Se fai la dieta sei meno intelligente

Fare la dieta potrebbe essere sintomo di scarsa intelligenza. A dirlo uno studio, che dimostra come i soggetti a dieta hanno, con maggiore frequenza, ridotte capacità mentali rispetto a coloro che mangiano liberamente. La spiegazione di questa minore intelligenza? La dieta, nonostante ci faccia sentire meglio con noi stessi, stancherebbe il cervello, rendendolo meno performante. Per arrivare a questa conclusione sono stati effettuati diversi esperimenti su l’ atteggiamento di alcune persone, analizzando le differenze tra chi era a dieta e chi, invece, mangiava in modo regolare. In uno dei test è stato messo a disposizione uno snack al cioccolato. I soggetti non a dieta lo hanno mangiato senza esitazione, chi era a dieta, invece, ha esitato, chiedendosi quante calorie avessero assunto. Sempre alle prese con insalate insipide, sedano e carote  attenti alla cura maniacale per grammi e porzioni e sostenitori accaniti della tipica espressione «Non bevo alcool, fa ingrassare»? Beh, se fate tutto ciò potresti essere meno intelligenti. Proprio questo conteggio continuo delle calorie, secondo lo studio, non permetterebbe al cervello di concentrarsi in altri compiti e funzioni. Da una parte, dice il professore, la dieta ci fa sentire meglio con noi stessi, dall’altra affatica il cervello e lo rende meno efficace. Come rimediare  correndo  ai ripari con una spaghettata aglio olio, e peperoncino.

diet

2 pensieri su “Se fai la dieta sei meno intelligente

  1. Aggiungo una integrazione all’articolo, benché priva, come al solito, di riferimenti accademici decenti.
    Ricordo di aver letto (qui, da qualche parte: https://youarenotsosmart.com/) che la forza di volontà, quella necessaria a resistere alle tentazioni, è per larga parte assimilabile al glucosio nel sangue.
    Quindi più zuccheri nel sangue implicano maggiore volitività, motivazione più forte, e tutto quello che ne consegue. Ogni atto di autocontrollo consuma glucosio e volontà.
    Ovviamente chi è a dieta stretta deve consumare le proprie riserve di volontà per ridurre ulteriormente il glucosio nel sangue, costringendosi a essere doppiamente stremato.
    Forse l”intelligenza’ a cui si riferisce l’articolo è più simile all’energia mentale – non che i risultati finali siano diversi in nessun modo 🙂
    PS: e comunque tutte le mie affermazioni sarebbero più interessanti se avvallate da uno specialista accademico

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