Andres Amador è un artista contemporaneo che utilizza la sabbia sulla spiaggia per creare le sue incredibili opere d’arte. È uno degli artisti moderni che esplora tanti modi insoliti per raccontare se stessi e la propria unicità. Invece di tele e pennelli, Andreas Amador usa la sabbia della sua città natale, San Francisco, e crea i suoi “quadri larghi”. questo artista ha scelto di combattere assiduamente contro le maree, sapendo di perdere in partenza. Ma quello che riesce a realizzare, per quanto temporaneo, è un vero capolavoro, come tela per i suoi quadri in grande scala ha scelto la sabbia di affascinanti spiagge che ricerca scrupolosamente. Attrezzato solo delle sue mani e di un rastrello, passa ore e ore a disegnare forme geometriche, mosaici e simboli che dopo poco verranno per sempre cancellati dalle onde del mare. Ogni creazione di Andres richiede un’attenta scelta di tempi e luoghi, in quanto per realizzare le sue opere necessita di intere porzioni di costa che restino libere dalle acque il tempo necessario per concedergli di tracciare ogni singola forma che con le altre andrà a comporre il gigantesco quadro. Per questo motivo, una volta individuato il luogo, l’artista aspetta pazientemente una notte di luna piena per iniziare il suo lavoro, quando la bassa marea lascia aperti ampi tratti di spiaggia deserta.
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Buon San Valentino
Lucignano, un grazioso borgo medievale della Toscana, a metà strada tra la città di Siena e quella di Arezzo. Ma cos’ha di tanto particolare rispetto ad altri villaggi della regione? Semplice, custodisce un gioiellino: l’Albero dell’Amore, conosciuto anche come Albero d’Oro o Albero della Vita. Custodito nel Museo Comunale, è considerato un vero e proprio capolavoro d’arte orafa gotica: si tratta infatti di un prezioso reliquiario in stile arboreo, decorato con smalti, corallo e cristalli. Secondo un’antica tradizione locale, nel corso degli anni l’Albero d’Oro avrebbe assunto il nome di Albero dell’Amore o della Vita proprio per essere propizio agli innamorati. Non a caso, ancora oggi, sono molte le coppie di fidanzati che davanti all’Albero si scambiano promesse d’amore e di eterna fedeltà. Dal punto di vista artistico e religioso invece, l’Albero di Lucignano è l’unico reliquiario al mondo a forma di albero: pensate che per realizzarlo ci sono voluti ben 121 anni! Principiato da Ugolino di Vieri nel 1350 è stato terminato nel 1471 dal noto orafo senese Gabriello d’Antonio. Una grande base regge un piccolo tempietto gotico sul quale si innesta il fusto portante dell’Albero da dove partono 12 rami decorati con foglie di vite e piccole teche. Alcuni rametti sono invece in corallo rosso, in memoria del sangue versato da Cristo per poter generare una nuova vita. San Valentino può essere la giusta occasione per passare dalle parti di Arezzo, vi consigliamo di andare a vederlo di persona, magari insieme al vostro partner… sia mai che ci scappi una proposta di matrimonio! Se invece non siete ancora pronti per questo passo ma siete comunque innamorati, il tour ‘Firenze Romantica’ è quello che fa per voi: potrete scoprirete le più celebri e piccanti storie d’amore vissute nella splendida cornice del capoluogo toscano!
Un immagine straordinaria
Un verme con le corna da diavolo? Una specie di elaborata creazione di pasta? Un fiore tropicale porta-fortuna? Niente di tutto questo. L’immagine, che circola da poco su Reddit, rappresenta in realtà la zampa di una zanzara, la foto non è accompagnata da maggiori informazioni. Ma l’immagine proviene in realtà da un microscopio elettronico a scansione realizzato dal fotografo Steve Gschmeissner. È stato selezionato per il concorso International Images for Science della Royal Photography. L’immagine mostra la parte finale della zampa di una zanzara, tra cui un artiglio, le squame e il pulvillus, un cuscinetto carnoso con peli adesivi. Secondo la descrizione fotografica di Gschmeissner, queste squame costellano l’intero corpo delle zanzare ma sono particolarmente dense vicino alla zampa e possono aiutare a proteggere l’arto e permettere alla zanzara di atterrare sull’acqua, dove questi insetti depongono le loro uova. “Gli insetti sono fantastici perché hanno tutti questi sottili dettagli microscopici” Un artista scientifico Gschmeissner ha una laurea in zoologia e decenni di esperienza nella ricerca sul cancro attraverso il microscopio. I suoi clienti vanno da collezionisti di belle arti e società di media a scienziati e designer di copertine di album. Nel suo portfolio ci sono ragni, millepiedi, vespe, larve e formiche. Ha fotografato cellule di lievito, alghe e dettagli di una foglia di marijuana. Ha anche fotografato i vicini invisibili dell’umanità, dai batteri trovati su strofinacci e cellulari ai microbi che vivono nelle nostre bocche e nei nostri reni per non parlare degli acari che considerano le nostre ciglia come la loro casa. ha fotografato pollini, parassiti e parassiti domestici. Sono fortunato ha dichiarato perché faccio qualcosa che amo. Mi diverto e mi esalto ancora nel farlo.
Decorare con la luce del sole
Sapevate che è possibile dipingere utilizzando la luce del sole? Questa tecnica si chiama pirografia ed altro non è che la decorazione del legno mediante delle bruciature.In realtà per mettere in pratica questa tecnica si utilizzano strumenti appositi ma c’è chi, come Jordan Mang-osan, preferisce usare la luce del sole amplificata con una lente d’ingrandimento. L’uomo dipinge soprattutto paesaggi ed inizia realizzando una bozza a matita sul legno, per poi fissare definitivamente l’immagine con la lente d’ingrandimento. Come si può ben capire si tratta di un lavoro molto lungo, per un’opera servono infatti svariati mesi. Questa tecnica può essere anche applicata per personalizzare un angolino della casa un mobile con realizzazioni fai da te è il sogno di tutti coloro che amano i lavori manuali e talvolta anche di chi non si è ancora cimentato in questo tipo di creazioni handa made.Dare forma a un’idea, adoperarsi per decorare risparmiando con il fatto in casa o semplicemente distrarsi con un sano hobby artigianale è un atto d’amore nei confronti di sè stessi.Ogni lavorazione ha i suoi segreti, le sue tecniche di base, la cui conoscenza è necessaria ai fini di una buona realizzazione, lo sa bene. Jordan, oggi affermato artista, non è stata semplice, per lui, ha dovuto per diverso tempo lavorare come grafico ma è riuscito a rendere l’arte il suo unico lavoro. Non tiene molto alla fama ma spera che il successo permetta di far conoscere la sua etnia, gli Igoroti, che vivono tra Filippine e Australia.
Oskar Fischinger
Oskar Fischinger è considerato tra i massimi esponenti del cinema astratto. Come ricorda la Treccani, Fischinger fu un grande innovatore nel campo delle tecniche di animazione, ma è ricordato soprattutto per aver sperimentato, dalla fine degli anni Venti, il rapporto suono-segno, attraverso la visualizzazione di celebri brani musicali». A lui, in occasione del 117° anniversario della nascita è dedicato un fantasmagorico doodle di Google. Tutto inizia con una frase dello stesso Fischinger che così recita: La musica non si limita al mondo dei suoni. C’è musica anche in ciò che vediamo. Oskar Fischinger però non riuscì a farsi capire negli Usa, ad Hollywood, dove probabilmente le sue intuizioni, ma anche il rigore formale, erano troppo in anticipo sui tempi. Anche il suo veloce passaggio in ambito Disney non fu capito: il suo apporto a Fantasia, nel 1940, non fu decisivo per come Walt Disney si aspettava. Riuscì a convogliare i suoi interessi pittorico-artistici in animazioni di forme astratte, molto peculiari sia dal punto di vista cromatico che per l’utilizzo di materiali e tecniche di ripresa.
Accatastare la legna creando un’opera d’arte
Le piovose giornate e le copiose nevicate di questi giorni ci hanno costretto a stare ben riparati in casa al calduccio di termosifoni, stufe e caminetti accesi. Ma per alimentare il fuoco ci vuole la legna; chi abita in collina o in montagna lo sa molto bene, ed è proprio in questo periodo che trasporta attraverso delle ceste, ciocchi di legna da accatastare vicino al camino da utilizzare durante tutta la giornata, attingendola dalle cataste precedentemente preparate. Le cataste di legna bene o male le conosciamo e le abbiamo viste tutti; si parte dal basso e poi via via si sale, accatastando ciocchi e rami tagliati tutti della stessa lunghezza; in cima alla catasta si mettono poi i rametti più piccoli, quelli ottimi per accendere inizialmente la fiamma. Possiamo dire che le cataste di legna sono solitamente molto precise e funzionali, disposte con precisione all’esterno della casa, in giardino, o comunque in luoghi protetti almeno dalla pioggia e della neve. Esiste però un modo creativo e artistico per accatastare la legna, riuscendo a raffigurare animali e oggetti, sfruttando diverse forme, dimensioni, posizioni e colorazioni della legna tagliata a vostra disposizione. Realizzerete delle Opere d’arte oltretutto effimere, che scompariranno man mano che il freddo reclamerà legna da ardere per il tepore della casa, ma forse questo aspetto di fragilità rafforzerà ancora di più la bellezza delle vostre opere d’arte, e le renderà sospese a metà tra l’ingegno costruttivo e la loro provenienza naturale, in cui tutte le cose nascono, vivono e periscono. Pertanto se anche voi, in questi giorni, siete alle prese con la scorta di legna per l’inverno, provate a cimentarvi nella realizzazione di una catasta di legna artistica, un modo divertente per introdurre un po’ di creatività anche in questa attività tradizionale, forse spesso un po’ pesante….
Aperitivo a base di finger food?
Non è raro che artisti, fotografi e designer si dedichino al tema del cibo di questi tempi. Oltre a essere terreno di scontro quasi ideologico il cibo è diventato simbolo del proprio status sociale, non solo da mangiare, ma anche da mettere in mostra, modellare, rivisitare: I designer dello studio olandese Lernert & Sander hanno creato questa composizione di cubi che misurano perfettamente 2,5 cm per lato, piccole sculture tratte da 98 tipi diversi di cibo al naturale. Le porzioni saranno un po’ minimaliste, ma ce n’è per tutti: amanti di frutta e verdura, carne e sushi. Per i più audaci può essere un’idea creativa per il prossimo aperitivo a base di finger food, o come si dice in Italia: cibo che si mangia con le mani.
In Svizzera il primo hotel senza pareti
Basta con il lusso e le comodità, l’aria condizionata un comodo divano, il televisore al plasma. Nasce in Svizzera Null Stern Hotel, il primo hotel senza pareti che riduce all’essenziale ogni servizio. Da qualche settimana gli artisti Frank e Patrik Riklin, supportati da un maitre professionale Daniel Charbonnier, hanno aperto il Null Stern Hotel sotto forma di un letto matrimoniale collocato all’aria aperta nella campagna svizzera. Il nuovo albergo non è altro che l’evoluzione ancora più estrema del progetto artistico dei due artisti. Posto a 1.970m di altitudine, a Safiental, nel cantone svizzero dei Grigioni, è dotato di un semplice pavimento con sopra un letto matrimoniale, due comodini e due lampade. Nessun immobile, né pareti a proteggere gli avventurosi turisti che hanno a disposizione un bagno dotato di accessori a dieci minuti di cammino dall’hotel. Non certo comodissimo, ma la vista sulle Alpi ed il cielo stellato di notte come tetto promettono di non far rimpiangere la mancanza delle comodità. La struttura è accessibile chiaramente solo d’estate, ci vogliono circa 250 franchi svizzeri per soggiornare una notte al Null Stern Hotel di Safiental, oppure potete rubacchiare l’idea e trasformare il vostro giardino in una sorta di camera da letto all’aperto non godrete certo dello spettacolo delle Alpi…!!
Comprate un cappello l’estate arriverà….
Immancabile nel periodo estivo il suo nome, Panama, si deve alla visita del Presidente Roossevelt che nel 1906 ne sfoderò uno mentre era in visita ufficiale proprio al Canale di Panama, tuttavia, il cappello Panama è storicamente prodotto da ormai 300 anni nel cuore delle montagne dell’Ecuador, in una città di nome Cuenca dove artigiani esperti nel lavorare la paja toquilla, il materiale di cui è fatto, impiegano ore con i piedi a bagno in vasche d’acqua dove viene inzuppata la paglia che deve rimanere umida per poter essere lavorata. Reso immortale Ernest Hemingway, e via via divenuto accessorio must sulla testa di artisti, attori, celebri nel 2012 l’Unesco lo ha dichiarato Patrimonio, benché intangibile, dell’Umanità. A rendere questo cappello un prodotto davvero doc è poi la filiera produttiva: la paglia arriva dalle coste dell’Ecuador, in particolare dalla città di Montecristo, e sono gli stessi locali, uomini e donne, a lavorarla con l’utilizzo di pochi macchinari essenziali. Di cappelli se ne producono al massimo una decina al giorno, e da prezzi modesti dei modelli più economici il prezzo può salire fino a toccare cifre astronomiche, la dove si utilizzano paglie pregiatissime.