Siete sommerse da valanghe di inviti ai matrimoni di amici e parenti, ma voi siete single? Niente paura, abbiamo la soluzione a come sopravvivere a questa stagione. Se non sapete come affrontare questo momento, siete nel posto giusto. Uno dei primi consigli è quello di trovare un accompagnatore nella cerchia dei vostri amici o conoscenti, in modo tale da non sentirvi a disagio. Ovviamente, la cosa importante è di scegliere un single; chissà, magari scoppia il colpo di fulmine. Se ciò che più vi turba è rimanere sole e in disparte, cercate di circondarvi di amiche. Un consiglio è di chiedere agli sposi di inserirvi nel tavolo con le persone che conoscete, meglio! Anche se vi sentite come un pesce fuor d’acqua, perché siete circondate da amore e coppiette con gli occhi a cuoricino, non dovete scordare che si tratta pur sempre del matrimonio di una persona a voi cara. Quindi, il consiglio è di sorridere sempre, in modo da non fare la figura della “zitella acida”. Un altro vantaggio dell’essere single a un matrimonio è di godersi appieno la festa. Cosa vuol dire? Significa affrontare l’evento come fosse un qualsiasi party. Quindi, godetevi tutto dal buffet all’open bar, fino al momento in cui si aprono le danze. Se il matrimonio è in una città diversa, oppure, in campagna o al mare, avete l’occasione di viaggiare e conoscere un posto nuovo. Quindi, se siete single cogliete il lato positivo di questo matrimonio, perché avrete la possibilità di fare una piccola vacanza per staccare dalla routine e rilassarvi. Cogliete l’occasione per passeggiare prendervi un’ora di sole sulla spiaggia e fare delle bellissime foto ricordo. E poi ricordatevi.. da domani la sposa si renderà conto cosa vuol dire restare single ….a lungo!
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I single sono più sani
Più volte si è sentito dire da alcune persone che hanno raggiunto il secolo di età, che il segreto della loro longevità era da ricercare nello status di persone sole, nel senso di nubili/celibi; da uno studio effettuato è emerso che c’è una correlazione tra il non essere in coppia e l’essere più in salute. Sebbene la regola non sia valida per tutti, ma dipenda anche da molte altre variabili, come età, sesso, stile di vita, motivazioni per cui non si è in coppia e inclinazioni personali, pare proprio che i single siano più sani di chi vive con un compagno/a. Quindi altro che zittelle e zittelloni depressi, alla ricerca continua di affetto, di dolci e cioccolato consolatorio, o che trascorrono notti insonni, gli scapoloni sono persone più in salute! Sia l’essere single che l’essere in coppia ha vantaggi e svantaggi, tuttavia pare che i privilegi dell’essere soli siano parecchi e spiegherebbero anche i benefici sulla salute. Lontani dallo spingere le persone a stare sole, in questo contesto ci limitiamo a riportare alcune informazioni tratte dalla ricerca, se la solitudine poi pesa allora difficilmente si starà bene come se in una relazione si litiga sempre si avranno conseguenze negative Le persone che non hanno un coniuge da “badare” hanno più tempo da dedicare all’attività fisica, al giardinaggio, ai loro hobby, a passare ore distesi a leggere un buon libro Le ricerche confermano che le persone sposate dopo qualche anno di matrimonio tendono ad ingrassare perché hanno un’alimentazione peggiore rispetto ai single, che invece mangiano più sano. Inoltre chi vive una relazione infelice e deludente tende a vivere il cibo come consolatorio scegliendo alimenti dolci e alimenti ricchi di zuccheri, quindi che fanno male. Si sa che la vita di coppia, alla lunga, porta ad aver sempre meno vita sociale e i numerosi impegni famigliari allontanano anche dalle amicizie, a parte qualche cena tra amici si tende a diventare poltroni. I single, invece, avrebbero più contatti e questo li aiuterebbe a stare meglio ed in salute. Perché i single sono più sani? Perché hanno meno pensieri stressanti e angosce mentre chi ha una famiglia ha un maggior senso di responsabilità e un carico maggiore e lo stress è dannoso per la salute! Inoltre apre anche che i single fanno più sesso delle persone in coppia perché purtroppo la quotidianità porta al calo del desiderio.