Tornare in forma dopo le vacanze

Nel corso delle vacanze estive capita spesso di esagerare a tavola: aperitivi, grigliate, cene, spuntini a base di gelati, dolci, pizzette, e si ritorna a casa con qualche chilo in più. In vacanza si sa, tutto è concesso: pranzi, cene, spuntini a base di cibi grassi o ricchi di zuccheri che mettono a dura prova la linea. Una volta tornati in città è fondamentale riprendere i ritmi della vita di tutti i giorni e tornare a darsi delle regole, anche a tavola, per eliminare i chili di troppo e depurare l’organismo. Iniziate subito fin dal mattino e concedetevi una ricca e sana colazione: prendete un cucchiaino di olio extra vergine di oliva appena svegli e a digiuno, disintossicherete l’organismo favorendo anche le funzioni intestinali. In alternativa bevete un bicchiere di acqua tiepida con il succo di mezzo limone. Poi concedetevi una sana e ricca colazione a base di cereali integrali, latte o yogurt, un frutto oppure 2 fette biscottate integrali con un po’ di marmellata e un succo di frutta senza zucchero, o una bicchiere di latte Prima dei pasti principali concedetevi sempre sputino e merenda ma non scegliete pizzette o dolci, preferite cibi sani e con alto potere saziante come una manciata di mandorle, che aiutano anche la concentrazione, una banana o della frutta di stagione, yogurt. Potete concedervi un gelato, a patto che sia alla frutta! A pranzo e a cena limitate la quantità di carboidrati e moderate l’uso del condimento: usate al massimo due o tre cucchiai di olio extravergine d’oliva al giorno. Per condire le verdure e l’insalata preferite l’aceto e il succo di limone, limitate anche l’uso di sale, che favorisce la ritenzione idrica, e sostituitelo con le spezie e le erbe aromatiche. Dopo cena concedetevi una tisana preferendo quelle a base di finocchio e liquirizia per favorire la digestione e drenare i liquidi in eccesso, oppure scegliete quella alla malva per favorire il giusto riposo. Cercate di dormire dalle 6 alle 8 ore a notte, andate a letto sempre alla stessa ora e svegliatevi presto al mattino, ciò sarà utile per recuperare i ritmi della vita di tutti i giorni e ritrovare la forma.

I cestini di parmigiano

I cestini di Parmigiano sono dei piccoli contenitori decorativi e buonissimi da mangiare. Conferiscono anche al piatto più semplice una nota speciale e la soddisfazione di poter mangiare sia il contenuto sia il contenitore. Realizzare i cestini di Parmigiano è molto semplice e rapido: sono necessarie soltanto un pizzico di pazienza e precisione. Vediamo insieme come ottenere dei cestini di Parmigiano belli e soprattutto buoni! Cosa vi serve: una padella antiaderente 18 cm circa di diametro, 4/5 cucchiai di Parmigiano grattugiato per ogni cestino, 1 cucchiaio di olio evo, una ciotolina. Ungete la padella con l’olio. Fate scaldare la padella per 30 secondi e poi distribuite in modo omogeneo sul fondo 4/5 cucchiai di formaggio Parmigiano grattugiato, livellando bene e coprendo eventuali “buchi”. Lasciate sciogliere e dorare il formaggio per un paio di minuti a fuoco basso. Con una spatola cominciate a sollevare delicatamente i bordi. Quando il formaggio sarà ben dorato e compatto, giratelo con delicatezza sull’altro lato e fare cuocere un altro minuto. Spegnete il fuoco e ponete il formaggio sulla ciotola rovesciata, sagomandolo leggermente per dargli la forma di un contenitore. Lasciatelo raffreddare per un paio di minuti e, quando sarà ben solidificato, raddrizzatelo. Riempitelo con risotto, pasta fredda o calda oppure insalate.

La bellezza della natura…

A chi piace l’albero miniaturizzato e ama la bellezza della natura, imparerà una filosofia di vita unica. Anche una persona che non è cultore del ‘giardinaggio‘ può essere attratto dalla sua bellezza. Il potere di un bonsai è nella sua capacità di ritrarre la massima bellezza della natura. Questo è l’obiettivo per tutti coloro che gradiranno far crescere un bonsai. Ci sono tre cose importanti da tenere sempre in mente per capire il significato del bonsai: Le radici: Se osservate il vaso di  un vecchio albero, di bonsai  potrete notare che le radici rappresentano il fondamento e la forza. Questo è impressionante e stimolante. Le forti radici del vecchio albero sono radicate e danno una percezione di stabilità e sicurezza, anche nel caso di un bonsai. Il tronco e la sua forma: Nel caso di un albero solitario, è molto importante osservare la forma del tronco che emerge dalle radici. Dopo molti anni, basterà guardare la forma del tronco per comprendere la personalità di ogni albero. I rami dovrebbero toccare il cielo e devono ricevere la luce del sole per poter fiorire. Poiché i rami e le foglie sono periodicamente in crescita, possono sbocciare dei bellissimi fiori. È molto importante essere diligenti nella cura delle vostre piante. L’essere umano ha da sempre coltivato gli alberi in vaso. La storia del bonsai inizia con gli antichi egizi che, duemila anni fa iniziarono a coltivare alberi da frutto e spezie in particolari vasi. Un singolo albero in miniatura può avere molti stili, alcuni sono pratici, altri solo estetici, i bonsai possono essere collocati in ogni stanza delle vostra casa su un mobile ma anche su un tavolo su un muretto o una mensola, la loro presenza non passerà inosservata

Pressione bassa

Le cause della pressione bassa sono molteplici: predisposizione, caldo, eccessiva stanchezza o disidratazione possono portare a episodi di ipotensione anche improvvisi. I sintomi della pressione bassa sono abbastanza riconoscibili e si presentano spesso in combinazione tra essi: spossatezza, giramenti di testa, vertigini, annebbiamento della vista, sudorazione fredda e, in alcuni casi, anche svenimento. Alcuni accorgimenti nel cibo ci possono aiutare  come ad esempio bere acqua a piccoli sorsi e spesso durante la giornata e in quantità sufficiente (almeno 1,5 litri al giorno) è importantissimo. La disidratazione, infatti, è una delle cause principali della pressione bassa. Mantenere un equilibrio di idratazione corporea può rivelarsi fondamentale, oltre ad essere assai consigliabile. Inserire nella dieta o tenere a portata di mano qualcosa ricco di sodio aiuta a mantenere il livello della pressione nella norma. Un pezzetto di formaggio Grana o Parmigiano, dei cracker o un po’ di prosciutto cotto sono gli alimenti più indicati per riprendersi da un episodio improvviso di ipotensione. Anche i sali minerali sono utilissimi, in particolare potassio e magnesio. Il potassio è presente in molta frutta banane, mandorle e avocado, per esempio) e ortaggi (spinaci, patate, zucca, zucchine e fagioli bianchi, mentre il magnesio è presente nella frutta secca, nei datteri, nel riso, nei piselli, nei carciofi e nei fichi. La noce moscata è in assoluto la migliore alleata in questo caso. Macinatela ogni tanto nei vostri piatti, senza esagerare: oltre a donare un gusto più stuzzicante, è utile nel mantenere la pressione equilibrata.    

L’abito non fa il monaco…o si?

L’abito non fa il monaco“così recita un vecchio proverbio, e noi aggiungiamo “ma apre le porte del convento…”  E’ solo un modo di dire o un dato di fatto? L’abito non fa il monaco ….è chiaro……ma ci mette una buona parola! Come si fa a dire che nel mondo dell’immagine ,delle televisioni, dei p.r. …dell’apparire non conta l’aspetto esteriore? Poi è chiaro che “sotto la dura scorza” nasce un bel fiore, ma quando incontriamo una bella persona ,ben vestita ,con un eloquio scorrevole , abbiamo già tarato il nostro giudizio in positivo. Dobbiamo poi tenere presente che questo adagio nasce addirittura in epoca latina “cucullus non facit monachum ” il cappuccio non fa il monaco….altre ere. Ora, facendo astrazione a convincimenti ideologici e filosofici ,che certamente e giustamente, fanno pensare che la” scatola non fa il contenuto “ e anche quando si ha a che fare con il mondo del lavoro, in termini di abbigliamento, si tende a prediligere una scelta di abiti piuttosto discreti. Niente abiti scollati e niente spacchi onde evitare di essere giudicate negativamente. Il rigore funziona davvero? Al bando il solito casto tailleur.Sbottonarsi un po’ di più quando si è in ufficio, in realtà, non è peccato. Anzi. Stando a quanto riporta il noto quotidiano britannico Daily Mail, uno studio pubblicato sul “Journal of Social Psychology” e condotto dai ricercatori dell’Università del Wisconsin, avrebbe dimostrato che, coloro che sfoggiano generose scollature, non sono considerate delle provocatrici bensì delle lavoratrici forti e competenti. Le più pudiche, invece, risulterebbero meno mature e potenti. Ostentare, dunque, non è sempre visto come un qualcosa di negativo.

Quando dire “Ti Amo”

Il risultato è che la maggior parte delle persone dice “Ti amo” circa tre mesi dopo l’inizio di una relazione.  Il secondo tempo più popolare per un “ti amo” va dai quattro ai sei mesi. Per alcuni, però, anche tre mesi è un tempo troppo lungo per dichiarare il proprio amore. L’indagine ha scoperto che il 13% degli individui ha confessato l’ amore per il partner dopo solo un mese di relazione. Il 3% lo ha detto dopo una settimana. Ovviamente ognuno sa bene quando è realmente innamorato, quando prova dei sentimenti ed ha bisogno di esternarli, quando il cuore batte all’impazata, ma ci sono alcune cose a cui pensare prima di rivelare i propri sentimenti, tendo a bada il cuore. Molti credono che quando il partner rivela i suoi sentimenti questo sia pronto per la per il matrimonio. Il “Ti amo” è dunque associato ad un grosso impegno. Chiaritevi che non c’è nulla di cui aver paura, che dietro il vostro “Ti amo” non si nasconde alcuna proposta di matrimonio. Fategli capire che non c’è alcun bisogno di farsi prendere dal panico e che state solo rivelando ciò che sentite nel vostro cuore. E’ molto raro che il vero amore esploda al terzo appuntamento. Dunque per evitare spiacevoli reazioni che potrebbero distruggere un rapporto che sta per nascere, prima di confessare il vostro amore, siate certi di provare dei reali sentimenti. Le farfalle nello stomaco e la passione smisurata non bastano, l’amore vero deriva anche da un grado di intimità più elevato e dalla conoscenza reciproca. Fermatevi un momento a pensare: quante volte avreste voluto dire “Ti amo”? E quante volte, dopo pochi mesi, vi siete resi conto che quello non era la persona della vostra vita? Date dunque peso alle parole che pronunciate. Dire a qualcuno “Ti amo” al secondo appuntamento è azzardato. Il vero amore richiede tempo per svilupparsi e crescere. Non sprecate queste parole così importanti nel momento sbagliato.

Hotel con piscina Spettacolare

Una piscina scavata nel promontorio, con vista su tutta la Valdera fino al mare, solcando la campagna Toscana. Sopra c’è un curato giardino all’inglese, e al centro una villa del Settecento oggi mutata in elegante relais, con la chiesetta millenaria, tutt’ora consacrata. Ma non è finita , perché l’intera collina a metà strada tra Volterra e San Gimignano, fa parte di Borgo Pignano, proprietà del filantropo gallese Sir Michael Moritz, che nella sua proprietà toscana coltiva le tradizioni contadine, e produce con metodo biologico certificato grani, frutta e verdura, ulivi, vino rosso, miele, salumi di cinta senese, pane e pasta. Coltiva anche le arti nobili, e una delle residenze del borgo è destinata, 365 giorni all’anno, ad artisti in cerca ispirazione e un luogo per realizzare le proprie opere. Situato a oltre 500 metri sul livello del mare, Borgo Pignano regala alcuni tra i più spettacolari panorami della regione. Particolarmente fatata è la vista che si estende fino al Mediterraneo e, nei giorni più limpidi, fino alla Corsica. Borgo Pignano offre un’esperienza veramente unica, in un ambiente senza tempo, dove natura, arte, storia, eleganza e ospitalità si fondono naturalmente tra di loro.Un incantevole luogo da visitare.

Le mandorle

La mandorla è un frutto e il seme commestibile del mandorlo: solitamente vengono consumate secche e si trovano fresche soltanto in primavera.  Da esse si può estrarre un latte molto gradevole ed energetico, particolarmente amato e consumato nel sud-Italia, oppure un olio  che si ottiene dalla spremitura delle mandorle dolci  che ha ottime proprietà lenitive ed emollienti se utilizzato per la cura della bellezza. Contengono un’elevata dose di vitamina E. Hanno un ottimo apporto proteico, che le rende un alimento di prim’ordine, digeribile e molto completo. Donano energia e sono perfette durante la dieta per integrare vitamine, ferro, calcio e magnesio. Le mandorle sono molto consigliate per gli studenti che sono sotto stress da esame, alle donne incinte e chi sta seguendo un’intensa attività sportiva. Hanno anche un’azione anti-infiammatoria per reni e intestino, oltre ad essere ideali per chi soffre di anemia e osteoporosi grazie al calcio. Le proprietà delle mandorle sono numerose, ma è bene ricordarsi che questi semi possiedono anche alcune controindicazioni. È bene, infatti, non eccedere mai nel loro consumo a causa dell’alto contenuto calorico. Per mantenere intatti i benefici delle mandorle è necessario conservarle bene. Possono durare per qualche mese in ambienti asciutti e freschi quando hanno il guscio. Se invece le avete acquistate già “sbucciate”, potrete conservarle per meno tempo e devono restare in un vaso chiuso.

Le mosche sui cibi

Durante la stagione estiva è più facile che capiti di vedere posarsi mosche sul cibo ben apparecchiato in tavola. Questi noiosi volatili spesso entrano in casa non appena lasciamo le finestre aperte e sono attirate dagli alimenti. In particolare frutta, cibi cotti, bevande zuccherine, dolci: si appoggiano spesso su tutto ciò che incontrano. Per non parlare di quando prepariamo la tavola in giardino: una ghiotta occasione per volare di piatto in piatto. Molti di noi vedendo le mosche sul cibo, tendono a scacciarle con un colpo secco senza stare a preoccuparsi troppo. Quasi a nessuno viene in mente che il cibo su cui si è poggiata la mosca andrebbe gettato via. Eppure le mosche sono portatrici di innumerevoli germi e batteri nocivi per la salute, che spostano con il solo contatto. Non scordiamo infatti che questi insetti non solo si posano sul cibo, ma anche sulle feci degli animali. Sono insetti sporchi, con le zampe e il corpo ricoperti di peli, che catturano e trasportano germi e materia fecale. Considerate che una mosca trasporta in media 200 forme diverse di batteri.E poiché le mosche possono trasferire gravi malattie contagiose come il colera, la dissenteria e il tifo, è meglio se si evita di mangiare cibi in cui gli insetti si sono poggiati, ha spiegato Ron Harrison. Alla luce di quanto esposto, non restano molti dubbi. Quando una mosca si posa sul nostro cibo, il consiglio degli esperti è quello di gettarlo via e non mangiarlo. Ovviamente si possono adottare diversi metodi per evitare che questo accada. Ad esempio usare delle apposite retine salva-cibo se si apparecchia la tavola con anticipo rispetto al momento del pasto. Preparare delle trappole zuccherine, anche a base di miele, che attirino le mosche. In caso di pranzi e cene in giardino , trattare preventivamente la zona con appositi deterrenti per mosche, al fine di evitare la loro comparsa

L’arte e la natura

Il termine Land art sta ad indicare il lavoro di alcuni artisti, che non si limitano a dipingere quadri o creare sculture, ma intervengono direttamente sui paesaggi naturali per creare nuove forme d’arte Nella land art i deserti, le montagne, i campi, i fiumi e i laghi diventano sconfinate e gigantesche tavolozze attraverso cui l’arte cessa di essere oggetto per ritornare ad essere pure espressione di ciò che già esiste. Smithson per realizzarla ha utilizzato solamente ciò che aveva a portata di mano, ovvero pietre, sabbia e cristalli di sale. L’opera ha un diametro di 450 metri e per essere pienamente apprezzata deve essere “vista” dall’alto. La particolarità di quest’opera è che scompare e riappare a seconda del livello dell’acqua del lago: quando fu realizzata il livello dell’acqua era particolarmente basso e l’opera rimase visibile per molto tempo, poi un successivo innalzamento dell’acqua la sommerse per parecchi anni. Altra caratteristica dell’opera è la stretta interconnessione con gli organismi viventi del lago, quali alghe e batteri, che conferiscono all’acqua un particolare colorito rossastro violaceo che mette in risalto la forma concentrica dell’opera creata dalla sabbia e dai cristalli di sale