Primo appuntamento…davanti a un sushi

Per un primo appuntamento di successo, basta seguire alcuni consigli: ricercatori americani, infatti, hanno esaminato più di 2mila persone su quanto accaduto durante i loro primi appuntamenti per scoprire quali azioni hanno permesso, o vietato, di arrivare al secondo. Il sondaggio, promosso da Match.com, rivela come location, argomentazioni e addirittura alcuni generi di cucina possono avere un impatto significativo sull’esito dell’incontro. Le coppie che si conoscono online hanno il 78%  in più di probabilità di  incontrarsi rispetto a due persone messe in contatto da amicizie in comune. Questo perché, secondo Helen Fisher, , ci vuole impegno per utilizzare la maggior parte dei siti di incontri, e quindi si cerca maggiormente il risultato positivo. A volte l’invito attorno al tavolo sembrerebbe scontato, ma è molto più efficace rispetto ad un’uscita in un museo o in un parco. La cena è l’ideale per un primo appuntamento perché aiuta a conoscersi: si è concentrati sulla conversazione, e su nient’altro. Meglio se sushi: le coppie che preferiscono i ristoranti giapponesi hanno potenzialmente più successo rispetto ai sostenitori dell’alimentazione locale.. “I pesci grassi come tonno e salmone contengono omega-3, le alghe hanno lo iodio, che può innescare il testosterone e il desiderio sessuale. E il wasabi aumenta la frequenza cardiaca”. Inoltre la possibilità di condividere i piatti promuove l’avvicinamento. Il primo appuntamento non deve  essere lungo: le vostre probabilità per proseguire la conoscenza iniziano a diminuire se dura più di 2 ore e 15 minuti. Così che possiate salutarvi prima ancora di stancarvi, con quel bel piacere di scoprirvi ancora di più.

 

 

Evitare di stirare

Ogni volta che vi girate verso il cestino della biancheria vi sentite male, montagne di capi da stirare vi stanno aspettando e voi non avete il coraggio di iniziare. Seguite qualche semplice consiglio per evitare la tintoria e l’accumulo di vestiti in attesa di eliminare pieghe e pieghette. Prima di tutto comprate il più possibile capi elasticizzati e tessuti tecnici. Teneteli divisi già nel cestino, quando li mettete in lavatrice, oltre a dividerli per tipo di tessuto e colore, fate attenzione al programma che scegliete. Sceglietene uno breve e con pochi giri di centrifuga. Molte lavatrici, poi, hanno l’opzione “stiro facile”, che riduce sempre la forza della centrifuga, lasciando i capi meno spiegazzati. Non appena la lavatrice avrà finito di lavare, togliete subito i capi e cominciate a stenderli, questo per evitare che rimangano appallottolati e si spiegazzino ancora di più. Ma attenzione: la centrifuga deve essere sempre bassa per evitare che i capi siano troppo strizzati. Quella di stendere poi è un’arte: non fatelo a casaccio; risiede proprio qui il trucco per evitare il ferro da stiro. Ogni panno o capo deve essere “sbattuto” per bene e da tutti i lati, come se voleste già da bagnati, eliminare le pieghe. Le camicie vano sbattute e preferibilmente stese su grucce. Mettete un tappetino sotto i capi stesi, o stendeteli in bagno  dentro la doccia: potrebbero sgocciolare. Le lenzuola e gli asciugamani vanno tirati con forza, ben piegati e messi ad asciugare di modo che rimangano un pochino aperti. Mettete i capi in ordine sullo stendino senza usare le mollette per evitare che rimangano i segni. Potete stendere direttamente alcuni abiti come i vestiti direttamente sugli appendiabiti in modo da dare già la forma. Una volta asciutti, stirate gli indumenti con le mani. Metteteli su una superficie dura e mentre li piegate tirateli, senza eccedere ma dando la forma e la tensione desiderata. Questa operazione risulterà più facile dopo aver leggermente inumidito i panni. Poi riponeteli nell’armadio, e nei cassetti oppure sotto un peso che gli conferisca forma e stiratura che gli avete dato.

La tendenza di stagione porta in casa il profumo dei fiori

Il nuovo modo di addobbare la casa prende spunto da fiabesche location matrimoniali, dove i fiori inebriano i sensi e invece di essere posizionati sulla tavola vengono sospesi e inglobati a candelabri mozzafiato. La convivialità privata si fa quindi sempre più suggestiva e numerose sono le idee per aggiungere un tocco di enfasi alle occasioni speciali. Cesti sospesi. Prendete dei cesti di vimini e adagiate dentro a dei colorati bouquet di fiori, che andranno fissati alle maglie dei cestini. Capovolgete quest’ultimi e posizionateli appena sopra la tavola, su diverse altezze e il gioco è fatto. Bottiglie di vetro Vi basterà una piccola struttura in ferro come base sulla quale costruire la vostra composizione floreale. Scegliete lunghi fiori privi di foglie per questo tipo di decorazione. Cassetta capovolta. Con questa soluzione potrete giocare con le lunghezze dei fiori, che sembreranno cadere sulla tavola con estrema delicatezza. Giocate con colori e forme differenti per dare movimento al vostro centrotavola sospeso e color pastello per una resa straordinariamente semplice ma romantica. Super size Quando si tratta di fiori non bisogna mai aver paura di esagerare. Esagerate! Se avete voglia di lasciare a bocca aperta i vostri ospiti scegliete una composizione floreale sospesa che superi le dimensioni del tavolo stesso, invitando i commensali a sentirsi dentro ad un bosco incantato. Se  avete già a disposizione sulla tavola un candelabro potete pensare semplicemente di abbellirlo con fiori e foglie per dare un tocco di colore e particolarità alla struttura. L’idea è semplice ma decisamente vincente. Trionfo di colore la struttura a cappello resta una delle più suggestive: ricopritela interamente con l’edera e decorate solo la parte inferiore con fiori di ogni colore, per un centrotavola sospeso decisamente poetico. Total white Nella sua semplicità anche il centrotavola decorato con fiori bianchi diventa speciale quando viene sospeso! La base più adatta a questa tipologia di decorazione è la classica ghirlanda, ancor più bello se posizionato su un tavolo rotondo. Struttura a campana Questa tipologia è ideale per le tavole da matrimonio, ma facilmente riproducibile anche tra le vostra mura di casa. Vi sembrerà di pranzare sotto a un giardino sospeso fiorito e profumatissimo.

Come riposare bene se l’afa non dà tregua

Se c’è un momento della giornata dove il caldo è davvero insopportabile è quello del riposo. Passare la notte a rigirarsi nel letto a causa dell’afa è una vera tortura. Tuttavia a volte ignoriamo alcuni piccoli accorgimenti che potrebbero fare la differenza, e permetterci di dormire col caldo senza soffrirlo troppo.Se state leggendo un articolo su come riuscire a dormire col caldo probabilmente non avete l’aria condizionata in casa. Non preoccupatevi: è l’aria naturale che vi serve. Un ventilatore comune, economico, anche piccolino,poggiato su un mobile che muove la brezza darà un immediato sollievo. Non puntatevelo addosso, o rischiate di svegliarvi con la schiena bloccata. Fatelo girare e direzionatelo verso l’alto, in modo che crei un circolo d’aria nella stanza. Se potete, lasciate le porte e le finestre aperte non solo nella vostra camera da letto, ma in tutta la casa. In questo modo l’aria circolerà. Per dormire con il caldo occorrono lenzuola adeguate. Questo significa rigorosamente di cotone o di lino. Niente tessuti sintetici, niente seta. Le fibre naturali sono le vostre migliori alleate. E’ altamente improbabile che con il calore estivo indossiate un pigiama, ma se lo fate usate lo stesso riguardo. Qualcuno consiglia di mettere gli indumenti da notte in frigorifero per qualche ora prima di andare a letto. Vi darà sollievo per alcuni minuti, magari il tempo di addormentarvi. Rimanere idratati è importante per subire meno gli effetti del caldo. Bisogna bere molto, ma evitare bibite zuccherata che disidratano, e stare alla larga dall’alcool, uno dei più grandi alleati della sudorazione. Al contrario, oltre a bere acqua fresca può essere utile sorseggiare una bevanda tiepida prima di dormire anche d’estate vanno bene e tisane. L’ingestione di una cosa calda non occorre che sia bollente creerà un iniziale calore, ma una volta che la temperatura corporea sarà stabilizzata avvertirete meno il caldo esterno. D’altronde se i popoli del deserto bevono tanto un motivo ci sarà! Fate una doccia prima di mettervi a dormire. Ma non fredda. Il contrasto tra acqua fresca e aria calda vi farà soffrire ancora di più. Meglio una bella doccia tiepida, che vi darà maggiore sollievo una volta chiusa l’acqua.

Come affumicare carne e pesce in casa

L’affumicatura è una tecnica molto antica di manipolazione dei cibi, che, attraverso l’interazione col fumo prodotto dalla combustione di legnami, li rende conservabili a lungo termine. Oggi non è più strettamente necessario affumicare per conservare, piuttosto è una questione di gola: il sapore degli alimenti affumicati è particolare, intenso, molto apprezzato. Ecco che alcuni tipi di carne e salumi, di pesce una classico è il salmone, di formaggi ricotta, scamorza, ma anche verdure le melanzane affumicate sono ottime, così come le patate e i peperoni o alimenti vegetali come il seitan o il tofu, acquistano un sapore persistente, aromatico, goloso quando vengono affumicati. Ma veniamo al dunque: come realizzare un’affumicatura casalinga? Esistono appositi macchinari per affumicare, ma anche con il fai da te e gli strumenti classici da cucina si può ottenere una particolare profumazione dei cibi, occorre procurarsi dei legnetti rigorosamente non trattati, al naturale, e poco resinosi  e potete aggiungervi spezie o aghi di rosmarino, timo, salvia, per rendere ancora più aromatico il tutto. Procedete per tentativi fino a scoprire la vostra combinazione preferita. Nel caso di pesce o carne potete anche precedere l’affumicatura con una marinatura. Vi occorrerà una ciotola o teglia in ceramica o acciaio, che fodererete con carta alluminio. Metteteci dentro alcuni legnetti aromatici, e fra essi inserite delle palline di carta oppure formate una specie di ‘caramella’ avvolgendo i legnetti e le eventuali spezie dentro la carta. Mettete l’alimento da affumicare su una griglia che porrete sul ripiano più alto del forno. Fate bruciare i legnetti dando fuoco alla carta, e attendete che la fiamma si spenga: quando il fumo uscirà ‘a filo’ e alla base si sarà formata una piccola brace, ponete la ciotola nella parte più bassa del forno , chiudete e lasciate affumicare. L’alimento si affumicherà in un tempo variabile dall’una alle tre ore, e potrebbe essere necessario far bruciare altri legnetti a circa metà del procedimento: più fumo produrrete, più tempo lascerete l’alimento nel forno, e più l’aroma affumicato sarà intenso. Potete poi servire l’alimento direttamente, o procedere alla preparazione culinaria che desiderate. Se l’alimento tende a seccarsi troppo per esempio le carni e volete che rimanga morbido, ponete in un livello intermedio del forno, tra ciotola con legni e griglia con il cibo, una pirofila con del ghiaccio che manterrà un certo livello di umidità.

Cucinare in lavastoviglie

Nulla sembra più distante di cibo e detersivo, eppure basta essere disposti a sperimentare in cucina e vedrete che un legame lo troverete. Non si tratta certo di mangiare detergenti o di pulire i piatti  con gli alimenti anche se certi scarti di verdura aiutano, ma di utilizzare la lavastoviglie per cucinare. Sì, avete letto bene, cucinare in lavastoviglie, una frontiera che vale la pena esplorare per diverse ragioni, che vanno dallo scoprire una tecnica di cottura particolare, al risparmio energetico dell’eseguire a due azioni in una. Pensateci bene: dentro alla lavastoviglie si sviluppa calore, circola acqua calda, si crea vapore. E per cuocervi cibi che ben si sposano con cotture umide e leggere basta saper isolare per bene gli alimenti. In realtà si tratta di una tecnica che già agli albori della lavastoviglie qualche cuoca aveva azzardato, ma non ha trovato ampi consensi, anche a causa delle variabili poco esplorate.Il segreto sta nei contenitori ermetici: gli ingredienti si posizionano dentro barattoli in vetro ermetici, che permettono una sorta di cottura a cavallo tra il sottovuoto e il vapore, oppure dentro sacchetti per alimenti sottovuoto. In questo modo i cibi vengono cotti a temperatura bassa e lenta, acquisendo una consistenza particolarmente morbida. Nel frattempo si possono tranquillamente lavare le stoviglie sporche, perché se ben isolati i cibi non entreranno in contatto col detergente o l’acqua, consentendo così di eseguire due azioni in una e risparmiando energia. Ma quali alimenti si prestano a questo tipo di cottura? Se cercate ricette sul web ne troverete molte che contemplano dal pesce tipo  il salmone, che acquista una consistenza particolarmente apprezzata con questo tipo di cottura. In generale i tranci o filetti di pesce ben si prestano alla cottura lenta della lavastoviglie, così come le verdure asparagi, carote, fondi di carciofo, patate se tagliate molto fine, cavoli e la frutta mela, pera. Anche le carni, ben battute e insaporite, si prestano. Potete inserire gli alimenti assoluti nei contenitori, oppure insaporirli con salse, erbe aromatiche, spezie. 

 

La Toscana

La Toscana è mare, montagna, campagna, terme e arte. E’ una delle regioni più amate dai turisti stranieri, prolifica di ispirazioni artistiche ed enogastronomiche d’eccezione grazie alla fitta rete di Strade del Gusto sparse nel territorio e di capolavori di forte richiamo internazionale, uno su tutti il David di Michelangelo, una delle sculture più fanose al mondo. Il mare si pregia della presenza delle sette isole-gioiello dell’Arcipelago Toscano Elba, Isola del Giglio, Montecristo, Capraia, Pianosa, Giannutri e Gorgona, delle spiagge della Maremma, della riviera apuana e dell’Argentario; la natura esplode folta nel Mugello, in Versilia, in Vallombrosa, sull’Appennino dove spicca l’Abetone e tra le Alpi Apuane, per degradare dolcemente nei paesaggi rilassanti delle colline dove si produce il Chianti, ma non solo. Ci sono le colline pisane, quelle san miniatesi, la Val di Sieve e la Val di Cecina, c’è la Val d’Orcia, la Val di Chiana, la laguna di Orbetello e altre oasi verdi. Toscana è relax che ha fatto la storia del termalismo italiano: da Montecatini a Chianciano, dai Bagni di Lucca alle Terme di San Giuliano, la rete termale della regione include innumerevoli località all’avanguardia per soggiorni improntati sulla salute del corpo e dell’anima. Culla del Rinascimento italiano, basterebbe da sola Firenze e il suo centro storico Patrimonio dell’Umanità Unesco per ripercorrere la storia dell’intero Paese. Ma tesori unici sono sparsi nelle altre città d’arte della regione, da Lucca a Livorno, da Siena ad Arezzo, da Pisa a Massa-Carrara, senza tralasciare i borghi minori dal fascino medievale e le cittadelle fortificate disseminate un pò ovunque nel territorio.

Punture di zanzara

Con l’avvicinarsi del caldo, arrivano le conseguenze meno piacevoli della bella stagione come i morsi dei fastidiosi insetti e in particolar modo delle zanzare. E nonostante il fastidio, c’è chi non si vuole rassegnare all’uso di crema o braccialetti o stick che calmano il prurito, preferendo rimedi fai da te e naturali. E allora, visto che si tratta di punture i cui effetti sono tutto sommato tollerabili, è possibile provare uno dei seguenti metodi non ‘alterati’. Dal pronto-ghiaccio all’applicazione di foglie medicamentose. Ghiaccio. Un cubetto di ghiaccio avvolto in un fazzoletto di cotone ben pulito e passato sulla bolla allevia il dolore con il suo effetto freddo. Dentifricio. L’effetto mentolato del dentifricio dà una sensazione di rapido sollievo. Applicate e lasciate asciugare per 15-20 minuti. Limone. Utile sia per prevenire le punture, se passato sulla pelle sotto forma di succo, o anche per lenirle. Anche perché in entrambi i casi lascia sulla pelle una gradevole profumazione. Sale. Diluito in un bicchiere d’acqua, il sale passato sulla puntura aiuta a ridurre il fastidio. Tea Tree Oil. Il tea tree oil a base di melaleuca è un valido lenitivo per la pelle e quindi anche per le odiose punture. Aloe Vera, tenere sul terrazzo una pianta di aloe vera è indispensabile ha mille proprietà e mille usi, strofinata sulle punture d’insetto lenisce rapidamente il prurito. Patate. Il tubero contiene amido; sostanza ideale per lenire la pelle irritata. Basta aprire in due l’ortaggio e applicare la metà sbucciata sulla puntura per provarne gli effetti calmanti.

I gusti strani del gelato

Il gelato piace al 95% delle persone e ormai si consuma tutto l’anno con ovvi picchi di gradimento estivi. Molte persone addirittura nelle giornate più calde sostituiscono un piatto di pasta  con un ricco gelatone. I gusti più amati sono i grandi classici. E tra frutta e creme sono le seconde ad ottenere la palma d’oro difficile non mettere in coni e coppette  almeno un gusto cremoso. Nella classifica il cioccolato è in testa seguono nocciola limone la fragola e, solo dopo, arrivano crema stracciatella e pistacchio ciò non toglie che ogni anno qualcuno inventi varietà nuove e bizzarre. Ecco qui una carrellata delle più strane Proprio in questi giorni a Napoli si può gustare il gelato alla pizza. L’idea è di due giovani imprenditori . Il gelato gusto pizza è a base di fior di latte confettura di pomodoro San Marzano pezzetti di pizza bianca tostata a base di farina e una spolverata di basilico disidratato. Nelle scorse settimane  Antonio Morgese, ha prodotto la bruschetta gelato tricolore mettendo insieme i gusti pomodorini, lardo di Colonnata e pesto. Dall’Iran, si può gustare il gelato al gusto tartufo e zafferano. È un gelato da record, per il prezzo. Viene classificato tra i più cari del mondo: si chiama Black Diamond, lo vendono a 817 dollari. È decorato con scaglie commestibili di oro 23 carati ed è in eleganti coppette di porcellana. Il gelato del Papa è stato ideato un paio di anni fa ed è a base di crema e dulce de leche. Mentre il sorbetto Don Bosco, nato quest’anno per il bicentenario della nascita del santo, è un sorbetto fatto con soltanto con acqua, zucchero, frutti di bosco, rosa canina e Freisa d’Asti. Altra stravaganza, il gelato al parmigiano, anche il sito ufficiale del Parmigiano Reggiano DOP ne parla, si consiglia di gustarlo con qualche goccia di aceto balsamico e prosciutto Il gusto spaghetti o quello prosciutto e formaggio possono fare effetto, Si servono più di 800 gusti, tra cui l verde e piccante wasabi: E’ per appassionati dello stile giapponese, a dispetto della stravaganza del gusto presentato, ce ne sono anche di classici e dietetici, oltre a insoliti con uova di pesce e nero di seppia.

Vaso cottura, l’arte di cuocere in barattolo

Oggi giorno, complici i talent show i e i social network, si presta sempre più attenzione al mondo del food. A volte però, più che la tecnologia, a fare la differenza è la tradizione. E’ bene dunque fare un passo indietro. Parola alla vaso cottura, una tecnica di cottura cara alle mamme e alle nonne in quanto permette di mantenere le proprietà organolettiche dei cibi. A farne tesoro, ad esempio, è stata Giorgia Rinaldi che, abbandonata la carriera da agente di commercio, ha deciso di mettersi il grembiule e sporcarsi le mani inseguendo una passione. Quella per la cucina. Happy Mama è il nome della sua nuova avventura. Parliamo di un laboratorio culinario decisamente creativo. Oltre a confetture e marmellate c’è di più. Che dire delle salse? Sono gustose e genuine. Nulla di banale. Anzi. Sono un vero e proprio mix di sapori che, tra frutta e verdura fresca, portano a fare tesoro di materie prime a chilometro zero. Gli abbinamenti sono decisamente fuori dal comune. Si va dalle prugne e cipolle rosse alle arance e cipolle bianche etc. Ci sono poi le composte, ottime se abbinate a formaggi, carni e salumi. Anche in questo caso i sapori sono degni di nota. Qualche esempio? C’è “Melozen” a base di melone, zucchero, vino bianco e zenzero fresco o “La Zuccanella” con zucca gialla, zucchero, succo di limone e cannella.Non c’è che dire, c’è da leccarsi i baffi. Anche i più scettici e tradizionalisti rimarranno piacevolmente colpiti.