Fame da lupi

Forse quello che ci vuole nel periodo di carnevale è una frittella gigante, come quella cucinata alla Fiera del Cibo di Shenyang, in Cina. Una prelibatezza di 2 metri di diametro da gustare con bacchette adeguate, lunghe più di 6 metri. Anche se il titolo ufficiale di frittella più grande del mondo spetta a un manicaretto di 4 metri di diametro realizzato lo scorso settembre a Castel di Lama, nelle Marche. Per friggerlo ci sono voluti 30 volontari, 13 mila litri d’olio e una padella lunga manico compreso  8 metri e mezzo,realizzata da un artigiano

Abbinamenti speciali

Nel mondo dell’enogastronomia non c’è limite alla sperimentazione. Ogni giorno chef, bartender e sommelier, ispirati da profumi e sapori, creano e propongono nuovi associazioni. Approcci insoliti che permettono di sperimentare nuove sensazioni. Prodotti che siamo abituati a consumare ogni giorno si pongono sotto una luce nuova. Scoprono note gustative ed olfattive nuove ed inesplorate che vengono valorizzate da incontri insoliti ed interessanti. Prodotti come birra e cioccolato, presenti in ogni casa, insieme donano sensazioni totalmente differenti quando si incontrano e si fondono l’uno con l’altro. E’ difficile pensare ad un abbinamento tra il cibo degli dei e una delle bevande più amate. Eppure, saggiamente abbinati, si sposano alla perfezione. A dimostrarlo è stato Davide Comaschi, direttore del Chocolate Academy insieme a lui i maître cioccolatiere dell’accademia hanno dato vita ad una insolita esperienza gustativa. Propone l’innovativo abbinamento tra birra e cioccolato. L’idea nasce dalla volontà di valorizzare la nuova birra d’abbazia Pater Linus. La ricetta trae ispirazione da quella del priore di cui porta il nome. Per esaltarne il gusto, i cioccolatieri e i mastri birrai hanno studiato un delizioso abbinamento con uno dei migliori cioccolati belga firmati Callebaut. In particolare, hanno proposto un’esperienza di degustazione con la nuova birra Pater Linus ed il blend Satongo.L’abbinamento tra birra e cioccolato sembra funzionare alla perfezione. E questo grazie al piacevole contrasto di sapori e di sentori. Il gusto amaro del cibo degli dei incontra le note dolci e fruttate della bevanda. Per valorizzare al meglio il sapore di entrambi i prodotti, il consiglio dei cioccolatieri è quello di proporre il cioccolato in tre diversi stati. Quello solido in tavoletta, che conferisce croccantezza. Quello liquido, sciolto in tazza ad una temperatura di 40°, vellutato e cremoso. E quello areato, soffice e voluttuoso, ottenuto inserendo aria nel cioccolato

Un piatto ricco e profumato

Lo stufato è un piatto ricco, profumato e dalle radici antiche. Deve il suo nome alla cottura che avveniva sulla stufa nelle case campestri e ancora oggi è una vera e propria esplosione di sapori: la carne cuoce lentamente e per lungo tempo nel brodo o nel vino diventando morbida e saporita. Infatti la differenza tra brasato e stufato è soltanto nei nomi perché tanto tempo fa la carne era cucinata in una casseruola messa sulle braci. Stufato, invece, deriva da “stufa” che molti anni fa era adoperata per cuocere gli alimenti. Lo stufato, inoltre, è un modo per cuocere gli alimenti e potrete anche usarlo per preparare pietanze di pesce o verdure. Lo stufato di carne è perfetto nelle fredde sere invernali e può essere accompagnato ad una purea di patate o a delle verdure saltate. Se volete preparare uno stufato con carne di manzo i tagli migliori saranno: spalla, muscolo, cappello del prete e fiocco. Nel caso in cui preferiate uno stufato a base di carni bianche, potete utilizzare sovra cosce e fusi di pollo. Nella ricetta originale la carne viene cotta in due momenti: una prima rosolatura in padella con burro oppure olio e una seconda in casseruola con brodo, verdure e aromi. La prima cottura è molto importante perché permette alla carne di caramellarsi all’esterno rimanendo morbida all’interno. Usate una pentola antiaderente, fate sciogliere una noce di burro e rosolate la carne tagliate a pezzi non troppo grandi su tutti i lati. Ricordate che lo stufato ha bisogno di tempo: per una cottura ideale servono almeno 2 ore e mezzo, rigorosamente a fiamma dolce. Per la base del vostro stufato vi consigliamo di utilizzare un trito classico di cipolla, carote e sedano: rosolatele in olio Evo in una padella prima di cuocerli in casseruola con gli altri ingredienti. La verdura che per eccellenza accompagna lo stufato è la patata: la sua consistenza infatti le permette di assorbire il sugo e acquisirne il sapore. Per una variante saporita potete utilizzare funghi e piselli: il vostro stufato acquisterà un gustoso sapore dolciastro.