Dalle lavagnette ai piatti, dai vassoi ai taglieri, nessuno resiste più al fascino “dark” della pietra d’ardesia. Detta anche pietra di Lavagna per l’omonima cittadina ligure ricca di giacimenti di questa roccia, ha il suo tipico colore grigio-antracite scuro, che la caratterizza e le conferisce eleganza e bellezza. Con i profili mai uguali l’uno dall’altro, viene lasciata volutamente irregolare: è questo che la rende unica e affascinante.Sempre più usati, soprattutto in ristoranti moderni e contemporanei, sono i piatti realizzati con questa roccia: ideali per servire diversi cibi, sia freddi che caldi. Amati soprattutto per il contrasto cromatico che nasce tra di loro e le portate, nonchè la loro ruvidità caratteristica.Fatti affascinare anche tu dalla sua semplice eleganza: trovala tra le proposte di Ferrini Gift e cerca la più adatta alla tua cucina!
Quello che mangiamo influenza la mente
Il cioccolato è il primo alimento a cui noi tutti pensiamo quando si parla di mente e cibo. Ma non è l’unico….Quanto i cibi influenzino il nostro stato d’animo lo sperimentiamo ogni giorno. Basti pensare a quante volte, magari dopo un’intensa giornata lavorativa, tra le mille possibili opzioni dietetiche, il nostro corpo, mosso dalla nostra mente, ricerchi sempre e solo un determinato alimento: il nostro comfort food.E non è solo il classico esempio del cioccolato, panacea sicura contro tutte le delusioni o tonico rinvigorente prima di un esercizio fisico o di una riunione importante, o del latte e miele, dolce ninnananna efficace nel sedare i nostri pensieri e conciliare il sonno. Tanti sono gli esempi: dal te al caffè quando dobbiamo fare fronte a impegnative prove mentali, alla carne nel caso in cui occorra sostenere le nostre forze, alla marmellata o al miele per risvegliare il nostro umore. Ma quante volte incorriamo in dei grossolani errori? È chiaro a tutti che non sarebbe il caso di affogare i nostri malumori in una vaschetta di gelato al cioccolato piuttosto che di accoccolarci ogni sera con un tazzone di latte. In grande sintonia con i dilemmi Shakespeariani, è giusto chiedersi ma è la mente che ci spinge a ricercare uno specifico cibo, o è un determinato cibo a modificare il nostro stato d’animo e quindi la nostra mente? Il classico esempio è quello degli Omega 3, contenuti nel pesce o nei semi oleosi, in grado di migliorare la lucidità mentale e quindi le capacità percettive, di mantenere giovane il nostro sistema nervoso e di incidere molto positivamente sullo stato dell’umore come dimostrato in diversi studi sulla depressione. O ancora i cereali integrali, che grazie al potere saziante, al pari della cioccolata sono in grado di aumentare il senso di soddisfazione, riducendo, l’intensità e la gravità di eventuali episodi ansiosi. Anche la frutta secca grazie al contenuto di magnesio, eserciterebbe un apprezzabile attività sedante, calmante e rilassante. Ma, studi alla mano, è sicuramente il “dolce”, inteso come gusto, vale pertanto anche la frutta, ad impattare enormemente sulla nostra mente. Numerose evidenze, infatti, dimostrano come la semplice sensazione di questo gusto, possa attivare numerosi centri del cervello, connessi con il senso di motivazione, gratitudine e benessere. Non ci resta pertanto che scegliere se usare l’alimento come strumento di bilanciamento utile nel mantenere sempre una mente lucida, attiva e reattiva, o soccombere alla quotidianità ed affogare i malumori nei soliti alimenti, che ben sappiamo farci male. Ma infondo, ancora una volta, vale sempre lo stesso detto, “prevenire è meglio che curare”.
Aspettative
Spesso capita di sentir dire dalle persone “Io al tuo posto avrei fatto questo e quello! E’ una persona che se ne frega, che non mi capisce,un egoista, ecc”.Capita a volte, presi dalla rabbia, dalla frustrazione, dalla delusione, di cadere in questa trappola e incastrarsi nelle stesse aspettative. Ma non possiamo misurare il mondo in base a ciò che faremmo in una data situazione. Perché? Semplice. Perché non siamo il metro del mondo. Tu sei solo tu. Con le tue esperienze, le tue emozioni, i tuoi pensieri. E ciò che tu faresti, lo faresti proprio perché letto con i tuoi occhi, alla luce di chi sei e di come agisci normalmente. Non è detto che sarebbe in assoluto il modo migliore. Ma sicuramente sarebbe il tuo modo. Le altre persone non sono te. Non hanno avuto la tua stessa educazione, gli stessi valori, le stesse esperienze. Non hanno le tue emozioni, non pensano al tuo stesso modo. Non sono te. Dunque come potresti pretendere che ragionassero “come farei io al loro posto” se sono così diversi da te?Quando ci arrabbiamo con qualcuno perché ci aspettiamo che agisca in un dato modo perché noi faremmo così al suo posto, ricordiamoci che non siamo il metro del mondo, che il mondo non è fatto da nostre fotocopie, ma da persone diverse da noi e che come tali, risponderanno a loro modo e non necessariamente per cattiveria o per mancanza di rispetto, probabilmente perché intrappolate nei sentimenti, in questioni di cuore che non fanno ragionare razionalmente, o per abitudine, per circostanze o per incapacità a dire no all’altro. Dunque, se proprio vogliamo fare qualcosa, non sprechiamo inutilmente energie ad attribuire un colore a comportamenti agiti o mancati di altre persone ragionando con il nostro metro, ma chiediamogli il perché hanno agito così, dicendo loro come questo ci ha fatto sentire. Molto spesso ci accorgeremo che le persone non si sono nemmeno accorte di averci causato dolore e non ne avevano la minima intenzione. Impariamo ad accettare che siamo tutti diversi e che il nostro, sebbene così ci appaia, non è necessariamente il modo migliore di agire, pensare, essere. Non aspettarti dagli altri quel che tu faresti al loro posto così non rimarrai mai deluso,ma conta sempre sempre su di te.
Location per matrimoni
Sogni di festeggiare le tue nozze in una villa, in un castello principesco oppure sotto un gazebo in riva al mare? Nella scelta della location per matrimoni perfetta non c’è limite alla fantasia, serve solo qualche accortezza per dare accoglienza gli ospiti e godere della festa più bella! Se hai scelto un tema, uno stile o un colore intorno al quale far ruotare tutta l’organizzazione del matrimonio anche la scelta della location deve conciliare.Se hai sempre desiderato indossare un abito principesco con un velo chilometrico e lui che ti aspetta in tight sull’altare non puoi assolutamente festeggiare in riva al mare o in agriturismo, devi orientarti su una location più solenne: una villa, un castello oppure il foyer di un teatro.Una festa più informale si ambienta perfettamente in spiaggia o in discoteca. Sposa bagnata…sposa fortunata? Nel dubbio, meglio una location che non si faccia cogliere impreparata.Una volta fissata la data delle nozze bisogna scegliere la location più adatta alle possibili condizioni meteorologiche. Gli allestimenti in giardini fioriti sono perfetti per l’estate e l’atmosfera romantica del camino acceso è insuperabile durante i ricevimenti invernali, ma durante le stagioni di mezzo quando il tempo è più incerto qual è la soluzione giusta? Assicuratevi che la location per matrimoni prescelta e il personale possano far fronte a qualsiasi evenienza climatica.Il matrimonio comporta dei costi e per evitare brutte sorprese conviene razionalizzare le spese Prima di buttarvi a capofitto nella scelta e nelle prenotazioni stabilite quali sono i limiti alle vostre spese.La location e il ricevimento sono una delle voci più sostanziose nel bilancio nuziale.Se scegliete un ristorante avrete la location e il servizio compresi nel prezzo.Affittare una villa, un castello, un giardino significa differenziare i costi.Il catering esterno è decisamente più impegnativo.In base al numero degli ospiti e alla location desiderata potrete scegliere se presentare agli invitati una cena oppure organizzare un buffet o un aperitivo e il taglio della torta. Nell’organizzazione del matrimonio perfetto contano moltissimo i desideri degli sposi ma anche l’accoglienza riservata agli invitati.Scegliere una chiesa e un ristorante molto distanti non è una buona idea. Prima di scegliere la location valutata la distanza dalla chiesa e dal luogo di provenienza degli ospiti per evitare di costringerli a lunghi viaggi in auto .Nella scelta del luogo ideale visitate diverse location che coincidono alle caratteristiche della tipologia di ricevimento che avete scelto.Per ogni luogo visitato fate una lista dei pro e dei contro: quali sono i motivi per cui sceglierla? Alla fine orientatevi verso il luogo che corrisponde meglio allo stile, ai costi e all’offerta del menù che avete immaginato.Quando le idee sono più chiare e siete orientate su due e tre luoghi iniziate ad organizzare concretamente le nozze e procedete alla prenotazione.
La salvia
La salvia è senza dubbio una delle piante più diffuse ed gradite tra le erbe aromatiche al mondo. Ottima in cucina e utilizzata in erboristeria, è conosciuta dall’uomo sin da tempi molto antichi, la tipologia che si usa per scopo alimentare è la salvia officinalis, anche detta salvia comune. Si tratta di un arbusto sempreverde, che cresce cespuglioso con le sue foglie ovali e vellutate, dal colore caratteristico un verde tendente al grigio e con un profumo inconfondibile, e dai fiorellini violacei che produce nella stagione calda, . Se al momento dell’acquisto optate per una tipologia più delicata mettetela in vaso, in modo da poterla spostare al riparo nel caso di gelate invernali; in generale comunque la salvia sopporta benissimo sia il caldo che il freddo, e spesso la troviamo anche in giardino senza smettere mai di produrre le foglie aromatiche che la distinguono. Si può piantare mettendo direttamente i semi a dimora agli inizi della primavera, oppure, ed è il metodo più consigliato, per talea, incidendo con un taglio netto con un attrezzo disinfettato un giovane germoglio e interrandolo direttamente in un vasetto per permettergli di radicare. A fine primavera inizio estate sarà sufficientemente forte da poterlo trapiantare nella location definitiva, sia essa vaso o giardino. Abbiamo detto che la salvia non ha particolari esigenze per quanto riguarda il terreno, purché sia ben drenato per evitare i ristagni idrici; le annaffiature non devono essere troppo frequenti ma avvenire solo quando il terreno è asciutto; per quanto riguarda l’esposizione, la salvia gradisce almeno 5 o 6 ore di luce al giorno diretta, collocatela perciò in un’area in mezz’ombra.
Alimentarsi correttamente
Alimentarsi correttamente rappresenta sicuramente il percorso più rapido per garantirsi un’esistenza lunga e lontana da molti acciacchi. Alimentarsi in modo sano e in accordo con quello che la natura ci offre nelle diverse stagioni è ancora meglio. Ogni diversa stagione ci regala frutta e verdura al giusto punto di maturazione, con un contenuto nutritivo in perfetta armonia rispetto al periodo dell’anno che ci si appresta ad affrontare. Gli sbalzi di temperatura le giornate un po’ più grigie trascinano spesso con sé malumore e stanchezza, senso di spossatezza. Aspettare l’estate è sempre difficile, però se imparassimo ad affidarci al consumo di alimenti di stagione potremmo scoprire che i colori dell’autunno non sono poi così tristi. Tra gli alimenti dell’autunno la zucca è certamente il più eclettico: con la zucca è possibile preparare un menu completo, dall’antipasto al dolce. Poverissima di calorie soltanto 17 kcal/100 g è leggera, facilmente digeribile, diuretica, rinfrescante e leggermente lassativa. Cavolo e broccolo, spesso ingiustamente poco apprezzati, rappresentano invece un preziosissimo condensato di vitamine A, B e C, acido folico, fosforo, calcio e potassio. Hanno un ottimo potere antiossidante e, grazie all’elevato contenuto di clorofilla, aiutano l’organismo nella prevenzione di anemie. Arancia e caco sono fonti importanti di vitamina C, che, combinati, stimolano notevolmente le difese immunitarie. La mela, è un’ottima alleata contro la spossatezza e il nervosismo.Il legumi, ricchi di fibre, sono perfetti per saziarci in fretta e alimentare i nostri muscoli con preziose proteine vegetali.
La fonduta
La fonduta di formaggio è un piatto tipicamente svizzero, conviviale, pensato per riunire le persone intorno ad una pietanza collettiva gustosa e molto stuzzicante. La fonduta prevede la fusione di due o più formaggi in un pentolino apposito cioè un contenitore in ceramica, ghisa, rame o acciaio dal fondo molto spesso, per evitare che il contenuto bruci. Sul fondo della pentola infatti si forma sempre una crosta assai prelibata che viene gustata per ultima. Le ricette per la fonduta sono numerose anche se le due più classiche sono quella svizzera, appunto, con groviera, vino e liquore, oppure quella valdostana, con la fontina. 400 g di formaggio fontina doc.30 g di burro 4 tuorli d’uovo 25 cl di latte intero fresco. Pan carrè oppure verdure facoltativo: olio al tartufo bianco o tartufo bianco in scaglie. Tagliate a pezzetti la fontina, ponetela in una ciotola e mischiatela al latte: lasciatela riposare per 4 ore circa, fuori dal frigo. In seguito in una pentola dal fondo spesso fate sciogliere il burro e unite la fontina con il latte. Tenete la fiamma bassa, mischiate con delicatezza e quando il formaggio è sciolto aggiungete i tuorli d’uovo, incorporandoli velocemente per evitare che solidifichino. Mescolate con calma e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per 20 minuti. Aggiungete due cucchiaini di olio al tartufo bianco oppure qualche scaglia, se vi piace. Tagliate il pan carrè a quadratini oppure le verdure che preferite, cotte o crude, che poi potrete inzuppare nella fonduta. La fonduta può anche essere versata sulla polenta. Nel caso che decidiate di fare una cena a base di fonduta potete poi finire in bellezza con una fonduta di frutta sciogliete del cioccolato fondente e inzuppate spicchi di arance e mandarini, ma anche mele banane e chi più ne ha ne metta nell’apposito recipiente…. Buon appetito!
Impara a distinguere tra fame e appetito
L’appetito non ha nulla a che fare con il reale bisogno di cibo, devi quindi essere in grado di distinguerlo dalla fame. L’appetito è il desiderio di mangiare qualcosa in cui ti trovi di fronte al frigorifero e non sai cosa scegliere tra un pezzo di formaggio o un affettato. Se lo senti prima di 2-3 ore dopo l’ultimo pasto, allora non è affatto la fame. Non sei fisicamente affamato, ma emotivamente. La fame è una condizione in cui puoi sentire il vuoto nello stomaco, una sensazione di aspirazione, brontolio, spasmi. Questi sono segni più chiari di fame, con i quali il corpo segnala una mancanza di nutrienti. Si verifica quando non hai mangiato per circa 4 ore. Mangiare meno è particolarmente difficile se il cibo funge da via di scarico morale. Tale abitudine alimentare si sviluppa in condizioni diverse di una persona. Invece di bloccare tutto con patatine, cioccolato o altri dolci, è meglio fare alcuni esercizi; fare yoga;massaggiare le spalle; bere un po ‘d’acqua fare una passeggiata; trova un posto accogliente per leggere un libro; realizzare qualcosa che desideravi da tempo,;ascoltare musica; preparare e bere un tè. Spesso avendo fatto qualcosa di importante, una persona si ricompensa con il cibo, ma ci sono altri modi per premiarsi: fare un bagno con oli essenziali; rilassati, meditare; chiamare una persona amata; accendere delle candele aromatiche leggere, fare il bagno; ballare con la musica preferita. A volte una persona confonde la sensazione di sete e fame. Per distinguere tra loro, è necessario dopo l’aspetto del desiderio di mangiare qualcosa, prima bere un bicchiere d’acqua e aspettare 15-20 minuti. Se la sensazione di fame non è passata, allora vuoi davvero mangiare. Inoltre, bevendo un bicchiere d’acqua, si “inganna” brevemente il corpo.La fame è offuscata e durante il pasto puoi iniziare a mangiare meno, perché lo stomaco sarà parzialmente pieno di liquido Mangia frutta e verdura meglio fresca. Puoi preparare insalate, usa della panna acida a basso contenuto di grassi, yogurt naturale o succo di limone come condimento Oltre alle verdure, è necessario concentrarsi su proteine carne, latte.Ogni giorno, usa i piatti da dessert o comunque più piccoli quindi mangi di meno. 
Martedì grasso ultimo giorno di carnevale
ll Carnevale resta ancora oggi una delle feste più amate, forse per la possibilità di indossare le maschere più diverse che ci fanno tornare bambini, forse per i buonissimi dolci tipici frittelle cenci ecc delle varie regioni o ancora per le allegre sfilate di enormi carri che invadono le vie delle città, diventando in alcuni casi attrattiva per i turisti da tutta Italia Venezia e Viareggio ne sono solo due più eclatanti esempi.Il Carnevale è ancora molto amato, anche se ha perso gran parte della sua connotazione religiosa originaria e si è ridotto in molti casi ad una festa sentita come puramente mondana. Ma come è nata? E da dove proviene il nome della giornata principale di festa, il cosiddetto “martedì grasso“?Il Carnevale, all’interno della Chiesa Cattolica, indica il periodo che precede i quaranta giorni di Quaresima, che a loro volta precedono la Pasqua. Se la Quaresima è un periodo di pentimento e intensa preghiera che serve per prepararsi spiritualmente alla festa più importante dell’anno, il periodo che la precede è l’esatto opposto.I festeggiamenti del Carnevale, un periodo di gioia e divertimento, culminavano tradizionalmente il martedì, giorno che precede il primo giorno di Quaresima, ovvero il mercoledì delle ceneri.Questo martedì prese quindi il nome di “martedì grasso” perché era abitudine consumare gli ultimi piatti di cibi gustosi e succulenti rimasti in dispensa: tra questi non solo la carne, tradizionalmente considerata un cibo ricco, ma anche i dolci tipici del periodo che variano da regione a regione, ma che sono tutti caratterizzati da un alto livello di zuccheri che li rendono alimenti ricchi, appunto “grassi”.Oggi si è perso l’elemento religioso che caratterizzava l’importanza di questo giorno: la dieta priva di carne durante la Quaresima non è più rigorosamente rispettata e quindi non è più necessario “sfogare i propri peccati di gola” prima che inizi la morigeratezza quaresimale. Tuttavia, il martedì ha mantenuto il suo appellativo di martedì grasso e continua ad essere il giorno in cui culminano i festeggiamenti in maschera e la preparazione dei dolci di Carnevale.
Il barbecue
Il barbecue che sia a gas, a legna o elettrico è uno dei must che non tramonterà mai. Quando il primo tepore si fa sentire e la bella stagione è alle porte, il giardino richiama l’attenzione e sarebbe impensabile rinunciare ad allegre tavolate con gli amici e con i familiari. La buona cucina, specialmente se le pietanze vengono preparate all’insegna dell’amicizia e della convivialità, sono sempre motivo di allegria e socializzazione. Ci sono tanti barbecue che sono il must dell’arredo giardino e bisogna saper scegliere per effettuare un acquisto ponderato.Sono reperibili, barbecue a gas, elettrici, a legna, fissi, mobili e anche portatili e qualsiasi elemento si scelga è subito festa perché un barbecue è diventato sinonimo del mangiare in compagnia, con vecchi e nuovi amici godendosi la frescura di un venticello estivo e la piacevole allegria che si viene a crearsi quando una comitiva vivace e briosa si riunisce. La scelta del barbecue va effettuata anche a seconda della cottura che si desidera per i propri alimenti.Ogni elemento è dotato di accessori che servono a cuocere le pietanze in maniera differente.Il barbecue con la piastra, per esempio, è dotato di un supporto che cuoce direttamente sulla brace .Anche la griglia cuoce direttamente sulla brace ed essa può essere in ghisa o in acciaio inox. Esiste una tipologia di barbecue che è provvisto di losa ossia una lastra di pietra che si surriscalda e cuoce i cibi.Ci sono poi dei barbecue che hanno l’effetto forno poiché sfruttano il calore e cuociono gli alimenti in contenitori dotati di coperchio realizzando preparazioni con cottura omogenea.Altri ancora sono provvisti di girarrosto che può essere messo in funzione nello stesso momento in cui si usa la piastra.