Sorbetti golosi

I sorbetti sono dessert al cucchiaio freschi e leggeri, che di norma andrebbero serviti tra una portata e l’altra ma molto spesso vengono offerti come fine pasto. Si preparano con tanta frutta fresca o erbe aromatiche, come la menta e uno sciroppo di zucchero. Si passano nella gelatiera, o, se non l’avete, in una ciotola che terrete in freezer, ricordandovi di rompere il composto con i rebbi di una forchetta sino a che non otterrete la giusta consistenza del vostro sorbetto. Un idea sfiziosa potrebbe essere quella di  preparare un sorbetto alla birra e menta. Iniziate a lavare bene le foglie di menta  e asciugatele con un panno, ora preparate lo sciroppo di zucchero: mettete l’acqua in un tegame, aggiungete lo zucchero, lasciate sciogliere bene e portate a ebollizione. Unite allo sciroppo le foglie di menta e lasciate bollire per altri 5 minuti. Spegnete il fuoco, lasciate raffreddare l’infuso di menta a temperatura ambiente e rimettetelo in frigorifero a macerare per almeno 4-6 ore. Una volta passato questo tempo filtrate l’infuso con l’aiuto di un colino. Otterrete un liquido di colore giallo a cui dovrete unire la birra  ben fredda e il succo di limone. Montate a neve ben ferma i due albumi in una planetaria o con le fruste di uno sbattitore e incorporateli dolcemente al liquido di menta e birra,mescolando con l’aiuto di una frusta. Versate il composto ben freddo nella gelatiera e lasciate mantecare per almeno 30 minuti  fino ad ottenere un sorbetto cremoso. Servite all’istante guarnendo la coppa da sorbetto con delle foglie di menta fresca!

Arriva il caviale alla birra

Quando la pilsner danese incontra le prelibatezze della gastronomia russa, nasce un ibrido mai visto prima: il caviale alla birra. L’aspetto è quello delle pregiate uova di storione, il sapore e l’alcol invece quelli di una bionda scandinava. Non lo troverete però nei supermercati: il caviale alla birra è una trovata promozionale elaborata da Carlsberg il principale produttore di birra della Danimarca nonché sponsor della nazionale di calcio. Come si ottiene il caviale dalla birra? Il trucco è la cucina molecolare: attraverso un processo noto come sferificazione, un classico fra queste tecniche di preparazione gastronomica, è possibile ricavare piccole sfere dall’aspetto simile alle piccole uova partendo da un liquido o anche da alcuni cibi solidi. In questo caso, lo chef danese Umut Sakarya, che ha collaborato con l’azienda per creare il prodotto, ha trasformato in palline dorate la classica pilsner Carlsberg. La sferificazione in cucina è stata portata al vertice a inizio anni Duemila dallo spagnolo Ferran Adrià, lo chef del ristorante tristellato elBulli, oggi chiuso ma per decenni uno dei migliori e più all’avanguardia del mondo. Ormai abbondantemente sdoganata, non è particolarmente difficile e viene utilizzata per ottenere del simil-caviale da qualsiasi cosa: caffè, frutta, alcolici assortiti dal vino ai cocktail al whisky, eccetera.

Praga, la capitale della Repubblica Ceca,

E’ una città dai mille volti, uno più bello dell’altro. Una figura elegante che lascia dietro di sé un costante profumo di glassa e di stinco arrosto, mentre si cammina fra le sue vie ricche di storia.Tuttavia, non tutti i ristoranti di Praga sono tradizionali. O meglio, lo sono nei piatti che servono, ma non lo sono assolutamente nella loro presentazione e nello stile del ristorante. Andiamo a scoprire due locali di cui vi innamorererete perdutamente, molto diversi fra loro, ma accomunati dall’essere assolutamente fuori dal comune. Vytopna, la birra arriva direttamente sulle rotaie Il primo dei ristoranti di cui vi vogliamo parlare è il Vytopna, Si trova nella via di fronte al Museo Nazionale, nella zona Praga La sua particolarità è quella di aver ricreato, al suo interno, una rete di trenini che corrono lungo le rotaie attraversando tutto il locale. Appena salita la scala, vi troverete di fronte alla stazione, dove c’è il bar, da cui partono le bevande che verranno consegnate dal trenino in tutti i tavoli del locale. Attraverso le rotaie il trenino passa e si ferma a fianco del tavolo in cui deve arrivare l’ordinazione. Ci sono anche diversi livelli di rotaie e, in alcuni punti del locale, sono stati costruiti plastici che rappresentano le fermate, con le casette, gli alberi e le strade. Vi consigliamo davvero di provarlo perché è un’esperienza davvero eccezionale! Il cibo è buono, cucinano sia ristorante che pizza, ed il prezzo è molto onesto. Le patatine fritte sono la fine del mondo! L’unico consiglio che ti diamo, rispetto a questo ristorante, è di prenotare in anticipo perché la richiesta è molto alta, quindi potresti non trovare posto. Mangiare in una taverna medievale Se andate  a Praga ed avete intenzione di visitare il castello, non potete affatto saltare un pranzo o una cena in una vera taverna medievale. Rientra di diritto fra i ristoranti strani di Praga in quanto il locale è completamente al buio, illuminato solo dalle luci delle candele.Il cibo è tipico, anche se presentato ed arricchito con molta fantasia. Ci sono svariate tipologie di carni. L’arredo è davvero attraente. Ci solo pelli, armature, attrezzi .Se esplori il locale fino alla sala creata all’interno della cantina, potrai notare il soffitto totalmente ricoperto di teschi! Finito il pranzo, inoltre, inchioderanno lo scontrino al tavolo con un coltello!

 

Spritz Aperol

Prosecco, Aperol, soda, una fettina di arancia e tanto ghiaccio: in Italia è un grande classico dagli anni Cinquanta. Nel Triveneto, poi, è tradizione. Ma ci è voluta l’estate 2018 per far esplodere la popolarità dello spritz Aperol al di là dell’oceano. Il motivo lo spiega il New York Times, che racconta la brillante tattica di marketing ideata da Campari per esportare questo drink rifrescante nella Grande Mela. Esibito alla Fiera Campionaria di Padova per la prima volta nel 1919 dai fratelli Barbieri, l’Aperol incontra la ricetta tipica dello spritz veneto negli anni Cinquanta, andando a creare la ricetta che tutti conosciamo ai giorni d’oggi. Prima è diventato partner ufficiale del Manchester United, poi ha cominciato ad approdare in giro per il mondo come aperitivo estivo e trendy, divenendo “drink dell’estate” a Londra. Quest’anno tocca a New York. L’anno scorso la bevanda più alla moda tra i grattacieli della grande metropoli statunitense era il vino rosé, ma le mosse pubblicitarie che Campari pianifica da anni oltreoceano hanno portato lo spritz Aperol a surclassare tutti gli altri drink. Due anni fa hanno cominciato ad aprire a New York i primi baracchini arancioni che distribuivano l’aperitivo durante gli eventi estivi della città americana e di altri centri hip come Los Angeles e Palm Springs. Poi è stato il turno degli Hamptons, un quartiere chic di Long Island molto noto: per tutta l’estate 2017, degli scooter car trasformati in bar su ruote hanno distribuito gratuitamente spritz Aperol ai passanti.Per di più, Campari ha deciso di pitturare del tipico “arancione Aperol” un autobus locale che attraversa la tratta Manhattan-Hamptons e stamparci sopra la scritta “Sa allo stesso tempo di arancia e bollicine. E poi, si sa che è buono”.E ha funzionato. L’arancione dell’aperitivo italiano sembrerebbe essere ovunque negli Stati Uniti, in questa estate 2018. Ci sono addirittura dei bar che servono spritz Aperol alla spina, come una birra, o ghiaccioli al gusto Aperol. Con il suo basso contenuto alcolico e il suo particolare gusto amaro, quindi, questo “raggio di sole in un bicchiere”, come lo chiama Melanie Batchelor, sarebbe arrivato a New York per restare.

 

Un estate a tutta birra!

Vogliamo un´estate a tutta birra in giro per l’Europa? Ed evitare l´ormai sfruttatissimo OktoberFest di Monaco di Baviera? Ecco i migliori festival della bevanda color oro nazione per nazione, conditi con l´immancabile contorno di musica e folklore. Pronti? Via col tour: il 26 luglio – 2 agosto, il Villacher Kirchtag di Villacher (Austria), il 31 luglio – 1 agosto, il festival di Bakken (Danimarca), il 4 -8 agosto, il Great British Beer Festival di Earls Court, Londra (Gran Bretagna), il 7-9 agosto, il Festival Internazionale della Birra nel Quartiere Friedrichshain di Berlino (Germania), il 12 -16 agosto, il Belgrade Beer Fest di Belgrado (Serbia), il 15-16 agosto, il festival intenazionale di Lokoisk (Bielorussia). E per salutare quest’estate poco sobria un salto in Svezia il 27-29 settembre con lo lo Stockholm Beer & Whisky Festival di Stoccolma.Ci gira la testa e ci piace un assaggio di birre un po’ meno Europe Tour? Facile, nel cuore della Germania c’è una cittadina non a caso considerata dagli stessi tedeschi una vera capitale della birra. E loro, si sa, se ne intendono. Parliamo di Bamberg, deliziosa città dell’antica Franconia, oggi assorbita nella ricca Baviera, meravigliosamente caratteristica perchè una delle pochissime risparmiate dai bombardamenti dell’ultima guerra. Vanta una tradizione di produzione di birra ormai di mille anni, anche se oggi sono rimaste “solo” 11 dei 76 birrifici esistenti un tempo, come testimonia fra l’altro il Fränkisches Brauereimuseum Museo della produzione della birra, situato nel birrificio del convento sul Michaelsberg: da queste parti si dice birra non solo per parlare di tradizione e di sapienza nella preparazione, ma anche per vero e proprio amore e orgoglio.Come districarci tra le 11 fabbriche di birra della cittadina? Cercando quella che offre la miglior Rauchbier, la birra affumicata, ben conosciuta anche al di fuori di Bamberg e della Franconia. È questa la vera specialità di questa cittadina graziosa. Il suo caratteristico sapore fumè, adatto ad accompagnare carni rosse, è prodotto dal malto lasciato affumicare nel legno di betulla. Forse un po’ forte e strano per i nostri palati mediterranei, ma un assaggio non potrà mancare

Manca qualcosa?..C’è il distributore automatico

Se il negozio è chiuso c’è il distributore automatico. In Olanda sono stati istallati alcuni distributori di panini e hamburger che hanno una sezione dedicata alle lampadine per biciclette. Il Cina c’è il distributore di granchi vivi, in Arabia Saudita quello di lingotti d’oro, in Germania quello del pane. Negli USA invece ci sono distributori per vermi, pizza, lettori MP3, fotocamere digitali, auricolari e cuffie di ogni tipo. Presenti ormai da qualche anno anche in Italia, invece, i distributori automatici di libri. In Giappone poi c’è quello di banane, di cravatte e di ombrelli. In varie città del mondo invece si trovano quelli di scarpe e birra.

 

 

Lo stress fa bere di più

Se trascorrerete una cena magari in giardino a casa di amici,che tornano però stressati dal lavoro, è probabile che tendano ad esagerare con l’alcol. Soprattutto se sono maschi. Uomini e donne reagiscono allo stress in modo diverso, e i primi si lasciano andare più facilmente alla bottiglia nelle situazioni che generano ansia. È quanto pubblicato sulla rivista Addiction.Un gruppo di scienziati ,ha trasformato temporaneamente il proprio laboratorio in un bar, dove i soggetti testati potevano ordinare vino o birra a proprio piacere. I volontari, maschi e femmine, divisi in due gruppi, sono stati sottoposti a due compiti di diversi. Metà di loro ha dovuto affrontare un compito alquanto stressante: cancellare la lettera “e” nelle parole di un testo che si faceva sempre più difficile, durante un test in cui venivano inserite sempre più regole e clausole. Al secondo gruppo è stata affidata la versione semplice e meno stressante. Dopo aver affrontato il primo, snervante test, gli uomini hanno bevuto quattro volte di più rispetto alle donne coinvolte nell’esperimento. Al contrario, le ragazze reduci dalla prima, logorante prova hanno bevuto meno Secondo i ricercatori, il glucosio presente nel sangue ha fornito a tutti i partecipanti le energie necessarie ad affrontare i compiti stressanti. Esaurite queste “riserve” naturali, gli uomini non hanno saputo reggere l’autocontrollo e si sono abbandonati a bere qualche bicchiere in più . Non è accaduto altrettanto alle donne, che sarebbero meno inclini al bere, spiegano gli scienziati.Ma per i poveri maschi stressati non tutto è perduto: lo studio ha dimostrato che i partecipanti che tenevano nota del numero di drink bevuti, hanno dimezzato la quantità di alcol assunta rispetto a chi ha perso il conto.