La pasta un’alleata contro insonnia e stress

La notizia che la pasta di sera possa essere un’alleata contro insonnia e stress, senza far ingrassare, ha fatto il giro del mondo e ha sollevato molte curiosità. Ma c’è del vero in tutto questo? La pasta è una buona fonte di triptofano, un amminoacido precursore della serotonina, il neurotrasmettitore del buonumore e del rilassamento. Le vitamine del gruppo B, anch’esse presenti nella pasta, supportano il sistema nervoso e contribuiscono a regolare il ciclo del sonno. Diversi studi, come quello pubblicato su The Lancet Public Health, hanno dimostrato che consumare un piatto di pasta a cena può favorire un sonno più riposante. Certo, come per ogni alimento, la quantità e la qualità degli altri cibi consumati durante il pasto e nell’arco della giornata fanno la differenza. Ma un piatto di  pasta di per sé non è un alimento “nemico” della linea. Tuttavia, è importante sottolineare alcuni punti Anche se un piatto di  pasta può essere consumato la sera, è fondamentale rispettare le porzioni consigliate circa 80 grammi di pasta secca. Preferire condimenti leggeri, a base di verdure, olio extra vergine d’oliva e poco sale. La pasta integrale, più ricca di fibre e vitamine, è da preferire rispetto a quella raffinata. Non è una panacea: La pasta può essere un valido aiuto, ma non risolve da sola problemi di insonnia o stress cronici. In questi casi, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico. Concludendo Mangiare un piatto di pasta di sera può essere un’ottima abitudine, soprattutto se si sceglie la pasta giusta e si prepara con i condimenti adatti. Tuttavia, è importante ricordare che un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita sano sono fondamentali per il benessere generale.

L’attenzione è importante quanto l’amore

L’attenzione è importante quanto l’amore coglie un aspetto fondamentale delle relazioni umane, spesso sottovalutato. Perché l’attenzione è così importante? Pilastro dell’empatia: L’attenzione è il primo passo verso l’empatia. Quando prestiamo attenzione a qualcuno, dimostriamo che ci interessa la sua esperienza, i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Questo crea un senso di relazione e di comprensione reciproca. L’amore, da solo, non basta a mantenere una relazione viva e sana. L’attenzione quotidiana, i piccoli gesti, l’ascolto attivo sono come l’acqua che nutre un giardino. L’attenzione si manifesta anche attraverso il linguaggio del corpo, lo sguardo, il tono della voce. Questi segnali non verbali sono spesso più eloquenti delle parole e comunicano all’altro che è importante per noi. Quando ci sentiamo ascoltati e compresi, ci sentiamo più sicuri e supportati. Nell’ambito delle relazioni amorose, l’attenzione diventa ancora più cruciale. Un partner che si sente ascoltato e compreso si sentirà più amato e apprezzato. L’attenzione può manifestarsi in molti modi. Mettere via il telefono, guardare negli occhi, ascoltare senza interrompere.  Ricordare i dettagli: Ricordare le date importanti, le piccole cose che fanno felice il partner. Cercare di capire cosa l’altro sta provando e validare i suoi sentimenti. Dedicare del tempo di qualità al partner, senza distrazioni. L’amore e l’attenzione sono due facce della stessa medaglia. L’amore senza attenzione rischia di diventare un sentimento astratto, mentre l’attenzione senza amore può sembrare fredda e distaccata. È l’unione di questi due elementi che rende una relazione profonda, significativa e duratura.

In brodo di ….giuggiole

Si può andare in brodo di giuggiole oppure mandarci qualcuno, accade quando la felicità sconfina nell’eccesso e ci gongoliamo per le ragioni più varie, per amore, per un successo o un complimento, persino per aver assaggiato qualcosa di una bontà fuori dal comune. Ma cosa sono le giuggiole e perché si dice così? E poi, esiste davvero il brodo di giuggiole?La stagione d’oro di questa pianta, in Italia, inizia con i mercanti veneziani, in laguna, grazie a viaggi e commerci. Come per il pomodoro, i frutti del giuggiolo all’inizio venivano guardati con sospetto, lo si usava come pianta ornamentale nei giardini o ancora per segnare i confini e proteggere dal vento . I frutti sono piccoli, e quando maturano sono di color rosso-marrone, a vederle somigliano a delle mele con la grandezza delle olive. Anche l’interno è simile a quello di una mela, bianco giallastro ma con un unico seme. Il sapore è dolce acidulo ma più maturano più si accentua la componente dolce. Noterete che la pelle si raggrinzisce e sono meno croccanti ma non per questo si smette di mangiarle, anzi, se da sode rimandano alla mela anche nel sapore, da mature e un po’ rugose ricordano i datteri Si consumano anche crude ma due sono i loro principali impieghi, le confetture e i liquori, come il suddetto brodo di giuggiole, che non è mitologico ma esiste. È un liquore, dal colore ambrato, con un profumo intenso e una dolcezza decisa. Si consuma dopocena, liscio o con ghiaccio. Se ne raccomanda l’abbinamento con i formaggi, con i dolci a base di frutta secca e con il gelato.

Il caffè riduce il rischio di ictus e diabete

E se vi dicessero che il caffè fa bene alla salute? Dovreste credergli, nel limite di tre tazzine al giorno. Uno studio ha dimostrato che assumere 200-300 mg di caffeina al giorno, circa tre tazzine, potrebbe abbassare significativamente il rischio di sviluppare malattie come il diabete, le cardiopatie coronariche e l’ictus. L’analisi, condotta su oltre 500.000 partecipanti di cui oltre 172.000 senza patologie cardio metaboliche preesistenti, ha rivelato che chi consuma una quantità moderata di caffeina ha un rischio ridotto del 48,1% di sviluppare più di una malattia cardio metabolica rispetto ai non consumatori. Anche chi assume meno caffeina, sotto i 100 mg al giorno, ha benefici, ma in misura ridotta Consumare tre tazze di caffè o 200-300 mg di caffeina al giorno potrebbe quindi  aiutare a ridurre il rischio di sviluppare multi morbidità cardio metabolica, ma occhio a non esagerare.

Benvenuto Ottobre

Ottobre è il mese che segna il pieno dell’autunno nell’emisfero settentrionale. È caratterizzato da colori caldi e suggestivi, con le foglie degli alberi che assumono tonalità di giallo, arancione e rosso, creando paesaggi incantevoli. Ottobre è il mese del  cambiamento della natura, le giornate si accorciano e le temperature iniziano a scendere. Le piante entrano in uno stato di riposo vegetativo, preparandosi all’inverno. I boschi si riempiono di funghi, tra cui i pregiati porcini, e la raccolta di castagne diventa una tradizione popolare in molte regioni. Ottobre è anche il mese della vendemmia e della raccolta delle olive. Frutta e verdura tipiche includono zucche, melograni, mele, pere, uva, e cachi. È un periodo ideale per piatti caldi e ricchi, come zuppe, risotti ai funghi e arrosti. In molti paesi si celebra Halloween alla fine del mese, con tradizioni legate alle zucche intagliate, travestimenti e dolcetti. Il nome “Ottobre” deriva dal latino october, poiché era l’ottavo mese dell’antico calendario romano, che iniziava a marzo. Ottobre, con il suo fascino autunnale, invita a godersi i ritmi più lenti della natura, camminate nei boschi e a riscoprire il piacere delle piccole cose.

Come conservare i funghi

La ricerca dei funghi  è sempre importante. Rispettare il bosco, pulire i funghi nel bosco in modo da lasciare diffondere le spore. Usare un cestino di vimini e se necessario un bastone per aiutarci nel cammino e nella raccolta. Un volta trovati è importante conservarli ecco qualche suggerimento per la conservazione importante per mantenerne il sapore e la qualità nel tempo. Ecco alcuni metodi comuni per conservare i funghi porcini freschi. Essiccazione Pulire i funghi con un panno umido, senza lavarli sotto l’acqua, poi tagliarli a fettine sottili. Puoi utilizzare un essiccatore, un forno a bassa temperatura (50-60°C) con lo sportello aperto, oppure stenderli su reti in un luogo asciutto e ventilato.  Una volta essiccati, conservali in barattoli di vetro ben chiusi o sacchetti sottovuoto. In questo modo possono durare anche un anno. Congelamento Pulire i funghi, poi tagliarli a fette o a pezzetti. Immergere i funghi in acqua bollente per 2-3 minuti, poi scolarli e asciugarli. Congelamento: Mettere i funghi su un vassoio distanziati tra loro, farli congelare e poi trasferirli in sacchetti per alimenti. Questo metodo evita che si attacchino tra di loro. Sott’olio Pulire i funghi e cuocerli in acqua e aceto per 5-10 minuti. Asciugarli bene e sistemarli in barattoli di vetro sterilizzati. Riempire i barattoli con olio extra vergine di oliva, assicurandosi che i funghi siano completamente coperti. Aggiungere eventualmente aglio, pepe a chicchi o altre spezie. Chiudere i barattoli e conservarli in un luogo fresco e buio. Una volta aperti, vanno conservati in frigorifero e consumati entro pochi giorni.

Le emozioni più belle

Le emozioni più intense e significative spesso sfuggono alle parole. Possono essere momenti di  gioia, stupore, affetto, o persino una semplice sensazione di serenità, sono l’alba sul mare, il tramonto in montagna . Sono quelle esperienze che ci riempiono il cuore e ci lasciano senza fiato, il matrimonio di un figlio la nascita di un nipote, l’abbraccio di un amico, sono quelle che non si possono spiegare  rendendo la vita più piena e preziosa.

Lei sarà sempre….

E’ lei il fruscio delle foglie secche che senti quando cammini per il vialetto ,è l’odore di certi piatti che ricordi, dei fiori che nascono nel giardino. E’ la mano fresca sulla tua testa quando non ti senti bene, è il caldo respiro in  una giornata fredda d’inverno, è il vento la pioggia e tutti i colori dell’arcobaleno…. È la mattina di Natale ….è il luogo da cui vieni, la tua casa è il tuo primo amore, la tua amica sincera, avvolte la tua nemica, niente al mondo può separarti da lei né il tempo, né la distanza, ne la sua morte ……lei sarà sempre la tua mamma

Marmellata di fichi

La marmellata di fichi è perfetta spalmata sul pane a colazione, come farcitura per dolci e crostate ma anche in accompagnamento a formaggi per un aperitivo sfizioso, il miglior modo per conservare tutto il sapore di questo meraviglioso frutto di fine estate Una ricetta versatile, da consumare tutto l’anno. Ingredienti 1 kg di fichi con la buccia, 400 g di zucchero,½ limone Laviamo bene i fichi bianchi o neri, eliminiamo il picciolo e tagliamoli a metà mantenendo la buccia. Versiamoli in una pentola capiente, uniamo zucchero, aceto, acqua e mescoliamo. Mettiamo sul fuoco e facciamo bollire con il coperchio mescolando di tanto in tanto. Dopo un’ora togliamo il coperchio e facciamo bollire per un’altra mezz’ora. Raggiunta la densità desiderata, spegniamo il fuoco. Prepariamo i vasetti  Versiamo all’interno il composto ancora bollente, chiudiamo i vasetti e giriamoli a testa in giù per farli raffreddare completamente. Una volta freddi facciamoli bollire a bagnomaria per 20 minuti in una pentola capiente con l’acqua a coprire. In questo modo si conserveranno per lungo tempo

La bevanda più dissetante

La bevanda più dissetante dipende da diversi motivi, ma generalmente l’acqua è considerata la più efficace per idratare il corpo. È priva di zuccheri, calorie o additivi e viene assorbita rapidamente dall’organismo, però, alcune persone trovano anche altre bevande molto rinfrescanti: ad esempio, Acqua con una fetta di limone o lime: aggiunge un tocco di freschezza senza zuccheri aggiunti. freddo non zuccherato: può essere una buona alternativa per chi cerca qualcosa di diverso dall’acqua. Acqua di cocco: naturalmente ricca di elettroliti, è utile per reintegrare i sali minerali. Infusi di erbe freddi: come la menta o la camomilla, che possono avere un effetto calmante e rinfrescante. Acqua frizzante: per chi preferisce una bevanda con bollicine ma senza zucchero. Le bevande zuccherate o contenenti alcol sono invece meno dissetanti e possono addirittura aumentare la sete.