosciuto in Italia.Per produrre lo zucchero di cocco viene inciso il fiore della palma da cocco, per poi ottenere il nettare che poi viene essiccato a temperature abbastanza alte finché l’acqua non viene totalmente eliminata Lo zucchero di cocco è ricco di vitamine, ha un indice glicemico abbastanza basso, non contiene conservanti e non viene trattato con agenti chimici.

 

Giornata mondiale delle emoji

Nella giornata di oggi, 17 luglio, il web  festeggia il World Emoji Day, una giornata dedicata alle simpatiche faccine  che ogni giorno vengono utilizzate all’interno delle applicazioni di messaggistica istantanea e nei social network per esprimere in pochi secondi uno stato d’animo o un’azione, comparendo accanto ad un buongiorno, una buonanotte, a una frase, a un caffè.  A decretare la data di oggi come la giornata delle emoji ci ha pensato il portale Emojipedia, all’interno del quale è possibile trovare la lista di tutte le emoji disponibili dei vari dispositivi. Come riportato nel sito ufficiale l’evento si celebra nella giornata odierna poiché l’emoji calendario presente all’interno dei dispositivi iOS mostra la data del 17 luglio. Da qui è nata l’idea di organizzare una giornata celebrativa per le “faccine” che ogni giorno vengono utilizzate da tantissimi  utenti nel mondo. Le emoji di Google e Microsoft mostrano un calendario con una generica vista mensile, senza alcuna data in primo piano. Nonostante ciò, come è possibile osservare dalle tendenze di Twitter, in queste ore l’hashtag #WorldEmojiDay ha raggiunto la cima dei Trending Topic grazie ai numerosi messaggi pubblicati dagli utenti che stanno festeggiando le emoji più utilizzate di sempre. Alla ricorrenza si sono uniti anche numerosi brand che hanno colto l’occasione per realizzare delle divertenti campagne di marketing.

 

Quando lui va in vacanza senza di te

Le vacanze sono uno dei momenti preferiti dalla coppia. Si desiderano, si attendono, si programmano insieme. Ma non sempre si riescono a fare come si vorrebbe. Talvolta divergenze organizzative, impegni lavorativi o imprevisti dell’ultima settimana ci sottraggono dalle mani il sogno della vacanza condivisa. E la soluzione diventa una: accettare di partire da soli, in tempi diversi. Altre volte, è il partner stesso a rivendicare il bisogno di “staccare la spina” da tutto: relazione inclusa. È allora bene parlarne e chiarire ogni dubbio. Lasciarsi alle spalle gelosia e rabbia, senza dar spago alle ansie da controllo. A ribadirlo è la psicologa Lucia Vaselli, che ci offre una visione positiva sulla vacanza separata. Quali consigli darebbe, per “accettare” questa situazione? Purtroppo ci sono delle volte in cui si è costretti a fare vacanze separate, per questioni organizzative, lavorative o imprevisti. Allora non c’è molto da fare, se non accettarlo. Magari si può pensare a ritagliarsi uno spazio breve, come un weekend al mare, in cui stare intanto insieme. Nulla vieterà di prendersi, in simultaneità, qualche giorno di ferie più in là. Nel caso in cui, invece, è lui che vuole andare in vacanza per conto suo, la faccenda si complica. Se ha dato una spiegazione valida della sua scelta, lei potrà per lo meno mostrarsi comprensiva. Facendogliela comunque scontare con qualche battutina, o con un po’ di broncio: noi donne siamo fatte così. Ma se lui non ha dato motivazioni precise, ecco che potrebbe sorgere un acceso conflitto. L’unica via per uscirne sarà, come sempre, parlarne. Chiaramente prima della partenza. Se si tratta di un rapporto solido, lo scontro servirà a confrontarsi. Per non entrare nel tunnel della rabbia e della gelosia, occorre lasciare che lui viva la sua vacanza. Che senta la mancanza della partner. Il che non potrà accadere, se ce l’ha sempre addosso! Se lei non riesce a trattenersi dal viverla con stress e con manie di controllo, tanto vale ‘forzarsi’ e sforzarsi. Mollare il cellulare a casa, uscire, fare shopping, concentrarsi sul lavoro,aperitivo con gli amici. Potrebbe venir fuori persino il lato positivo di questa apparente solitudine: la bellezza di riscoprire un contatto con voi stessi. In fin dei conti, trascorrere vacanze diverse e separate potrebbe anche far bene alla coppia…