Ibiza tra calette vita notturna e…

Ibiza: Dottor Jackil e Mr. Hyde. Da una parte la sfrenata vita notturna, dall’altra le calette deserte lambite dal  mare  e la vegetazione incontaminata. I locali di Eivissa e le acque cristalline di Cala de Sant Vincent. Ma come sopravvivere a una giornata di sole bollente ed essere allo stesso tempo pronti per la lunghissima serata che si prospetta? Un buon aperitivo, ad esempio, può essere un’idea. La scelta ricade allora su un cocktail rinfrescante perché quelle 5 ore di pisolino in riva al mare al sole vi hanno distrutto e dolce ma solo con zuccheri della frutta, dovete pur sempre mettervi in costume, no?. È Ibiza allora il regno del Gin Melon Cooler. Come si realizza:50 ml Gin Mare50 ml Tonica Double Dutch gusto Cucumber & Watermelon 50 ml Vino bianco dry5 ml Gum syrup Pizzico di sale Cubetti di melone congelato. Per prima cosa congelare il melone dopo averlo fatto a cubetti o a palline. Una volta pronto versare i cubetti in un elegante bicchiere. Aggiungere uno alla volta gli ingredienti e mescolare, sedetevi e ammirando il mare sorseggiate lentamente

 

Un bicchiere di vino come un’ora di palestra

Non si tratta di un sogno o di una bufala! La notizia arriva direttamente dal Canada, esattamente dall’Università di Alberta, che ha condotto un particolare studio sui benefici del vino rosso. Secondo i risultati, con un bicchiere di vino rosso si ottengono dei risultati equivalenti a quelli che si otterrebbero con un’ora di palestra. Il segreto risiede nel resveratrolo, un composto che si trova sia nella frutta secca che nel vino. Un dosaggio elevato di resveratrolo naturale migliora le prestazioni fisiche oltre a rinforzare il sistema cardiaco e la resistenza ossea. Quindi bere un bicchiere di vino solamente rosso migliora i benefici dell’attività fisica o apporta vantaggi anche a chi non conduce alcuna attività. Questo è solo uno dei numerosi studi che vanno a confermare i benefici del vino rosso a tavola. Attenzione a non esagerare però, il consumo eccessivo potrebbe portare ad effetti opposti. Quindi niente più sensi di colpa per l’happy hour!

Caffè anche d’estate

Chi non ha bisogno di almeno un caffè per iniziare la giornata? E poi di due, tre, quattro… per continuarla? Con l’estate e la poca voglia di bevande calde però, meglio optare per un caffè freddo in grado di regalarci sì la carica e l’energia che ci servono, ma anche una piacevole sensazione di refrigerio e freschezza. Potete farlo anche a casa, in fondo vi servono solo caffè, ghiaccio e uno shaker se volete anche la schiuma. La prima cosa a cui pensare è dove volete gustare il caffè freddo. Se volete aumentare e prolungare la sensazione di freschezza del caffè, ghiacciate il bicchiere vuoto mettendolo nel freezer per alcuni minuti. Una volta raffreddato il bicchiere, versate all’interno qualche cubetto di ghiaccio e poi subito dopo un caffè lungo. Scegliete a vostro gusto se aggiungere o meno lo zucchero e gustate. Potete anche preparare qualche moka di caffè, versare tutto in una bottiglia, lasciare raffreddare un po’ e poi spostatela in frigo per avere caffè freddo pronto all’occorrenza. Se invece volete un caffè freddo shakerato con la schiuma, prendete uno shaker, inserite nell’ordine il ghiaccio, lo zucchero liquido e per ultimo il caffè. Chiudete subito e shakerate per una decina di secondi. Versate quindi nel bicchiere trattenendo il ghiaccio con lo strainer o con un cucchiaio. Per un po’ di gusto in più potete anche correggere il vostro shakerato con del liquore oppure aggiungere un po’ di panna montata se siete golosi.

Appassionati di cucina e di stile

Se siete appassionati di cucina ma anche di stile e volete mescolare queste due discipline, certamente sarete attratti al food design, che possiamo tradurre con ‘progettazione del cibo’. In pratica, il cibo viene considerato un oggetto di design e gli ingredienti che lo compongono vengono visti come materiali. In questo modo, si possono creare anche delle vere e proprio opere d’arte dove non conta solo l’aspetto estetico. Se siete già esperti o se non avete mai sentito parlare di questo settore e siete curiosi, Airbnb ha organizzato un’esperienza, una sorta di laboratorio, a Milano.Potrete progettare, personalizzare e assaporare meravigliosi centrifugati, accompagnati da un buon bicchiere di vino o da una limonata aromatizzata allo zenzero. Creerete una ricetta in un barattolo speciale che potrete poi portare a casa come ricordo oppure come regalo originale per amici e parenti. Durante l’esperienza, il vostro ospite vi svelerà tutti i segreti per stupire a tavola i vostri ospiti e vi farà scoprire un nuovo modo di concepire e interpretare il cibo. Potrete fare questa esperienza da Luisa, architetto e designer, appassionata del cibo salutare e fondatrice del Food Entertainment Design Che cosa prevede: un pasto, uno snack con bevande e materiali/ingredienti utili per lo svolgimento dell’esperienza.L’esperienza comincerà con una passeggiata, passando per la piazza di Gae Aulenti in modo da ammirare il nuovo skyline di Milano. Subito dopo andrete a casa di Luisa. Vi insegnerà a ‘giocare’ con gli ingredienti facendo leva su colori e densità per creare delle ottime ricette ‘in barattolo’. Inoltre, realizzerete anche delle composizioni per un centro tavola o per uno scatto su Instagram.

Un bicchiere di vino rosso corrisponde a un’ora di esercizio fisico

Il vino rosso ha effetti benefici sulla salute: ora anche uno studio lo conferma. Bere un bicchiere di vino a tavola migliora l’efficienza del metabolismo Una dieta sana ed equilibrata prevede che ad ogni pasto si possa bere un bicchiere di buon vino per sentirsi bene. Secondo questo studio canadese il merito è di un antiossidante presente nell’uva rossa: si tratta del resveratrolo. Questa sostanza, secondo la ricerca, migliora l’efficienza del cuore e di tutto il sistema circolatorio come se si stesse facendo del movimento. Il cuore e tutti gli altri muscoli traggono beneficio da questa sostanza e si rinforzano. Anche i livelli di zucchero nel sangue vengono regolati e le cellule restano giovani proprio grazie all’azione antiossidante. Quello dell’Università di Alberta è soltanto l’ultimo degli studi che dimostrano gli effetti benefici del vino rosso sulla salute. L’importante, come in tutte le altre cose, è l’equilibrio. Se si esagera gli effetti benefici sparirebbero, superati da una serie di altri problemi. Infine fate molta attenzione: lo studio canadese parla unicamente di vino rosso. Lo stesso effetto benefico all’organismo non si produce bevendo vino bianco o dei cocktail alcolici. Soprattutto in questo ultimo caso la presenza in maniera massiccia di zuccheri raffinati provoca alterazioni e problemi al nostro organismo, quindi, anche in questi casi, l’importante è sempre la cautela

Caffè… si ma come

E’ tra i più diffusi, principalmente nella nostra penisola dove per preparare un buon espresso bisogna seguire delle regole precise. Prima tra tutte le regole è scegliere dei buoni fornitori di caffè in grani. Che tra Arabica e Robusta vi consiglieranno le loro migliori miscele. Anche la macchina professionale per il caffè fa la sua parte, ma bisogna seguire anche un processo ben preciso, infatti, per circa 30 ml di caffè servono circa 7/8 grammi di caffè. L’Espresso è alla base della maggior parte degli altri caffè. Caffé ristretto E’ un ancora più breve e concentrato rispetto al caffè espresso. Molto aromatico ed intenso è l’opposto del caffè nero, che in genere va a riempire tutta la tazzina. Caffè macchiato segue lo stesso processo del caffè espresso, ma con l’aggiunta di un po’ di latte caldo o freddo; e si distingue dal Caffe latte per le differenti proporzioni degli ingredienti base. Caffè americano è un espresso annacquato. Non viene molto richiesto nella nostra penisola, ma di tanto in tanto trova qualche estimatore, soprattutto nei luoghi più turistici, pertanto per servirlo a regola d’arte bisogna macinare il caffè in modo grezzo per consentire all’acqua di fluire più facilmente. Si stima che il rapporto corretto acqua/caffè sia 8-9 grammi di caffè in 180 ml d’acqua. Caffè corretto in genere è un caffè con l’aggiunta di liquore. Caffè irlandes è una bevanda complessa, preparata con caffè caldo, zucchero, whiskey irlandese e panna in chiusura. Va servito in un bicchiere pre-riscaldato, per un tocco in più possono essere aggiunte spezie noce moscata o cannella. Caffè brasiliano. al caffè espresso bisogna aggiungere lo zucchero, un dito di baileys, spuma di latte ed una spolverata di cacao. Caffè marocchino, comprende un caffè espresso, cioccolata calda e latte fresco intero, con una spolverata di cacao magro. Caffè bicerin  include solo cioccolato, caffè e panna montata, ma la preparazione prevede lo scioglimento del cioccolato a bagnomaria che viene aggiunto al caffè, sopra cui viene poggiata la panna montata Quelli elencati sopra sono solo alcuni dei modi più o meno comuni per preparare il caffè in Italia, ma attenti se pensate di aprire un bar all’estero, perchè “paese che vai usanza che trovi”.

Acquistare una bottiglia di vino

La prima cosa da scegliere è il luogo giusto dove acquistarlo… Buona selezione, prezzi interessanti e sconti niente male. Una volta entrati nel negozio fate attenzione a beccare lo scaffale giusto. Potete infatti trovare diversi  reparti dedicati al vino tipo quello con i vini “per cucinare” Prezzi stracciati, vini in cartone, dame da 5 litri…. Poi trovate lo scaffale “pregio”, spesso fatto in legno, con bottiglie rinomate e costose. Ci sono i vini francesi e gli italiani più famosi. I prezzi vanno dalle 20 in su… difficilmente troverete offerte e vi servirà un bel portafoglio gonfio per acquistare questi vini. In tal caso per gli acquisti “prestigiosi” meglio rivolgersi ad una enoteca. Per concludere c’è il terzo scaffale quello più grosso… é il vostro scaffale… dalle 3 alle 20 euro ci trovate un po’ di tutto… sono migliaia di bottiglie, è da li che dovete pescare il vostro jolly.Spiace dirlo, ma il vino è un prodotto, e in quanto tale, vale la stessa regola di tutti gli altri prodotti del supermercato. Nel 90% dei casi la qualità si paga. Diciamo quindi che il primo indicatore soprattutto per i non esperti per comprare un “buon” vino è il prezzo. Nello specifico, considerando i costi di produzione, il trasporto e i ricarichi vari, è preferibile ad eccezione di particolari offerte di non acquistare bottiglie sotto le 5 euro. Da li in su a voi la scelta. Su questa cifra trovate sicuramente vini validi. Tra le 5 e le 8 euro potete trovare “roba” buona ma con qualche rischio. Sotto le 5 euro siete ad altissimo rischio, il vostro vino da pasto ha ottime possibilità di essere declassato a vino “per cucinare”. Se avete 10 euro in tasca non fatevi fregare dalla voglia di portarvi a casa un vino rinomato come il Barolo, meglio investire la stessa cifra su una Barbera di media fascia, che sicuramente sarà una buona Barbera. Quindi a parità di costo meglio evitare il vino “rinomato” in versione economica e puntare su quello meno pregiato nella versione più costosa. Insomma meglio un Barbera figo che un Barolo scadente o un buon Chianti classico rispetto ad un Brunello di prima fascia. Lasciatevi pure attirare dalla veste grafica delle etichette. Per prima cosa evitate di acquistare bottiglie con etichette orrende in carta plastificata. Guarda caso, quasi sempre sono anche quelle più economiche. Se poi vi va di sfiga e dietro ad una bella etichetta c’è un pessimo vino, potete sempre consolarvi guardando la “scena che fa” la bottiglia sulla mensola. Dopo che avete scelto una bella etichetta… leggetela. Si sa che le informazioni sulle etichette delle bottiglie latitano. A parte le solite 4 righe descrittive rosso rubino, giallo paglierino, di corpo, ideale con il pesce ecc… possiamo trovare qualche informazione che può tornarci utile. Per prima cosa, se come non amate i vini mossi, fate attenzione quando acquistate il Gutturnio o la Barbera. Verificate che ci sia la dicitura “frizzante”, “vivace” o “fermo”, così evitate di ritrovarmi a tavola un bicchiere con due dita di spuma.

La fata verde..l’assenzio

L’assenzio ha da sempre un fascino particolare: sarà il suo colore verde dalle mille sfumature che ricorda le pozioni magiche dei cartoni animati o per  la sua storia legata al periodo bohémien La pianta dell’assenzio è del tipo perenne e semilegnoso, con foglie di colore verde e pelose nella parte superiore. Nella parte inferiore tendono al bianco-grigiastro. Può raggiungere l’altezza di 1 metro.I fiori sono costituiti da capolini di colore giallo raggruppati in grandi quantità fino a 90. A vederli sembrano delle pannocchie. Il frutto è un achenio di forma ovale e lucido.Eppure in pochi sanno cos’è l’assenzio, come si utilizza e perché ne esistono varietà di diversi colori. Dall’assenzio si ricava il liquore soprannominato “Fata Verde” per il suo colore smeraldo. La caratteristica principale dell’assenzio, poi, oltre al suo gusto forte e inconfondibile, è la quantità di contenuto alcolico elevatissimo che varia tra il 45% e il 75% per ogni litro di liquore: una bontà da concedersi con molta moderazione, insomma! Il tipico colore verde dell’assenzio è dovuto alla clorofilla contenuta nelle piante da cui deriva, anche se in commercio ne esistono diverse varietà che utilizzano coloranti verdi per dare alla bevanda un colore allettante.Hai appreso le informazioni e ora la tua curiosità galoppa in valli abitate da “fate verdi”? Puoi provare l’assenzio nei migliori bar e ordinarne un assaggio “alla vecchia maniera”: sul bicchiere ti verrà posizionato un cucchiaio forato su cui verrà posata una zolletta di zucchero poi imbevuta, goccia dopo goccia, di una miscela di assenzio e di acqua, che serve sia ad abbassare la gradazione alcolica, sia ad esaltare il gusto dell’alcolico.Se vuoi qualcosa di più contemporaneo, invece, fatti suggerire un cocktail a base di assenzio. Ricorda: MAI berlo puro perché l’assenzio ha diversi effetti collaterali legati alla sua elevata percentuale di alcool!

L’attività fisica fa bene al corpo e al metabolismo

L’attività fisica mattutina fa bene al corpo in quanto mette in moto il metabolismo, stimola le endorfine, energizza e allo spirito, dando la sensazione di essersi presi cura di sé stessi fin dalle prime ore del mattino. Allenarsi per molte persone è diventato un momento importante da dedicarsi: per questo bisogna farlo nel migliore dei modi. Una delle questioni principali che riguardano l’attività fisica di prima mattina s’incrocia con un’altra buona abitudine: quella della colazione. C’è chi pensa, però, che le due cose entrino in contrasto: si può mangiare prima di correre o nuotare? O è meglio digiunare? Saltare la colazione non è mai positivo. Il primo pasto della giornata è considerato quello più importante, perché apporta il giusto nutrimento al nostro corpo per affrontare le ore seguenti. Per chi, appena sveglio, decide di fare attività fisica, compiendo quindi uno sforzo maggiore, è ancora più fondamentale. La colazione ideale per chi fa sport al mattino si divide in due momenti: prima dell’esercizio dove si preferiscono alimenti facilmente digeribili quelli secchi, ad esempio in piccole quantità, e dopo l’allenamento, dove si completa il pasto con proteine, vitamine e sali minerali, per bilanciare le sostanze perse durante l’esercizio. L’idratazione è importante: bere quindi è basilare, ma bisogna farlo con moderazione. Appena svegli è consigliabile bere un bicchiere d’acqua, magari tiepida o calda, ma non di più. La sensazione sarebbe quella di “sentirsi l’acqua nello stomaco” mentre ci si allena. Dopo, invece, spazio a acqua, tisane, spremute, latte.  L’ideale? Un frullato per reintegrare il potassio. Il tempo della colazione ideale è quello di mangiare 30 minuti prima dell’allenamento e nell’arco della mezzora successiva. Mangiare cioccolato a colazione non è un piacere riservato solo a coloro che vanno sulle piste da sci. Il cioccolato, nonostante il suo grande apporto calorico, stimola endorfine, dà energia quindi concediamoci pure il lusso di una tazza di cioccolata calda.  

 

Il Bon Ton del sushi

Gustare una cena con sushi, sashimi ecc. In modo elegante, proprio come fanno i giapponesi? Non è impossibile: se sapete tenere in mano le bacchette…il resto è tutto in discesa! Ecco alcune  regole più importanti per consumare una vera cena giapponese rispettando il bon-ton: Utilizzate la salvietta calda e bagnata che vi portano per pulire le mani.Non chiedete mai  le posate occidentali. Fate di necessità virtù e, osservando chi è intorno a voi, ce la farete: sembra più difficile di quel che è in realtà. Se vi trovate in difficoltà, piuttosto usate le mani, è tollerato. Ogni pezzo di sushi e sashimi va mangiato in un sol boccone. Non si fuma mai in un ristorante giapponese. Non rifiutate mai un brindisi e riempite sempre il bicchiere di chi è più anziano di voi: se siete astemi, portate il bicchiere alla bocca e vi inumidite semplicemente le labbra. Le fettine di zenzero vanno consumate tra una portata e l’altra, per “ripulire” le papille gustative. In Giappone non miscelano la salsa di soia con in wasabi: la salsa va versata, con parsimonia, nel piattino apposito, mentre il wasabi viene preso a piccoli ciuffi con i bastoncini. Nella salsa di soia si intinge sempre e solo il pesce, mai il riso, che infatti si sfalda, creando un pasticcio. Non infilzate il cibo con le bacchette: anche in questo caso, se siete in difficoltà utilizzate piuttosto le mani. L’usanza di infilzare il cibo con le bacchette è riservata alle cerimonie in cui si offre cibo ai defunti. Tra una portata e l’altra riponete le bacchette a lato del piatto e non sul piatto.