Una pianta incredibile

Sembrano delle belle labbra rosse, pronte a dare un bacio indimenticabile. In realtà si tratta di una pianta arbustiva che si chiama Psychotria Elata ed è originaria della foresta pluviale tropicale dell’America Centrale e del Sud. La pianta dalle labbra calde potrebbe accendere di desiderio i più eccitati e stupire i più curiosi, ma è abbastanza comune tra le foreste dell’Ecuador. Gli abitanti del luogo la chiamano “oreja del diablo”, cioè orecchio del diavolo per le sue proprietà curative. Ha infatti diversi utilizzi medici. Si caratterizza per delle infiorescenze di colore rosso vivo e la particolare forma che ricorda quella delle labbra. Questo aspetto è, in realtà, funzionale per attirare farfalle e colibrì, e come molte piante con fiori rossi nella zona viene impollinata proprio da quest’ultimi

Il riscaldamento globale minaccia anche il caffè

La maggior parte delle varietà selvatiche di caffè potrebbe andare definitivamente perduta nei prossimi decenni, a causa di un mix letale di cause di cui fanno parte deforestazione, cambiamenti climatici e parassitosi. La sentenza che arriva da uno studio appena pubblicato su Science Advances getta un’ombra di angoscia anche sulle piantagioni commerciali, oggi dominate da due specie prevalenti: arabica e robusta. La prima è sensibile alle alte temperature, la seconda all’aridità del suolo. Le 124 varietà di piante selvatiche del caffè potrebbero favorire i coltivatori a potenziare la resistenza verso l’uno o l’altro tratto, ma con meno specie a disposizione, anche le opzioni per rinforzare arabica e robusta contro le condizioni ostili si ridurrebbero. I ricercatori del Royal Botanic Gardens, hanno impiegato due decenni per catalogare accuratamente tutte le varietà selvatiche di caffè con la loro distribuzione, i rischi che corrono e le caratteristiche salienti come quantità di caffeina contenuta, resistenza alla siccità e ai parassiti. Dal confronto di questi dati è emerso che 3 specie su 5, rischiano di scomparire nei prossimi decenni. Su 124, ben 75 sono minacciate di estinzione e tra queste 13 sono gravemente minacciate.Il 72% delle specie selvatiche di caffè cresce in aree protette, tuttavia questi paletti sulla conservazione rimangono spesso soltanto “sulla carta”, perché queste stesse zone non sono immuni da deforestazione e cambiamenti climatici. Mantenere la diversità genetica del caffè fuori dai suoi habitat naturali è difficile e molto costoso: rimangono le banche dei semi ma sono soluzioni di emergenza, afflitte da una cronica carenza di fondi. In Paesi come l’Etiopia, dove un quarto della popolazione vive delle attività legate al caffè, occorre trovare soluzioni con urgenza: una di quelle oggi sperimentate è la suddivisione delle foreste in cui crescono le varietà selvatiche in aree più piccole e facili da monitorare. L’onere di preservare le specie più a rischio non può spettare soltanto ai Paesi produttori. Se tutti beneficiano del caffè, tutti dovrebbero contribuire.

Un risotto a regola d’arte

Volete dar prova di essere bravissimi chef ai vostri ospiti? Allora preparate un buon risotto e curate ad arte ma con semplicità la sua presentazione. Se cercate idee al riguardo, partite dagli ingredienti per dar forma a un piatto in cui i colori si scambino saggiamente in un gioco cromatico che rimandi al gusto. Il risotto, che dovrà essere sempre cremoso ma mai liquido, deve sposarsi in ogni senso con i sapori che impiega: ad esempio se avete deciso di preparare uno sfizioso risotto zucca e gorgonzola potreste servirlo a centro tavola all’interno di una grande zucca svuotata al posto di una zuppiera, o potreste riservare a ciascuno dei vostri ospiti una piccola zucca vuota da utilizzare come piatto da portata.Preferite un risotto alle verdure, magari a base di radicchio e noci? Allora, dopo averlo preparato, sistematelo nei piatti sopra un letto di foglie di radicchio crude, aiutandovi con un coppa pasta, e guarnitelo con gherigli di noce, lasciando il bordo del piatto libero per una decorazione a base di olio extravergine d’oliva o semi di papavero: risultato finale dall’effetto scenico assicurato!

Vivere bene le emozioni

Per vivere bene con le nostre emozioni, per poterle gestire e quando necessario controllare dobbiamo prima di tutto imparare a identificarle e accettarle. Non serve a niente dirsi “non voglio essere arrabbiato” se la rabbia sta ormai serpeggiando dentro di noi, e non serve neppure chiudere gli occhi di fronte a una passione se questa ormai ha messo seme in noi e ci sta trainando dove vuole lei. E poi? E poi l’emozione va vissuta, non c’è via di scampo. Quello che può cambiare è il ritmo, il tempo e lo spazio che vogliamo dare all’esperienza. Se un’emozione è piacevole non c’è nessun problema a lasciarsi avvolgere e trasportare e durerà finché durerà. Spesso poco, perché le emozioni sono intense ma se vissute si dissolvono rapidamente. Ci sono invece emozioni che se ignorate e represse o, al contrario, espresse senza alcun freno, possono fare male, a se stessi e agli altri. Sono emozioni più difficili da gestire, come la rabbia, la paura, l’ansia che richiedono un metodo che permetta di far fronte al loro sorgere. Il metodo è semplice parte dal presupposto che un’emozione va scaricata, sempre e comunque ma i modi di scaricarla sono tre: diretto, indiretto e sublimato. Un moto di irritazione scaricato senza deviazioni si traduce in un attacco, fisico o verbale, nei confronti di chi ha causato l’irritazione; se, invece, la scarica è indiretta, l’aggressione sarà rivolta verso terzi, come quando l’impiegato frustrato urla a casa con la moglie. Ma la forma che lascia più spazio e libertà d’azione è la esaltazione, cioè la trasformazione dell’emozione in “forza lavoro” che può essere scaricata in tantissimi modi diversi: correndo, urlando, prendendo a pugni un cuscino, camminando all’aria aperta, parlando con l’amico del cuore, ballando a suon di musica, scrivendo una lettera con tutti gli insulti e offese che si vorrebbero dire ,senza però mandarla, e così via. Imparando a costruire un buon rapporto con le proprie emozioni cioè dando loro dignità di realtà e modalità di espressione, si potranno evitare i danni dei due possibili estremi, da una parte la inibizione, quindi “aridità” e dall’ altra l’espressione incontrollata, quindi “alluvione”. E si potranno trasformare le volubili e mutevoli colorazioni del nostro animo non in una croce da subire, ma in una ricchezza da gustare.

Abbinamenti speciali

Nel mondo dell’enogastronomia non c’è limite alla sperimentazione. Ogni giorno chef, bartender e sommelier, ispirati da profumi e sapori, creano e propongono nuovi associazioni. Approcci insoliti che permettono di sperimentare nuove sensazioni. Prodotti che siamo abituati a consumare ogni giorno si pongono sotto una luce nuova. Scoprono note gustative ed olfattive nuove ed inesplorate che vengono valorizzate da incontri insoliti ed interessanti. Prodotti come birra e cioccolato, presenti in ogni casa, insieme donano sensazioni totalmente differenti quando si incontrano e si fondono l’uno con l’altro. E’ difficile pensare ad un abbinamento tra il cibo degli dei e una delle bevande più amate. Eppure, saggiamente abbinati, si sposano alla perfezione. A dimostrarlo è stato Davide Comaschi, direttore del Chocolate Academy insieme a lui i maître cioccolatiere dell’accademia hanno dato vita ad una insolita esperienza gustativa. Propone l’innovativo abbinamento tra birra e cioccolato. L’idea nasce dalla volontà di valorizzare la nuova birra d’abbazia Pater Linus. La ricetta trae ispirazione da quella del priore di cui porta il nome. Per esaltarne il gusto, i cioccolatieri e i mastri birrai hanno studiato un delizioso abbinamento con uno dei migliori cioccolati belga firmati Callebaut. In particolare, hanno proposto un’esperienza di degustazione con la nuova birra Pater Linus ed il blend Satongo.L’abbinamento tra birra e cioccolato sembra funzionare alla perfezione. E questo grazie al piacevole contrasto di sapori e di sentori. Il gusto amaro del cibo degli dei incontra le note dolci e fruttate della bevanda. Per valorizzare al meglio il sapore di entrambi i prodotti, il consiglio dei cioccolatieri è quello di proporre il cioccolato in tre diversi stati. Quello solido in tavoletta, che conferisce croccantezza. Quello liquido, sciolto in tazza ad una temperatura di 40°, vellutato e cremoso. E quello areato, soffice e voluttuoso, ottenuto inserendo aria nel cioccolato

Anturio una pianta dai bellissimi fiori

La forma è molto particolare, i colori scintillanti, e il livello di difficoltà nella coltivazione minimo. Nel linguaggio dei fiori è simbolo di amore e passione, e viene usato anche per esprimere stima e rispetto. Ottime ragioni per far entrare l’anturio nella propria casa, dando un tocco di allegria al verde domestico, o per regalarlo a qualcuno di amato. Come prendersi cura dell’anturio. Appartenente alla famiglia delle Aracee, l’Anthurium ha origine nelle foreste umide dell’America equatoriale. Il nome deriva dal greco, e significa ‘fiore con la coda’ in relazione alla sua forma. Le parti colorate non sono esattamente fiori, ma foglie mentre l’infiorescenza è lo spadice, quella parte che si erige, a volte a spirale, come una coda gialla. Come molte altre Aracee, l’anturio contiene cristalli di calcio ossalato, tossici se ingeriti. Dal punto di vista estetico, la resa è molto elevata. Le foglie colorate sono praticamente permanenti e si rinnovano con facilità se la pianta sta bene. Il più classico ha le foglie di un rosso brillante, ma esistono anche versioni bianche, rosa, screziate. La crescita è lenta, perciò si può acquistare la pianta delle dimensioni desiderate senza temere che diventi troppo ‘invadente’. Inoltre, le foglie dell’anturio sono tra le migliori ‘assorbi inquinamento domestico del mondo vegetale. E’ molto facile da coltivare, e lo possono fare anche i meno esperti. Tollera bene ambienti con scarsa luminosità, e richiede 15-20 °C di temperatura Non teme comunque il caldo, purché sia in ombra e con elevata umidità ambientale. Richiede annaffiature regolari in estate e quando il riscaldamento è acceso, ma è sempre bene svuotare il sottovaso dall’acqua non assorbita dopo 15 minuti. Le foglie apprezzano una vaporizzazione di acqua. Ogni tanto, pulite le foglie con un panno umido per liberarle dalla polvere e ridare loro lucentezza. Inoltre, è bene recidere alla base gli steli di fiori e foglie secche. 

Stanotte la “Super luna”

L’eclissi di questa notte  è un evento da non perdere: la Luna si troverà nel punto più vicino alla Terra  ed apparirà leggermente più grande e più luminosa da qui il termine “Superluna” e, soprattutto, rossa.Lo spettacolo della Superluna rossa sarà osservabile in America e nelle regioni occidentali dell’Africa e dell’Europa, Italia inclusa. La Luna ci riserverà un raro spettacolo: non solo quindi sarà in fase di plenilunio e alla minima distanza dalla Terra ma verrà a trovarsi nel cono d’ombra creato dal nostro pianeta, che si interpone tra il satellite e il Sole.L’allineamento Sole-Terra-Luna darà vita a un’eclissi lunare totale. Il nostro satellite comincerà a velarsi alle 03:36, entrando nella zona di penombra; alle 04:33 inizierà a entrare nel cono d’ombra della Terra, per finire alle 05:41, quando l’eclissi sarà totale, regalandoci una Luna dal caratteristico colore rossastro. Il massimo del fenomeno è previsto alle 06:12. Alle 06:43 la Luna inizierà ad uscire dal cono d’ombra, pochi minuti prima di sprofondare sotto l’orizzonte, impedendoci di ammirare dall’Italia le ultime fasi dell’eclissi, che comunque sarebbero state invisibili per l’arrivo dell’alba.L’eclissi del 21 Gennaio non sarà visibile in tutte le sue fasi, poiché la Luna tramonta prima della fine dell’eclissi parziale, ma tutta la fase di eclissi totale sarà, sempre meteo permettendo, ben visibile presto al mattino e durerà un ora e 2 minuti. Gli orari sono validi per tutta l’Italia: ciò che cambia è l’ora del tramonto della Luna e quindi la visibilità delle ultime fasi del fenomeno, mentre a Trieste la Luna tramonterà alle 07:47, l’orario per Catania sarà circa mezz’ora prima, alle 07:18, precludendo la visione di buona parte della fase finale dell’eclissi di penombra. Ad Aosta, al contrario, avverrà circa mezz’ora più tardi, alle 08:14  rendendo così visibile anche parte della fase finale dell’eclissi di penombra.

Le case di montagna

Calde, accoglienti, silenziose: le case di montagna più tipiche, con gli interni rivestiti in legno, il caminetto, almeno una parete rivestita in pietra, gli arredi di impronta rustica sono il luogo ideale per quanti desiderano staccare la spina e concedersi alcuni giorni lontano dai ritmi della vita quotidiana. Se la Vostra proprietà non dovesse presentare rigorosamente queste caratteristiche, pur essendo ubicata in contesti alpini-appenninici, alcuni consigli, uniti al Vostro buon gusto, potranno comunque restituire lo spirito del luogo. Un aspetto sul quale si può intervenire con grandi soddisfazione è la scelta degli arredi, riservati sia agli spazi interni che ai terrazzi, verande e giardini. Per quanto attiene l’interior design, anche in appartamenti di grandezze contenute, cercate di inserire mobili in legno di abete, tra le essenze più amate nei contesti montani grazie anche al distintivo profumo; inoltre utilizzate tinte dai toni chiari per le pareti e fate un uso ben calibrato di tappeti, tende e rivestimenti tessili: considerate quest’ultimi come dei “validi alleati”, capaci di trasmettere con rapidità un’impronta montana grazie alle stampe, e agli accostamenti cromatici. Concentrate inoltre le necessarie energie nella definizione degli spazi living, sia interni che esterni: sedute imbottite, dondoli, divani, poltrone sono sinonimo di relax, proprio quello tanto desiderato dai Vostri ospiti in alta quota! Lampade da terra, abat jour, lanterne con candele ingrandiranno la suggestione naturalmente offerta dal contesto e andrebbero preferite ai lampadari, specie in assenza di travi e pavimento in legno, ovvero due tipicità nelle case di montagna tradizionali.

Mandarini e bellezza

Il mandarino è uno dei pochissimi agrumi ‘originali’. Ovvero, nasce così in natura, non è frutto di un incrocio insieme a lui, solo il cedro e il pomelo, da cui derivano tutti gli altri agrumi. Ce ne sono di molti tipi, ma quelli più comuni sulle nostre tavole sono il tangerino e la clementina. Ma qualsiasi sia il tipo di mandarino che preferite, l’importante è consumarlo. Questo agrume è infatti ricco di proprietà legate alla salute e alla bellezza.La vitamina C contenuta in abbondanza nei mandarini e in tutti gli agrumi si lega a numerosi benefici relativi alla salute. In particolare agisce come antiossidante, ed è una delle più grandi alleate contro radicali liberi. Tutto questo si traduce in maggiore benessere per ogni parte del corpo, perché la vitamina C previene la degenerazione cellulare. E dunque anche la nascita di rughe, tra le altre cose.Pancia piatta. Il mandarino è eccezionalmente ricco di acqua, il che lo rende un alimento diuretico. Aiuta ad espellere liquidi in eccesso, e con essi le tossine. È quindi un ottimo supporto della pancia piatta, perché combatte il gonfiore. Come già accennato, le sostanze antiossidanti dei mandarini sono importantissimi nella prevenzione delle rughe. Ma i suoi benefici sulla pelle vanno oltre. Il succo degli agrumi è infatti ottimo nel migliorare il tono, la luminosità, l’elasticità. È inoltre importante fare scorta di frutti arancioni per arrivare ai mesi estivi con una maggiore capacità di difendersi dai raggi UV. Infine, l’olio essenziale che si trova nella buccia, applicato sulla pelle, è utile a velocizzare il processo di guarigione in caso di ferite ed escoriazioni.

 

Vivere più a lungo

L’aspettativa di vita si è allungata di molto rispetto ad alcuni anni fa. Non solo per le malattie distrutte, la sanità migliorata, la qualità di vita e di lavoro meno usuranti. Ma anche perché abbiamo capito il valore di uno stile di vita più sano. Alcune abitudini possono farci vivere più a lungo, e bene. Come guadagnare qualche anno? Ecco alcuni consigli su come allungare la vita che si vanno a sommare ai ‘classici’ mangiare sano, non bere e fumare, fare attività fisica. Uno studio ha riscontrato che chi ha una migliore percezione della propria età tende a vivere di più di chi si comporta da ‘vecchio’. Invecchiare è senz’altro un processo genetico, ma è spesso anche questione di abitudini, di stile di vita. Gli 80 enni che viaggiano, fanno esercizio, hanno una vita sociale attiva sono più in salute dei coetanei che si ritirano a vita privata. Comportarsi come se si fosse più giovani riduce lo stress, fattore che influisce molto sul sistema immunitario. Inoltre un atteggiamento negativo induce all’isolamento, l’inattività e alla depressione. Per la stessa ragione appena esposta, lavorare mantiene ‘giovani’ un attività di giardinaggio, un impegno sociale sono. Il punto di partenza contro l’inattività, e una spinta alla vita sociale contro l’isolamento.Uno studio svedese ha sottolineato che chi ha una famiglia allargata in età avanzata può contare su una rete di supporto molto importante. Chi si sente solo, finisce spesso per essere vulnerabile. E le emozioni hanno un ruolo importante nell’allungare l’aspettativa di vita. Il consiglio quindi è di fare figli, ma anche di mantenere rapporti con altri. Secondo alcuni studi britannici le persone anziane escono dall’ospedale peggio di quando sono entrate. Come è possibile? Gli ospedali sono luoghi dove si annidano batteri e virus, e le persone delicate di salute come gli anziani malati possono finire per peggiorare la propria condizione. Sono tantissimi gli studi che confermano i benefici del camminare. Fare attività fisica in generale fa bene al cuore, ai muscoli, ai polmoni, al cervello e naturalmente all’umore. Ma camminare in particolare permette anche di stare all’aria aperta e molto spesso di socializzare.Infine, il sonno. Per vivere più a lungo bisogna dormire bene, meglio evitare piccoli pisolini più volte al giorno sul divano e farsi invece una sana notte di sonno. Lo confermano decine di studi. Il riposo aiuta a combattere malattie cardiovascolari, ipertensione, depressione, stress, persino l’obesità.