Il riscaldamento globale minaccia anche il caffè

La maggior parte delle varietà selvatiche di caffè potrebbe andare definitivamente perduta nei prossimi decenni, a causa di un mix letale di cause di cui fanno parte deforestazione, cambiamenti climatici e parassitosi. La sentenza che arriva da uno studio appena pubblicato su Science Advances getta un’ombra di angoscia anche sulle piantagioni commerciali, oggi dominate da due specie prevalenti: arabica e robusta. La prima è sensibile alle alte temperature, la seconda all’aridità del suolo. Le 124 varietà di piante selvatiche del caffè potrebbero favorire i coltivatori a potenziare la resistenza verso l’uno o l’altro tratto, ma con meno specie a disposizione, anche le opzioni per rinforzare arabica e robusta contro le condizioni ostili si ridurrebbero. I ricercatori del Royal Botanic Gardens, hanno impiegato due decenni per catalogare accuratamente tutte le varietà selvatiche di caffè con la loro distribuzione, i rischi che corrono e le caratteristiche salienti come quantità di caffeina contenuta, resistenza alla siccità e ai parassiti. Dal confronto di questi dati è emerso che 3 specie su 5, rischiano di scomparire nei prossimi decenni. Su 124, ben 75 sono minacciate di estinzione e tra queste 13 sono gravemente minacciate.Il 72% delle specie selvatiche di caffè cresce in aree protette, tuttavia questi paletti sulla conservazione rimangono spesso soltanto “sulla carta”, perché queste stesse zone non sono immuni da deforestazione e cambiamenti climatici. Mantenere la diversità genetica del caffè fuori dai suoi habitat naturali è difficile e molto costoso: rimangono le banche dei semi ma sono soluzioni di emergenza, afflitte da una cronica carenza di fondi. In Paesi come l’Etiopia, dove un quarto della popolazione vive delle attività legate al caffè, occorre trovare soluzioni con urgenza: una di quelle oggi sperimentate è la suddivisione delle foreste in cui crescono le varietà selvatiche in aree più piccole e facili da monitorare. L’onere di preservare le specie più a rischio non può spettare soltanto ai Paesi produttori. Se tutti beneficiano del caffè, tutti dovrebbero contribuire.

Ananas contro le scottature

Dell’ananas non si butta via niente. Mettiamo da parte il maiale e cominciamo a rileggere le nostre conoscenze in termini di proverbi. Perché l’ananas benefici ne ha una marea, oltre ad essere buonisssssimo E se quelli mangerecci li conoscevamo già, direttamente dal Brasile, nello specifico nelle università di Campinas e Sorocaba, i ricercatori hanno scoperto che la bromelina contenuta nella buccia dell’ananas è in grado di aiutare la pelle a guarire da lesioni, scottature e ferite, stimolando il rinnovamento cellulare. Gli studiosi hanno infuso in laboratorio la bromelina della buccia in nanocellulosa, prodotta dall’azione dei batteri nei resti della frutta matura, realizzando così una sorta di bendaggio gelatinoso trasparente che poi hanno applicato sulla pelle. Dall’osservazione in laboratorio, i ricercatori hanno visto che la pelle guariva due volte più in fretta grazie all’azione composta di bromelina e nanocellulosa, che aiutano lo smaltimento delle cellule morte e permettono così una maggiore ossigenazione della pelle. Il tutto a impatto quasi zero, considerando quanti ananas si consumano giornalmente in Brasile. Sfruttarne la buccia in medicina è un ottimo esempio di riciclo intelligente.Svelata dalla Reuters e da Quartz, la scoperta delle nuove proprietà dell’ananas potrebbe dare una svolta notevole e ampliare la lista della bontà del frutto usato per preparare le nostalgicissime piña colada dal sapore anni 90. Non solo ananas brucia grassi come è spesso stato osannato, non solo “ananas proprietà sessuali” si dice sia un discreto afrodisiaco, Che il frutto a polpa gialla fosse un portento e l’ananas controindicazioni ne ha poche si sapeva ma questo nuovo twist negli studi è del tutto inaspettato. E over the top per chi ha provato di tutto pur di curare i piccoli fastidi che d’estate affollano l’epidermide scottature, punture di zanzare, taglietti microscopici, abrasioni e via rovinando…. Al momento il bendaggio all’ananas dei ricercatori brasiliani è ancora in via sperimentale, ma potremmo presto rubricare la buccia dell’ananas nella categoria “rimedi naturali scottature” assieme alle fette di patata e all’osannatissima aloe vera, considerata comunemente tra i migliori rimedi casalinghi per scottature La bontà dell’ananas in ogni momento della giornata può essere fondamentale anche per rendere la pelle più bella e luminosa

Stiamo finendo il cioccolato

Ne mangiamo così tanto…che lo stiamo finendo tutto!! Sarà vero? La notizia che il cioccolato stia per finire si sente da un po’ di tempo. Dobbiamo preoccuparci sul serio? Nel 2013 ci siamo dati così tanto alla pazza gioia che abbiamo mangiato più cioccolato di quello che è stato prodotto: di questo passo entro il 2020 la produzione di cacao potrebbe non arrivare a coprire il fabbisogno mondiale. L’allarme è stato lanciato da una multinazionale statunitense la maggior produttrice di cioccolato al mondo, con sede in Svizzera. Nel giro di un anno i prezzi del cacao, che è l’ingrediente principale del nostro amato cioccolato, sono aumentati addirittura di un quarto, registrando il picco nel mese di agosto, con circa 3mila dollari a tonnellata. Per molti esperti, il cioccolato potrebbe diventare presto un bene di lusso, al pari dello champagne e del caviale. Rispetto a qualche anno fa, è aumentato di molto il consumo di cioccolato fondente, che contiene una percentuale di cacao puro parecchio più alta del cioccolato al latte, che fino a qualche tempo fa la faceva da padrone. Tra i motivi del crollo produttivo, hanno contribuito moltissimo i cambiamenti climatici che si sono abbattuti sulle piantagioni di Ghana e Costa d’Avorio  le restrizioni per l’epidemia di Ebola e un fungo che ha aggredito i raccolti in Brasile Tuttavia, secondo alcuni esperti, queste stime non sono attendibili e l’allarme sarebbe stato lanciato dai produttori per aumentare i ricavi. A chi credere?

La jabuticaba

La jabuticaba si può trovare in alcune zone del Brasile: l’albero fornisce dei frutti di colore scuro, con la polpa bianca, che possono essere mangiati o usati per creare marmellate.I fiori della Jabuticaba sono bianchi e crescono direttamente sul tronco, e i frutti arrivano a ricoprire interamente la pianta, conferendole un aspetto molto particolare.I frutti, simili all’uva, hanno forti proprietà anti-infiammatorie e antiossidanti. Per via della loro rapida fermentazione, vengono anche usati per creare dei vini. In generale, i prodotti derivati dalla jabuticaba sono molto presenti sul mercato brasiliano. Non facilmente reperibili in Italia se non in specializzati  negozi di frutta e verdura

 

I tormentoni dell’estate sono a buon punto..

I tormentoni estivi hanno una ricetta ben precisa: un testo sul mare, una musica latina, reggae o simil pop anni Ottanta. Ecco chi è in corsa quest’anno.Dopo aver passato in rassegna gli storici tormentoni estivi degli ultimi anni, è tempo di passare a quelli di quest’anno. Come in una gara, c’è chi parte prima, va in fuga, e poi cede alla distanza, e chi sceglie di scattare all’ultimo, per poi vincere in volata.Un tormentone estivo si confeziona con una ricetta ben precisa: un testo che parli di mare, una musica che riporti a quella latina, al reggae o al pop anni Ottanta. Un ritmo allegro. L’impressione è che, nell’epoca in cui non guardiamo più un palinsesto fisso in tv ma ci scegliamo i nostri programmi preferiti, ormai anche nella musica estiva non ci sia “il” tormentone, ma un tormentone per ogni target. Ci provano quest’anno J-Ax e Fedez che, quando sentono profumo d’estate, si mettono insieme e provano a creare il tormentone perfetto. Sono quelli che sono partiti per primi. Tra sonorità elettroniche , Italiana parla dei nostri mali, della nostra voglia di esterofilia e della bellezza di restare nel nostro paese. Italiana, l’estate che cerchi non è lontana”, gioca sul doppio senso “ti aspettiamo al mare, con l’acqua alla gola” iusy Ferreri. Da zero a cento . La sua canzone è venata di reggae e il ritmo evoca subito l’estate. Tra i paradossi della vita moderna e dell’estate ai tempi dei social “Io cerco il mare mentre tu cerchi il wi-fi“ Se l’assassino torna sempre sul luogo del delitto, ci torna anche il complice. Perché a confezionare il tormentone perfetto, quella Roma-Bangkok, insieme a Baby K c’era Giusy Ferreri. Lei ha una voce inconfondibile, calda e graffiante, Confezionata con Takagi & Ketra, Amore & Capoeira mescola house music e pop elettronico, se Baby K strizza l’occhio musicalmente alla Giamaica, Giusy evoca, soprattutto nel testo, il Brasile “Amore e capoeira cachaca e luna piena come in una favela”.

 

 

Rosa è il colore del nuovo cibo…degli dei

Non è dato a sapersi se diverrà l’alimento più desiderato dagli amanti dei dolci: verosimilmente, però, il cioccolato rosa sarà presto il più fotografato. La nuova varietà, il primo nuovo tipo di cioccolato introdotto da 80 anni a questa parte, da quando cioè fu lanciato quello bianco, è stata ottenuta nell’arco di 13 anni di esperimenti dalla Barry Callebaut, azienda di Zurigo specializzata in cacao e ricavati, che ne tiene per ora segreta la ricetta. Sono i suoi creatori a raccontare il sapore: meno dolce di quello del cioccolato al latte, con una nota acidula e un profumo delicato di frutti rossi.Nessun estratto naturale, additivo o colorante è però stato aggiunto, per ottenere aroma e colore della quarta varietà ufficiale di cioccolato dopo fondente, al latte e bianco: il Ruby Chocolate deve il suo rosa totalmente al tipo di fava di cacao da cui è estratto, che racchiude lo stesso pigmento ed è raccolta in Costa d’Avorio, Brasile ed Ecuador. La composizione delle nuove stecche è ancora top secret, anche se alcuni sostengono che possa derivare unicamente dalle fave di cacao a differenza del cioccolato al latte, e di quello bianco, che contengono grandi quantità di latte e burro di cacao, rispettivamente. Un po’ di pazienza. Il cioccolato rosa è stato esibito il 5 settembre in Cina nel corso di un evento esclusivo. Al momento se ne sta predisponendo la vendita ai grandi distributori di tutto il mondo: per averlo al dettaglio e assaggiare questa nuova curiosità alimentare occorreranno 6-18 mesi, a seconda dei Paesi e degli accordi.

 

I piatti più buoni.. pasta riso e pizza

Quali sono i tuoi piatti preferiti? E’ la domanda che , un’associazione ONG che opera contro la povertà, la fame e le ingiustizie, ha rivolto a più di 16mila uomini e donne di 17 Paesi, dall’Australia al Brasile, dal Ghana alla Germania, dalla Spagna alle Filippine.I risultati sono strabilianti: in prima posizione tra i piatti più amati nel mondo scopriamo la pasta, seguita dal riso e dalla pizza. Buon posizionamento anche per le lasagne, che risulta il piatto preferito nientemeno che dai brasiliani. Tra le cucine locali, la favorita al mondo è la cinese, seguita dall’italiana, dalla messicana e dall’indiana. Nonostante il grande successo dei piatti di origine italiana nel sondaggio, non è dato sapere quale sia il piatto preferito degli italiani, che non sono compresi nel campione studiato. Si scoprono invece divertenti curiosità sui gusti degli abitanti del pianeta: gli inglesi mettono al primo posto la bistecca, gli americani la pizza, i brasiliani le lasagne. I più golosi? Sono gli australiani, che su tutto preferiscono il cioccolato. I più “nazionalisti” di tutti sono gli spagnoli, che preferiscono la paella, loro piatto nazionale, i messicani i quali amano particolarmente la cucina messicana, e gli indiani che mettono in prima posizione la cucina indiana. Quanti indiani poi abbiano la possibilità di assaggiare altri tipi di piatti per fare un confronto è un altro discorso, che fuorvia in qualche modo i risultati dell’indagine. Ad esempio, dal sondaggio risulta che in Ghana il cibo preferito è il fufu, un piatto tipico locale: chissà però quanti ghanesi hanno la possibilità di mangiare una bistecca o una pizza, o quanti li abbiano mai assaggiate.

Stiamo finendo il cioccolato

Ne mangiamo così tanto…che lo stiamo finendo tutto!! Sarà vero? La notizia che il cioccolato stia per finire si sente da un po’ di tempo. Dobbiamo preoccuparci sul serio? Nel 2013 ci siamo dati così tanto alla pazza gioia che abbiamo mangiato più cioccolato di quello che è stato prodotto: di questo passo entro il 2020 la produzione di cacao potrebbe non arrivare a coprire il fabbisogno mondiale. L’allarme è stato lanciato da una multinazionale statunitense la maggior produttrice di cioccolato al mondo, con sede in Svizzera. Nel giro di un anno i prezzi del cacao, che è l’ingrediente principale del nostro amato cioccolato, sono aumentati addirittura di un quarto, registrando il picco nel mese di agosto, con circa 3mila dollari a tonnellata. Per molti esperti, il cioccolato potrebbe diventare presto un bene di lusso, al pari dello champagne e del caviale. Rispetto a qualche anno fa, è aumentato di molto il consumo di cioccolato fondente, che contiene una percentuale di cacao puro parecchio più alta del cioccolato al latte, che fino a qualche tempo fa la faceva da padrone. Tra i motivi del crollo produttivo, hanno contribuito moltissimo i cambiamenti climatici che si sono abbattuti sulle piantagioni di Ghana e Costa d’Avorio  le restrizioni per l’epidemia di Ebola e un fungo che ha aggredito i raccolti in Brasile Tuttavia, secondo alcuni esperti, queste stime non sono attendibili e l’allarme sarebbe stato lanciato dai produttori per aumentare i ricavi. A chi credere?

Tempo di Olimpiadi…fiorite…

Mentre sono sdraiata in giardino sul mio divano e guardo le gare olimpioniche alla tv, mi viene in mente che quasi quasi organizzo anche io delle gare nel mio giardino. Vediamo… con le mie piante posso organizzare gare di crescita anziché di velocità, di resistenza, alla siccità, altre prove potrebbero essere il tree climbing ,iscritte tutte le piante rampicanti, o il lancio del seme e qui vedo bene gli Impatiens le cui capsule si aprono a scatto e sono in grado di lanciarli molto lontano…Le specialità non sono proprio quelle olimpiche ma, si sa, il regno vegetale ha delle sue peculiarità .Nei vasi vicino alle colonne  c’è anche la Dalia  che concorre assieme alle Bocche di Leone alla categoria “arco-baleno”.Alla categoria “snap chat” sono iscritti il cinese Hibiscus sinensis e la Echinopsis   “luna di miele”La loro fioritura esplosiva e l’altrettanto rapido appassimento  mi fanno pensare che sarebbero adattissime ai 100 metri piani o anche ai 110 a ostacoli. La maratona no;  a quella sicuramente possono partecipare le Ortensie le Begonie le mie sono delle cultivar “Wax”  e ormai gareggiano entrambe per la Gran Bretagna, potrei iscrivere anche le Petunie di origine sud americana ma che hanno preso la nazionalità portoghese  forse invaghite di Cristiano Ronaldo o  magari Pessoa… chissà…

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