Le parole più belle in italiano

L’italiano è una lingua musicale. Ce lo dicono gli stranieri che quando ci ascoltano, hanno il sorriso sulla bocca, ci fate caso? Noi, ovviamente, abituati a sentirla, siamo poco consapevoli del suo incredibile fascino. Pensate, l’italiano è al terzo posto tra le lingue più insegnate, anche se non è utile. Insomma, piace e basta. Cioè dà piacere. Sarà perché è una lingua che balla, che suona,che canta, tanto è vero che è detta del bel canto. Lirica appunto e non solo per l’Opera. Una volta un insegnante americano mi ha detto: “Un italiano, potrebbe anche solo parlare di quando va a buttare  pattumiera e, a me, sembrerebbe una cosa bellissima…” Gli ho risposto, ridendo, che per fortuna parliamo anche di altro. E tanto! Secondo me però sono i poeti e gli scrittori quelli che sciorinano i vocaboli più misteriosi che ci affascinano. E, poi, ci sono quelle parole dialettali, piene di anima e di colore. Se ci fermiamo ad ascoltarle, ci meravigliano sempre. Al mare sotto l’ombrellone o la sera mentre tirate tardi in giardino con gli amici provate a fare un toto parole, tra quelle più danzanti, più sonore e gradevoli anche un po’particolari. Ecco qualche suggerimento per iniziare…..Ciao: suono dolce e allegro (lo usano ormai quasi in tutto il mondo). Impetuoso: sembra quasi di vedere il significato di questa parola. È come un’onda del mare incontrollata. Resipiscente: chi si ravvede dai propri errori (parola poco usata, bella però!). Sciamannato: disordinato, trasandato (provate a usarla ogni tanto!). Struggente: tra desiderio e tomento. (Parola molto intensa e densa di significati). Trasecolare: rimanere sbalordito e sconcertato. (Divertente il suono e l’effetto, che dite?)

 

 

Elimina gli odori e rinfresca la tua casa

Ci sono odori che, proprio come degli ospiti sgraditi, non vogliono saperne di sparire da casa tua. Le cause possono essere molteplici: un cane che ama rotolarsi nelle pozzanghere, un fumatore incallito in famiglia o magari qualche ardito esperimento culinario in cucina. Certo, aprire le finestre e arieggiare gli ambienti è sempre una buona idea, ma esistono soluzioni più efficaci per neutralizzare i cattivi odori dentro casa tua.Elimina il problema alla radice Se vuoi sbarazzarti dell’odore persistente del fumo di sigaretta, pulisci tutti gli oggetti che possono averlo assorbito. Metti in lavastoviglie o in lavatrice tutto ciò che è lavabile e passa l’aspirapolvere ovunque, cambiando sacchetto e filtri una volta finito. Anche gli specchi e le cornici vanno puliti a fondo: su di essi può infatti formarsi nel tempo una sottile patina di sporco che contribuisce alla persistenza del cattivo odore. Per sconfiggere gli odori sgradevoli, è necessario pulire la casa regolarmente. Può sembrare banale, eppure è l’unico sistema per impedire l’accumulo di cattivi odori. Una volta stabilita la tua routine di pulizia, è semplice mantenere la casa meravigliosamente profumata di fresco. Per una freschezza continua e costante, usa un diffusore, un deodorante per ambienti, che elimina gli odori e diffonde un meraviglioso profumo in tutta la casa successivamente colloca un bel vaso di fiori profumati che oltre ad emanare un gran bel profumo creeranno  un’atmosfera piacevole e accogliente per tutta la famiglia.

Organizzare il matrimonio..non è cosa facile

Quando arriva il momento di organizzare il matrimonio, l’uomo non prende nemmeno in analisi l’eventualità e non lo fa per ostentare indifferenza, non lo fa per essere cortese nel darci un privilegio, lo fa perché è saggio: sa cosa significa e non vuole saperne. La donna, invece, immagina questo momento da tutta la vita e vuole occuparsi di persona di ogni singolo dettaglio. Location, catering, bomboniere, allestimento floreale, band musicale, fotografi, torta nuziale. Insomma, chi crede ancora che per sposarsi sia sufficiente rispondere sì a tutte le domande, si sbaglia. Organizzare un matrimonio eccezionale richiede tempo, dedizione, esaurimento nervoso: niente può essere lasciato al caso, o, come sempre succede, tra scadenze da rispettare, preparativi da definire e imprevisti da prevedere, si rischia di trasformare uno dei momenti più importanti in una vera tragedia. E l’uomo saggio, che aveva deciso di farsi da parte, all’improvviso viene accusato di non prendere la cosa seriamente. Ma c’è qualcuno che può gestire in modo professionale la complessità dei problemi organizzativi, qualcuno che è abituato a questo genere di preoccupazioni: un professionista che può diminuire i rischi di una crisi  di nervi e di coppia. Il wedding planner viene sulla terra con questo scopo: evitare che i futuri sposi si lascino prima delle nozze.Ma quello, che tutti credono un direttore artistico, è solo un capro espiatorio su cui riversare la colpa, quando qualcosa non va come dovrebbe. Solo per accontentare suocera, cognati, nipoti, parenti e tutto questo? Per amore? Ma se l’amore si fa in due, allora non dovrebbe essere lo stesso per il matrimonio?

Check-in e check-out tutto automatizzato

A vederlo  dentro sembra una banca, seppur molto particolare dato che quei colori, bianco e rosa shocking, non sono la regola in certi ambienti. Ma dentro a quelle che somigliano a cassette di sicurezza si sistemano le chiavi di casa da consegnare ai propri ospiti e il “bancomat” serve per scansionare i propri documenti e inviarli direttamente alla questura. Sì, perché Keesy, così si chiama questo spazio appena aperto a Firenze davanti alla stazione di Santa Maria Novella, vuole in realtà trasformare e automatizzare la fase di check-in e di check-out dei clienti di affittacamere, bed&breakfast e host di Airbnb .Un box di 40 metri quadri, attivo 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno, in cui poter ritirare le chiavi dalla cassettina grazie al codice segreto inviato dall’host, dichiarare le proprie generalità attraverso uno schermo touch in cui sono disponibili sette lingue e pagare la tassa di soggiorno anche con bancomat e carta di credito. Così imprevisti e ritardi nell’arrivo non sono più un problema. Di più: il point è dotato anche di prese per ricaricare lo smartphone, Wi-Fi e deposito borse e bagagli. C’è più controllo e anche sicurezza, dato che Keesy è un’area completamente videosorvegliata». Vi  piace? Se sì, sappiate che nei prossimi mesi i Keesy point arriveranno anche a Roma, alla stazione Termini e nel centro storico, a Milano, e a Venezia.

 

Arriva l’estate e con lei la macedonia

Arriva l’estate e il caldo si fa sentire, tutto ciò che si ha voglia di mangiare è qualcosa di fresco e piacevole, tanto a casa quanto in spiaggia. Non stupisce, dunque, che la frutta sia una delle scelte più gettonate. La dolcezza e la freschezza dei frutti estivi è un vero piacere per il palato e dopo averne fatta una scorpacciata ci si sente subito meglio, ricaricati e dissetati ma mai pesanti. Per gustare al meglio la frutta, che sia uno spuntino oppure un gradevole fine pasto, la macedonia resta sempre un’ottima soluzione. Consente, infatti, di gustare tanti frutti diversi in una volta, si mangia facilmente con il cucchiaino senza doversi preoccupare di sbucciare ed affettare la frutta, equilibra alla perfezione le note dolci ed acide delle diverse componenti, e può essere insaporita con limone, liquori ed aromi rendendola ancora più sfiziosa. Anche i più golosi non restano delusi davanti ad una invitante coppetta di macedonia. Specialmente quando è guarnita con un ciuffo di panna o una pallina di gelato che donano un irresistibile tocco di cremosità. Ma per ottenere degli ottimi risultati occorre preparare la macedonia con attenzione. Prima di tutto, scegliendo la frutta giusta. Con quella di stagione non si sbaglia mai perchè è più saporita e garantisce sempre il giusto grado di maturazione. Occorre, inoltre, fare molta attenzione a bilanciare correttamente i sapori aggiungendo frutti dolci ed acidi nella stessa percentuale. Si dovrà poi condire il tutto nella maniera giusta, scegliendo tra soluzioni semplici ma sempre gradite, come zucchero e limone, il classico dei classici, o aggiungendo, ad esempio, un tocco alcolico con maraschino, vino o limoncello, ad esempio, oppure aromatico con spezie o erbe profumate, come chiodi di garofano, cannella o foglie di menta per un tocco di freschezza.

 

 

Il gelato gourmet

Un gelato al cacio e pepe, oppure un gelato al sedano bianco di Sperlonga e, ancora, un gelatino ai capperi di Pantelleria. E poi gelati bio, vegani, cruelty free o semplicemente sublimi, grazie a materie prime di altissima qualità. Ecco gli ultimi trend del gelato, ricetta che un tempo era tra le più semplici e trasversali del made in Italy e che oggi è protagonista nelle cucine dei grandi chef.Salato, dolce, crudo, vegano: e fu così che il gelato divenne d’autore.Scoppia l’estate, il caldo, le serate con cielo azzurro, la voglia di stare all’aria aperta in giardino,a far tardi, la voglia  di mare, di vacanze, di spensieratezza. E di gelato. Ma non è più il gelato di una volta e soprattutto da merenda vecchi stile per tutti i gusti e i palati si sta mutando in raffinatezza per palati fini. Senza alcun limite alla fantasia.Il gelato si sta trasformando, rivoluzionando qualsiasi certezza, persino quella che si tratti certamente di un dolce. E una cosa è sicura: trascurate il derby storico tra coppetta o cono perché le sfide e le divisioni che riguardano il gelato saranno ben più significative Secondo i dati del Sigep le mode gastronomiche più trascinanti dell’estate  riguardano proprio lui, che nella versione più fredda si annuncia vegan friendly. In realtà quello che sta diventando oggi il gelato è qualcosa di innovativo rispetto alla sua versione tradizionale.Disceso in tantissimi modi, può essere salato, vegano, crudista, gourmet. Viene servito nei modi più bizzarri ed è corteggiatissimo dai professionisti della gastronomia di alto livello che su di lui hanno gli occhi puntati ormai da tempo, per tutte le possibili trasformazioni e riedizioni che si presta a subire.

I giovani spendono tutto in cibo e poco nella moda

Meno soldi, meno stabilità, meno certezze. Più tempo passato in ufficio ,al lavoro, più impegni, più voglia di evadere. L’esperienza è tutto. Per davvero. Se prima con i primi soldi messi da parte o alla prima crisi esistenziale ci affidavamo a quelle scarpe dal prezzo esagerato ma che dovevamo assolutamente avere e/o a quella gonna così da renderci le regine del ballo, oggi no la regola felicità non è più valida. Giovani e meno giovani, single o accoppiati, felici o irrequieti tutti vogliamo vivere più che comprare e così il mangiare ha sostituito la moda. Ovviamente si tratta di una provocazione ma fino a un certo punto i giornalisti di theguardian si sono chiesti proprio questo, come e quando è successo che le persone hanno incominciato a preferire vivere esperienze, dalla palestra ai ristoranti stellati passando per i viaggi, piuttosto che acquistare capi firmati. L’economia dell’esperienza sta pressando i nostri budget per i vestiti è questo il fatto. Nel Regno Unito la spesa destinata al tempo libero è aumentata dell’8% e al tempo stesso i marchi di moda registrato un calo nelle vendite. Pochi mesi fa avevano fatto scalpore le dichiarazioni di un giovane imprenditore diventato milionario che se la prendeva con i giovani che si lamentavano di essere poveri eppure mangiavano regolarmente avocado toast. «Quando volevo comprare la mia prima casa non acquistavo panini all’avocado da 19 dollari l’uno e quattro caffè da 4 dollari» aveva detto Tim Gurner dando una bacchettata sulle mani a chi fra noi aveva desideri troppo alti rispetto allo spirito di sacrificio. Allora avevamo storto il naso, oggi sapremmo cosa rispondere.

 

I periodi neri

Ci sono nella vita dei momenti nei quali tutto va storto: una simultaneità di contesti avversi, difficoltà e colpi di sfortuna che nell’insieme danno a chi li vive la sensazione di essere dentro a un tunnel da cui non si vede l’uscita. Sono i cosiddetti periodi neri. Quel che è certo è che, per legge di natura, prima o poi terminano. Fortuna e sfortuna si alternano sempre Innanzi tutto bisogna resistere alla tentazione del “pensiero magico”, cioè non dobbiamo attribuire la concatenazione degli eventi sfavorevoli. I periodi neri finiscono sempre Al contrario trovare dei momenti di raccoglimento interiore e chiarire a noi stessi se il periodo nero è figlio di una pura coincidenza di situazioni negative, cosa del tutto possibile, ognuna delle quali esiste in se stessa e non è collegata all’altra se non nella nostra mente; oppure se siamo di fronte a una sorta di “venuta al pettine” di alcuni nodi esistenziali, o all’esito di una serie di atteggiamenti e di relazioni sbagliate che è giunto il momento di cambiare. Bisogna far sì, insomma che il periodo nero non sia solo “pura resistenza”, ma anche un “banco di lavoro” su cui forgiare la nostra personalità. I lamenti? Mai a voce alta. Ogni evento fa storia a sé; Dobbiamo quindi evitare di lamentarci e le frasi pessimistiche tipiche di questi periodi ad esempio: “Non c’è niente che mi vada nel verso giusto”. A volte è difficile non pensarle, ma non dirle è già molto. Spesso per interrompere la sensazione di fatica, può essere utile compiere un’azione dall’elevato valore simbolico. Può essere di tutto: un viaggio in una località di mare, il cambio di un’abitudine, un acquisto speciale, una visita insolita, etc. L’importante è che per noi abbia valore di staccare, di interrompere, di voltare pagina. Pensiamo che spesso i periodi neri, ben sfruttati, anticipano belle rinascite. 

Programmi dedicati all’alimentazione

Oltre ai programmi squisitamente dedicati alla cucina, sono diversi i programmi culturali di intrattenimento che toccano tematiche legate alla natura, la mare,ai viaggi, ai prodotti tipici di un determinato territorio, che prevedono delle rubriche culinarie dedicate alle caratteristiche organolettiche di un determinato prodotto e ai piatti tipici, che hanno un elevato valore educativo. Tra questi Geo&Geo, Linea verde, Linea blu,Cucine da incubo,Cuochi d’Italia etc…sintomi di rinnovato interesse verso la cucina, ma anche di un processo di spettacolarizzazione del cibo; In questi programmi, la competizione tra i partecipanti assume un’importanza sempre maggiore a discapito dello spazio dedicato alle ricette. La spettacolarizzazione del cibo ci può allontanare dalla realtà quotidiana, e non ci deve far dimenticare che la funzione principale del cibo è quella di nutrire l’organismo. Le sfide in cucina sono positive e ci spingono a migliorarci, mentre offrono tante occasioni di convivialità. La cucina trova ampio spazio anche all’interno di programmi più in generale “culturali” che hanno un elevato valore educativo

Pressione bassa con l’arrivo del caldo

Le cause della pressione bassa sono molteplici: predisposizione, caldo, eccessiva stanchezza o disidratazione possono portare a episodi di ipotensione anche improvvisi. I sintomi della pressione bassa sono assai riconoscibili e si presentano spesso in coincidenza tra essi: spossatezza, giramenti di testa, vertigini, annebbiamento della vista, sudorazione fredda e, in alcuni casi, anche svenimento. Alcuni accorgimenti nel cibo ci possono aiutare  come ad esempio bere acqua a piccoli sorsi e spesso durante la giornata e in quantità sufficiente almeno 1,5 litri al giorno è importantissimo. La disidratazione, infatti, è una delle cause principali della pressione bassa. Mantenere un equilibrio di idratazione corporea può rivelarsi necessario, oltre ad essere assai consigliabile. Inserire nella dieta o tenere a portata di mano qualcosa ricco di sodio aiuta a mantenere il livello della pressione nella norma. Un pezzetto di formaggio Grana o Parmigiano, dei cracker o un po’ di prosciutto cotto sono gli alimenti più indicati per riprendersi da un episodio improvviso di ipotensione. Anche i sali minerali sono utilissimi, in particolare potassio e magnesio. Il potassio è presente in molta frutta banane, mandorle e avocado, per esempio e ortaggi spinaci, patate, zucca, zucchine e fagioli bianchi, mentre il magnesio è presente nella frutta secca, nei datteri, nel riso, nei piselli, nei carciofi e nei fichi. La noce moscata è in assoluto la migliore alleata in questo caso. Macinatela ogni tanto nei vostri piatti, senza esagerare: oltre a donare un gusto più stuzzicante, è utile nel mantenere la pressione equilibrata.