Il nostro corpo comunica con noi

Il nostro corpo comunica con noi in ogni momento, per questo conoscere la nostra respirazione è importante per gestire al meglio emozioni e pensieri, soprattutto se negativi, stressanti o ricorrenti. Ritaglia un piccolo spazio per te in un luogo tranquillo in giardino, in riva al mare, o più semplicemente in una stanza in casa o mentre fai la pausa al lavoro, prova a prendere consapevolezza del tuo corpo che respira. Assumi una posizione comoda e, se preferisci, chiudi gli occhi. Inspira profondamente dal naso cercando di sentire l’aria che vi entra e si diffonde nel corpo e prova a percepire ciò che questo processo genera in te. Espira poi con la bocca e, allo stesso modo, presta attenzione alle sensazioni corporee. Mentre si praticano esercizi di respirazione e, in generale durante la giornata, è piuttosto frequente che molti altri pensieri invadano la mente o che la mente si sganci dal qui e ora per vagare chissà dove. La pratica della presenza mentale consiste nel prendere consapevolezza dei pensieri che arrivano alla mente, guardarli senza giudizio, accettandoli per come sono. E’ possibile allenarsi in ogni momento della giornata, focalizzando attenzione e concentrazione su ciò che stiamo facendo, convogliando tutte le nostre energie fisiche e mentali sul nostro compito, lasciando scorrere altrove stimoli e pensieri distraenti. Non è affatto facile, ma con tempo, costanza e pratica, potrebbe diventare la tua nuova abitudine !

Una cosa meravigliosa !!

È composto per il 70% di acqua. Riceve un quinto del sangue che circola nel tuo corpo e usa circa il 20% dell’ossigeno che ti serve per vivere. Contiene quasi 86 miliardi di neuroni e produce 70.000 pensieri al giorno. Il tuo cervello è davvero capace di cose incredibili. La memoria, l’apprendimento, le emozioni, il pensiero e tutte le attività volontarie e involontarie. Ma la cosa più eccezionale è che risulta più attivo quando dormi rispetto a quando sei sveglio. Perché proprio in quel momento produce quelle cose meravigliose che chiamiamo sogni. Sogni, visioni e idee! Merce che l’Italia deve tornare produrre. Perché, mai come in questo tempo, ne abbiamo bisogno per trasformare questo Paese. E allora cominciamo nuovamente farlo. A distenderci su un prato di margherite, a dondolarci su un amaca, a sedersi in riva al mare, a sognare ad alta voce. Com’è il Paese che vorresti? Qual è il tuo sogno?

Metti una mattina d’inverno….insieme a un desiderio…

Metti una mattina d’inverno quando il gelo imbianca le strade e tutto quello che c’è intorno, metti anche un giardino ben arredato con comodi divani, poltrone, amache, mettici sopra un cielo azzurro illuminato da una luna piena o da un sole abbagliante e desidera……L’etimologia della parola desiderio è una delle più misteriose e suggestive della lingua italiana. Deriva dal latino “de-sidera”, composto dalla preposizione “de” che indica privazione e mancanza, e dal termine “sidus” che significa stella. Desiderare, quindi, significa letteralmente, “mancanza di stelle”, nel senso di “avvertire la mancanza delle stelle”, di quei buoni presagi, dei buoni auspici necessari nel corso della vita. Per estensione, il verbo desiderare, ha assunto anche l’accezione corrente, di sentimento intenso che spinge a cercare il possesso, il raggiungimento o l’attuazione di ciò che può appagare un bisogno fisico o immateriale. Anche in questi giorni, non smettiamo di desiderare le stelle spesso disseminate a contorno di un cielo azzurro infinito Non smettiamo di desiderare. In fondo, è una delle cose più belle per un essere umano.

Le colline di cioccolato

Una delle 7000 isole del’arcipelago delle Filippine è Bohol e custodisce al suo interno una meraviglia della natura conosciuta con il nome di Chocolate Hills, le Colline di Cioccolato. Questi particolari rilievi sono un’attrazione turistica che richiama ogni anno migliaia di visitatori, incuriositi dal loro fenomeno. Non sono però le uniche al mondo: esistono fenomeni simili anche in Australia e in Indonesia, ma queste sono particolarmente avvincenti perché al loro interno racchiudono grotte e sorgenti. Le colline si sono formate con il deposito di corallo, levigati dall’azione corrosiva dell’acqua piovana, ragione per cui oggi presentano una forma insolita. Le colline sono oltre 1200 e la loro altitudine varia tra i 30 e i 50 metri, dislocate tra le città nelle città di Carmen, Batuang e Sagbayan.Il motivo del loro curioso nome deriva dalla conformazione. Le Colline di Cioccolato sono interamente coperte di piante e di prati verdissime che nella stagione calda cambiano colore e diventano marroni. Il loro colore assume una tinta che riproduce esattamente il colore del cioccolato, creando in questo modo un paesaggio da favola. Sono un luogo molto affascinante e ricco di leggende. Per avere una vista d’insieme del paesaggio e scattare fotografie uniche, si può raggiungere il punto di osservazione con una salita di 214 gradini. Oltre alla spiegazione scientifica, ci sono due leggende che raccontano l’origine delle Colline di Cioccolato. La prima narra che le colline si fossero formate in seguito a un litigio tra due giganti, i quali si erano tirati pietre e sabbia, creando in questo modo i rilievi rotondi che vediamo L’altra leggenda invece vede come primo attore un gigante chiamato Arogo, innamorato di una ragazza di nome Aloya. Quando l’amata morì, il gigante iniziò a piangere e le sue lacrime si trasformarono nelle colline della provincia di Bohol, come simbolo del suo lutto senza fine.

 

Le buone norme dell’accoglienza

Si possono accogliere ospiti noti, ospiti sconosciuti, ospiti talvolta scomodi, oppure inaspettati. Si possono accogliere presso la propria residenza, il proprio studio, all’interno del vostro negozio ,o anche in ufficio prima di una riunione. Ogni ospite vi ringrazierà per averlo accolto nel migliore dei modi. Gli ospiti si ricevono all’ingresso, o alla porta se si è a casa, li si saluta in modo cordiale con il Buon Giorno o Buona Sera, e se non li si conosce, si attende che siano loro a presentarsi. Ricordatevi bene i loro nomi nel caso li doveste ripresentare dopo l’ingresso, ciò avviene spesso in un ufficio. Se invece sono clienti o ospiti del vostro negozio non dimenticate mai di salutarli al loro ingresso ed alla loro uscita, anche se non hanno comperato nulla. Un consiglio: evitiamo il “Salve”, non perché poco corretto, ma forse un po’ poco attuale, e limitiamo il “Ciao” a meno che non si conosca l’ospite molto bene o questo non sia un bambino .Partiamo dalla situazione più abituale, la casa. Quando si ricevono i propri ospiti si prendono in consegna anche giacche, giacconi, cappotti, cappelli, ombrelli ed eventuali borse. Evitate che eventuali animali domestici possano causare qualsivoglia danno a tali indumenti, borse, cappelli etc. Se un ospite porta con sé un regalo o un dolce, una bottiglia od un omaggio per la padrona di casa, questo sempre gradito, fate in modo di valorizzarlo e non lasciatelo nella cabina armadio o accanto all’attaccapanni, non sarebbe rispettoso. Se fate accomodare gli ospiti ad una tavola preparata per la cena ricordate che i padroni di casa si siedono normalmente uno di fronte all’altra,e l’ospite di maggior riguardo, il più anziano di età, o il più alto in carica deve andare alla destra della padrona di casa. Il giorno successivo alla cena, ad un appuntamento per il the o dopo un incontro importante, è gradito ringraziare chi vi ha invitato o chi vi ha accolto al meglio. Con un bigliettino scritto a mano e fatto consegnare magari con un piccolo omaggio floreale o goloso o con la bottiglia di vino di cui si è parlato A volte una piccola attenzione nel momento dell’accoglienza può fare la differenza, anche nel semplice saluto… e non dimentichiamo una buona stretta di mano.