Idee per la casa

In queste splendide giornate di sole dove tutto riprende a risvegliarsi dal sonno profondo dell’inverno, ecco alcune idee per rendere più accogliente la tua casa. Iniziamo dall’ingresso L’entrata e la porta di ingresso sono il biglietto da visita della casa. Ravvivali verniciando, se puoi, il portone di un colore caldo. Qualunque sia il colore scelto, polvere, ragnatele e sporco possono rendere tetro il più adorabile degli ingressi, combattili con la scopa. Puoi piantare, in una ciotola o in un vaso, che poi coprirai con un elegante porta vaso, un po’ di lavanda o del gelsomino rampicante a entrambi i lati della porta, un modo facile per donare un profumo avvolgente che darà il benvenuto a te e ai tuoi ospiti ogni volta che entrate. Dai un nuovo slancio ai libri Anche se le librerie sono indubbiamente belle, i libri potrebbero fare una bella figura anche in giro per casa. Per esempio sul tavolo del soggiorno: prova ad appoggiare in cima a qualche libro dalla copertina rigida un vaso di fiori, è un modo facile per trasformare i volumi in soprammobili. Oppure prendi delle cassette di legno di  altezze e larghezze diverse fissale ala muro sopra  al tuo letto, riempile di libri. Oppure mettile ai pedi del letto e aggiungi un plaid o un cuscino: avrai una panca da usare anche come spazio per la lettura. Personalizza i mobili Cerca di fare in modo che in ogni stanza della casa ci sia un mobile o un oggetto speciale per te, in questo modo renderai la casa più personale e più invitante per i tuoi cari. Che tu voglia personalizzare i mobili verniciandoli, oppure alternare pezzi d’epoca ereditati a acquisti moderni, oppure cambiare le maniglie degli sportelli… esprimere la propria personalità darà vita a un’atmosfera unica.

Belli e buoni

Magari siete abilissimi a preparare torte, biscotti e dolci al cucchiaio ma non sapete come impiattarli per servirli al meglio ai vostri ospiti. Non è poi così difficile, spesso basta riesumare gli antichi accessori, oltre che gli antichi sapori ! Provate, ad esempio, a presentare il vostro tiramisù non nella tipica coppetta ma in una barattolo di vetro, uno di quelli in cui la nonna metteva la marmellata appena fatta, con il tappo a chiusura ermetica: basterà decorare il contenitore con un nastrino e non vi servirà altro per rendere il vostro dessert davvero speciale. Un’altra idea? Sistemate una fetta di torta al cioccolato su un lato del piatto, guarnitela con un lampone e decorate l’altra metà del piatto con un ciuffo di crema chantilly, lasciando il centro libero per una spennellata di salsa alla frutta con cui potrete anche osare una firma d’artista o qualunque altra cosa vogliate scrivere o disegnare: il piatto sarà così bello da far venir voglia di lasciarlo intero! Se decidete di preparare le porzioni per ogni ospite scegliete sempre un piatto capiente e cercate di disporre le pietanze distanziate l’una dall’altra, con la vostra preferita al centro e le altre intorno, optando per quantità capaci di sfamare ma al tempo stesso senza esagerare per dare comunque un’impronta elegante al piatto. Bastano pochi elementi disposti in modo ordinato, il più possibile colorati e dalle forme varie e fantasiose. Adesso tocca a voi, buon divertimento!

 

In cucina con i bambini

Torniamo a parlare dei piccoli di casa e di come trovare le giuste ricette e i giusti giochi culinari per passare del tempo in cucina in loro compagnia. Tra educazione e divertimento. Cucinare insieme può essere un modo per imparare a scoprire le tradizioni degli altri Paesi e per aprirsi a nuovi mondi culturali. Perché quindi non provare a cucinare le chapati indiane o le tortillas di mais del Perù? Usate come sostitutive del pane, sono molto semplici da preparare e permettono di viaggiare anche solo con la mente. Per le chapati si usa la farina integrale: chiedete ai piccoli di versarla in una ciotola e pian piano di unire un po’ alla volta dell’acqua fredda. Poi insieme lavorate l’impasto con le mani, fino a farlo diventare una palla compatta. Lasciate riposare per 15 minuti e poi dividetevi i compiti. Gli adulti stendono l’impasto e i piccoli gli danno la forma. Con delle tazze chiedete ai bimbi di ricavare tanti dischi. Cuocete per pochi minuti in una padella antiaderente senza olio. Una volta pronti divertitevi a farcirli seguendo la fantasia e le voglie dei bambini. E nel frattempo? Cercate delle favole indiane: raccontatele e chiedete loro di inventarne di nuove, magari a partire dai chapati. Un esempio? “Quel giorno Sasha, tornando da scuola, sentì un profumo di chapati provenire dalla cucina…”.La cucina diventa così anche uno strumento di integrazione e di scambio, e soprattutto di apprendimento. Infine, perché non aggiungere alle specialità etniche un buon dessert della tradizione italiana? Cucinate con i bambini un ottimo Preparato per Bônet con granella e caramellato cameo e godetevi del tempo in famiglia!

La Super Luna

Il cielo continua a regalare spettacolo. Il 19 febbraio 2019 è il giorno della Superluna, una luna piena spettacolare considerata uno degli eventi astronomici più emozionanti dell’anno. La luna apparirà, infatti, più brillante e luminosa che mai perché si troverà esattamente nel punto della sua orbita più vicina alla Terra, chiamato perigeo. È un appuntamento da non perdere”, La Superluna sarà “il 7% più grande e il 30% più luminosa di una normale luna piena” spiega l’Unione Astrofili Italiani . Il motivo? Per intendersi, con ‘Superluna’ si intende comunemente quell’evento astronomico che si verifica quando il nostro satellite si trova nel suo perigeo, cioè nel punto di minima distanza dalla Terra. In poche parole, la luna sarà più grande e luminosa perché fisicamente molto più vicina a noi: mai, per tutto il 2019, avremo una Luna piena più vicina di così, quindi stasera sedetevi o sdraiatevi comodamente osservate il cielo  ed osservate e immortalate con una foto questa meraviglia

Un bucato morbido senza ammorbidente

Avere il bucato morbido e profumato quando aprite il cassetto, senza l’uso dell’ammorbidente non è così difficile, specialmente per le casalinghe. Il bucato migliore si ottiene con il lavaggio a mano ma per comodità spesso usiamo alla lavatrice. Abitualmente per ottenere il bucato desiderato in lavatrice si adoperano durante il lavaggio prodotti specifici: sbiancante, smacchiante e ammorbidente. Il risultato potrebbe sembrare buono, ma in compenso c’è un aspetto che non possiamo affatto sottovalutare: questi prodotti sono chimici! Ecco che nasce la necessità di utilizzare dei prodotti 100% naturali che rispettino l’ambiente, ma anche noi stessi.Quando si pensa ad un bucato fresco e profumato, viene con sé anche l’idea di morbidezza. La prima alternativa agli ammorbidenti chimici, reperibili in commercio, è il bicarbonato di sodio. Ottimo rimpiazzo dell’ammorbidente classico. Versiamo nel cestello un po’ di bicarbonato miscelato con acqua prima di attivare il lavaggio. Il bicarbonato ha il compito di rendere l’acqua del lavaggio più dolce, quindi abbasserà il livello di calcio contenuto in essa. In questo modo il bucato non indurirà a causa del calcare e risulterà molto soffice.Un prodotto totalmente naturale da utilizzare al posto dell’ammorbidente è l’aceto. Fate attenzione a non metterlo direttamente nel cestello della lavatrice insieme ai capi da lavare. Così facendo eviteremo che l’aceto venga in contatto con il detersivo, altrimenti renderebbero nullo reciprocamente il proprio effetto.Quando alcuni capi risultano molto duri, molto spesso la questione riguarda la loro elettricità statica. Si possono prendere in questi casi dei piccoli accorgimenti per ridurla o eliminarla del tutto. Se mettete un foglio di alluminio accartocciato all’interno del cestello, potrete avere dei capi molto morbidi. La stessa cosa vale se inserite due palline da tennis. Altro consiglio, suddividere i capi naturali da quelli sintetici, è possibile così mantenere ogni singolo capo soffice.L’acido citrico è l’ammorbidente naturale per eccellenza. Il composto si prepara semplicemente mescolando 500 ml di acqua con 3 cucchiai di acido citrico. Potete versarlo direttamente nello scomparto destinato all’ammorbidente. In questo modo si sortirà lo stesso effetto, se non migliore, di un prodotto chimico.

L’ ikigai

Cosa ti spinge, dopo il suono della sveglia, fuori dal letto al mattino? Alla domanda su quale sia il fattore più potente che contribuisce alla salute e alla vitalità di una persona, il medico Serrallach ha risposto senza esitazione: avere un senso di scopo. Serrallach conferma che, mentre alcuni dei suoi pazienti hanno sviluppato buoni regimi di nutrizione, stile di vita e movimento adeguato per sostenere il loro benessere, quelli senza un chiaro senso dello scopo nella loro vita continuano a lottare con problemi … La qualità distintiva di molti dei suoi pazienti più sani  è che sembrano essere i più allineati verso qualche obiettivo primario legato al significato della loro vita.La cultura giapponese ha in realtà una parola che affronta questo obiettivo. La parola è ikigai e si traduce come “ragione per essere”.Secondo i giapponesi, tutti hanno un ikigai. Trovarlo spesso richiede un’indagine approfondita e una lunga ‘ricerca di sé’ Il termine ikigai è composto da due parole giapponesi: iki, che si riferisce alla vita, e kai, che significa più o meno “la realizzazione di ciò che ci si aspetta e si spera”. Spezzando la parola e il suo simbolo associato, l’ikigai è visto come la convergenza di quattro elementi primari: Quello che ami (la tua passione) Ciò di cui il mondo ha bisogno (la tua missione) In cosa sei bravo (la tua vocazione)in cosa puoi essere pagato (la tua professione) La parola ikigai, quello spazio nel mezzo di questi quattro elementi, è vista come la fonte di valore o ciò che rende veramente utile la vita di una persona. In Giappone, l’ikigai è considerato “un motivo per alzarsi al mattino”. È interessante notare che, mentre incorpora certamente gli aspetti finanziari della vita, la parola è più spesso usata per riferirsi allo stato mentale e spirituale, in contrasto con il nostro attuale status economico.Anche se stiamo attraversando un periodo oscuro o impegnativo, qualora ci stiamo muovendo con uno scopo, qualora ci sentiamo chiamati verso qualcosa o abbiamo un obiettivo chiaro in mente, potremmo ancora sperimentare l’ikigai. Spesso i comportamenti che ci fanno sentire l’ikigai non sono quelli che siamo costretti a prendere in base alle aspettative del mondo che ci circonda, ma piuttosto sono le azioni naturali e le risposte spontanee che emergono da una connessione profonda e diretta con la vita.

Piante grasse resistenti, e dalle forme meravigliose

La ritenzione idrica non è un problema per le piante grasse, del resto potremmo però essere più gentili e chiamarle con un nome davvero appropriato…In botanica questo tipo di piante si chiamano “succulente”, perché i loro tessuti sono inzuppati di acqua, per cui hanno un aspetto… molto ‘carnoso’ e un po’ cicciotto! Nel fusto delle piante succulente ci sono dei capienti vacuoli, organuli cellulari presenti delle cellule vegetali, dove l’acqua e le sostanze nutritive rimangono accumulate diventando dei veri e propri serbatoi che rilasciano l’acqua nei momenti di siccità. Per questa caratteristica è più corretto definire le piante grasse come piante succulente, in quanto hanno trasformato nel tempo i loro tessuti, foglie, fusto, radici, per adattarli a sopravvivere a lunghi periodi di siccità e per contenere una grande quantità di liquidi. E l’acqua del resto…non è… grassa!