Prenotare una casa vacanze e fuggire dove nessuno può trovarvi, un isola deserta contornata solo dal mare quante volte avete fantasticato di farlo? Se vi sembra un’idea impraticabile, nient’altro che un sogno ad occhi aperti, be’ fra poco vi ricrederete. Fate fare un bel giro al mappamondo e fermatevi a Pigeon Bay, Nuova Zelanda, terra vulcanica di foche e delfini, contornata da montagne aguzze e innevate che si tuffano nell’oceano Pacifico. Qui, incastonata in un paesaggio teatrale, c’è la meta che finora avete solo immaginato, il punto in cui la fuga può dirsi compiuta: una casa in affitto di pietra e vetro in mezzo al nulla, un rifugio remoto, aspro e superbo come la natura che lo inghiotte. Per raggiungerlo serve un fuoristrada o un elicottero. Se vi sembra scomodo, ricordate la premessa: nessuno vi troverà. Voi invece potrete trovare questa casa in affitto su Boutique Homes, a solo qualche click e un paio di meridiani di distanza da voi. Selvaggio si, ma di progettazioni incredibili, la casa vacanze porta la firma di un noto architetto Andrew Patterson, entrata nel paesaggio al punto da scomparire In bilico su una scarpata rocciosa che scende verso il mare. All’interno c’è una zona living, comprensiva di cucina, dove spiccano un camino e una sedia sospesa che guarda verso il mare. Da qui 3 gradini conducono alla zona notte, che dispone di letto e TV a parete.Nella parte posteriore della casa vacanze, scavato nella roccia, c’è il bagno, con una vasca profonda in cui restare a mollo senza perdere di vista il mare, grazie alla finestra stretta e lunga. I pavimenti in cemento e le pietre vive lasciate a vista, danno alla casa un’aria rigida, addolcita dalla scelta degli arredi: linee morbide, tessuti caldi e naturali sfumature tenue e delicate. Il risultato finale è una perfetta armonia di contrasti, un’atmosfera romantica e rarefatta. La stessa che si può assaporare all’esterno, sul terrazzo panoramico provvisto di caminetto e piscina termale. L’altezza e l’angolazione della casa e il collocamento delle ampie vetrate creano l’illusione di stare in mare aperto, cullati dalle onde. I soli che potrebbero turbare questa perfetta quiete sono i delfini che attraversano il mare e vi inviteranno a fare il bagno con loro. Volevate isolamento assoluto, silenzio e pace, per loro farete un’eccezione
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Quadri come appenderli al meglio
Uno dei classici modi per decorare le pareti della propria casa, in qualsiasi ambiente, è arricchirle con dei quadri. Che siano oli, stampe, litografie ristampe di opere celebri, o portafoto con i vostri ritratti o quelli dei vostri cari, ognuno esprime con l’arte che sceglie di appendere in casa propria il suo gusto e personale senso estetico, raccontando attraverso il quadro qualcosa di sé ai suoi ospiti. Per questo è importante sceglierli con cura e appenderli con altrettanta attenzione. Appendere un quadro a prima vista potrebbe sembrare facile. Basta un chiodo ed un martello e il gioco è fatto. In realtà non è così. Bisogna valutare molti aspetti quali, da un punto di vista pratico, il peso e la tipologia, i supporti di cui è dotato, il tipo di parete su cui andremo ad attaccarlo. E, da un punto di vista squisitamente estetico, lo stile e i colori del dipinto o della stampa e dell’eventuale cornice in relazione all’ambiente in cui la andremo a collocare. Ed, ovviamente, alla eventuale presenza di altri quadri o elementi decorativi nella stanza.Da un punto di vista operativo, il quadro potrà essere appeso con chiodi e martello oppure con altri mezzi. Per le stampe o le tele molto leggere, come sono solitamente quelle senza vetro e senza cornice, si può avvalersi anche di nastro biadesivo da parete o le paste adesive. Entrambi questi metodi ci consentiranno di appendere il quadro senza bucare il muro. Per i quadri molto pesanti, invece, occorrerà prendere in esame l’eventualità di utilizzare veri o propri stop da muro. O appositi tasselli da fissare con il trapano. Quando si appendono i quadri, è molto importante anche osservare l’illuminazione. Se il quadro ha un vetro non antiriflesso, è bene che non sia sottoposto a fonti di luce diretta. In caso contrario o quando il vetro è assente, l’illuminazione può invece valorizzare l’opera, come avviene ad esempio nelle stesse gallerie d’arte, con faretti che puntano direttamente sulla tela. Circa il posizionamento di quadri vicini, infine, sarà bene utilizzare un criterio unico per tutti: solitamente i quadri vengono allineati rispetto alla base o, in alternativa, all’immaginaria linea centrale.
Il faro
ll faro è un simbolo universale di sicurezza e guida, è lui che aiuta nella notte i marinai a trovare la strada di casa. Sebbene stiano gradualmente perdendo la loro funzionalità, restano ancora monumenti epici, e prodigi dell’architettura e dell’ingegneria resistenti a tutte le bufere. Il faro è un importante simbolo legato a innumerevoli significati anche emotivi, infatti, prima di parlare di amore, di conquista, di comunicazione funzionale, di farfalle nello stomaco, della differenza tra essere innamorati ed amare,di distacchi, di ritorni, e di lezioni che non vogliamo imparare, è necessario parlare della solida base da costruire, che è all’origine di tutto e senza la quale siamo barche in balia delle onde di emozioni, condizionamenti, mancanze e preconcetti. Questa base è il nostro faro nella notte, è il punto fermo da cui vediamo e viviamo la vita Questo simbolo, il faro, è la consapevolezza delle cose e di noi stessi, che fa diventare tutto chiaro, limpido, trasparente. Il 7 Agosto negli Stati Uniti è la giornata nazionale dei fari, I vecchi marinai erano spesso guidati a casa dai falò accesi sulla cima delle colline, che più tardi furono innalzati e trasformati in fari. Questi divennero sempre più alti, sempre più solidi e sempre più vicini al mare. Molti dei fari ancora in piedi sono prodigi dell’architettura e dell’ingegneria, resistendo alle bufere che il mare porta. E se anche le loro segnalazioni luminose potranno presto smettere di illuminare il cielo notturno delle coste, noi possiamo ancora apprezzare questi meravigliosi epici monumenti che si innalzano impetuosi nel mare 
Il Deserto….bianco
Scarpe di fata, alberi di pietra, che non sono alberi, e rocce che invece lo sono stati, fiori di cristallo su laghi di acido e sculture di lava fredda: in ogni parte del mondo ci sono costruzioni che la natura compone per un attimo o per milioni di anni, belle più di ogni opera umana o disarmanti, come un semplice nastro di Möbius fatto dal vento Millenni di tempeste di sabbia e vento sferzante hanno creato, tra le dune, formazioni rocciose di un bianco abbagliante, che cambiano colore in base all’ora del giorno e assumono forme di animali, gelati, funghi e fiori All’alba e al tramonto, le tonalità aranciate della luce regalano a questo paesaggio colori più caldi: le formazioni gessose si tingono di rosa, e perdono parte del loro bagliore spettrale Ma lo spettacolo più suggestivo si ha nelle ore notturne nelle notti di Luna piena, quando il “ghiaccio del deserto” mette in mostra il suo manto candido, e rivela forme inaspettate e invisibili durante il giorno. Che popolano un’area deserta e priva di vegetazione di figure dal fascino spettrale. Il Deserto Bianco è raggiunto dai quattro per quattro che trasportano turisti desiderosi di apprezzare da vicino le sculture naturali del luogo, le sue piccole depressioni, i canyon e l’ospitalità beduina, nomadi liberi e sognatori, che aprono le loro tende per fornirvi la loro ospitalità, un lato lungo della tenda rimane aperto durante il giorno e viene chiuso solo di notte o quando si scatenano le tempeste di sabbia. Il tessuto fitto fatto con pelli di capra, sorretto da pali e corde, non fa passare la pioggia torrenziale che cade in queste zone e mantiene gli ambienti ben areati, freschi d’estate e caldi d’inverno. L’arredamento è formato da tappeti, cuscini, recipienti, pochi arnesi e un piccolo focolare sul quale si prepara immancabile…..il tè del deserto
La bicicletta che fa il bucato
Basta pedalare e il bucato è pulito. Ideata dagli studenti della cinese Dalian Minzu University, la Bike Washing Machine è una cyclette diversa dal solito. Al posto del volano anteriore ha un cestello per il bucato mentre l’energia essenziale al lavaggio è generata dalle nostre gambe. Insomma, è una lavatrice che funziona ovunque, in modo molto semplice: prima di inforcare il manubrio occorre aprire l’oblò e inserire acqua e sapone. Una volta chiuso possiamo iniziare a pedalare per far partire il lavaggio, per il risciacquo basta svuotarla dai liquidi di lavaggio e inserire acqua pulita e infine la si svuota totalmente per la centrifuga. Va detto che al momento questa Bike Washing Machine è solo un concept studentesco eppure sta facendo furore in Rete. L’idea di faticare sulla non proprio amata cyclette in cambio di qualcosa in più del solo sudore sta affascinando tutti i frequentatori delle palestre e chi, nel mondo occidentale, passa ore sulla bici statica. La possibilità di lavare senza elettricità invece ha attratto i media del terzo mondo. Il generatore interno tra l’altro non serve solo ad alimentare la lavatrice. L’energia in eccesso può essere sfruttata per ricaricare piccoli dispositivi come i cellulari o pacchi batterie per le luci notturne, una manna insomma per tutto quei luoghi nel mondo che soffrono di continui black-out o in cui l’energia proprio non arriva. Alla fine, insomma, non è difficile sognare un futuro in cui diremo «Hai voluto la bicicletta? E ora lavi».
Luoghi perfetti
Il balcone dell’appartamento in città o della villetta in periferia sono il luogo perfetto per bersi un caffè al sole appena svegli, oppure per rinfrescarsi dopo cena con la brezza serale. Nonostante vi troviate al quinto piano del palazzo, il balcone va comunque custodito il vento caldo tipico delle sere estive finisce per far annidare negli angoli cumuli di foglie secche, fiori secchi, polvere e detriti di ogni genere. Per quanto vi ripetiate che qualche foglia per terra non possa essere un problema così grave, dovete purtroppo occuparvi di spazzare via questa sporcizia: più si accumula, più potrebbe causare problemi. Utilizzate una di quelle scope apposite per gli ambienti esterni, con setole più grosse e resistenti, per spazzare via le foglie e i fiori e per liberare lo scarico della grondaia. Per le macchie e lo sporco utilizzate la canna ad alta pressione fate sempre attenzione ai passanti! Anche se… nei caldi giorni d’estate, un po’ di acqua fredda può quasi rivelarsi piacevole, in un balcone che si rispetti e simuli un giardino non potete far mancare una casetta per i vostri amici uccellini, oltre a un gallo segna tempo e ad un rilevatore di temperatura. Tutti gli oggetti di arredamento e design devono abbellire il terrazzo, ma senza riempirlo troppo o renderlo inaccessibile, e soprattutto devono essere ben fissati al terreno per evitare disastri durante le giornate ventose. Un’ottima idea è quella di optare per un tappeto d’erba: il materiale è fatto apposta per stare all’aria aperta e vi si possono posare sopra tavoli, sedie e scaffali. Un arredamento piacevole e funzionale è fondamentale, ma ricordatevi che sicurezza e pulizia vengono prima di tutto: il problema di insetti e parassiti può essere risolto con una soluzione di sapone di marsiglia e acqua tiepida, per le lumache nei vasi delle erbe aromatiche potete, invece, usare della cenere che toglierete da barbecue dopo aver fatto una bella grigliata
Piante aeree
Le piante normalmente vivono e si sviluppano grazie alle radici ancorate al terreno, in vasi o direttamente in terra, sappiamo che anche in acqua diverse specie vegetali si trovano ottimamente; meno nota, e per certi versi davvero sorprendente, è la strategia di alcune piante dette epifite o più comunemente aeree, le cui radici sono in grado di assorbire il loro nutrimento dall’aria. In natura si trovano prevalentemente in climi molto umidi e utilizzano supporti per aggrapparsi i rami degli alberi ad esempio, ma anche i pali della luce. Vivono così alcune specie di orchidee per esempio, ma anche la tillandsia, pianta appartenente alle Bromeliacee estremamente decorativa. In verità esistono diverse tillandsie ma quasi tutte sono accomunate dall’essere piante aeree, ovvero dall’assorbire il nutrimento necessario attraverso i tricromi che ne ricoprono le foglie, che appaiono come piccoli ‘peli’ sulla superficie, i quali permettono alla pianta di agire come una spugna assorbente. Le foglie sono lunghe e strette, e a seconda della varietà più o meno liscie, più o meno ‘pelose’, e di diverse colorazioni. Un’estetica esotica e decorativa per una pianta che non necessita né di terra né di vaso: se la volete coltivare a casa, vi basterà fornirle un supporto in modo che le radici si possano aggrappare; solitamente si utilizza un pezzo di corteccia o un ramo di legno, oppure per un effetto particolarmente zen potete utilizzare una pietra, un oggetto di vetro, o ancora una pianta la tillandsia non si comporta come un parassita, quindi l’altra pianta le servirà solo come appoggio. La temperatura ideale per la tillandsia è intorno ai 20 gradi, e occorre sistemarla in una zona umida della casa, come la cucina o il bagno. La luce dovrà essere abbondante ma non diretta in natura vivono all’ombra delle foreste, mentre le annaffiature saranno molto rare 1 vaporizzazione al mese è sufficiente se collocate in un ambiente umido.
Rose rosse
Un mazzo di rose è un grande classico per dire ‘ti amo’ ad una persona, un fiore che va dritto al cuore, soprattutto se arrivano in un’occasione speciale. Ma le amanti del giardino, anche, domestico potrebbero aver piacere a ricevere una pianta di rose da coltivare a casa propria, anziché un mazzo che, pur essendo romantico e scenografico, posto nel giusto vaso, e curato amorevolmente, è destinato ad appassire nel giro di pochi giorni Un arbusto di rose da tenere in vaso, o da interrare in giardino, non è difficile da mantenere, perché si tratta di piante piuttosto resistenti e dalle esigenze limitate, ma occorre innanzitutto informarsi sulle specifiche varietà e su come cresceranno: se le volete coltivare in vaso, optate per una varietà a cespuglio piuttosto che rampicante o a ‘alberello’, per ovvi motivi di spazio e di effetto scenico. Particolarmente attraenti sono le roselline piccole, ma in generale quasi tutte si adattano bene alla vita in vaso. Quando le piantate o travasate, è importante che il fusto rimanga sotterrato per almeno 8 cm, perché le radici hanno bisogno di andare in profondità: acquistate un vaso adatto. Finché si abituano alla loro nuova ‘dimora’ hanno bisogno di essere abbeverate spesso, poi annaffiarle quando il terreno si secca. Durante la stagione della fioritura, ovvero l’intera primavera e alcune specie anche l’estate, occorre che prendano 4 o 5 ore di luce al giorno, anche se alcune varietà potrebbero preferire l’ombra. Se decidete di piantarle in giardino, è importante che le teniate lontane da altre piante perché non vi sia ‘competizione’ con le loro radici.
Come domare il fuoco
Fin dalla notte dei tempi l’uomo si è sempre lasciato affascinare dal potere del fuoco. Lo ha osservato, scrutato e sfidato fino ad avere la meglio, riuscendo ad utilizzarlo nel migliore dei modi: il barbecue. Ma, oggi come allora, c’è una domanda che spesso si pone chi si misura con questo tipo di cottura primordiale: come si fa a domare il fuoco del barbecue? Perché non si scherza col fuoco del barbecue. Un combustibile tra i più utilizzati per il barbecue è la carbonella. Questo combustibile diventa molto caldo in tempi brevi: in genere sono sufficienti 10-15 minuti. L’intenso calore può abbrustolire il cibo in pochi secondi, tostandone la superficie e diffondendo un piacevole aroma affumicato Molte volte parlando con gli amici vi sarà capitato di sentire straordinarie storie sull’accensione del fuoco per il barbecue. Qualora dovete cuocere più pietanze sia con la cottura diretta sopra la brace che indiretta accanto alla brace, basterà ricorrere al fuoco a due zone. Il fuoco diretto è ideale per cucinare alimenti piccoli e teneri. Questa tecnica tosta gli alimenti in superficie, ne sviluppa il sapore e la consistenza e permette di cucinare al cuore tranci di carne relativamente bassi. Il fuoco indiretto invece è più adatto a grossi tagli di carne,per determinare il calore del vostro barbecue immaginate una lattina posta sulla griglia: ponendo la vostra mano appena sopra la lattina immaginaria, sarete a 12 centimetri di distanza dalla brace, la distanza giusta per stabilire il calore del fuoco. Facendo attenzione a non avvicinare indumenti infiammabili alla griglia, ponete la vostra mano in questa posizione e allontanatela non appena avvertirete il dolore. Se sarete costretti a tirar via la mano dopo 2-4 secondi, la temperatura è alta. Se arriverete a 5-7 secondi, il vostro barbecue avrà una temperatura media. Se invece riuscirete a non allontanare la mano prima di 8-10 secondi, la temperatura è bassa
In vacanza con i “pelosi”
Vacanze dietro l’angolo, e Fido? Se le vacanze in famiglia comprendono anche gli amici pelosi, meglio preparare il viaggio con attenzione, scegliendo le mete migliori e seguendo i consigli utili per portare il cane o il gatto di casa con sé in albergo o in campeggio. Ecco qualche suggerimento prezioso per rendere la vacanza “a quattro zampe” davvero perfetta. La prima cosa da fare, in vista di una vacanza, con o senza cani e gatti al seguito, è scegliere la meta. I viaggiatori “pelosi”, però, richiedono qualche attenzione in più nella scelta. Mare, montagna, campagna o lago, non importa, basta informarsi in anticipo. Meglio preferire le località di villeggiatura amiche degli animali, che dispongono di strutture, aperte anche a loro. Individuata la meta, non resta che scegliere la sistemazione: che sia albergo o campeggio, è importante accertarsi che gli amici a quattro zampe siano i benvenuti, Anche in Italia, come nel resto d’Europa, fortunatamente, esistono sempre più alberghi, campeggi, spiagge e lidi in cui i cani e i gatti sono ammessi. Oltre alle vostre borse e valigie è fondamentale preparare la valigia anche per loro con altrettanta attenzione. Non può mancare: il libretto sanitario e, se si viaggia oltre confine, il passaporto europeo; le sue ciotole e il suo cibo; la lettiera, la paletta e i sacchetti, se si tratta di Fido; alcuni oggetti familiari per l’animale, come una coperta o un gioco. Per rendere la vacanza e il tragitto verso il luogo di villeggiatura più sereni è bene abituare l’animale domestico, fin da cucciolo, a viaggiare con il resto della famiglia. In questo modo, vivrà le trasferte con maggiore tranquillità. Alcune buone abitudini, per non rischiare di scombussolare l’amico a quattro zampe, non dovrebbero cambiare, nemmeno al mare e in vacanza, la passeggiata quotidiana, che non può mai mancare, così come i pasti, dovrebbero avvenire in orari simili a quelli a cui è abituato anche a casa.
