Le uova contengono quasi tutte le vitamine.

Le uova sono uno degli alimenti più perfetti presenti in natura. Contengono tutte le proteine e le vitamine, eccetto la vitamina C, e i minerali essenziali per una buona salute. Hanno un’alta densità di nutrienti perché tutto ciò è contenuto in sole 71 calorie.Il suo valore nutrizionale però si divide tra tuorlo e albume. Il primo contiene tutto il grasso, poco meno della metà delle proteine ed è uno dei pochi alimenti in natura a contenere la vitamina D. Il secondo contiene il resto delle proteine, potassio, sodio, magnesio, zolfo e tutto lo zinco dell’uovo. Il colore del tuorlo dell’uovo dipende da ciò che mangia la gallina e in particolare dalla quantità di xantofille che acquisisce attraverso la dieta. Le xantofille sono sostanze pigmentanti della famiglia dei carotenoidi, utilizzate anche come coloranti naturali. Oltre a conferire diverse gradazioni di giallo e arancione, sono antiossidanti e, nell’uovo, prevengono l’ossidazione e la distruzione delle vitamine. La maggior parte dei pigmenti che colorano il tuorlo delle uova delle galline allevate naturalmente si trovano nell’erba fresca. In particolare, l’erba medica è molto ricca di xantofille gialle. Affinché il tuorlo sia invece di colore arancio intenso la gallina deve assumere xantofille rosse, normalmente non presenti nei mangimi naturali. Per questo gli allevatori possono arricchire i mangimi con capsantina, presente negli estratti di paprica, presente in alcune alghe e batteri.

Preparare una tavola invitante

Preparare una tavola invitante, elegante, romantica, simpatica oppure a tema può essere davvero divertente: tuttavia esistono alcune regole di base che dovrebbero essere seguite per non sbagliare nella scelta e nella combinazione dei diversi elementi che compongono una bella tavola apparecchiata. gli abbinamenti dei colori sono in realtà importanti. Le tovaglie a fantasia, per esempio, sono belle da vedere ma difficilmente danno buoni risultati e rischiano di essere un elemento troppo forte e a volte confusionario. Le tinte unite oppure le tovaglie decorate in modo molto semplice non hanno confronti e consentono molta più libertà e originalità nella scelta di tutti gli altri elementi. I contrasto tra colori di solito funzionano, ma è importante non esagerare, la tovaglia deve essere pulita, stirata e della misura perfetta per la tavola. Deve scendere oltre il bordo di almeno 30 centimetri. Se la tavola deve essere elegante, si dovrebbe preferire una tovaglia a tinta unita bianca, avorio oppure con tenui colori pastello. I piatti in una tavola elegante non può mancare il sottopiatto, che deve essere in armonia nel materiale e nel colore con tutti gli altri elementi. Il sottopiatto non va mai presentato vuoto ma deve sempre avere appoggiato almeno un piatto piano. Tra il sottopiatto e il piatto piano è possibile disporre un tovagliolo. Come accade per le forchette, anche l’odine dei piatti deve seguire l’entrata delle portate principali. Piattini per formaggio, frutta o dessert sono invece portati in tavola al bisogno, uno per volta e soltanto quando il piatto precedente è già stato portato via. Il cestino del pane, va disposto in alto a sinistra. Posate,  sul lato destro del piatto va disposto il coltello. Se è necessario, a destra del coltello va aggiunto il cucchiaio. L’unica forchetta ammessa sul lato destro è quella per le ostriche. Sul lato sinistro vanno disposte le forchette. Nella zona sopra il piatto si collocano le posate per frutta e dolce

Cucina Cinese

Il sushi è stato scoperto in Cina! Fu conosciuto in Giappone nell’VIII secolo: in origine era un modo per mantenere più a lungo il pesce collocandolo a fermentare tra strati di riso cotto e acidulato in aceto di riso. Nel tempo, il processo di fermentazione è stato man mano ridotto ed è nata l’abitudine di mangiare il pesce crudo. La prima volta dell’Occidente accadde nel 1953 quando il principe Akihito offrì del sushi ad alcuni ufficiali americani. Nei monasteri zen l’aglio, la cipolla, l’erba cipollina, lo scalogno e i porri sono proibiti poiché potrebbero provocare  a causa del loro sapore deciso  dei desideri “troppo umani”. Le posate in metallo sono considerate un simbolo di violenza: per questo motivo a tavola si adoperano le bacchette di legno. In Giappone fare rumore mentre di mangia è considerato un apprezzamento del cibo: nella maggior parte dei locali pubblici giapponesi potrete godere di commensali molto rumorosi. Ogni anno il 4 agosto si celebra la cerimonia funebre delle bacchette di legno da pasto: si tratta di un omaggio a oggetti di uso quotidiano che hanno reso un buon servizio per lungo tempo. Il vero wasabi è una radice che cresce in zone semi-paludose, è quasi introvabile fuori dal Giappone ed è molto costoso. Il wasabi non andrebbe mai amalgamato alla salsa di soia: è un’abitudine occidentale, non eseguita e non apprezzata nella vera cucina giapponese. Il sushi inteso come pesce crudo con riso, cioè nigiri si può mangiare con le mani ma non il sashimi, cioè i filettini di pesce crudi e ingurgitare in un sol boccone. Intingere il sushi nella salsa di soia senza sfaldare il riso è un’arte per pochi.

Cioccolata formaggio e cipolla

Stanchi della solita cioccolata fondente o al latte? Dovreste provare la nuova tavoletta al gusto di cipolle e formaggio lanciata dall’azienda Tatyto che, a suo dire, è venuta incontro alle esigenze dei consumatori, che l’avevano richiesta. Le migliori cioccolaterie hanno da tempo creato prodotti particolari, come le cioccolate al peperoncino, al caffè, all’arancia o alla cannella. Mai, però, potremmo immaginare di ritrovare tra i gusti un non molto allettante “formaggio e cipolle. Quest’ultimo è un ortaggio particolare: seminato in febbraio e raccolto in agosto, si fa asciugare al sole e si può conservare fino alla primavera seguente. Di colore biondo, in cucina si apprezza per la sua nota aromatica e mai aggressiva. Proprio questo tratto più dolce e aromatico trova un connubio perfetto con il cioccolato: la cipolla non emerge subito, ma si sente netta, con la sua dolcezza, nel retrogusto in un equilibrio davvero interessante”,  Tuttavia, questo particolare tipo di cioccolata, sta spopolando negli Stati Uniti di certo non la patria del mangiare bene. L’azienda ha prodotto al momento 100.000 tavolette ma, visto il grande successo, molte altre verranno presto immesse sul mercato..

Il pane fatto in casa è un esperienza da fare

Fare il pane in casa da soli è un’esperienza che va provata almeno una volta. Sicuramente il suo profumo durante la cottura inonderà la vostra cucina e quando lo servirete nel suo cestino sulla vostra tavola farà la differenza, il miglior  accompagno delle vostre squisite pietanze. Ecco alcune accortezze da seguire, sono molto semplici e la pratica attraverso la quale è possibile ottenere un buon risultato alla portata di tutti. La farina è importante: sceglietela sempre di qualità. Ricordate che mescolare diversi tipi di farina, con criterio, può dare al pane un gusto e una friabilità ancora migliore. Provate, per esempio, a mescolare in parti uguali farina 0 per panificazione e farina di manitoba  La consistenza dell’impasto deve essere morbida ma compatta: se l’impasto è troppo duro, aggiungete acqua tiepida a piccole dosi, altrimenti faticherà a lievitare. Se, al contrario, l’impasto è eccessivamente morbido, aggiungete a poco a poco della farina. Lasciate sempre lievitare l’impasto per il tempo necessario, senza accelerare la preparazione. Anche la temperatura è importante: coprite l’impasto con un canovaccio appena inumidito e lasciatelo riposare su un mobile nella cucina Non mettete il lievito a contatto diretto con il sale. L’acqua è un ingrediente fondamentale e se presenta impurità nella composizione il risultato ne risentirebbe fortemente La temperatura del forno deve essere inversamente proporzionale alle dimensioni della pagnotta: pagnotte più grandi richiedono temperature più basse e cotture più lunghe Una volta che il pane è lievitato, lavoratelo con estrema cura: è molto delicato in questa fase, pertanto non deve essere sbattuto o toccato eccessivamente. Formate delle pagnotte o degli sfilatini, incideteli in superficie, lasciateli lievitare ancora un po’ e poi infornate

Sliced loaf of bread with crispy crust

Gli ortaggi non solo si mangiano…si suonano

Siete davvero convinti che zucche, carote, peperoni e sedano servano solo per preparare gustose insalate? Forse non avevate ancora visto l’orchestra che suona solo gli ortaggi la Vienna Vegetable Orchestra, la prima band che suona con gli ortaggi! Il progetto musicale è iniziato 15 anni fa per gioco. L’orchestra, formata da 12 elementi, è ben presto cresciuta in tutta Europa, facendo appassionare la gente sia alla musica che ai temi ambientali, di cui il gruppo si fa portavoce. L’orchestra singolare, voluta oltre dieci anni fa da Dale Stuckenbruck, 63enne musicista tedesco che insegnava musica a Long Island. Orchestra singolare, dicevamo, ma non l’unica: esiste un’orchestra vegetale viennese già da parecchio tempo, stessa cosa per la London Vegetable Orchestra; ma è l’unica orchestra di questo tipo a New York, chiamata a esibirsi nelle scuole, nelle biblioteche, negli eventi più diversi. È anche comparsa in un piccolo film .Ai musicisti non è richiesto solo l’impegno ordinario fatto di note e spartiti: la durata degli strumenti vegetali è breve, prima di ogni sessione di prove ne devono costruire di “freschi” intagliando zucche, meloni e carote. Per ogni concerto servono circa 70 chili di verdura ed oltre tre ore per prepararli artigianalmente come strumenti musicali. Ecco, così, che nascono violini fatti di porri, trombe di peperoni, batterie di zucche, tamburi di sedano e flauti di carote. Gli strumenti vengono conservati in acqua e ghiaccio in modo che restino sodi a lungo e producano suoni nitidi.La Vegetable Orchestra è in grado di riprodurre qualsiasi tipo di musica, dal jazz a quella elettronica, con l’obiettivo di far scoprire i suoni naturali insiti in ciascun ortaggio. Durante la performance musicale, inoltre, il pubblico riceve anche una zuppa calda di verdure.

Metti una sera a cena…

Metti che una sera a cena ti viene voglia di stupire i tuoi amici….La fonduta di formaggio è un piatto tipicamente svizzero, conviviale, pensato per riunire le persone intorno ad una pietanza collettiva gustosa e molto stuzzicante. La fonduta prevede la fusione di due o più formaggi in un pentolino apposito chiamato caquelon, cioè un contenitore in ceramica, ghisa, rame o acciaio dal fondo molto spesso, per evitare che il contenuto bruci. Sul fondo della pentola infatti si forma sempre una crosta assai prelibata che viene gustata per ultima. Le ricette per la fonduta sono numerose anche se le due più classiche sono quella svizzera, appunto, con groviera, vino e liquore, oppure quella valdostana, con la fontina. 400 g di formaggio fontina doc.30 g di burro 4 tuorli d’uovo 25 cl di latte intero fresco. Pan carrè oppure verdure facoltativo: olio al tartufo bianco o tartufo bianco in scaglie. Tagliate a pezzetti la fontina, ponetela in una ciotola e unitela al latte: lasciatela riposare per 4 ore circa, fuori dal frigo. Successivamente in una pentola dal fondo spesso fate sciogliere il burro e unite la fontina con il latte. Tenete la fiamma bassa, mescolate con delicatezza e quando il formaggio è sciolto aggiungete i tuorli d’uovo, incorporandoli velocemente per evitare che solidifichino. Mescolate con calma e facendo con il mestolo movimento a forma di “8” e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per 20 minuti. Aggiungete due cucchiaini di olio al tartufo bianco oppure qualche scaglia, se vi piace. Tagliate il pan carrè a quadratini oppure le verdure che preferite, cotte o crude, che poi potrete intingere nella fonduta. La fonduta può anche essere versata sulla polenta. Buon appetito!

Romantiche candele

Quando pensate ad una candela sicuramente vi verranno in mente situazioni romantiche, come ad esempio una cena a due. Oppure un bel bagno rilassante con la vasca circondata da piccole candele che creano giochi di luce sul muro. Tutto questo può essere presente proprio a casa vostra! Non fa parte solo di un immaginario così distante dalla vostra quotidianità! Comperare delle candele profumate per la vostra casa è un gesto semplice ma ricco di valore. Oggi la funzione della candela è totalmente cambiata rispetto al passato. Se prima la sua unica funzione era quella di illuminare o di venire in soccorso in momenti di emergenza, oggi le candele sono profumate, inebriano la casa di piacevoli essenze e le loro forme e i loro colori così particolari le rendono veri e propri complementi d’arredo. Provate e mettere delle candele profumate e colorate su una mensola bianca e vedrete il bell’effetto che faranno nella vostra stanza. Provate poi anche ad accenderle e chiunque si accorgerà della loro silenziosa, ma così costante presenza. Prima dell’acquisto verificate sempre la loro profumazione e pensate a dove posizionarle all’interno della vostra casa. Potreste sceglierne un paio diverse per ogni stanza, così da cambiare profumazione a seconda di dove vi troviate. Una candela può essere anche un piacevole pensiero da fare per Natale o per qualsiasi ricorrenza. Chiunque sarà felice di ricevere un oggetto così semplice eppure così ricco di intensità e profumo. Le candele profumate migliori sono quelle a base di oli essenziali: sostanze naturali dall’intensa fragranza, perfette per rendere ancor più “casa” la vostra abitazione.

Week end al cioccolato…

Quando si parla di cioccolato in Italia, una città ha il primato si parla di Torino. In nessun’altra città si trova una tradizione così rilevante per quel che riguarda il cosiddetto “cibo degli dei”. Il Gianduja è certamente il re della tradizione gastronomica torinese: un impasto di cacao finissimo arricchito da nocciole del Piemonte che si può gustare nella variante dei famosissimi gianduiotti, ma anche in crema da spalmare, in tavolette o in tazza Per i golosi, e non, abbiamo pensato ad un week end con il tour del cioccolato da fare nelle migliori cioccolaterie di Torino, dalle storiche alle più recenti, per gustare le delizie che i maestri cioccolatai hanno saputo preparare….La cioccolateria di Guido Castagna è abbastanza giovane rispetto alle storiche cioccolaterie torinesi ,ma nel giro di poco tempo ha saputo affermarsi non solo come una delle migliori, d’Italia. Se volete gustare i tipici gianduiotti torinesi, allora è d’obbligo una tappa da Castagna perchè il suo “Gianduiotto” è certamente tra i migliori in assoluto. In uno dei paradisi del cioccolato torinese del maitre chocolatier più famoso d’Italia, Guido Gobino, potrete assaggiare un cioccolato davvero da favola e non esageriamo: cremino al sale, tourinot maximo, cioccolata calda, bicerin … ce n’è per tutti i palati! Non è una delle cioccolaterie storiche di Torino, ma è sulla buona strada. La Perla dedica una speciale linea di prodotti  Pronti ad assaggiare le delizie di cioccolato di questa cioccolateria? Da provare senza indugi i loro tartufi nella versione cioccolato fondente o al cioccolato bianco e pistacchio e le creme spalmabili anche queste in vari gusti, dal gianduja al pistacchio passando per il fondente alle nocciole.

Mangiare fuori casa

Mangiare un panino per pranzo? E’ possibile ed è anche un alimento sano e nutriente se si rispettano alcune semplici regole e si usa un pizzico di creatività. Tante sono le persone, che durante la giornata, hanno una pausa pranzo veloce, devono mangiare fuori casa e un panino può essere spesso un’alternativa pratica da trasportare. Vediamo alcune semplici regole, per spezzare la monotonia, dimentichiamo il solito panino bianco con prosciutto, formaggio, maionese e insalata e diamo sfogo alla creatività. ll pane è importante che sia integrale, Evitare il più possibile gli affettati, perchè contengono una quantità di sale eccessiva, che sommata a quella contenuta nel pane bianco, supera quasi il fabbisogno di sodio dell’intera giornata. Utilizzare tanta verdura, cotta, cruda o grigliata. Asparagi, crauti, verza, spinaci, carote, poi qualcosa di veramente vario e gustoso: melanzane, zucchine, peperoni, cetrioli, pomodori, cipolle … solo per dirne qualcuna. Anche le conserve sott’olio, in quantità minima, possono andare bene: pomodori secchi, funghi, cetriolini, olive, carciofini, che, grazie all‘olio contenuto, possono prendere il posto di un’eventuale salsa, contribuendo alla morbidezza del panino. Per dare un gusto più saporito molto meglio utilizzare qualche scaglia di un buon formaggio stagionato, per esempio il parmigiano, che abbondare invece con più fette di un formaggio di qualità non meglio definita, magari già porzionato . Utilizzare fonti di proteine in alternativa al formaggio, per esempio il pesce: tonno, gamberetti, oppure le uova: sode, strapazzate o in frittata, oppure i legumi: piselli, fagioli o ceci. Questi ultimi possono dar vita anche ad una salsa perfetta per condire il nostro panino, non servono inoltre ketchup, burro o maionese, ma ci sono così tante salse! Oltre l’hummus, la salsa Tzatziki: una salsa tipica greca a base di yogurt e cetrioli , oppure il guacamole a base di avocado, alimento ottimo, il pesto di basilico, il pesto di rucola, pasta di olive…E poi via alla fantasia, ben venga anche la frutta secca: noci e miele o burro di arachidi fatto in casa…