Come tenere la casa pulita con un cane

Spazzolate ogni giorno il mantello del cane e insegnategli fin da piccolo a dormire nella propria cesta o cuccia: ecco tanti consigli utili per avere sempre una casa pulita profumata. Chi ha un cane sa quanta allegria sia in grado di portare in casa: e poco importa se il nostro amico a quattro zampe è spesso disordinato e confusionario e il più delle volte, quando rientriamo a casa, ci fa trovare qualcosa fuori posto, distrutto o rosicchiato. Innanzitutto, per mantenere gli ambienti di casa gradevoli e in ordine, è importante che il tuo animale sia sempre ben spazzolato. Scegliete l’angolo della casa in cui procedere:se possibile preferite sempre un terrazzo o il giardino: eviterete così che i peli si disperdano per tutta la casa. Per rimuovere quelli sfuggiti, utilizzate invece un panno cattura polvere o l’aspirapolvere. Periodicamente, utilizzate un aspirapolvere a vapore sia nella stanza in cui dorme il cane che su tende e tappeti. Insegnate fin da subito al vostro cane a dormire nella propria cesta o cuccia e non sul divano e utilizzate teli protettivi quando il vostro cucciolo desidera trascorrere la serata con voi sul divano.Non trascurate mai la passeggiata: è fondamentale per permettere al vostro cane di fare i suoi bisognini. Ovviamente, portate sempre con voi tutto l’occorrente per fare in modo che non si sporchino strade e marciapiedi. Se al rientro dalla passeggiata al parco, vi accorgete che il cane ha lasciato delle impronte di terra sui tappeti, fatele asciugare bene e poi passate l’aspirapolvere. Tutte le volte che rientrate in casa dalla passeggiata, valutate quindi se è il caso pulire il mantello o le zampe del cane con un panno inumidito con l’acqua. Lavate, almeno una volta al mese, le palline e gli altri giochi con cui si diverte il vostro cane.

Cosa mangiare sulla neve

Se la voglia di mettersi gli sci ai piedi è tanta ora che le piste sono perfettamente innevate, sono necessari alcune accortezze da non sottovalutare. La giusta alimentazione gioca un ruolo fondamentale: mai saltare la colazione, pranzo a base di carboidrati, sì alla merenda, no ai superalcolici Finalmente in montagna è arrivata la neve. E se la voglia di mettersi gli sci ai piedi è tanta ora che le piste sono perfettamente innevate, sono essenziali alcuni consigli importanti da non sottovalutare. Una corretta alimentazione gioca un ruolo basilare per affrontare una giornata sulla neve nel migliore dei modi. Ed è indispensabile capire che tipo di prima colazione privilegiare, se è meglio un pasto o uno spuntino, e se fa bene il grappino per riscaldarsi. La colazione, non solo in montagna, non deve essere mai saltata. L’organismo necessita al risveglio della giusta quantità di nutrienti e soprattutto di zuccheri per cominciare bene la giornata, lavorativa o sportiva che sia. Prima di recarsi sulle piste, dunque, è necessario consumare una buona prima colazione, favorendo alimenti a base di carboidrati come pane, fette biscottate o biscotti  Chi trascorre l’intera giornata sugli sci non deve nemmeno saltare il pasto che deve essere leggero e facilmente digeribile. Ci si deve preparare in modo adeguato non solo con una buona prima colazione, ma anche con un pasto che consenta di recuperare le energie spese nel corso della mattinata e affrontare il pomeriggio sugli sci senza accusare una stanchezza eccessiva, spesso la principale causa di incidenti. La dieta dello sciatore, dunque, deve tenere conto non solo dello sforzo fisico, ma anche del fatto che questo sforzo è compiuto in particolari condizioni di altitudine. Sforzo, altitudine e tensione nervosa inevitabilmente legata a questo sport, non facilitano la digestione. Pertanto, non esiste niente di più errato di mangiate abbondanti nei rifugi, spesso con piatti pesanti come salsicce e crauti, accompagnati da birra e grappa. Il pranzo può essere a base di pasta o riso (carboidrati), con un sugo leggero, o polenta con verdure, magari anche concedendosi una fetta di torta o di strudel.  marmellata o miele ideali una tavoletta di cioccolato o una barretta di cereali. La merenda contro il freddo è un bicchiere di latte o una cioccolata. Sono bensì da evitare gli eccessi di superalcolici: l’alcol rallenta i riflessi e può alterare il centro della termoregolazione favorendo il rischio di assideramento. Inoltre, si possono bere fino a due, tre tazze al giorno di caffè, che come tutte le sostanze nervine ha un leggero effetto eccitante. Ultimi ma fondamentali consigli: non appesantire l’organismo con merendine, cioccolato e dolciumi e ricordarsi di bere adeguatamente per ripristinare l’equilibrio idro-salino.

 

 

Del maiale non si butta via niente

Le famiglie contadine, se avevano il maiale, ne sfruttavano ogni parte. Del maiale si usa non solo la carne, buona per preparare i piatti più svariati, ma anche  le setole, utilizzate per la realizzazione di pennelli e di aghi per calzolai, e il grasso per la produzione di lardo che trasformato in strutto sostituiva l’olio nella cottura del sugo per la pasta, oppure si utilizzava per il mantenimento della salsiccia.  E del sangue, cosa farne? Buttarlo via, neppure per sogno…Ed ecco che nasce il sanguinaccio, un insaccato costituito per lo più da interiora e sangue, arricchito con vari ingredienti in base alle tradizioni culinarie della regione in cui viene preparato. La lavorazione casareccia del maiale prevede la preparazione di diversi salumi. Il termine salume proviene dal tardo latino “salumen” che testualmente significa prodotto conservato sotto sale. La tecnica di conservazione dei cibi attraverso salagione, praticata fin dall’epoca romana, nasce quindi dall’esigenza di preservarli dalla marcescenza. Per l’economia della famiglia, infatti, era impossibile consumare tutta la carne ottenuta con l’uccisione del maiale, in pochi giorni. Si pensò allora di salarne alcuni pezzi e di insaccarne altri. Nacque così l’idea dei salumi prima prosciutti, capicolli e pancette e degli insaccati poi. Prosciutti, salami, salsicce e cotechini nascono, perciò, dall’esigenza di compattare in pezzi più grandi pezzi di carne che si generavano dalla scarnificazione delle ossa e dalla rifilatura dei pezzi grandi da sottoporre a salatura , e quindi l’insaccatura in budelli ricavati dagli stessi suini .

Opere d’arte incise sulle uova

La Pasqua deve ancora arrivare ma c’è chi non decora le uova solo in questo periodo ma bensì tutto l’anno, e lo fa per professione. Si tratta di un eccentrico e bravissimo artista di nome Ben Tre. L’uomo, vietnamita, incide i delicatissimi gusci delle uova adoperando un trapano da dentista. Non è per niente facile e bisogna avere una mano molto ferma e sensibile. I gusci delle uova non sono trattati in alcun modo per aumentarne la durezza e, una volta terminata ogni incisione, Ben Tre spesso introduce un piccolo led dentro il guscio, facendolo diventare una meravigliosa lampada e risaltando il suo disegno. Una volta terminata l’opera d’arte, i gusci vengono introdotti all’interno di una sfera di vetro per proteggerli da un’eventuale rottura, anche perché gli stessi vengono venduti via web e devono quindi essere spediti. Le opere d’arte di Ben Tre possono essere acquistate su internet nel suo sito ufficiale.

Tonkatsu, kaiseki e unagi

Chiunque abbia familiarità con la cucina giapponese sa che mangiare è uno degli aspetti più gratificanti di un viaggio in Giappone. Ma non limitatevi ai consueti sushi, tempura o sukiyaki se potreste trascorrere un intero mese in Giappone ogni giorno potreste gustare un piatto diverso. Se poi non potete andare in Giappone provate a farvi servire queste specialità nel ristorante della Vostra città..Kaiseki La cucina kaiseki è il trionfo dell’arte culinaria giapponese, in cui gli ingredienti, la loro preparazione, la sistemazione e la presentazione a tavola collaborano a dar vita a un’esperienza gastronomica unica. Nato per accompagnare la cerimonia del , il pasto kaiseki è essenzialmente vegetariano spesso è servito del pesce, ma la carne non compare mai sul menu. Di solito un pasto kaiseki si consuma nella sala privata di un  ristorante tradizionale particolarmente elegante, che spesso si affaccia su un tranquillo giardino privato. Le piccole porzioni delle numerose portate offrono l’opportunità di osservare i piatti e le ciotole, scelti con estrema cura in base al cibo e alla stagione. Il riso si consuma per ultimo di solito con un assortimento di sottaceti e la bevanda più indicata è il sakè o la birra. Unagi In Giappone l’  anguilla è una costosa prelibatezza. Anche se non gradite questo pesce nel vostro paese dovreste assaggiare l’unagi almeno una volta nel corso del vostro viaggio in Giappone. L’unagi è cucinata alla brace e spennellata con una densa salsa a base di shōyu e sakè. Un pasto intero a base di unagi è costoso, ma molti ristoranti specializzati preparano gli unagi bentō pasti confezionati con anguilla come portata principale. Tonkatsu Il tonkatsu è una cotoletta di maiale impanata e fritta, servita con una salsa speciale, di solito come portata di un pasto a menu fisso è servito sia dai ristoranti specializzati sia dagli shokudō, ma ovviamente il migliore è quello che si gusta nei primi. Quando si ordina il tonkatsu, si può scegliere fra rōsu  un taglio di maiale piuttosto grasso e hire un taglio più magro. È  inoltre consuetudine, al termine della giornata di lavoro, concedersi qualche yakitori spiedini di pollo e verdure alla griglia, che non sono tanto un pasto vero e proprio quanto uno spuntino per accompagnare la birra e il sakè. Questi sono alcuni dei tanti piatti.. . limitarsi al sushi sarà poco…

Vi siete mai chiesti cosa mangiano i cervelloni nella Silicon Valley?

Lo stile alimentare più in voga prevede cibi grassi, tante proteine e ben pochi carboidrati. Pare aumenti la produttività, ma farà bene alla salute? Si tratta a tutti gli effetti di una dieta o comunque di un regime alimentare che da diversi anni fa parlare di sè con pareri discordanti. L’idea alla base è quella di ridurre drasticamente i carboidrati, lasciando spazio a cibi ricchi di grassi e proteine come carne, pesce, uova, formaggi e avocado. Togliendo l’organismo dei carboidrati, la nostra principale fonte di energia, si stimola il corpo a bruciare i depositi di grasso. Secondo i sostenitori di questo regime alimentare si registra oltre a una perdita di peso, un aumento della concentrazione e della produttività. Nello specifico i carboidrati dovrebbero essere compresi tra i 20 e i 50 grammi al giorno, un quantitativo quindi davvero irrisorio. I grassi invece dovrebbero rappresentare quasi l’80% dell’apporto calorico giornaliero, mentre alle proteine spetta circa il 20%. Per renderci conto di quanto sia estrema questa dieta va considerato che secondo il Center for Desease invece, mediamente gli americani assumono il 50% delle loro calorie giornaliere dai carboidrati, 30% dai grassi e il 15% dalle proteine.Molti nutrizionisti però sono contrari a questa dieta dal momento che la perdita di peso sarebbe principalmente da attribuire al rilascio di liquidi, oltre al fatto che la chetosi che questo regime alimentare induce porta a lungo termine a cedimenti muscolari e a un sovraccarico con relativo affaticamento di reni e fegato. I benefici quindi sarebbero solo nel breve periodo, a lungo andare invece crescono i rischi per la salute, aumenta la stanchezza, si riducono energia, concentrazione e produttività. Se proprio lo si vuole seguire, essendo un regime alimentare sbilanciato è bene adottarlo solo sotto consiglio medico.

Origini della festa di San Valentino

San Valentino da Terni, III fu un vescovo romano martire; adorato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e in seguito dalla Chiesa anglicana, oggi è considerato patrono degli innamorati e protettore dei malati di epilessia. Una leggenda di origine americana narra come un giorno il vescovo, gironzolando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono rappacificati. Un’altra versione di questa storia narra che il Santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni che si scambiavano dolci gesti d’affetto; da questo episodio si crede possa trarre anche la diffusione dell’espressione piccioncini. Secondo un altro racconto, Valentino, già vescovo di Terni, unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia e il centurione romano Sabino: l’unione era impedita dai genitori di lei ma, vinta la resistenza di questi, si scoprì che la giovane era molto malata. Il centurione chiamò Valentino al capezzale della giovane morente e gli chiese di non separarsi dall’amata: il santo vescovo lo battezzò e quindi lo unì in matrimonio dopo di che morirono entrambi. Secondo alcune fonti, Valentino sarebbe stato giustiziato perché aveva celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario romano Sabino, che invece era pagano: la cerimonia avvenne in fretta, perché la giovane era malata; e i due sposi morirono, insieme, proprio mentre Valentino li benediceva. Fu decapitato il 14 febbraio 273, a 97 anni, per volere dell’imperatore Aureliano.

Dieta si ma con attenzione

Evitate i digiuni, soprattutto se si è abituati a mangiare molto. Sì ai carboidrati 130 gr al giorno tra pasta, pane e patate. Attenzione agli zuccheri nascosti. Saltare un pasto. Spesso si finisce per arrivare affamati al pasto successivo. L’ideale è fare una buona colazione, due pasti equilibrati e due spuntini sani. In questo modo l’organismo sarà al massimo delle sue funzionalità ora dopo ora. Astenersi a pane e pasta. I carboidrati sono fondamentali per il nostro organismo perché sono la maggiore fonte di energia. Quello che fa ingrassare sono le dosi eccessive e i condimenti che si adoperano, tanto è vero che per snellire è necessario calare il tessuto adiposo. La pasta integrale è meno calorica. Non è vero. È vero però che è più sana in quanto contiene più fibre grazie alle quali danno un senso di sazietà maggiore e favoriscono il transito intestinale. Mangiare poco. Perché costringere l’organismo a lavorare quotidianamente con poche calorie e con fatica? La cosa migliore da fare è alimentarsi in modo bilanciato senza esagerare con le quantità. Il burro è più calorico dell’olio. No, è meno calorico: 100 grammi di burro contengono 10 grammi di acqua, l’olio invece ha una percentuale di sostanze grasse di circa il 100%.  Frutta secca contro i problemi di cuore. Attenzione perché una quantità eccessiva di calorie aumenta invece il rischio di malattie cardiovascolari, oltre che aumentare il peso. Non aggiungere quindi altre sostanze grasse o zuccherate. Mangiare tanta frutta fa bene. Attenzione, anche in questo caso, a non esagerare: la frutta contiene un’alta quantità di zuccheri Bastano, quindi, due o tre frutti al giorno. Stop a zuccheri e pasta per ridurre il colesterolo. Falso! Per ridurlo sarà sufficiente diminuire l’uso di alimenti di origine animale uova, carne, crostacei, latte, burro e formaggi. Per chi pratica sport è necessario assumere cibi come la pasta, il pane e la frutta prima d’iniziare l’allenamento. Le proteine utili sono quelle previste da una dieta sana ed equilibrata Non mangiare prima di fare sport. Basta mangiare qualcosa di leggero ma nutriente. Svolgere un’attività fisica a digiuno significa segnalare all’organismo di evitare la fatica essendo privo di sostanze di cui ha bisogno

Sotto la doccia

Ti è mai capitato di arrovellarti a lungo su un problema, senza trovare alcuna soluzione, e poi, sotto la doccia, hai avuto un’intuizione creativa? Beh, non è un caso: ci sono ricerche scientifiche che spiegano il perché.Che cosa accade nel nostro corpo e nella nostra mente quando ci concediamo una doccia?La doccia rappresenta, quasi sempre, un momento di “transizione” nella nostra giornata. Alcuni la fanno al mattino, fresca ed energica, per iniziare di slancio il nuovo giorno, altri preferiscono la doccia serale, calda e rilassante, per allentare lo stress e la fatica della giornata. Ci sono anche persone, per la verità, che non optano né per l’una né per l’altra possibilità, ma questo è un loro problema almeno finché non si siedono vicino a noi in metro o in aereo. Nella doccia,di solito, siamo da soli, tranquilli, lontani da telefonate, email, notifiche SMS e WhatsApp, ecc.Il rumore regolare del flusso d’acqua facilita la riflessione e il libero scorrere dei nostri pensieri. Abbiamo maggior accesso, in questa situazione, a quello che lo psicologo Lawrence Kubie chiamava lo stato “preconscio”. Tornano alla mente, infatti, frammenti di esperienze passate, conoscenze, idee e sensazioni. In altre parole, “Siamo meno consapevoli dell’ambiente esterno e più consapevoli dei nostri pensieri“, come afferma John Kounios, appassionato studioso dei processi creativi. Corteccia “a tutta birra “La corteccia prefrontale risulta particolarmente attiva durante una doccia rilassante. Quest’area del cervello, come confermato dalle ricerche è dedicata all’apprendimento, alla pianificazione, all’adattamento alle nuove situazioni e alla previsione dei risultati delle azioni, sia positivi sia negativi.Sotto la doccia si verifica anche un notevole aumento del flusso di Dopamina. Grazie a questo incremento della dopamina, le idee fluiscono con maggior facilità, le intuizioni e le immagini mentali appaiono più chiaramente, la nostra mente, insomma, sembra attraversata da un flusso di energia creativa.. Il cervello sotto la doccia (così come quando svolgiamo compiti di routine, come guidare, correre, nuotare, ecc.) tende spontaneamente a rielaborare i dati immagazzinati, cercando nuovi accostamenti e nuove combinazioni. Ci piace terminare questo articolo con una battuta di Nolan Bushnell:“Chiunque si sia mai fatto una doccia ha avuto un’idea. E’ chi esce dalla doccia, si asciuga e cerca di realizzarla che fa la differenza.”

“Le combinazioni alimentari da evitare”

Prodotto in serie e praticamente onnipresente, questo poster illustra nel dettaglio i presunti effetti collaterali scaturiti da alcune specifiche combinazioni d’alimenti, i  cui effetti, spietatamente, spaziano dai semplici effetti alla morte. Il poster include una marea di carni, frutti, dolci e bevande, e contiene sia quelli inusuali e difficili da procurare tipo la terribilissima carne di rinoceronte abbinata al pesce che quelli di uso comune attenzione, il latte è mortale se unito ai cibi dai sapori aspri. Ovviamente il poster si basa su precetti superstiziosi più che scientifici, ma questo non sembra proprio scalfirne la popolarità, soprattutto nelle zone rurali del Paese. “È appeso ai muri di molte case, e nelle cucine. Chi lo ha crede a quello che c’è scritto per paura, anche se non ci sono prove ad sostenere le tesi illustrate,” e sono molti gli  scettici sulla validità del poster. A quanto pare, comunque, questo poster è solo la punta di un iceberg di superstizioni che emerge sulle acque della nazione. Attorno all’universo culinario girano un sacco di credenze popolari su cosa si dovrebbe mangiare o meno in dati momenti della propria vita. Le madri incinte, per esempio, dovrebbero evitare le banane e i peperoncini le prime, sempre stando alle credenze, renderebbero i bambini grassi, mentre i secondi sarebbero fonte di calvizie infantili. I germogli di bambù procurerebbero problemi alla salute durante la primissima fase postnatale, e i cibi piccanti, più in generale, si sostiene aggravino le ferite e le lesioni. E che dire delle arance? Sono tacciate di essere causa di aliti cattivi. E la lista va avanti. Matthew Walton, esperto all’Università di Oxford, sostiene che alcuni abitanti del Paese siano loro stessi promotori di tesi superstiziose incentrate sul cibo. “ Ho un sacco di amici in Myanmar che evitano certi alimenti per ragioni familiari, perché magari alcuni parenti sono morti, presumibilmente, dopo aver ingerito particolari cibi che ora tutti i membri del nucleo familiare sono invitati a evitare. “L’origine di queste superstizioni rimane offuscata. Ye Htut Win, fondantore del noto ristorante Sharky’s di Yangon, ha però qualche teoria in merito Comunque sia, aggiunge “si tratta prettamente di vecchi modi di dire. Abbiamo pertanto proprio bisogno di un investigatore di falsi miti!”