La ritenzione idrica non è un problema per le piante grasse, del resto potremmo però essere più gentili e chiamarle con un nome davvero appropriato…In botanica questo tipo di piante si chiamano “succulente”, perché i loro tessuti sono inzuppati di acqua, per cui hanno un aspetto… molto ‘carnoso’ e un po’ cicciotto! Nel fusto delle piante succulente ci sono dei capienti vacuoli, organuli cellulari presenti delle cellule vegetali, dove l’acqua e le sostanze nutritive rimangono accumulate diventando dei veri e propri serbatoi che rilasciano l’acqua nei momenti di siccità. Per questa caratteristica è più corretto definire le piante grasse come piante succulente, in quanto hanno trasformato nel tempo i loro tessuti, foglie, fusto, radici, per adattarli a sopravvivere a lunghi periodi di siccità e per contenere una grande quantità di liquidi. E l’acqua del resto…non è… grassa!
Come pulire la lavatrice e la lavastoviglie
Per pulire il cestello della lavatrice ed eliminare i residui di calcare possiamo utilizzare l’aceto versandone un bicchiere nel cestello e un altro nella vaschetta del detersivo. Avviate la lavatrice e fate un ciclo di lavaggio a vuoto. Potete utilizzare l’aceto anche per pulire la vaschetta e, in caso di muffa sulle guarnizioni, preparate una miscela di acqua e aceto che eliminerà anche il cattivo odore.L’aceto è un’ottimo rimedio per pulire e donare nuova freschezza anche alla nostra lavastoviglie. Versate una tazza di aceto sul fondo di essa che dovrà essere vuota. Fate fare un ciclo completo di lavaggio ad alta temperatura. Una volta terminato potrete riempire la lavastoviglie e utilizzarla come d’abitudine. Un altro modo per pulire la lavastoviglie con l’aceto è quello di mettere, nel cestello inferiore, una ciotola con 3 bicchieri di aceto, facendo fare sempre un ciclo di lavaggio completo, con la lavastoviglie vuota, a un’alta temperatura.Tornerà ad essere splendente sgrassata e pulitissima
La vita di coppia si decide anche a tavola.
Nulla fa miracoli, ma molte cose possono aiutare, specie con il consiglio di un buon nutrizionista. Si scopre così che esiste una sorta di menù che può riportare armonia e vitalità in camera da letto, dando una mano soprattutto all’uomo. Ecco una carrellata dei cibi che, per le loro caratteristiche, possono essere definiti ‘anti-flop’.I consigli arrivano dal primo congresso nazionale della società italiana di andrologia , che è stato interamente dedicato a natura, ambiente e alimentazione. Al vertice degli alimenti da tenere presenti per migliorare la sessualità maschile ci sono gli asparagi, in quanto fonte di vitamina E. Ricordarsi poi delle mandorle, ricche di antiossidanti e Omega 3, 6 e 12: trenta grammi al giorno hanno un effetto positivo sulla capacità sessuale e riproduttiva dell’uomo. Ottimo lo zenzero, che è anch’essa una pianta ricca di antiossidanti. Se ne viene assunta una dose massima consigliabile di 15 grammi a settimana, gli esperti ritengono che si possa favorire la produzione ormonale endogena. Per quanto riguarda la cicoria invece, parliamo di un’erba che è fonte di androstenedione: il suggerimento è di 250 grammi anche due volte a settimana, in modo da fornire ormoni sessuali all’organismo. Per la gioia di molti, nei cibi che fanno bene all’amore c’è anche il cacao. Una tavoletta fondente al 70% alla settimana si ritiene che aiuti la produzione di piacere e il relax, che comunque non fa mai male. Le ostriche, note per essere un cibo afrodisiaco, sono davvero consigliate per il loro elevato contenuto di zinco, che serve a stimolare la produzione di testosterone.Eccoci all’aglio: nonostante l’odore molto forte e sgradevole, risulta un alimento importante, perché contiene l’allicina, una sostanza che aumenta il flusso sanguigno. Il consiglio è due spicchi d’aglio al giorno, per tre mesi consecutivi. Un valido alleato è inoltre l’avocado, ricco di acidi grassi essenziali, vitamina B e acido folico. Infine il vino rosso: un bicchiere a pasto svolge un effetto positivo su tutto l’organismo e anche sulla sessualità. Ma attenzione, perché ci sono anche i cibi nemici dell’amore. Fra questi il caffè, il pepe, i latticini, gli alcolici, gli insaccati e i cibi fritti se consumati in quantità eccessiva, in quanto possono avere un effetto potenzialmente infiammatorio.
Creare con la frutta
La frutta, grazie ai suoi colori sgargianti e alla sua consistenza generalmente morbida ma compatta, consente di giocare benissimo con l’arte dell’impiantamento. Coppapasta di varie forme, ciotoline di diverse misure riempite e poi rovesciate in modo da creare cupolette, pezzetti di frutta uniti così da formare coloratissimi cubi di Rubik: la frutta offre infinite possibilità e consente di creare immagini piacevoli per far mangiare questo alimento così importante anche ai più piccoli, e perché no, stupire anche i più grandi. Un esempio? Tagliate un kiwi sbucciato a metà e collocate entrambe le parti su un piatto colorato in modo da formare i corpi di due tartarughe. Poi sistemate su ogni lato 2 piccoli acini d’uva per formare le zampe e un chicco più grande davanti per formare la testa. Spiritoso, non è vero? Per conquistare anche gli adulti, invece, servite la frutta dentro a cestini commestibili, ad esempio al cioccolato, o in spiedini che alternino pezzi di frutta di colori diversi, come arancia, mela, kiwi, ananas e così via, da infilzare, magari, su un pomelo a centro tavola o su un avocado, se volete servire a ogni ospite la sua porzione, o, ancora, in bicchierini multistrato e multicolore: una felicità per gli occhi e per il palato, provare per credere!
Passeggiare per incantevoli giardini
È vero, il meteo è alquanto ballerino, ma un’assaggio di primavera è arrivato! E con lei l’irresistibilmente voglia di uscire e stare all’aria aperta. Magari passeggiando tra prati e fiori. La loro bellezza e i loro colori fanno bene all’umore e aiutano a liberarsi del grigiore invernale. Ecco allora per voi i più bei giardini di Firenze. Giardino dell’Iris Il giardino dell’iris è tra i più famosi di Firenze. Vi si accede da piazzale Michelangelo ed è totalmente dedicato al fiore simbolo di Firenze. Al suo interno è possibile passeggiare tra i mille colori di questo fiore, spesso ottenuti attraverso sapienti e insoliti incroci e innesti. Una curiosità: ogni anno viene organizzato un concorso internazionale che nel 2019 giunge alla sua sessantunesima edizione. Giardino delle Rose Scendendo da piazzale Michelangelo in viale Giuseppe Poggi si può visitare il parco progettato nel 1865 dall’omonimo architetto fiorentino. Un ampio e attraente spazio da cui si può godere di un’imperdibile vista su Firenze. Non solo. Se per lungo tempo apriva solo per un breve periodo in primavera, da qualche anno a questa parte il giardino è sempre aperto, ospita sculture dell’artista belga Jean-Michel Folon ed è impreziosito da un’ oasi giapponese Shorai donata dall’architetto Yasuo Kitayama. Giardino di Villa Bardini Una vera e propria oasi nella città, quasi un sogno fuori dal tempo. Passeggiare tra i suoi fiori, le sue fontane, le sculture che decorano il parco, per perdersi nella vista mozzafiato offerta dalle sue terrazze è un’esperienza unica. Giardino dell’Orticultura Lasciando l’Oltrarno, da via Bolognese è possibile accedere al giardino dell’Orticultura. È noto anzitutto per la serra in stile liberty, dapprima pensata come tiepidarium per le piante tropicali, oggi ospita iniziative culturali, presentazioni di libri, aperitivi e il famoso “tè con le farfalle”. Il nostro consiglio, però, è quello di recarvi nel cosiddetto spazio “degli orti del Parnaso” che, sopraelevato rispetto al resto del giardino, ospita una fontana a forma di drago che si snoda fantasiosamente lungo una scalinata.
Borgo Pignano
Una piscina scavata nel promontorio, con vista su tutta la Valdera fino al mare, solcando la campagna Toscana. Sopra c’è un curato giardino all’inglese, e al centro una villa del Settecento oggi trasformata in elegante relais, con la chiesetta millenaria, tutt’ora consacrata. Ma non è finita , perché l’intera collina a metà strada tra Volterra e San Gimignano, fa parte di Borgo Pignano, proprietà del filantropo gallese Sir Michael Moritz, che nella sua proprietà toscana coltiva le tradizioni contadine, e produce con sistema biologico certificato grani, frutta e verdura, ulivi, vino rosso, miele, salumi di cinta senese, pane e pasta. Coltiva anche le arti nobili, e una delle residenze del borgo è destinata, 365 giorni all’anno, ad artisti in cerca ispirazione e un luogo per realizzare le proprie opere. Situato a oltre 500 metri sul livello del mare, Borgo Pignano regala alcuni tra i più spettacolari panorami della regione. Particolarmente magica è la vista che si estende fino al Mediterraneo e, nei giorni più limpidi, fino alla Corsica. Borgo Pignano offre un’esperienza sicuramente unica, in un ambiente senza tempo, dove natura, arte, storia, eleganza e ospitalità si fondono naturalmente tra di loro. Un incantevole luogo da visitare.
Come avere sempre piante rigogliose
Per avere sempre delle piante belle e rigogliose è necessario prestare alcuni accorgimenti importanti. Difatti, nel caso notaste un repentino cambiamento è basilare individuare il problema ed agire rapidamente. Tutte le piante, come del resto gli esseri umani, per continuare a crescere e a mantenere il loro aspetto sano e rigoglioso hanno la necessità di determinate condizioni e se queste dovessero iniziare a mancare si potrà notare dalle sue foglie. Troppo o troppo poco sole, troppa o troppo poca acqua e certi parassiti sono alcuni dei fattori scatenanti che fanno passare una pianta da rigogliosa a malaticcia nel giro di pochissimo tempo. Ma per ristabilire la loro vitalità non è necessario investire troppo tempo o denaro, ti sveleremo alcuni accorgimenti necessari e molto facili per impedire alle vostre piante di ammalarsi. Scopriamo insieme come capire di cosa ha bisogno la pianta attraverso le sue foglie: Uno dei problemi che può affliggere le piante è proprio dovuto dall’acqua. Abitualmente è abbastanza evidente quando una pianta non è sufficientemente idratata ma non è da sottovalutare il caso contrario, cioè quando ne riceve troppa. In questo caso le foglie appariranno giallognole e avvizzite, che sono proprio i sintomi più comuni di un eccesso d’acqua. In questo caso è consigliabile trapiantare la pianta in un suolo o vaso con un maggiore drenaggio ed essere più misurati con l’innaffiatoio. Nel caso in cu la pianta inizi ad afflosciarsi e ad assumere un aspetto sofferente, la causa potrebbe essere la mancanza di luce solare. Difatti, il sole aiuta la pianta a produrre il nutrimento di cui ha bisogno per crescere. Quindi è bene cercare di metterla con un’esposizione adeguata alla luce del sole, sistemandola in una stanza o in un posto più luminoso. La pianta potrebbe avere bisogno di un aggiunta di minerali per recuperare la vitalità alle foglie. L’ingiallimento sui bordi o un leggero scolorimento della superficie della foglia sono i sintomi della carenza di uno o più minerali, recuperabili con un compost fai da te. Inoltre, come spiega la North Carolina, le piante hanno bisogno anche di micronutrienti come il boro, il rame, il ferro ed il cloruro. Per questo basterà spargere intorno alla pianta una manciata di erba tosata per soddisfare il suo fabbisogno.
Un piatto speciale la frittata
Avete sbattuto le uova e le avete cotte in padella con un filo di olio bollente. Niente di più facile, no? Eppure anche un piatto semplice come la frittata può essere servito in modo fantasioso e originale acquistando tutto un altro sapore! Non ci credete? Provate ad esempio a preparare una buona frittata di zucchine e, dopo averla fatta intiepidire, ricavatene dei piccoli cerchi con l’aiuto di un bicchiere, poi mettetene uno al centro del piatto da portata sormontato a torre da una fetta di mozzarella e da una fetta di prosciutto cotto, della stessa forma e grandezza, creando la quantità di strati che desiderate e fermando il tutto con un lungo stecchino e un’oliva per cappello. Guarnite il contorno del piatto con zucchine a dadini, olive e pomodorini ed ecco che la vostra semplice frittata diventerà un piccolo capolavoro. Volete utilizzare la frittata come piatto forte per il vostro buffet di antipasti? Allora preparatene tre tipi di diversi colori, ad esempio una di spinaci, una di carote e una di melanzane, e con uno spessore di almeno 2 cm. Poi, una volta pronte e tiepide, tagliatele a quadratini della stessa grandezza e disponetele a scacchiera su un tagliere, alternando i colori.
Nulla da perdere tutto da guadagnare
Cosa hanno in comune Google, Amazon, Apple, Disney e alcune band musicali di successo? Sono nati in un garage. Vogliamo poi parlare di Sylvester Stallone, Jennifer Lopez, Halle Barry e l’ex-agente 007 Graig Daniel, sappiamo che hanno in comune tutti un passato molto difficile: prima di diventare delle star, hanno vissuto da senzatetto.Sono partiti dal basso e nessuno all’epoca avrebbe mai e poi mai scommesso su di loro, ma malgrado le difficoltà non si sono arresi e, gradino dopo gradino, sono giunti al successo. È stata solo questione di fortuna? La risposta a questa domanda si nasconde in realtà in un antico proverbio “il destino favorisce chi osa”, ovvero… “la fortuna sorride agli audaci.”Spesso quelli che si lanciano nelle imprese più impensabili sono quelli che non hanno più nulla da perdere perché hanno già perso tutto: l’unica cosa che li spinge a rischiare il tutto per tutto è un’ultima scintilla di speranza, un tentativo disperato di aggrapparsi al’’impossibile e spesso la “fortuna” risponde ma è davvero fortuna? Non proprio.Ciò che in realtà fa la differenza non è la fortuna ma il coraggio di lanciarsi e di abbracciare il rischio, di mettersi totalmente in gioco, senza riserve. Noi chiamiamo fortuna quel momento in cui la nostra vita cambia quando torniamo in superficie dopo aver toccato il fondo, ma non è il mondo a farci risalire in superficie, è il nostro colpo di piede dato con forza e decisione sul fondo del mare dove stavamo affogando che fa la differenza: è grazie alla nostra forza interiore, non alla fortuna che le cose cambiano. In realtà, non ci sarebbe bisogno di arrivare in fondo al mare per dover risalire per cogliere le giuste opportunità nella nostra vita se fossimo in grado di non metterci i bastoni tra le ruote da soli, auto-sabotandoci, e ponendoci dei limiti che riflettono più le nostre paure che le nostre reali capacità. Impegniamo tutte le nostre risorse e il nostro savoir faire in un progetto, in un obbiettivo e crediamoci davvero, senza “se” e senza “ma”.
Impiattare con eleganza
L’abitudine ci porta spesso a impiattare il cibo, compreso l’arrosto, mettendolo al centro del piatto, ma le ultime tendenze in fatto di arte culinaria dicono anche altro: a volte, infatti, basta decentrare la pietanza per creare un effetto sorpresa e dare un tocco giocoso alla vostra ricetta. Provate quindi a dividere mentalmente in tre parti un piatto piano e disponete in un angolo una fetta di arrosto guarnita con il suo sughetto e negli altri due spazi un contorno di patate al forno, ad esempio, e una buona crema d’accompagnamento, magari una piccante salsa chili. Infine abbellite il bordo del piatto con peperoncini rossi e rametti di rosmarino. In alternativa, potete disporre le fettine d’arrosto in modo circolare a partire dall’esterno del piatto verso l’interno, lasciando la parte centrale libera per il contorno, il sugo o la decorazione. Ricordate che con i secondi di carne, a maggior ragione, è molto importante giocare con i colori: la carne, infatti, spesso di colore marroncino, deve essere servita in un piatto chiaro anziché scuro, così da creare un contrasto cromatico. Se l’arrosto è di carne bianca, invece, per vivacizzarla occorrerà guarnire il piatto con altri elementi colorati: erba cipollina, un pizzico di pepe nero e una julienne di carote, ad esempio.

