I vecchi capi di abbigliamento, che magari giacciono nel nostro cassetto da tempo e non abbiamo mai più messo, possono diventare nuovi tessuti, imbottiture e molto altro ancora, se nel fare il cambio dell’armadio dentro una scatola avete delle “calze bucate, una t-shirt macchiata, o degli gli slip scoloriti…. Portali da noi”: così recita il video della campagna di H&M ‘Bring it’ per il recupero di abiti vecchi e o inutilizzati che possono divenire tessuti nuovi, imbottiture e altro ancora, Così il marchio di moda si propone di dare nuova vita agli abiti usati attraverso la raccolta e il riciclo. I clienti possono portare, in tutti i negozi H&M e in qualsiasi giorno dell’anno, i capi e i tessuti che non usano più, di qualsiasi marca e in qualsiasi condizione. L’obiettivo è incrementare ogni anno la quantità di abiti raccolti, in maniera tale da raggiungere un totale di 25.000 tonnellate ogni anno fino al 2020.Lo spot della nuova campagna ‘Portali da noi’ diretto da Crystal Moselle ha esordito su hm.com il 26 gennaio a livello mondiale. Racconta il percorso che fanno i capi dopo essere stati consegnati in negozio e, attraverso delle storie, illustra come la durata di un indumento possa essere prolungata per rendere il suo ciclo di vita il più lungo possibile. Nel 2014 H&M ha inoltre inserito la sua prima collezione ‘Close the Loop’ realizzata con fibre tessili riciclate e anche quest’anno ha creato una nuova mini collezione composta da due capi, realizzati totalmente in denim usato, venduta in esclusiva online. Tra le iniziative dedicate alla sostenibilità c’è anche quella di creare 500 pezzi unici, realizzati totalmente in denim riciclato.
Categoria: Idee
A consegnare la pizza ci pensa un robot
Dimenticate il fattorino che ritarda e le pizze che arrivano a casa fredde. Le consegne d’ora in avanti saranno rapide, precise e in orario: la catena australiana Domino’s intende incaricare il servizio a domicilio unicamente ai robot. Il dibattito sulle consegne con i droni di Amazon è a questo punto cosa vecchia: il mondo della distribuzione è in continuo sviluppo e proprio per questo possiamo iniziare ad attaccare al chiodo divise e cappellini dei “pony express” che eravamo soliti vedere a bordo di motorini con le pizze dentro alle cassette per le strade delle nostre città. Il progetto di Domino’s Pizza è iniziato in via sperimentale qualche mese fa e prevede le consegne degli ordini a domicilio attraverso un robot in grado di distinguere i segnali stradali, di navigare sui marciapiedi con il supporto tecnico del GPS e anche di superare gli ostacoli presenti lungo il cammino per arrivare a casa dei clienti con le pizze ancora calde. L’innovativo robot si chiama DRU: dopo la verifica in Queeinsland è arrivata l’autorizzazione a procedere da parte del Ministero dei Trasporti Australiano e già da due mesi è stato iniziato il test vero e proprio. Il robot, gioiello tecnologico, è frutto della Marathon Robotics ed è un riadattamento di robot militari in contesto civile, dove ostacoli o maltempi sono all’ordine del giorno. Un servizio simile potrebbe essere presto esteso a tutte le metropoli corposamente abitate come Melbourne e Sydney mentre per le città europee di piccole e medie dimensioni sarà dura che il sistema prenda piede. In America è previsto un rapido sviluppo di questa tecnologia perché si sa, gli USA sono spesso culla delle nuove tendenze e dei nuovi modelli di commercio.
Trattamenti…golosi…
Dalla cucina al centro benessere. Sono sempre più numerose le Spa che offrono massaggi e percorsi a base di materie prime naturali e di stagione. Ecco alcune idee dove sperimentare i benefici di uva, mele e cioccolata In cucina, come in beauty farm. Sono sempre più numerosi gli alimenti, come frutta, cioccolata e liquirizia, che dalla tavola arrivano nei centri benessere per aiutare corpo e mente a rilassarsi e rimanere giovani. Ma questa volta non stiamo parlando né di diete, né di tisane, ma semmai di massaggi. Grazie agli aromi e alle proprietà energizzanti, infatti, molte materie prime finiscono nelle mani di businesswomen esperte che ne fanno dei preziosi alleati di bellezza. Proprio per la naturalezza degli elementi, però, questi trattamenti seguono come a tavola la stagionalità. In periodo di vendemmia spopolano formule rivitalizzanti e anti-aging a base di chicchi d’uva. Il frutto, appena colto, è impiegato interamente: la buccia per impacchi, il mosto per bagni, l’olio estratto dai semi per i massaggi, i vinaccioli per il peeling. Risultato? Inebriante. Da provare in spa e terme della grande tradizione vitivinicola italiana. L’autunno è anche il momento delle mele, che grazie all’acido ursolico contenuto nella buccia rende i muscoli più forti. Vero farmaco naturale, alleato della salute, ha plurimi proprietà rassodanti, schiarenti, antirughe e tonificanti. Allora via libera a trattamenti a base di cellule staminali vegetali provenienti dalla mela verde, massaggi all’olio di mela, peeling mela e marmo nei centri benessere specializzati dell’Alto Adige. Lo chiamano massaggio del buon umore perché già al solo pensiero del cioccolato viene il sorriso sulle labbra. È ormai dimostrato, infatti, che il cioccolato contiene sostanze, come la caffeina e la teobromina, in grado di stimolare il sistema nervoso centrale e migliorare il tono dell’umore. Oggi è molto usato anche come rituale di bellezza per il viso, da scegliere in base al tipo di pelle, per ritrovare la coesione dei tessuti, avvolgendo i sensi negli aromi più intensi. Da provare il percorso “Chocolat”
Una bibita per eccellenza…
Vi siete mai chiesti fra una bollicina e un’altra come è nata l’aranciata Fanta!? Noi tutti la conosciamo come la deliziosa bibita all’arancia conosciuta da tutto il mondo e dopo la coca cola bevanda mondiale e cosmopolita. Consumata dagli amanti della frutta che magari non gradiscono il sapore deciso della coca cola, oggi è conosciuta in tutto il mondo, ma siamo sicuri che è nata come bibita all’arancia?! L’aranciata Fanta nacque in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale e fu fondata da Max Keith, principale imbottigliatore della coca-cola, nel 1940. Hitler, salito al potere, vieto’ l’importazione della coca-cola a causa di alleanze e di asti. Durante la Seconda guerra mondiale, importare lo sciroppo di Coca Cola nella Germania nazista sotto embargo era impresa alquanto complicata. Così Max Keith, capo della Coca Cola tedesca, decise di inventare una nuova bevanda usufruendo materie prime già disponibili nel Paese, nello specifico il siero del latte e la marmellata di mele le arance arriveranno solo dopo la guerra da Napoli. Il nome nacque in tutta velocita: Keith disse ai suoi tecnici di «usare la fantasia» per trovare al più presto un nome alla nuova bibita. Fu lo scaltro Joe Knipp ad avere l’intuizione fantastica e così nacque la Fanta!
Decorare con la luce del sole
Sapevate che è possibile dipingere utilizzando la luce del sole? Questa tecnica si chiama pirografia ed altro non è che la decorazione del legno mediante delle bruciature.In realtà per mettere in pratica questa tecnica si utilizzano strumenti appositi ma c’è chi, come Jordan Mang-osan, preferisce usare la luce del sole amplificata con una lente d’ingrandimento. L’uomo dipinge soprattutto paesaggi ed inizia realizzando una bozza a matita sul legno, per poi fissare definitivamente l’immagine con la lente d’ingrandimento. Come si può ben capire si tratta di un lavoro molto lungo, per un’opera servono infatti svariati mesi. Questa tecnica può essere anche applicata per personalizzare un angolino della casa un mobile con realizzazioni fai da te è il sogno di tutti coloro che amano i lavori manuali e talvolta anche di chi non si è ancora cimentato in questo tipo di creazioni handa made.Dare forma a un’idea, adoperarsi per decorare risparmiando con il fatto in casa o semplicemente distrarsi con un sano hobby artigianale è un atto d’amore nei confronti di sè stessi.Ogni lavorazione ha i suoi segreti, le sue tecniche di base, la cui conoscenza è necessaria ai fini di una buona realizzazione, lo sa bene. Jordan, oggi affermato artista, non è stata semplice, per lui, ha dovuto per diverso tempo lavorare come grafico ma è riuscito a rendere l’arte il suo unico lavoro. Non tiene molto alla fama ma spera che il successo permetta di far conoscere la sua etnia, gli Igoroti, che vivono tra Filippine e Australia.
Antipasto o secondo buono e veloce
Come inventarsi un antipasto o un secondo piatto in poco tempo e con i soli ingredienti che avete a disposizione in frigorifero? Semplice: si prepara una frittata, grande classico della cucina veloce Potete ispirarvi al settantatreenne Howard Helmer che è titolare di ben due record nel Guinness dei Primati: quello per la frittata più rapida in soli 39 secondi e quello per il maggior numero di frittate fatte in 30 minuti 427.Helmer non fa mistero del suo segreto, che mostra in ogni video che realizza: per prima cosa imburra la padella, poi nello sbattere le uova aggiunge anche due cucchiai di acqua. Nella cottura porta l’uovo cotto verso il centro della padella, e fa scorrere l’uovo crudo in modo che trovi una base su cui cuocere, finché non c’è più uovo liquido ma la parte superiore della frittata rimane ancora umida. A questo punto aggiunge formaggio e spinaci, piega in due e poi serve nel piatto. La passione di Helmer per le uova è iniziata 42 anni fa, quando è stato assunto come responsabile della comunicazione per la American Egg Board, un’associazione che promuove l’uso delle uova, e questo gli ha dato la possibilità nel tempo di partecipare e numerose fiere e convention, ma anche di collaborare con famosi chef, da cui ha cercato di carpire qualche segreto.
Le sfide contro il cibo
Le “sfide contro il cibo” sono ormai comuni, e sono tantissimi i ristoranti e i pub che propongono un piatto di dimensioni esagerate, offrendo premi a chi è in grado di finirli. Un ristorante messicano di New York, il Dom Chingon, ha aggiunto un nuovo elemento alla sfida: chi riesce a finire il piatto di burrito che propongono diventerà socio del ristorante, ricevendo in premio il 10% della proprietà, e l’ occasione di mangiare gratis a vita nel locale. Va detto che il burrito in questione è altamente sfidante, dato che si tratta di una “bestia” di 13kg, fatta da una tortilla di quasi un metro di diametro, ripiena di pollo, carne, carnitas, chorizo, formaggio, fagioli e salse varie. Inoltre il piatto va finito entro un’ora, e deve essere associato da una Margarita insaporita con il Peperoncino Serpente, il peperoncino più piccante del mondo. Non si può neppure andare in bagno, e tanto meno rimettere, prima di avere finito il piatto, altrimenti la sfida viene considerata persa. La sfida è indubbiamente difficile, e infatti finora nessuno l’ha completata. Ma i proprietari sottolineano anche il premio: “Non ti limiti ad avere il tuo nome scritto sul muro. Avrai il muro”, dicono. Secondo qualcuno la sfida però è impossibile, e anche George Shea, fondatore della International Federation of Competitive Eating, che ha dichiarato che secondo lui nessuno al mondo può mangiare un burrito da 13 kg.La sfida del burrito può essere affrontata anche da piccoli gruppi di amici: in questo caso però in premio ci sono solo gadget, e non viene assegnato il premio della proprietà del ristorante.
Cucinare la pasta
Preparare degli ottimi spaghetti è tutta una questione di tempi, dalla prima volta che li mescoli a quando li unisci al sugo. Ecco alcuni essenziali consigli Assicurati di disporre di una grande pentola per la pasta. Una pentola di circa 6,6 l o anche più grande ti permetterà di cucinare mezzo chilo di pasta. Cuocere la pasta in più acqua del necessario è un trucchetto utile per evitare che la pasta si attacchi. Versa dai 5 litri ai 6 litri d’acqua nella pentola per ogni 400 g di spaghetti. L’acqua in eccesso consentirà alla pentola di tornare rapidamente in ebollizione dopo aver aggiunto la pasta cruda.Usare molta acqua è molto importante quando si cucina la pasta lunga, come gli spaghetti e le fettuccine. Questo tipo necessita di spazio per muoversi dentro la pentola senza attaccarsi alle pareti della stessa. Aggiungi 18 g di sale quando l’acqua arriva a ebollizione. L’acqua salata darà sapore alla pasta. Non aggiungere olio. Se versi dell‘olio sugli spaghetti, impedirai al sugo di attaccarsi alla superficie della pasta. Inoltre faresti aumentare le probabilità che la pasta si attacchi. Mescola la pasta subito al momento che l’hai versata nella pentola. Controlla il tempo di cottura generalmente indicato nella confezione in modo che la pasta non resti cruda e neanche scotta. Non richiudere la pentola con il coperchio così che la pasta cuocia in modo uniforme e che l’acqua non esca per via di un’eccessiva ebollizione. Assaggia i tuoi spaghetti due minuti prima del tempo di cottura. A questo punto dovrebbe essere al dente. Scola gli spaghetti non appena sono pronti. Durante la cottura la pasta rilascia amido nell’acqua. Per impedire che gli spaghetti si attacchino è necessario scolarli subito. Non sciacquare gli spaghetti. Li faresti attaccare perché l’amido si asciugherebbe sulla pasta rendendola appiccicosa. Versali subito nel sugo caldo dopo la scolatura. Il sugo si amalgamerà alla pasta evitando che questa si attacchi. Il risultato sarà un appetitoso piatto di pasta morbida e liscia.
La fonduta di cioccolata
La fonduta di cioccolato è un dessert molto scenografico e davvero irresistibile. Per farla gli ingredienti, il tempo e gli strumenti necessari sono pochi: cosa stiamo aspettando?? Possiamo scegliere di fare una fonduta al cioccolato nero fondente o al latte oppure al cioccolato bianco e possiamo scegliere se e come aromatizzarla. E’ molto importante scegliere sempre un cioccolato con alta percentuale di cacao, per ottenere una fonduta vellutata e senza grumi. Acquistate 250 g di cioccolato fondente, al latte oppure bianco 100 ml di panna fresca frutta fresca a pezzi Rompete in piccoli pezzi il cioccolato e ponetelo insieme alla panna liquida oppure al succo di arancia in una ciotola e fate sciogliere lentamente e a bagnomaria, mescolando spesso. Quando sarà totalmente sciolto e amalgamato, aggiungete due cucchiai di acqua freddissima e incorporate delicatamente: renderà più lucida la fonduta. Servite la fonduta calda nell’apposito contenitore unita da frutta fresca a pezzi da infilzare a spiedini di legno. Buon appetito!!
Un caffè con gli amici di facebook
Facebook era nato in origine per avere tra le amicizie solo chi si conosceva realmente. Oggi non è più affatto così, chi usa questo social ha ormai la propria lista piena di gente sconosciuta o mai incontrata nella vita reale. Matt Kulesza è uno di questi ed è arrivato a collezionare quasi 1100 amici. Ha deciso però di combattere questo fenomeno e rendere reali tutte le amicizie virtuali di Facebook. Ha quindi iniziato a prendere un caffè con ogni persona della sua lista di amicizie, per conoscere ciascuno dal vivo ridando alle relazioni personali quel ruolo centrale che oggi sembra abbiano perso, sempre più sostituito dalle conoscenze digitali. Fino ad oggi Matthew Kulesza ha bevuto il caffè con ventitré dei suoi amici di Facebook: intervistato dai giornalisti di BuzzFeed, lo studente australiano ha dichiarato di usare il caffè come bevanda di “socializzazione” al posto dell’alcol, proprio per non influenzare il processo di relazione umana con le bevande alcoliche, neanche con una birra. Ogni amico che incontra Matt inserisce la foto nel suo blog con una breve descrizione su come l’ha conosciuto e come è stato vederlo di persona. La sua idea è nata nell’ottobre di qualche anno fa e prevede di completarla nel giro di tre anni. Per riuscirci dovrà incontrare in media un amico al giorno!
