Iniziare bene la giornata

La prima colazione è, secondo i nutrizionisti, il pasto più importante della giornata, eppure una donna su tre ammette di sacrificarla a favore della cura per il proprio aspetto. Ci si sveglia il più tardi possibile e sono mille le cose da fare prima di uscire: trucco, una messa in piega veloce, decidere che cosa indossare durante la giornata. E, oltre alle forzate dello specchio, c’è anche una consistente minoranza, pari a una donna su sei, che rinuncia completamente alla prima colazione nel tentativo di perdere peso. Ma, per qualunque motivo lo si faccia, chi affronta la giornata senza la breakfast, deve accettare di fare i conti a metà mattina con i morsi della fame. La diffusione di queste cattive abitudini mattutine emerge da un sondaggio, atto a per sensibilizzare le persone sull’importanza del primo pasto della giornata. Dall’indagine risulta che un quarto delle donne salta la colazione una volta a settimana, mentre il 12% esce di casa tutti i giorni a stomaco vuoto. Tra le cause riferite da questo gruppo di stoiche digiunatrici ci sono la volontà di presentarsi con un aspetto il più possibile curato, il desiderio di dimagrire, o semplicemente il fatto che al mattino non si ha fame e si desidera dormire un quarto d’ora in più.E a metà mattina che accade? Tutte le donne che rinunciano alla prima colazione dichiarano di sentirsi affamate; due su cinque, in più, lamentano un senso di stanchezza e il 15% ha difficoltà a concentrarsi. Dal punto di vista scientifico sembra che questi sacrifici in nome della linea siano del tutto inutili: la nutrizionista Govindji, commentando i risultati del sondaggio, spiega: “Non c’è alcuna evidenza scientifica sul fatto che saltare la colazione aiuti a dimagrire, anzi vi sono delle ricerche recenti che evidenziano come per mantenere il peso forma il primo pasto del mattino sia essenziale, Secondo l’esperta, inoltre, è normale non avere molto appetito al mattino. Cercare di mangiare almeno qualcosa di leggero entro due ore dal risveglio è però importante, perché saltare del tutto l’appuntamento con la prima colazione aumenta il rischio di sviluppare problemi di metabolismo ed è anche nocivo per il sistema cardiaco.

Caffè con l’uovo

Negli Stati Uniti non sanno che da questa parte del mondo ci sono bar a profusione a offrire un cucchiaino di zabaione da aggiungere all’espresso al bancone. Lasciamo loro credere di aver inventato questa stupefacente novità che da noi è conosciuta come una misura antica che serviva ad accompagnare il contadino che usciva per andare a lavorare. L’idea è all’incirca quello della ricetta tibetana, ovvero aumentare la quantità di calorie a disposizione del bevitore. Esiste una tradizione di tuorlo sbattuto in tazza proveniente da un altro paese asiatico, il Vietnam, pare motivata storicamente da una complessità nel reperire il latte da aggiungere al prezioso liquido nero. Mentre nel Midwest il cosiddetto “Church Basement Coffee” si prepara associando un uovo intero secondo alcune ricette, completo di guscio ai grani da macinare. Va da sé che infilare una cosa simile nella moka la annienterebbe, quindi si usa rigorosamente il caffè filtro. Questa variante sarebbe stata introdotta dai migranti svedesi che dovevano sostenersi durante le lunghe traversate oceaniche.

Il riscaldamento globale minaccia anche il caffè

La maggior parte delle varietà selvatiche di caffè potrebbe andare definitivamente perduta nei prossimi decenni, a causa di un mix letale di cause di cui fanno parte deforestazione, cambiamenti climatici e parassitosi. La sentenza che arriva da uno studio appena pubblicato su Science Advances getta un’ombra di angoscia anche sulle piantagioni commerciali, oggi dominate da due specie prevalenti: arabica e robusta. La prima è sensibile alle alte temperature, la seconda all’aridità del suolo. Le 124 varietà di piante selvatiche del caffè potrebbero favorire i coltivatori a potenziare la resistenza verso l’uno o l’altro tratto, ma con meno specie a disposizione, anche le opzioni per rinforzare arabica e robusta contro le condizioni ostili si ridurrebbero. I ricercatori del Royal Botanic Gardens, hanno impiegato due decenni per catalogare accuratamente tutte le varietà selvatiche di caffè con la loro distribuzione, i rischi che corrono e le caratteristiche salienti come quantità di caffeina contenuta, resistenza alla siccità e ai parassiti. Dal confronto di questi dati è emerso che 3 specie su 5, rischiano di scomparire nei prossimi decenni. Su 124, ben 75 sono minacciate di estinzione e tra queste 13 sono gravemente minacciate.Il 72% delle specie selvatiche di caffè cresce in aree protette, tuttavia questi paletti sulla conservazione rimangono spesso soltanto “sulla carta”, perché queste stesse zone non sono immuni da deforestazione e cambiamenti climatici. Mantenere la diversità genetica del caffè fuori dai suoi habitat naturali è difficile e molto costoso: rimangono le banche dei semi ma sono soluzioni di emergenza, afflitte da una cronica carenza di fondi. In Paesi come l’Etiopia, dove un quarto della popolazione vive delle attività legate al caffè, occorre trovare soluzioni con urgenza: una di quelle oggi sperimentate è la suddivisione delle foreste in cui crescono le varietà selvatiche in aree più piccole e facili da monitorare. L’onere di preservare le specie più a rischio non può spettare soltanto ai Paesi produttori. Se tutti beneficiano del caffè, tutti dovrebbero contribuire.

Un caffè davvero speciale

Un caffè con note aromatiche uniche date da un processo di lavorazione, e invecchiamento, davvero particolare Parliamo del Colombia Barrique Rum Fermentation Sandalj Trading Company  ha proposto questo caffè “fuori dalle righe , un caffè fermentato all’interno di botti di Rum, procedimento molto particolare di lavorazione del caffè verde proveniente dalla regione di Caldas, in Colombia, che dal 2011 è riconosciuta dall’UNESCO come “Cultural Heritage”.Coltivato tra i 1350 e i 1470 metri nella Finca San Jose, questo caffè gode di un terreno ricco di cenere del Vulcano Nevado de Ruiz, di un’ottima esposizione solare e una temperatura media durante l’anno compresa tra i 21° e i 25°.Le drupe più adatte a questo processo devono avere un colore violaceo ed essere molto mature, e per questo vengono selezionate amano con il metodo picking durante il secondo o terzo raccolto dell’anno.Questo lotto viene processato con il metodo lavato, con una fermentazione in vasca di massimo 20 ore. L’asciugatura iniziale viene fatta all’interno del silo e terminata naturalmente su  Marquesinas veri e proprio essiccatore solare, caratterizzato dall’avere una copertura in polietilene e una struttura di archi in bambù o PVC, dove il caffè viene essiccato in un unico strato su letti sospesi esposto al sole. Tutto il caffè, di varietà Castillo , viene selezionato per dimensione, trattenendo soprattutto buratti 17 e 18, e messo all’interno di barili di Rum che hanno contenuto la “tafia” per almeno 8 anni dove viene lasciato per circa 3 mesi per raggiungere il risultato desiderato. La crema di questo caffè è di un bel color nocciola e ha una buona elasticità, le note olfattive molto intense ricordano senza dubbio il rum. All’assaggio la tazza è molto bilanciata, con una buona dolcezza e questa nota liquorosa molto particolare che ricorda uno dei nostri dolci preferitiil Tiramisù.Dolcezza e note aromatiche di Rum che proseguono anche nel retrogusto molto gradevole.

 

 

 

Prendere decisioni

Prendere decisioni. Il tema a prima pare frutto di elaborati processi mentali, di problemi analizzati a fondo, soprattutto dal punto di vista razionale. Pensiamo a grosse decisioni in campo lavorativo Affrontiamo quell’investimento sulla nuova linea di produzione? Ma anche nella nostra vita di tutti i giorni, già da quando dobbiamo decidere se alzarci al mattino o dormicchiare ancora, se fare colazione con cappuccino e brioche o con un semplice caffè, se proseguire una relazione affettiva, affidarci alle cure di uno specialista, oppure decidere tra un primo piatto o un insalata, o fra vacanze al mare o in montagna. Se ci pensiamo, prendiamo continuamente decisioni. Alain Berthoz, ne è assolutamente convinto. La decisione è una proprietà fondamentale del sistema nervoso fondata su meccanismi di simulazione interna del corpo nasciamo e ci evolviamo per prendere decisioni, in rapporto al mondo è stato dimostrato che l’uomo non decide solo razionalmente, ma anche con un contributo molto importante del cervello emotivo

Il caffè rosa per instagrammabili

Si chiama pink latte ed è una delle nuove tendenze del cibo per il 2018 pronta a fare concorrenza al matcha latte. In pratica è un latte rosa millenario per fare cappuccini rosa a prova di su Instagram. Dietro il cappuccino ma anche in versione latte macchiato, eh rosa c’è un ingrediente davvero salutare che forse non ti aspetteresti proprio di consumare a colazione. Il colore rosa del rosa latte infatti si ottiene con niente meno che… La barbabietola, tant’è vero che spesso lo puoi trovare con il nome di latte alla barbabietola, appunto. State già storcendo il naso perché siete quelli  che “Io la barbabietola proprio non riesco a mangiarla”? Tranquilli, innanzitutto per creare il latte rosa non si usa la barbabietola che si mangia, ma la barbabietola in polvere che, grazie alle betalaine i pigmenti che conferiscono alla barbabietola il suo colore rosso, mixata con il latte crea il rosa millenario perfetto. Ma oltre ad essere esteticamente molto d’impatto, il latte rosa è anche salutare proprio grazie alla polvere di barbabietola che è naturalmente ricca di minerali, vitamine, potassio, magnesio, rame e ferro che la rendono un super alimento dalle proprietà antiossidanti. Non solo, la barbabietola è naturalmente dolce, quindi non hai bisogno di aggiungere lo zucchero alla colazione, ma se vuoi darti la carica perché senza caffeina non riesci nemmeno ad alzarti dal letto, sappi che la combinazione  latte rosa + caffé è assolutamente contemplata, così come le versioni vegan con il latte di soia, di riso, di mandorle e chi più ne ha più ne metta!

Se la tazzina del caffè.. potesse parlare…

“Che cosa posso portarle? Un espresso, un latte macchiato, un cappuccino?” Quante volte avete sentito questa domanda? Potrebbe essere la domanda di una qualsiasi cameriera in un qualsiasi bar. Se le tazzine da caffè potessero parlare racconterebbero storie infinite, lei la tazzina, quella che vi siete trovati davanti un milione di volte in chissà quanti momenti della giornata.  La tazza sembra aver visto di tutto: dall’inizio di una relazione all’incontro di una coppia che pone fine alla loro storia. Tra i due, a separarli, sempre le stessa tazzina, spettatrice muta delle molteplici forme che può assumere un incontro. Ho visto lacrime. Lacrime di gioia, lacrime di dolore. Ho sentito le risate. Ho visto crescere relazioni. Tutto cominciava sempre con una semplice tazza di caffè. Qualche volta sono stata testimone della nascita di sogni e grandi idee, altre volte le ho viste morire. Sono stata presa nelle mani dei ricchi, dei poveri, dei giovani e degli anziani. Un modo unico di unire persone di diverse culture e credenze. Con me tra le loro mani, queste persone sono unite. Una tazza di caffè se potesse parlare testimonierebbe  milioni di relazioni tra esseri umani

Cappuccini supercolorati e super apprezzati

Un ottimo cappuccino, con una crema setosa e priva di bolle, magari decorato con un “tulip” o una “rosetta” in latte art, è sicuramente uno dei punti di forza sul quale puntare se si vuole costruire una caffetteria di successo. Ma come ampliare la nostra offerta stuzzicando la curiosità o venendo incontro alle richieste e i bisogni dei nostri clienti Se dei cappuccini preparati con latte di Soya, Mandorla, Avena, senza lattosio sono sicuramente alternative interessanti al latte vaccino che possono catturare una fascia di clientela che punta alla qualità delle bevande con un occhio alla linea e ad eventuali intolleranze, l’utilizzo di coloranti alimentari quelli che vengono usati per colorare la pasta di zucchero per il cake design può catturare l’attenzione di un’altra fetta di clientela più giovane e “social”, ma anche dei bambini. Naturalmente dei latte colorati, tendenza food sempre più presente sui social. Possiamo dire che, in un certo senso, il precursore sia stato il latte di unicorno, che ha conquistato i palati dei newyorkesi. Da lì al diffondersi di altre varianti colorate, il passo è stato breve. Tra i latte colorati più belli troviamo quello al carbone vegetale, quello verde al the matcha, la versione viola a base di patate viola, il particolare latte alla curcuma e ultimo  ma non meno importante il latte blu al the matcha.E’ possibile colorare il cappuccino con ingredienti naturali creando delle ricette sane, genuine e piacevoli sia alla vista che al palato.