La fata verde..l’assenzio

L’assenzio ha da sempre un fascino particolare: sarà il suo colore verde dalle mille sfumature che ricorda le pozioni magiche dei cartoni animati o per  la sua storia legata al periodo bohémien La pianta dell’assenzio è del tipo perenne e semilegnoso, con foglie di colore verde e pelose nella parte superiore. Nella parte inferiore tendono al bianco-grigiastro. Può raggiungere l’altezza di 1 metro.I fiori sono costituiti da capolini di colore giallo raggruppati in grandi quantità fino a 90. A vederli sembrano delle pannocchie. Il frutto è un achenio di forma ovale e lucido.Eppure in pochi sanno cos’è l’assenzio, come si utilizza e perché ne esistono varietà di diversi colori. Dall’assenzio si ricava il liquore soprannominato “Fata Verde” per il suo colore smeraldo. La caratteristica principale dell’assenzio, poi, oltre al suo gusto forte e inconfondibile, è la quantità di contenuto alcolico elevatissimo che varia tra il 45% e il 75% per ogni litro di liquore: una bontà da concedersi con molta moderazione, insomma! Il tipico colore verde dell’assenzio è dovuto alla clorofilla contenuta nelle piante da cui deriva, anche se in commercio ne esistono diverse varietà che utilizzano coloranti verdi per dare alla bevanda un colore allettante.Hai appreso le informazioni e ora la tua curiosità galoppa in valli abitate da “fate verdi”? Puoi provare l’assenzio nei migliori bar e ordinarne un assaggio “alla vecchia maniera”: sul bicchiere ti verrà posizionato un cucchiaio forato su cui verrà posata una zolletta di zucchero poi imbevuta, goccia dopo goccia, di una miscela di assenzio e di acqua, che serve sia ad abbassare la gradazione alcolica, sia ad esaltare il gusto dell’alcolico.Se vuoi qualcosa di più contemporaneo, invece, fatti suggerire un cocktail a base di assenzio. Ricorda: MAI berlo puro perché l’assenzio ha diversi effetti collaterali legati alla sua elevata percentuale di alcool!

La colazione Ideale

La colazione ideale dei ragazzi esiste, anche al bar. Secondo alcuni  ricercatori della Umea University, la colazione ideale dei ragazzi dovrebbe includere proteine, grassi “buoni” e carboidrati dalla frutta o verdure e cereali integrali.  A casa.. una tazza di latte con il caffè anche d’orzo o il cacao, oppure lo yogurt, forniscono proteine a cui unire cereali integrali o muesli, oppure una fetta di pane con la marmellata e frutta a merenda. In alternativa, frutta, pane e marmellata a colazione e lo yogurt a merenda! Oppure, verde, yogurt con muesli e frutta fresca, e 20 mandorle a merenda. Richiede solo un minimo di organizzazione per evitare di saltarla. Al bar.. la brioche, ricca di grassi, purtroppo non sazia e, pur essendo buona al gusto, dal punto di vista nutrizionale è povera. Per la colazione al bar, che non deve essere un rito quotidiano, meglio scegliere una fetta di torta senza creme tipo crostata o torta di mele e un cappuccino o latte macchiato. L’importante è che questo pasto così importante non venga mai saltato

Idee…il cappuccino di zucca

ll cappuccino di zucca è una crema molto semplice e appetitosa perfetta per servire un antipasto differente dal solito, in perfetto stile invernale, dove si possa ben sfruttare il sapore dolce e delicato della zucca di stagione, offrendo qualcosa di differente ed originale che riscuoterà sicuramente un certo trionfo. A primo sguardo potrebbe quasi sembrarvi una semplice vellutata di zucca, ma in verità è molto di più.Il cappuccino di zucca è una preparazione al cucchiaio che ricorda il classico cappuccino di caffè, la bevanda più famosa per la prima colazione, a casa come al bar, per il doppio strato, in questo caso di zucca e di soffice crema allo yogurt, e per la spumosità della cremina in superficie realizzata in genere con un formaggio montato. Per ultimare il cappuccino, non potendo sfruttare la classica spolverizzata di cacao, si inserisce come rifinitura e guarnizione una marmellata dal gusto lievemente acido, per meglio contrastare la dolcezza della zucca stessa. A piacere è possibile poi decorare il tutto con dei gherigli di noci e semi di zucca.Il cappuccino di zucca è una ricetta che nella sua facilità riesce ad essere anche un concentrato di benefici. Leggera perché non si adoperano molti grassi, salutare perché preparata con la purea di zucca, un ortaggio che ci offre davvero gusto e nutrimento. Ma questo cappuccino può essere pensato anche l’alternativa sana e bilanciata da offrire ai bambini che non amano mangiare le verdure. Il suo aspetto un po’ insolito, infatti, li renderà particolarmente felici con poco.

Il Grand Café Bataclan ha riaperto al pubblico

Esattamente dopo 2 anni dagli attentati di Parigi, dove sono morte 130 persone. Era il 13 novembre 2015, e svariate persone, compresi dei giovani parigini, si stavano godendo la propria serata sulle terrazze del bar. Le temperature, nonostante il mese e la località, erano insolitamente miti. Nessuno avrebbe mai potuto prevedere il terrificante massacro che si sarebbe compiuto di lì a poco Nel mezzo della serata 89 persone furono uccise per mano di alcuni attentatori. il nuovo manager del Grand Café Bataclan, così ricorda il tragico evento: “Si sono fatti strada dall’entrata principale. Alcuni proiettili hanno attraversato il muro, colpendo uno dei baristi nella coscia.” I terroristi non erano entrati nel bar e Maallem, che ora gestisce il bar ci mostra il punto delle pareti da cui quei proiettili sono riusciti a passare. “Mi avevano chiesto se fossi interessato alla gestione… e ci ho dovuto pensare parecchio. Avevo paura,” spiega Maallem. “Così ho chiesto consigli in giro. A mia moglie, ai miei amici, alla mia famiglia… e tutti mi hanno incoraggiato. ‘Forza,’ mi dicevano ‘non c’è ragione per non farlo. La vita va avanti. Ora il Grand Café Bataclan presenta pavimenti piastrellati, un nuovo mezzanino, un tendone giallo acceso che prende il posto di quello nero di prima, e un po’ di dettagli d’ispirazione cinese che richiamano il passato dell’edificio. Ma c’è una differenza ancora più grande fra il Grand Café Bataclan passato e quello presente. Il primo, che era più una sorta di pub in cui bere birra più che un bar ristorante, serviva, secondo varie recensioni su TripAdvisor, cibo “orribile,” “deludente” e addirittura “da incubo.” Il secondo, invece, seguirà le linee guida dello Chef  Souton, la cui esperienza in hotel parla decisamente da sé. Tutto, nella sua cucina, sarà preparato a mano e con amore. Basta scorgere un po’ il menù per capirlo. Tutti i piatti sono “calorosi,” come dimostrato ad esempio dalle cocottine con patate e Camembert, dalle tartare di carne e anche dai dessert classici francesi come la torta al cioccolato senza farina e il crème caramel. E in effetti il nuovo bar è di proposito economico proprio con l’intento di far sentire i clienti abituali a casa. A oggi la sparatoria al Bataclan è uno di quegli eventi che resta nella memoria collettiva della città e dei suoi abitanti, nonostante il restauro effettuato.

Caffè o cappuccino decorato

Come fare il cappuccino con la crema montata bene  è molto importante, ma riuscire a fare la foglia, il cuore, il dragone o altre figure è sempre un segno di distinzione per il bar che li propone. Sono molti i clienti che lo notano e che in giro riportano “hai visto che in quel bar…”Imparare a fare la latte art non è difficile, richiede poche regole e molta pratica; bisogna, come si dice, fare il polso,  In Giappone invece sono state create delle macchinette del caffè che permettono di decorare il vostro caffè o cappuccino. L’arte della decorazione del cappuccino, usando la schiuma per creare disegni, ha sempre più amatori in tutto il mondo Numerosi appassionati hanno iniziato ad applicare nuove varianti come fantasie a colori o addirittura in 3D, sono nate anche stampanti per riprodurre foto sulla schiuma. Il risultato non può essere definito esattamente artistico, poiché viene ottenuto semplicemente spolverando della polvere di caffè sulla schiuma. Nonostante questo, sembra siano molti quelli che gradirebbero poter avere un cappuccino di questo tipo da un distributore automatico. Anche voi siete saturi della routine del caffè? Semplice, vi consigliamo un decaffeinato.

Dopo i Cat Cafe, ecco il primo bar con i ricci

Sempre più bar e caffetterie di ogni tipo spopolano in Giappone, con locali dedicati a vari tipi di attività o di animali. L’ultimo è stato aperto nella capitale Tokyo ed i protagonisti sono dei tenerissimi ricci.Questi animali famosi in tutto il mondo con  il loro aspetto buffo e dolce hanno conquistato la popolazione, che li ama sempre più. Per questa ragione è stato creato il primo Hedgehog Cafe (il bar dei ricci) di nome Harry. Bastano circa 8 € per stare un’ora nel bar Harry e coccolare fino a 30 adorabili ricci di diverse razze. E’ inoltre possibile adottare uno di questi animali portandolo a casa: una lavagnetta nel locale segna i ricci disponibili per l’adozione, la razza e il sesso.Solitamente tutti i ricci del bar sono amichevoli e coccoloni ma può capitare, se non si sta attenti, di essere punti. Per questo motivo lo staff spiega attentamente ai clienti all’ingresso come maneggiarli senza farsi e fargli male.

Il tempo è denaro

Il famoso detto “il tempo è denaro” trova adesso la propria conferma! A Wiesbaden, in Germania centro-occidentale, si trova un locale stravagante ma decisamente originale: lo Slow Time Cafe!In questo piacevole luogo è possibile consumare gratis cibo e bevande, pagando soltanto il tempo trascorso al suo interno. L’idea è stata importata dalla Russia e precisamente nella città di Mosca dove è stato molto apprezzato non solo dai residenti ma anche dai turisti. Tutto ciò che viene consumato è completamente gratis: snack, stuzzichini, biscotti, caffè, e altre bevande.. Vi è inoltre la possibilità di portare il proprio cibo da casa o di farsi portare una pizza. Trascorrere 30 minuti all’interno del locale costa solo 2 Euro, ogni minuto successivo costa invece 5 centesimi. Passare un’intera ora all’interno del locale ha un costo di 3 Euro. A disposizione dei clienti numerosi giochi da tavolo, libri da consultare e Wi-Fi gratuito.Sparsi per il locale orologi che segnano volutamente orari leggermente diversi, per non curarsi troppo del tempo che scorre. 

Dolce zucchero quanto ci costi?

Rispetto a suo “cugino” il caffè, sui banconi di bar e ristoranti è spesso lo zucchero a passare inosservato. Punta su quest’ultimo i riflettori uno studio della Fipe che ha comparato i consumi della versione in bustina a quella in zuccheriera nei locali pubblici. Gli appassionati del dolcificante non riescono a dosare perfettamente il contenuto delle bustine creando di fatto uno spreco pari a 46,3 milioni di chili, nettamente superiore a quello che si ha con il saccarosio in zuccheriera Tradotto in percentuali, le bustine determinano  in più i costi a carico dei consumatori. Lo zucchero in bustina fu introdotto nel 2004, nel rispetto di una Direttiva europea, che prevede la somministrazione del prodotto solo preconfezionato. Tuttavia il Ministero delle Attività Produttive ha permesso nei pubblici servizi le dosatrici con beccuccio al posto delle zuccheriere con coperchio. Non ci sono ad oggi evidenze che dimostrino che l’uso delle tradizionali zuccheriere comporti rischi sul piano della sicurezza alimentare la norma le vieta solo per far aumentare il consumo, anzi lo spreco di zucchero; Fipe ribadisce la responsabilità sociale contro lo spreco e per la salute dei consumatori, fermo restando che gli esercenti devono essere liberi di scegliere le modalità di servizio da offrire ai clienti.

Bicchieri piccoli bevute piccole

Non è la prima volta che una ricerca sottolinea come le dimensioni delle stoviglie spingano a mangiare o bere di più. Ma quella della Cambridge University approfondisce il tema legandolo al consumo di alcolici, dichiarando che a bicchieri grandi corrispondono grandi bevute. Ovvero, se volete darvi una regolata con l’alcol, comprate dei bicchieri più piccoli, o il vostro cervello continuerà ad ‘ingannarvi’. Quando le dimensioni contano. Lo studio si è svolto sulla base di un test condotto nei bar. Ai clienti, inconsapevoli, è stato servito vino in calici di diverse dimensioni. Le vendite sono aumentate del 10% dove venivano usati bicchieri grandi. I calici piccoli misurano normalmente 125 ml, quelli grandi 175 ml. Durante il test venivano alternati con bicchieri da 300 ml, 370 ml e 250 ml. riscontrando un incremento delle vendite nei locali che utilizzavano bicchieri grandi. Naturalmente a pari quantità di vino. Bere in un bicchiere grande incoraggia ad ordinarne di più, ma perché. Secondo un’ipotesi degli scienziati avere davanti un calice grande induce a bere più velocemente. Il drink finisce e se ne ordina un altro. C’è tuttavia da dire che negli stessi bar, quando venivano di nuovo ridotte le dimensioni dei bicchieri, le vendite restavano regolari. Lo studio sulle ragioni e sulle dinamiche di questo fenomeno è ancora in corso. Si tratta di risultati che potrebbero cambiare le politiche di vendita nei locali pubblici, per ostacolare l’eccessivo consumo di alcolici. Se i bicchieri grandi incoraggiano a bere, quelli piccoli, in teoria, inibiscono il secondo, terzo, quarto giro. Il consumo smisurato di vino e alcolici porta a numerosi rischi per la salute, dai problemi di cuore all’obesità, per non parlare degli incidenti legati agli stati di ebbrezza. I medici da tempo invitano le persone, specialmente le più giovani, a ridurne il consumo. E i risultati di queste ricerche potrebbero dare un contributo.

Quando il gelato ..ti ghiaccia la testa

I gelati, ma anche i ghiaccioli e le bibite fredde, se consumati con voracità possono provocare forti mal di testa che, fortunatamente, durano solo pochi istanti. Il fenomeno è dovuto alla rapida costrizione dei vasi sanguigni del palato, quando questi entrano in contatto molto rapidamente con una sostanza fredda. Al ripristino della normale temperatura del cavo orale, gli stessi vasi si dilatano di nuovo, per una reazione di compensazione. I nocicettori recettori del dolore presenti sul palato rilevano questa vasodilatazione e inviano un segnale al nervo trigemino, un nervo che di norma veicola stimoli percepiti sul volto. A questo punto il cervello interpreta la sensazione dolorosa come proveniente dalla fronte, anche se arriva dal palato, e percepiamo così un dolore simile a cefalea. L’emicrania da gelato può essere evitata con la prevenzione quindi mangiare o bere più lentamente. Solo così la sostanza che entra nella nostra bocca può riscaldarsi e raggiungere una temperatura che non influenza l’afflusso del sangue. Mangiare con più calma non solo aiuta ad evitare il sopraggiungere del ghiaccia-testa, ma anche di un’eventuale congestione, provocata infatti dallo sbalzo termico. In questo caso una bibita ghiacciata può squilibrare la distribuzione dal sangue. In ogni caso, il gelato come le bibite sono attimi che ci concediamo di puro piacere ideale sarebbe gustarli e sorseggiarli in pieno relax magari sdraiati su una amaca a contemplare il mare, o semplicemente seduti ad un tavolo fuori dal bar